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sabato 4 marzo 2023

Agua Ploma di Daisy Franchetto

 

Agua Ploma è uscita dalla palude e non ricorda nulla. Ma conosce le ferite che porta nel corpo: i fori di proiettile e le cicatrici sulle braccia. Conosce i suoi occhi color del piombo. Aveva un altro nome un tempo, in una vita dimenticata? Forse può ritrovare la memoria perduta e capire perché nella città chiamata Inferno le donne vengono assassinate. E ancora possibile scoprire la verità. Basato sulla vicenda dei cimiteri di croci rosa nella città di Ciudad Juarez, in Messico, questo romanzo vi condurrà in un viaggio sospeso tra la vita e la morte, oltre la menzogna e verso la verità, perché le donne di Ciudad Juarez non siano dimenticate. Questo romanzo ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia. Il ricavato dalla vendita del romanzo sarà devoluto ad Amnesty International, per il suo impegno a difesa dei diritti umani.

 

La lettura di questo libro è stata personalmente un esperienza davvero molto emotiva e coinvolgente ma nello stesso tempo complicata e impressionante perchè, nell'accompagnare la protagonista in questa ricerca inconscia e angosciante della verità, l'autrice fonde ad una immaginazione letteraria una realtà cruda e devastante che costringe chi legge alla riflessione più severa su un qualcosa a cui dare una spiegazione razionale risulta drammaticamente complicato.

L'autrice attraverso una narrazione tormentata e malinconica, in bilico tra sogno e realtà, sviluppa una trama che viaggia su due binari paralleli, tra la vita e la morte, dove l'equilibrio resta sempre precario in attesa di essere ristabilito attraverso quel processo tanto doloroso quanto necessario intrapreso dalla protagonista.

Agua Ploma non ha ricordi del passato ma porta dentro di se solo tanta tristezza e un senso di umiliazione per qualcosa che non aveva completamente dimenticato; un disagio il suo che  costringe a cercare risposte alle tante domande, indecisa se fuggire da quel mondo che forse non la voleva più o accettare la solitudine per piangere in un silenzio dove nessuno poteva più ascoltarla. 

Agua Ploma è una morta senza pace, è una donna senza nome, senza volto, ma se è vero che di fronte al dolore si è tutti uguali allora Agua Ploma porta il nome di tutte quelle vittime in cerca di giustizia, Agua Ploma ha il volto di tutte quelle donne, figlie e madri che hanno perso tutto, anche la dignità.

La protagonista affonderà in una verità che nessuno voleva conoscere, abbandonata nella disperazione ad un destino che neanche la morte aveva cambiato, dove la rabbia che cresceva dentro bruciava più delle ferite esterne rimaste a testimoniare quella violenza passata ancora non rimarginata.

Agua Ploma aveva perso la sua libertà, ma solo lei adesso poteva vincere quella battaglia che altri avevano perso, nella vita che abbraccia la morte quella sua rinascita era vincolata dalla sua natura instabile: l'acqua che l'aveva accolta e il piombo che la aveva condotto alla morte adesso la rendevano vittima, non più bambina, non più donna, ma martire pronta ad affrontare i suoi carnefici.  

In un epilogo davvero struggente e dalle forti sfumature liriche Agua Ploma restituisce armonia ad un mondo onirico calpestato dalla violenza degli uomini, accettando di farne parte solo per trovare la verità, solo per riconquistare una morte nella quale trovare pace, una condizione che però sarà sempre fortemente  condizionata dal poco valore dato alla vita da uomini guidati da potere e denaro.

Tantissimi complimenti a Daisy Franchetto per aver scritto un romanzo di denuncia molto emozionante e sincero, dove armonizza sogno e realtà riescendo a dare voce all'oscurità, accompagnando il lettore verso un viaggio a ritroso attraverso ricordi crudeli per descrivere una condizione di violenza; come sempre lo stile originale dell'autrice avvolge tutta la narrazione dove in questo caso l'elemento sovrannaturale risulta ancor più  sviluppato non per allontanare la verità ma per renderla più  comprensibile ed emotivamente condivisa per chi legge.



martedì 22 marzo 2022

Malena senza sonno di Daisy Franchetto

 Malena ha vissuto perdite e tradimenti, e non dorme più. Malena è scomparsa e, nello stabile in cui vive, gli inquilini sono stati tutti assassinati brutalmente. Tutti tranne uno:Custode.

 Un uomo misterioso si presenta alla porta della casa, teatro della mattanza, sta cercando Malena. Dice di chiamarsi Errante e ha spalle imponenti, punte di metallo sul giubbotto di pelle, la testa rasata e occhi scuri come un brutto sogno. Inseguiti da creature assassine chiamate Crisalidi e guidati dalle bizzarre indicazioni della signora Orakuru, Errante e Custode esploreranno i ricordi di Malena, gli incubi e le allucinazioni, attraverso un viaggio che li condurrà a toccare la perdita, la memoria, la morte e la speranza.



Daisy Franchetto, attraverso una trama davvero molto complessa e coinvolgente, racconta in modo drammatico un dolore, una perdita capace di trasformare profondamente la sua protagonista che, per affrontare tanta sofferenza, allontanata dal mondo esterno, si era chiusa in se stessa creando come scudo qualcosa che, se da una parte la proteggeva isolandola, dall'altra la rendeva prigioniera di una condizione instabile da cui successivamente cercherà con disperazione di uscire fuori per tornare a vivere.

Nel libro Malena accompagnerà il lettore in questo suo viaggio simbiotico, un cammino complesso disseminato da tante difficoltà, segnato fatalmente da una realtà oltremodo falsificata dal suo stato fisico che non le permetteva più un sonno tranquillo, negando la capacità di sognare, facendola naufragare verso uno stato mentale che la rendeva schiava di una veglia logorante e continua, che però col tempo si renderà sempre più necessaria per tentare di ricostruire la maniera adatta per svegliarsi davvero.

Quello di Daisy Franchetto è un libro che parla di solitudine e tradimenti, una storia che descrive l'assenza, la morte, concentrandosi in particolare su quella fatal perdita che, dopo aver frantumato in mille pezzi tutto ciò che la legava al suo vivere, allontana Malena da tutto e tutti, nello specifico da quel mondo in cui niente ha più importanza per lei, rendendo ostile lo stesso vivere che, poco alla volta, stava annientando la protagonista condannandola ad una pena eterna, che riempiva il  cuore di enorme tristezza, diventando lei stessa un'allegoria di un dolore che l'autrice concretizza attraverso pagine struggenti, ricche di empatia per i suoi protagonisti che troviamo impegnati con disperazione a cercare tra le fessure di una ferita lacerante un poco di luce, capace di penetrare e risanare una rottura troppo profonda.

L'autrice, con i gesti e con le parole dei suoi personaggi, riesce sempre bene a mantenere un equilibrio perfetto tra le loro diversità, rendendoli indipendenti nelle loro azioni, facendoli partecipi di un destino comune che però permetterà loro di esprimersi, nel bene e nel male, in maniera reciproca solo perché vincolati dalla necessità di essere aiutati, compresi e capiti in un mondo dove, più che trovare risposte era più importante farsi domande, accettando da subito la certezza che nessuno poteva salvarsi da solo, per sottrarsi a un destino che tuttavia però  ancora non era stato scritto in modo indelebile. 

Malena per tornare alla normalità decide di allontanarsi, lasciando Il "seme del risveglio" in tutti coloro che avevano condiviso la sua esperienza, che avevano loro stessi assorbito quel suo malessere, un vuoto irreparabile che poteva essere colmato forse solo quando la volontà di svegliarsi da quel sonno eterno, insieme al desiderio di tornare ad amare, avrebbe consentito a Malena di  riaprire gli occhi.

I tanti personaggi incontrati nel libro, fortemente caratterizzati dall'autrice, rappresentano ognuno un passaggio fondamentale attraverso il quale chi legge riesce a rendere reale l'assenza della protagonista che, solo dopo aver ritrovato quella parte di se perduta, sarà finalmente pronta a tornare. 

L'autrice, attraverso una stile impreziosito da descrizioni oniriche e da metafore, spinge con forza la narrazione verso una condizione surreale che destabilizza il lettore che si ritrova piacevolmente in bilico tra sogno e realtà, coinvolto da un continuo alternarsi tra un presente e passato narrativo che condiziona i sensi, rendendo concreto l'immaginario.

In un finale dove diverse verità riemergono con prepotenza per essere accettate e accolte da un destino ormai non più modificabile, emergerà gradualmente quel senso di gratitudine per aver finalmente ritrovato la presenza attraverso l'assenza, armata di disperazione e devastazione dopo aver combattuto per non lasciarsi andare del tutto, per cercare qualcosa o qualcuno a cui consegnare quello che da soli non si poteva trovare.

Davvero tanti complimenti sinceri a Daisy Franchetto capace con il suo libro di trasportarmi piacevolmente in una dimensione parallela, attraverso una storia dolorosa, struggente, ma ricca di insegnamenti da cogliere tra le righe attraverso passaggi metaforici, attraverso i suoi personaggi e principalmente grazie ad uno stile vibrante e incisivo che ben si adatta alla sua incredibile capacità descrittiva che con facilità riesce a trasportare chi legge in un mondo onirico dove veramente con fatica si distingue reale dal surreale.

 

martedì 29 giugno 2021

GOTHICA

 

Dieci storie intrise dello stesso spirito romantico, di quel fatalismo gotico e terrificante che distingue la produzione del celebre poeta e scrittore americano. Racconti liberamente ispirati ad alcune delle sue Opere più celebri, riportate in scena e rielaborate con rinnovato vigore. Storie nate dalla fantasia di autori e autrici capaci di enfatizzare,con la loro modernità, lo spirito macabro e grottesco di Poe, amplificandone i tormenti , le angoscie e i deliri.



Come ben evidenziato da Stefano Mancini nella Prefazione, Edgar Allan Poe è un personaggio letterario capace di ispirare attraendo  non solo per la sua opera, ma anche indistintamente per tutto quello che ruota attorno alla sua Aura.

Questa Antologia nasce dal desiderio di sviscerare il Genio letterario di Poe affidando l’ispirazione alla bravura di dieci Autori e Autrici chiamati a riaccendere il “fuoco” artistico di uno Scrittore che, con la sua opera, aveva riscritto le regole della narrativa di Genere.

Stefano Mancini, prendendo spunto da “Ritratto ovale” , ci racconta una storia dove i Protagonisti, apparentemente sfuggiti da un terrore reale, si ritrovano a far i conti con un dipinto nel quale la vitalità di una presenza sopravvive nell’espressione di uno sguardo che provoca terrore e follia, più della Realtà stessa.

Miriam Palombi sceglie “Cuore rivelatore” come ispirazione per un racconto in cui la sfumatura tra logica e follia si annulla nell’ossessione di uno sguardo composto da occhi che scrutano iniettati di sangue, che soffocano e condannano, tra nevrosi e pazzia, nell’oscurità di una pena destinata per chi vede ma non crede, per chi sa, ma non comprende.

Daisy Franchetto, similmente a “Berenice”, tratta una storia d’Amore divisa tra Malinconia e Mistero che corre nella stessa direzione verso un Malessere che avvelena la mente nello strazio di un Tradimento, che provoca l’Ossessione macabra di una Vendetta, alimentata dalla voglia che cresceva ogni notte nei sogni destati solo da un bisbiglio implacabile.

Fabrizio Fortino reinterpreta la “Cassa oblunga” attraverso un racconto dominato dalla stessa esigenza di trovare una spiegazione razionale alle vicende accadute che, nella confusione dei ricordi, turbava il sogno del Protagonista vittima di una Follia non partorita dalla mente, ma dalla stessa natura umana, incapace di restare indifferente di fronte a ciò che non comprende.

Elena Mandolini sviluppa in maniera originale “La mascherata della morte rossa” con un Racconto macabro, avvolto da mistero e fascino, che rapidamente si trasforma in uno spettacolo raggelante, vittima di un gioco crudele che testimonia tragicamente il superamento di certi confini in nome di un ideale.

Federica Soprani riassume l’angoscia che divide la condanna, allo scorrere del tempo come nello scritto “Il pozzo e il pendolo”. Le false percezioni create dal disagio di non essere più al sicuro in un luogo dove l’attesa si faceva insopportabile. Nonostante la certezza della morte, accresce la pazzia nel buio del Protagonista, col respiro affannato, ormai preda di un pensiero incontrollabile che, insinuato nella mente, rendeva insopportabile l’attesa.

Barbara Parodi si lascia influenzare da “La caduta della casa di Usher” per realizzare una storia in cui la Paura del Protagonista empaticamente paralizza il Lettore; un’Amicizia maledetta che trascina un Senso di colpa che attanaglia e pesa su una coscienza decisa sempre più a pagare fino in fondo tutte le sue colpe.

Daniel Viaroli sceglie il racconto “Barile Montillado” come “base” su cui costruire un Racconto che ricorda molto l’Originale, soprattutto per lo spazio in cui si svolge la vicenda: una storia Grottesca in cui sarà la Vendetta a guidare il Protagonista in un crescendo di sentimenti tra rumori incessanti in cerca di risoluzione, che lo porterà ad essere da carnefice impertinente a vittima irriverente, nella fusione simbolica tra Psiche e luogo dove “consumare” la Tragedia.


Francesco Zamboni costruisce, come in “Gatto nero“, una storia in bilico tra Ragione ed Angoscia; la Follia moderna prende largo nel cuore del giovane Protagonista che, con la sua fissazione, andrà incontro al suo Destino in un crescendo di atmosfere agitate e confuse.

Con Monica Serra ci troviamo a rievocare le atmosfere legate ai Racconti de “I delitti della Rue Morgue”. Nella Solitudine un Passato che ritorna, un Nemico pronto di nuovo a giocare, una partita da concludere di un gioco in cui il Protagonista non era sicuro del suo Ruolo, ma che diversamente dal Passato, adesso aveva l’unica certezza di poter dettare lui le regole.

Tanti complimenti sinceri a tutti gli Autori e Autrici che hanno realizzato questa affascinante Antologia, perché sono riusciti con molta Originalità a far rivivere la stessa Ansia e Angoscia che domina largamente negli scritti di E. A. Poe , ricreando abilmente anche le stesse Atmosfere Gotiche necessarie per suscitare una Paura palpabile che certamente sarà in grado di saziare gli appetiti più “raffinati” e istintivi, suscitando però, anche interesse per tutti coloro che si approcciano al Genere per la prima volta.

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...