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lunedì 8 novembre 2021

Enne di Valentina Durante


 Colpito da un lutto improvviso e dolorosissimo, un uomo sceglie di cambiare drasticamente la sua vita e abbandona un prestigioso impiego da manager in una multinazionale per diventare codista: trascorre le mattine negli uffici pubblici, dove sbriga piccole incombenze per conto di altre persone mettendosi in coda al posto loro. La sua nuova quotidianità solitaria e ossessiva s’incrina il giorno in cui decide di esaminare meglio i pacchi che, ogni martedì, una cliente lo incarica di spedire. Perché gli sembra che abbiano a che fare con lui e con il suo passato? Un romanzo epistolare, una matrioska di storie che sostano sull’ambiguo crinale tra realtà e finzione ed esplorano l’amore nel suo complesso intrico di desiderio, rimorso e volontà di controllo.





Valentina Durante ha scritto un libro capace di esplorare i sentimenti più intimi dell'essere umano, attraverso una Narrazione che procede placida per poi "irrigidirsi" nelle fasi dove il monologo interiore viene raccontato con fatica senza mai troppo soffermarsi a riflettere sui tanti dubbi e domande dell'esistenza, sul rapporto tra Bene e Male, per dimenticare rimorsi e rimpianti.

L'Autrice sceglie la forma epistolare per raccontare la fuga del Protagonista dalla Realtà per entrare nel vortice di una vita "artificiale"; dieci lettere in cui è racchiusa tutta la sua Fragilità, le confessioni più semplici, più intime, esprimendo la consapevolezza di essersi auto-condannato ad un isolamento dal resto del mondo per tentare, non di curare, di lenire solamente un dolore troppo forte.

Nel racconto i gesti e rituali "morbosi" nella quotidianità di un uomo che forse si era privato di una Felicità mai raggiunta, se da una parte logorano, dall'altra sono il tentativo di "congelare" il tempo, per non fermarsi a riflettere, mantenendo quella staticità che permetteva di esularsi da ogni forma di cambiamento.

Nelle lettere inviate ad Enne il Protagonista poco alla volta svela la sua personalità raccontando episodi e ricordi di una vita passata, accentuando così la distanza con la condizione presente, senza nessun rimpianto ma finalmente libero da quello che era stato e da quello che sarà, concentrato sul Presente. 

La vita da Manager si era allontanata definitivamente quando il Protagonista aveva deciso di vivere il tempo "sprecato" degli altri diventando un "codista", diviso tra Ospedale e Ufficio Postale, riducendo le sue aspettative nella semplicità di un esistenza che non richiedeva più nulla. 

Estraniato dalla vita, un uomo libero ma fondamentalmente solo, dopo che la compagna di una vita, con la sua morte, aveva anticipato solo un distacco forse già presente nella sua testa, rendendo il Protagonista per sempre "vittima" di una situazione che non concedeva possibilità per essere "Carnefice". 

Il racconto delle conversazioni tra estranei (a volte quasi irreali) in coda alla posta nascondono una necessità di un rapporto sincero, di un Dialogo naturale, dove non c'è bisogno di nascondere la propria Intimità; il racconto serve al Protagonista per ottenere approvazione ma anche risposte cariche di comprensione, al fine di rendere evidente la drammaticità di una situazione infelice. 

Quando il nostro Protagonista si spingerà al limite, cominciando a credere di poter abbandonare tutto, l'Odio accumulato, che trapela dalle parole indurite e amareggiate, sarà sempre più trattenuto a fatica, rischiando di far contaminare il Pensiero dal suo Veleno

A questo punto si coglierà l'abilità stilistica dell'autrice che "trascina" la Narrazione dal NOI all'IO, dissotterrando un finale inaspettato che, se da una parte disorienta il Lettore, dall'altra rivaluta in maniera positiva ed empatica la sorte del nostro Protagonista... malato forse solo di Solitudine.

Complimenti sinceri a Valentina Durante che ha scritto un libro davvero profondo sulla Fragilità umana e su come si reagisce a certe dinamiche dolorose: in particolare la mente umana a volte si sottomette in maniera inaspettata creando delle limitazioni che proteggono "partorendo" una condizione alternativa alla Realtà stessa, rendendo prigionieri nel vivere, consapevoli di una condizione infelice e per questo in costante ricerca di una libertà chealla fine, rimane solamente sperata perché inconsciamente respinta.





venerdì 10 settembre 2021

Guasti di Giorgia Tribuiani

 

Dopo la morte del compagno fotografo Giada ha un insolito luogo dove andare a trovarlo: la sala in cui è esposto il cadavere plastinato dell'uomo, trasformato in opera d'arte dal celebre anatomopatologo Dottor Tulp... ... i ricordi della vita vissuta all'ombra dell'amato si mischiano agli incontri... una via di uscita per quel lutto troppo difficile da elaborare. Quando tutto sembra potersi risolvere, ecco la notizia: un appassionato di arte è intenzionato ad acquistare il fotografo plastinato... Giada è chiamata a prendere una decisione: rischiare di non vedere mai più l'amato o finalmente agire?



Guasti
è un Romanzo intenso e autentico che rompe gli schemi presentando una storia che parla semplicemente di Vita, dipingendo in maniera macabra la Morte e raccontando la fatica di una Rinascita.

Giada, la Protagonista, è una donna Tradita dal Ricordo, Privata di un lutto, ma soprattutto Rammaricata per non aver forse compreso prima quello che adesso, confusa e smarrita, cerca con fatica inconsciamente di accettare.

Il distacco dal compagno è ancora più duro adesso che non ci sono più quegli applausi che ovattavano la Realtà ma solo silenzio, un silenzio che forzava Giada a pensare, a riflettere, completamente assorbita la sua identità dal suo uomo, ora che era rimasta sola scopre di essere solo una persona normale, quella donna che al mattino si guardava allo specchio e non si riconosceva più.

Giada ha dimenticato ormai cosa vuol dire vivere, la vediamo immergersi in una routine quotidiana dove poteva rifugiarsi per lenire il suo Rammarico, il suo Dolore, per non affrontare quella Verità, la Verità che veniva tirata fuori con forza da ogni piccolo cambiamento.

Se l'artista, divenuto opera d'arte, è prigioniero tra la vita e la morte, anche la Protagonista si ritrova imprigionata in un limbo divisa e costretta dalla Paura del Fallimento, dal terrore di scoprire non solo di non essere una persona speciale ma di essere sbagliata.

Giorgia Tribuiani nel libro utilizza uno Stile "imprevedibile" che destabilizza impersonificando bene lo stato emotivo di Giada: l'Autrice racconta la vicenda non solo attraverso gli sguardi della Protagonista ma attraverso la sua mente, attraverso il suo pensiero che viene tradotto attraverso un Dialogo, che con facilità passa dalla terza alla prima persona; Anche l'uso particolare della Sintassi poi, con frasi troncate e punteggiatura frammentaria, esprime al meglio lo stato d'animo di Giada.

Pagina dopo pagina il Lettore accompagna la Protagonista in questa sua ricerca interiore, in questo suo viaggio andata/ritorno agli inferi; a poco a poco empaticamente con Giada si convidivono Rimpianti e Fragilità cercando di aggrapparsi alle piccole cose per trovare un appiglio per tornare a vivere forse Rinascere, ma comunque cercare di andare avanti e tornare a vivere nel Presente.

Grazie alle persone incontrate, a quei piccoli gesti di umanità che costringono a confrontarsi col mondo, Giada comincia a notare tutte le piccole differenze nella sua quotidianità che diventano poco alla volta indizi, segnali di un mondo attorno che prende connotazioni diverse, che appare inevitabilmente differente da quello in cui viveva lei.

Mentre tutto intorno comincia a cambiare, Giorno dopo giorno il suo Lamento si trasforma in  Rabbia ...quel grido d'aiuto interno comincia a manifestarsi sempre più visibilmente; Giada è preda di quell'esplosione interna, trattenuta ormai a fatica, portata al limite, forse benevolmente, dal sacrificio di una scelta che disgraziatamente per lei la mette all'angolo, costringendola ad una decisione, a quella presa di coscienza che, devastandola, la porta verso un atto estremo, forse frutto d'egoismo, ma in fondo compiuto per evitare che quella devastazione finisca di consumare anche lei ulteriormente. La Rabbia e il Rammarico rinchiusi in quel gesto verranno "disinnescati" con una risata amara, un sorriso doloroso  tradito però da un Pianto "isterico" ma liberatorio, che rappresenta l'unico modo con cui la Protagonista riesce a venire a patti con se stessa, per ritrovare forse quella pace interiore che possa far da trampolino per ritornare a vivere invece che sopravvivere.

Con Guasti l'Autrice racconta una storia toccante che scandaglia i limiti dei rapporti affettivi, analizzando la parte negativa di un esistenza demolita dal senso di Ineguatezza: proprio questo rappresenta il Tema principale su cui ruota l'intero Romanzo, espressa attraverso la voce della Protagonista che se ne' fa scudo, utilizzandolo come alibi, per scegliere di non vivere, per non scoprire la mediocrità di un rapporto vissuto nell'ombra.

Veramente tanti complimenti personali a Giorgia Tribuiani perché con il suo libro mi ha regalato pagine ricche di Sentimento e Sofferenza; un Romanzo capace di far riflettere, scritto con uno Stile affascinante attraverso il quale si racconta una storia particolare ma anche semplice allo stesso tempo, un Amore sacrificato, forse artificiale, costruito da un uomo che, non avendo rispettato la morte, aveva ferito la compagna creando un vuoto profondo, lacerante, riuscendo con egoismo a farsi beffe della Morte, negando alla compagna tutte le libertà, soprattutto quella di un Distacco sereno che gli avrebbe dato la possibilità di andare avanti e cominciare a vivere la sua vita.

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...