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venerdì 24 marzo 2023

Ragazze perbene di Olga Campofreda

 Nelle città di provincia le ragazze perbene si assomigliano tutte. Per sottrarsi a un futuro già raccontato, Clara si trasferisce a Londra, dove insegna italiano a ricchi expat e si trova intrappolata nel vortice degli incontri online. Ma il matrimonio della bellissima cugina Rossella, inseparabile compagna d’infanzia diventata poi modella di abiti da sposa, la richiama a Caserta. Clara si trova così ancora immersa nel mondo da cui è fuggita: all’addio al nubilato della cugina rivede le vecchie compagne di scuola, e nei giorni successivi incontra Luca, lo sposo, con cui aveva stretto in passato un’amicizia clandestina. All’improvviso, però, Rossella scompare senza lasciare traccia. E Clara, convinta che la cugina nasconda qualcosa, scopre nel suo diario un segreto impossibile da confidare, che minaccia il futuro radioso che Rossella ha sempre incarnato. Olga Campofreda toglie il velo sulle seconde vite e i desideri nascosti delle ragazze perbene, i cui destini sono specchio di una femminilità che parla di sacrifici e rinunce, di principi azzurri e segreti, di infelicità che si tramandano nel tempo, di madre in figlia. E racconta la storia di una ragazza che si ribella a sogni e consuetudini già logore, per inventare una strada nuova, tutta sua, da costruire con consapevolezza giorno dopo giorno.


Olga Campofreda ha scritto un romanzo forte e affascinante che trascina chi legge nel disagio di un adolescenza vissuta con le etichette cucite addosso dalla famiglia e dalla società.

Clara e Rossella sono due cugine che, dopo aver vissuto parte della loro vita insieme, tra aspettative disattese e occasioni perse, si ritroveranno dopo tanti anni passati distanti. 

La loro vicenda è la stessa di chi è fuggito, ma anche di chi è rimasto, quando nel frattempo attorno maturava un fermento sociale dove in particolare la donna rivendicava la sua emancipazione nei confronti di un mondo che proponeva solo modelli da imitare; è la storia di un intera generazione che vive e soffre in maniera diversa ma che si vuole confessare, vuole mettersi a nudo non risparmiando anche quello che non si vuole raccontare.

Dal racconto emergono due mondi a confronto: da una parte le ragazze perbene, destinate a ruoli non adatti e dall'altra chi fiuta il pericolo e fugge per non crescere senza poter decidere.

Entrambi i mondi, dopo aver combattuto in maniera diversa, inevitabilmente alla fine usciranno sconfitti, vittime di un processo autodistruttivo che da una parte viene causato da chi decide per loro, dalla mancanza di coraggio per ribellarsi e soprattutto dal bisogno di cercare amore solo attraverso la sottomissione; dall'altra parte invece la sconfitta prende le mosse da una fuga che non risolve i problemi, che non risponde alle tante domande che non trovano risposte concrete perchè non abituati a manifestare i propri bisogni, vagando in una dimensione esistenziale che rimane sempre in sospeso tra libertà e voglia di essere.

Clara e Rossella non sono sole in questo romanzo, difatti quasi tutti personaggi che incontreremo, nonostante le tante aspettative e desideri, si ritroveranno a vivere una vita fatta di decisioni non prese, bisognose di non rivivere il passato di altri ma con la triste consapevolezza di non poter intraprendere un altro percorso che non sia quello già vissuto.

Il tema principale del libro quindi gravita su quello detto e non detto, sull'importanza di analizzare il passato per suscitare domande che potenzialmente potevano scuotere le coscienze,   provocando spaccature profonde in un mondo dove tutto era già deciso, portando quindi a esprimere i propri bisogni, le proprie aspirazioni; tutto questo però incontrava un muro eretto dalla società e dalla famiglia e quindi l'unica alternativa per chi voleva essere compreso era scappare da un mondo che mostrava però solo quello che non si voleva essere, destinando chi era fuggito  ad un esistenza non meno complessa.

L'autrice con una prosa acuta, che si sviluppa attraverso una scrittura mai banale ed emotiva che a tratti si lascia contaminare da un dialogo più adatto ad una realtà di provincia, è davvero molto brava nel trasmettere le sensazioni di chi si sente inadeguato nei confronti della vita, degli altri, di chi è diviso tra voglia di libertà e ribellione; messi da parte però tutti gli impulsi, i desideri e le aspettative, il vero intento dell'autrice è quello di farci riflettere su chi siamo veramente, su come ci sentiamo noi quando non c'è nessuno che ci guarda, che ci giudica, quando appunto conquistata quella "libertà" tanto desiderata restiamo soli con noi stessi.

Tanti complimenti sinceri a Olga Campofreda perchè con il suo libro mi ha fatto partecipe di una storia capace di farmi riflettere molto, suscitando domande che impegnano su una risposta che non può essere universale ma personale; un libro che rappresenta una generazione intera, che è un inno alla libertà e un grido che incoraggia ad essere se stessi per non diventare modelli imposti da una società che decide per noi.


giovedì 22 dicembre 2022

Con le ali sbagliate di Gabriele Clima

 Nino, diciassette anni, pochi amici, figlio unico, scopre timidamente i primi amori. Uno su tutti: Tiziano. Nino conosce da sempre la propria omosessualità, ma i suoi genitori (una madre ossessiva e un padre troppo sicuro dell’assolutezza dei propri valori) sono convinti che sia qualcosa di sbagliato, contro natura. Qualcosa da curare. Per questo, Nino si trova nella comunità religiosa gestita da don Claudio, una sorta di “clinica” dove ragazze e ragazzi come lui vanno per “guarire” e ritrovare la loro vera natura, quella voluta da Dio. Quando la situazione diventa insostenibile, la soluzione è la fuga. Inizia così una serie di incontri, alcuni pericolosi, altri salvifici, che Nino farà alla ricerca di sé, per potersi finalmente presentare al mondo come «Nino, maschio, omosessuale»

Il romanzo di Gabriele Clima (ispirato ad una storia vera) è senza dubbio un libro fortescritto con cura e delicatezza da una autore che non risparmia gioie e dolori per parlare di temi importanti come omosessualità e famiglia : nel romanzo malessere e sofferenza si mischiano con amore e speranza che, cullati dalle tante sfumature poetiche, guidano gesti e liberano respiri necessari a vivere una lettura "senza condizioni"; un romanzo "disposto" ad indicarci la strada, non per stabilire cosa è bene e cosa è male, ma semplicemente per aprire il cuore e insegnarci a essere liberi, per vivere svincolati dalla difficoltà di far accettare se stessi agli altri.

Il protagonista è un ragazzo di 17 anni che sembra vivere la sua vita per compiacere gli altri, i suoi genitori specialmente verso i quali si era sempre dimostrato obbediente e diligente; questo atteggiamento non era figlio della paura ma solamente un'espediente per non creare dispiaceri, per non deludere le aspettative di chi amava troppo, trattenendo però tutto dentro, frenando anche quella voglia di vivere in maniera autonoma i suoi sentimenti.

Quando i genitori di Nino si ritroveranno in una situazione dove era più facile scappare invece che comprendere, smarriti e impauriti (mostrando tutta la loro debolezza) sceglieranno la via più semplice per loro, quella che li sottraeva dalla responsabilità di ascoltare e capire, accettando per il figlio la via della "redenzione" utilizzando Dio come "dottore" per guarire quel figlio "malato".

Nino, non sentendosi mai diverso o fuori luogo, aveva accettato senza problemi quel "provvedimento" imposto dai genitori, per assecondarli e non di certo perché sentiva la necessità di riabilitarsi da qualcosa che lui avvertiva come normale; un'occasione per lui per prendere tempo quindi e cercare di capire meglio se stesso, guardandosi dentro e confrontandosi anche con chi, come lui, stava attraversando la sua stessa condizione.

Sarà così che per Nino inizierà un percorso di crescita interiore fatto di tanti incontri e scoperte che, nel dolore e nella speranza, amplificheranno i suoi stati d'animo, arricchendolo dentro, permettendo un'esperienza di vita vissuta in libertà nel bene e nel male, fondamentale non solo per maturare ma per accettare quello che voleva essere; personalmente credo che tra i diversi personaggi incontrati da Nino nel libro, quelli più significativi e importanti per lui siano Sabina e Grace : Sabina, conosciuta nella comunità religiosa di Don Claudio, per Nino è come uno specchio dove scoprire tutta la sua fragilità, l'instabilità e la parte negativa di una coscienza che, se non risvegliata, rischiava di restare silente sotto dubbi e ripensamenti.

Grace invece, appartenente ad un mondo lontano e sconosciuto per Nino, aiuterà il protagonista a riconsiderare coraggio e voglia di vivere come strumenti per accettarsi, attraverso anche un contraddittorio "esasperato", capace però di liberare dal giudizio e dalla necessità di scegliere per cominciare a vivere i sentimenti  in maniera sincera, nella gioia o nella sofferenza.

Attraverso questa sorta di discernimento interiore Nino dopo questa esperienza non uscirà cambiato ma solo più consapevole e sicuro su quello che nel suo profondo aveva già capito, imparando a trovare pace e tranquillità anche in quel mondo dal quale si allontanava spesso, dal quale riusciva a riprendere fiato solo attraverso la musica, capace di ovattare una realtà dominata da dubbi e domande che restituiva tante sconfitte dopo aver illuso con poche vittorie.

Alla fine del viaggio Nino riuscirà a capire che per volare non aveva bisogno di cambiare le sue ali, non aveva bisogno di trovare quelle giuste, ma bastava solamente credere e prendere coraggio per spiccare un volo che nella libertà avrebbe permesso di cambiare direzione e realizzare la cosa più difficile del mondo: fregarsene di tutto e tutti per vivere al massimo la vita.

Tanti complimenti sinceri a Gabriele Clima che con incredibile delicatezza racconta una storia reale, utilizzando onestà anche quando affronta dolore e sofferenza, in una romanzo dove la speranza riesce a demolire la vergogna, dove niente è giusto o sbagliato, dove non ci sono personaggi che evolvono ma che vivono e raccontano quello che sono già, dall'inizio alla fine, attraverso una narrazione sempre leale e sincera ma soprattutto emotivamente vibrante, capace di coinvolgere in prima persona il lettore; un libro che sento di consigliare senza dubbio a tutti i ragazzi ma SOPRATTUTTO a tutti quei genitori ed educatori che a volte trovano davvero troppe difficoltà (e non solo) nell'affrontare certi argomenti, tematiche alle quali i ragazzi dovrebbero invece avvicinarsi con molta più semplicità e naturalezza. 


 

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...