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venerdì 2 aprile 2021

La Dodicesima Stanza di Teresa Antonacci

 


Alina ha i capelli rossi, gli occhi verdi e un’intelligenza fuori dal comune: a due anni sa già leggere e contare. Ama sezionare chirurgicamente il mondo che la circonda e ascoltare le storie che nonno Giuseppe le racconta, mentre vagabondano tra i vicoli e gli scogli di Polignano. È un’infanzia atipica, la sua, sempre in bilico fra genialità e disagio, tappe bruciate e bullismo incombente. Perché lei è sempre quella più piccola, quella più brava, quella più forte e fragile insieme. Pesce fuor d’acqua dai “superpoteri” intellettivi e sensoriali, con depressione e anoressia sempre in agguato. Fino a quando non arriverà Nicola a rompere la sua sfera di cristallo. Un amore tanto forte quanto socialmente inaccettabile che segnerà l’inizio della sua vita vera, della sua crescita obbligata, del suo precoce sbocciare in donna forte, capace di amare e di soffrire. Questa è la storia di Alina e del suo modo di essere, con la sindrome di Asperger addosso, in un crescendo di emozioni “diversamente” provate tra Polignano, Milano e Parigi, per poi far ritorno al punto di partenza: la dodicesima stanza.




La Dodicesima stanza è un libro intenso e fragile, emozionante e formativo, scritto da Teresa Antonacci che, con la stessa innocenza e schiettezza della Protagonista, racconta una storia di una vita segnata, arricchita ,fatta di comprensione, acettazione ma soprattutto di un amore puro che emoziona e coinvolge stravolgendo l’esistenza dei Protagonisti.

Per trattare un Tema importante come la sindrome di Asperger l’Autrice si affida ad Alina, la Protagonista, attraverso il suo cammino il lettore non solo viene “educato” a questa patologia ricca di sfumature ma riesce a comprendere l’esigenza di vita, di essere “normale”, accettata da tutti non compresa, ma soprattutto attraverso le pagine traspare la voglia di vivere e di amare che va al di là dei muri imposti da una società dove il termine “normale” non ha più senso trasformandosi lentamente in una maniera “diversa” di vivere e vedere le cose: amare e comprendere in maniera diversa, non prestabilità è forse un dono non una malattia da curare.

Lo Stile di Teresa Antonacci è gentile e familiare; Fin dalle prime pagine emerge il desiderio di ritrovare e rivivere ricordi cari, personali che vengono turbati nel corso della lettura da una sofferenza neanche tanto celata per una vita non facile, che privava degli affetti più cari; un padre assente e una madre che nonostante la vicinanza risultava fredda.

Nonostante tutte le difficoltà di una vita da “adulta” in un corpo di un adolescente Alina trascorre gli anni tra Liceo e Università, un po’ Donna e un po’ Bambina sentendosi sempre fuori posto, forse perchè testarda e fastidiosa. Tutto cambia con un incontro speciale, che mette a contatto due persone che sembravano conoscersi da una vita.

Da qui in poi è un altalena di emozioni: si ride, si piange,si soffre; Paura e incoscenza mettono in una posizione di stallo la Protagonista che non sa se ascoltare il cuore o il suo cervello. in fuga non potendo affrontare la situazione da Polignano a Milano, dal dolce mormorio del mare al frastuono del traffico di una città che andava troppo di fretta per fermarsi.

Il silenzio accompagna per anni un Amore vero e sincero, senza regole o certezze; Il bisogno di essere indispensabile causato da quel Dio Buono e Cattivo, che dà e toglie nello stesso tempo; Il senso della vita, la Fortuna non destinata a tutti nella stessa maniera, procedendo con la consapevolezza che tutto ha un senso nella vita.

Secondo una antica Teoria la vita sarebbe composta da 12 stanze: Dalla nascita fino ad arrivare all’ultima, appunto la dodicesima, quella della Consapevolezza, quella della accettazione che nel libro viene incarnata dalla Protagonista: Alina insegna con la sua esperienza che se le difficoltà sono sempre in agguato ad ogni angolo può esserci una felicità insperata capace di trasvolgerci ,soprattutto per chi decide di vivere veramente senza farsi troppo condizionare dalla “normalità”.

Un libro capace di catturare fin dalle prime pagine, che si legge tutto d’un fiato; una Trama che coinvolge supportata da una Narrazione dolce e amara, sempre intensa e in alcune fasi quasi poetica.

Un grazie di cuore a Teresa Antonacci che mi ha gentilmente concesso il piacere di questa lettura e ancora tanti complimenti perchè con questo libro si vuole porre l’accento sul fatto che a volte quello che si considera “diverso” per alcuni è Reale: Con estrema tranquillità l’Autrice restituisce Speranza e Fiducia a tutti coloro che si trovano a condividere l’esistenza in compagnia di persone speciali come Alina, persone che reclamando la loro presenza ci insegnano a guardare la vita con occhi diversi.


( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLetture Blog )


martedì 30 marzo 2021

La Casa della Domenica di Teresa Antonacci

 

Silvia è una donna personalmente e professionalmente realizzata, ma la serenità della sua famiglia non è destinata a durare. A turbarla contribuiranno una serie di eventi, tra cui l’incontro con Pier, un geniale chirurgo, molto più giovane di lei, di cui si innamora perdutamente a dispetto della differenza d’età. Milano fa da sfondo alla loro storia e al viaggio introspettivo in cui l’autrice ci guida conducendoci alla riflessione su importanti tematiche, quali la caducità del tempo e la falsa morale che, al giorno d’oggi, troppo spesso etichetta le relazioni.

La casa della domenica, scritto e pubblicato nel 2015, riappare in una nuova veste, frutto della riscrittura della Antonacci alla luce delle nuove consapevolezze acquisite nel corso di questi anni. La stessa protagonista, tratteggiata a propria immagine e somiglianza prima che le venisse diagnosticata la sindrome di Asperger, in questa nuova edizione, è da (ri)conoscere con un nuovo sguardo.




Teresa Antonacci con il suo libro racconta una vicenda di vita comune, si magari un po’ “fuori dagli schemi” ma certamente vera sia per come viene narrata e sia per il carico emozionale che investe il lettore; quando la Protagonista sarà capace di lasciare le convenzioni imposte da una società e liberarsi del tutto al sentimento puro e sfrenato, riuscirà ad incontrare nuovi sogni che appagheranno i suoi bisogni senza pero’ trascurare le conseguenze tratte dai dubbi e sensi di colpa.

Lo Stile utilizzato rende il tutto più intimo, difatti la Narrazione viene portata avanti dalla voce dei due Protagonisti (Silvia e Pier) con un Dialogo curato e preciso tanto che il Lettore riesce a scavare nell’intimo per capire al meglio le personalità e comprendere il loro essere piu’ inconfessato.

Partendo dal Titolo del libro si capisce come la quotidianità di Silvia prendeva “una boccata d’aria” dalla monotonia di una vita monotona solamente durante “La Domenica”, giorno destinato a cio’ che più le piaceva fare, ripetendo gesti e rituali scanditi dal tempo che passava senza troppe “distrazioni”; Tutto questo sarà stravolto dall’incontro con Pier che sconvolgerà la vita di entrambi.

Pier rappresenta la Passione, giovane e impetuoso, sarà capace di abbandonarsi senza pensieri al suo Destino; Silvia, più matura , dovrà opporsi al Cuore con la Ragione, lei che nella vita non era abituata ad avere dubbi. Entrambi sentimentalmente provati e tormentati, dopo tanti sguardi fugaci e baci rubati, giocano a rincorrersi fino a quando Silvia deciderà di fermarsi e cominciare Lei a rincorrere il suo Cuore.

Finalmente non più schiava della sua vita , libera di piangere o ridere senza sentirsi in colpa, verso l’Epilogo del libro Silvia capirà che non è sbagliato seguire ciò che era dettato dal sentimento, ciò che non si riusciva ad arginare con impeto, non senza affanni e dubbi, decisa a condividere quel suo “spazio” di libertà con Pier che entra quindi nel suo mondo, nella sua quotidianità, nella necessità di ritagliarsi una parentesi di felicità, d’Amore in una vita fatta di giorni, mesi, anni tutti uguali.

Molto bello il libro di Teresa Antonacci a cui vanno i miei complimenti più siceri, perchè ha saputo “rapirmi” e coinvolgermi con la sua Storia, una storia comune , fatta di Sentimento, Passione, Paura ma anche e soprattutto esaltata dalla ricerca del Bene, di un senso di soddisfazione in particolare in Amore dove, come nella vita, nulla è dato per scontato, con la consapevolezza (espressa dai Protagonisti) che la vita è troppo breve per essere vissuta di rimpianti e rinunce e che in una maniera o nell’altra il Destino riesce sempre ad indirizzarci verso la sua strada, spetta solo a noi capire e decidere se percorrere o meno quel sentiero che seppur ricco di imprevisti e salite, alla fine se accompagnati dalla persona giusta ci sembrerà meno faticoso del previsto.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLetture Blog )


Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...