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sabato 4 marzo 2023

Agua Ploma di Daisy Franchetto

 

Agua Ploma è uscita dalla palude e non ricorda nulla. Ma conosce le ferite che porta nel corpo: i fori di proiettile e le cicatrici sulle braccia. Conosce i suoi occhi color del piombo. Aveva un altro nome un tempo, in una vita dimenticata? Forse può ritrovare la memoria perduta e capire perché nella città chiamata Inferno le donne vengono assassinate. E ancora possibile scoprire la verità. Basato sulla vicenda dei cimiteri di croci rosa nella città di Ciudad Juarez, in Messico, questo romanzo vi condurrà in un viaggio sospeso tra la vita e la morte, oltre la menzogna e verso la verità, perché le donne di Ciudad Juarez non siano dimenticate. Questo romanzo ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia. Il ricavato dalla vendita del romanzo sarà devoluto ad Amnesty International, per il suo impegno a difesa dei diritti umani.

 

La lettura di questo libro è stata personalmente un esperienza davvero molto emotiva e coinvolgente ma nello stesso tempo complicata e impressionante perchè, nell'accompagnare la protagonista in questa ricerca inconscia e angosciante della verità, l'autrice fonde ad una immaginazione letteraria una realtà cruda e devastante che costringe chi legge alla riflessione più severa su un qualcosa a cui dare una spiegazione razionale risulta drammaticamente complicato.

L'autrice attraverso una narrazione tormentata e malinconica, in bilico tra sogno e realtà, sviluppa una trama che viaggia su due binari paralleli, tra la vita e la morte, dove l'equilibrio resta sempre precario in attesa di essere ristabilito attraverso quel processo tanto doloroso quanto necessario intrapreso dalla protagonista.

Agua Ploma non ha ricordi del passato ma porta dentro di se solo tanta tristezza e un senso di umiliazione per qualcosa che non aveva completamente dimenticato; un disagio il suo che  costringe a cercare risposte alle tante domande, indecisa se fuggire da quel mondo che forse non la voleva più o accettare la solitudine per piangere in un silenzio dove nessuno poteva più ascoltarla. 

Agua Ploma è una morta senza pace, è una donna senza nome, senza volto, ma se è vero che di fronte al dolore si è tutti uguali allora Agua Ploma porta il nome di tutte quelle vittime in cerca di giustizia, Agua Ploma ha il volto di tutte quelle donne, figlie e madri che hanno perso tutto, anche la dignità.

La protagonista affonderà in una verità che nessuno voleva conoscere, abbandonata nella disperazione ad un destino che neanche la morte aveva cambiato, dove la rabbia che cresceva dentro bruciava più delle ferite esterne rimaste a testimoniare quella violenza passata ancora non rimarginata.

Agua Ploma aveva perso la sua libertà, ma solo lei adesso poteva vincere quella battaglia che altri avevano perso, nella vita che abbraccia la morte quella sua rinascita era vincolata dalla sua natura instabile: l'acqua che l'aveva accolta e il piombo che la aveva condotto alla morte adesso la rendevano vittima, non più bambina, non più donna, ma martire pronta ad affrontare i suoi carnefici.  

In un epilogo davvero struggente e dalle forti sfumature liriche Agua Ploma restituisce armonia ad un mondo onirico calpestato dalla violenza degli uomini, accettando di farne parte solo per trovare la verità, solo per riconquistare una morte nella quale trovare pace, una condizione che però sarà sempre fortemente  condizionata dal poco valore dato alla vita da uomini guidati da potere e denaro.

Tantissimi complimenti a Daisy Franchetto per aver scritto un romanzo di denuncia molto emozionante e sincero, dove armonizza sogno e realtà riescendo a dare voce all'oscurità, accompagnando il lettore verso un viaggio a ritroso attraverso ricordi crudeli per descrivere una condizione di violenza; come sempre lo stile originale dell'autrice avvolge tutta la narrazione dove in questo caso l'elemento sovrannaturale risulta ancor più  sviluppato non per allontanare la verità ma per renderla più  comprensibile ed emotivamente condivisa per chi legge.



giovedì 26 gennaio 2023

FOG di Daniela Ruggero

 Sono Raul Campbell il re indiscusso di Detroit.Sono il capo del traffico di armi, degli incontri clandestini e il futuro pappone delle donne di mio padre. Il mio destino è scritto nel mio cognome, ma qualcuno sta tentando di usurparmi il trono.Mi chiamo Ryan Miller, sono il diavolo della 8-Mile, sono cresciuto in una roulotte ai margini di una città che ha dominato il mondo. Sono il frutto del degrado e dell’indifferenza.Due uomini lontani che si incontrano per un caso fortuito, un dominatore e un assassino senza scrupoli che si consumeranno nel desiderio.I ruoli si invertiranno e in una guerra per il territorio scopriranno che l’amore non conosce limiti se non quelli dettati dalla paura.

Daniela Ruggero con questo suo ultimo libro ci riporta nel mondo di Dust per raccontarci il passato dei nostri due protagonisti, Raul e Ryan, cercando di farci entrare dentro quella loro sofferenza vissuta in un trascorso che condizionava fortemente adesso un presente carico di rancore e odio.

Il ritratto che ne esce fuori è quello di due anime dannate che, nonostante la distanza, si incontrano e scontrano per affrontare insieme quella violenza che domina la loro vita, per trovare respiri complici in un esistenza capace di consumarli come il fuoco di quell'amore che li univa.

Un romanzo forte e intenso che tiene col fiato sospeso fino all'ultimo, luce e ombre che si alternano in una storia dove nulla è scontato, dove il tradimento colpisce forte provocando ferite profonde che provocano una rabbia, a volte insensata, che viene lenita solo da un rapporto sentimentale che però non aveva troppe speranze per il futuro.

Con una scrittura sempre molto curata nei dettagli nella lettura si riescono a vivere in maniera vivida tante emozioni contrastanti, questo anche attraverso anche una narrazione dove nessun dettaglio è lasciato al caso e dove l'autrice è brava a lasciare quel velo di mistero necessario a mantenere sempre alta l'attenzione del lettore.

Daniela Ruggero riesce ancora una volta con i suoi personaggi a scandagliare l'animo umano mettendone a nudo non solo la debolezza ma anche la forza che poi riesce bene a caratterizzare nei protagonisti bilanciando dolce e amaro, dolore e speranza, in una vicenda fortemente caratterizzata dalla violenza.

Oltre questa come tema principale possiamo ritrovare nel libro passione e solitudine che, accompagnati da odio e dannazione, dosati con saggezza dall'autrice compongono un mix ideale per coinvolgere il lettore in prima persona, senza ricorrere a elementi poco originali e troppo scontati per il genere proposto.

Secondo il mio parere il fulcro principale del romanzo ruota intorno al forte contrasto caratteriale dei due protagonisti:

Raul è temuto da tutti, è un dominatore e come tale pronto senza scrupoli a dispensare dolore e dipendenza.

Ryan è un demone necessariamente "cattivo" per dominare quel mondo in cui vive, un essere senza paura cresciuto all'inferno. 

Entrambi però, nonostante le loro differenze, sono comunque vittime, segnati da un dolore subito e dispensato da un carnefice troppo vicino a loro cuore da non permettere loro quella ribellione giusta per uscire dalla sofferenza.

Mentre uno però vive la vita come una condanna senza appello l'altro riesce a sopravvivere a quel dolore identificarsi con quell'ossessione, diventando lui stesso dolore per gli altri.

Solo un sentimento come la vendetta poteva unire le loro anime, la loro sofferenza, che trovava riposo in un amore non conveniente ma necessario per impedire loro di perdersi e cadere sempre più in basso; insieme per rinascere, per combattere sacrificandosi l'uno per l'altro.

Questo romanzo di Daniela Ruggero (a cui vanno i miei più sinceri complimenti) si legge davvero tutto d'un fiato e come i precedenti rende omaggio alla sua abilità stilistica capace di ricamare una storia capace di trasmettere ai lettori emozioni e sensazioni forti, vissute nel bene e nel male; questo è possibile grazie ai suoi personaggi che (come sempre) vengono caratterialmente molto ben approfonditi; i suoi protagonisti, segnati dalla rassegnazione più profonda, riescono a far risorgere la speranza quando l'amore, nato dalle ceneri della violenza, arriva a stravolgere per mettere in discussione di nuovo tutto, per diventare un amabile veleno che, poco alla volta, finisce dolcemente per infettare anche chi apparentemente ne sembra immune.

 

sabato 21 maggio 2022

Il Dio dalle lunghe dita di Lucia Guglielminetti

 In un pomeriggio d'estate, Marco e Francesco scovano un vecchio armadio nelle stanze in disuso della casa dei nonni. Marco chiude Francesco nell'armadio, per gioco. Non sa che quel gesto cambierà per sempre la sua vita e metterà fine a quella del fratellino. Qualcosa di terribile e oscuro si annida oltre le ante dell'armadio, ma solo molti anni dopo Marco scoprirà di cosa si tratta e deciderà di combatterlo, per se stesso e per il fratello scomparso. Spaventose divinità, riti druidici e la storia di una vita alla costante ricerca di riscatto.

 

 Lucia Guglielminetti ha scritto un libro dove il senso di colpa si mescola ad una sofferenza inflitta e patita, in forte contrasto con una speranza presente nella storia che, crescendo poco per volta, rimane frenata da un senso di smarrimento e paura verso qualcosa di terrificante e misterioso che, oltre ad aver tolto qualcuno di caro, aveva anche annullato l'esistenza stessa del protagonista perennemente afflitto per una pena meritata.

Tutto inizia un pomeriggio d'estate quando un gioco innocente si trasformerà tragicamente in una punizione crudele, tutto in pochi istanti, una condanna perenne per chi la subisce ma soprattutto per chi l'aveva inflitta.

Da questo momento infatti Marco comincerà a sentirsi sempre più in difetto rispetto agli altri, privato degli affetti più cari e condannato ad essere ignorato perchè non meritevole d'affetto, carnefice del fratello e privato così anche lui del calore di un abbraccio freterno. 

L'autrice è molto brava nel mantenere la narrazione sempre scorrevole e dinamica anche nelle fasi più cariche di ansia e angoscia, contrastando una malinconia provocata da un castigo continuo che imprigiona il protagonista alla ricerca disperata di espiazione.

Il destino però giocherà un ruolo davvero importante nella storia, regalando un incontro particolare a Marco con qualcuno che come lui aveva provato lo stesso dolore, che come lui affrontava ogni giorno quegli incubi che di notte diventavano lucidi e vividi, quasi reali.

Il ritrovamento di un libro di magia e la conseguente scoperta di un mondo oscuro, insieme alla certezza dell'esistenza di una vendetta sepolta dal passato, scuoterà fino alle viscere Marco che subirà un riscatto emotivo, passando dal voler dimenticare al voler trovare finalmente risposte, alla ricerca di una verità che si rivelerà poco alla volta, svelando la sua vera natura, una rivelazione difficile da comprendere ma ancor più da accettare.

In un crescendo di tensione e adrenalina e in balia di una decisione presa dal protagonista nell'epilogo del libro, il lettore si ritroverà smarrito soprattutto per quel gesto quasi disperato, dettato dalla volontà di cancellare per sempre quella colpa che da troppi anni aveva segnato e condannato le esistenze di molti, che trascinerà nell'oblio di una disperazione, capace di non restituire tranquillità ad una conclusione di certo non prevedibile.

L'autrice, attenta e precisa nel ricorrere alla mitologia per far luce su alcuni interrogativi nella storia, è molto abile anche nel calarsi fino in fondo nella psicologia dei suoi protagonisti, cercando però di non enfatizzare la parti oscure ma cercando di valorizzare solo quelle positive, mettendo in luce tutto quel poco di bene rimasto che senza dubbio, oltre a creare empatia con il lettore, sarà la leva che motiverà per rincorrere una soluzione a tutti i costi, non definitiva ma che forse avrebbe permesso di lenire sofferenza e dolore.

Tanti complimenti a Lucia Guglielminetti perchè ha scritto un libro davvero coinvolgente; devo dire che personalmente mi ha colpito soprattutto la capacità di sviluppare una trama, molto originale, in maniera molto ben bilanciata attraverso tutte le varie parti narrative del romanzo distinte da tematiche ben circoscritte: da un lato la disperazione e la sofferenza che, unite all'impotenza,  caratterizzano la parte iniziale; dall'altro il mistero e la paura che dominano la seconda parte del libro dove la volontà di riprendere ciò che era perduto porta a contrastare qualcosa di incomprensibile, un male che tramandato negli anni, aveva procurato tanto tormento ed era ancora pronto a segnare la vita di vittime innocenti. 

lunedì 2 maggio 2022

Le farfalle dell'Elba di Filippo Mammoli

 

La fine dell’estate all’isola d’Elba è sconvolta da due tragedie ravvicinate: due giovani donne, entrambe in vacanza, vengono uccise senza un motivo apparente. Sui corpi viene rinvenuto un simbolo, tracciato con modalità diverse, che toglie il sonno al commissario Lupi, capo della Polizia di Portoferraio, chiamato a indagare.Richard Newell, biologo marino che vive all’Elba da sei anni, è sospettato per il primo dei due omicidi. Ed è qui che entra in scena Marcello Tarantini, commissario di Polizia livornese trasferitosi in Sicilia, ma in vacanza all’Elba. Tornato nella sua città d’origine insieme alla figlia per passare le vacanze, conosce Serena Giusti, l’ex moglie di Newell, che gli chiede di dare una mano nelle indagini per scagionare il sospettato.

Tarantini inizia a collaborare con il commissario Lupi ed è quando tutti gli indizi portano a scagionare Newell che emerge un’ipotesi dai risvolti sconvolgenti…



Con uno stile spiccato originale,  insieme ad una narrazione intima, lenta in alcune parti ma ben sviluppata nelle fasi "adrenaliniche" del libro, Filippo Mammoli ha scritto un thriller davvero molto coinvolgente singolare che si lascia piacevolmente leggere in particolare per lo sviluppo, di certo non scontato, della sua trama.

Il romanzo ha una parte iniziale dove la suspance narrativa (come detto) risulta più lenta ma certamente più espressiva e comunicativa, incentrata in primo luogo nella caratterizzazione dei protagonisti; nella seconda parte invece è presente una vivacità narrativa più marcata dove può esprimersi al meglio  tutta la bravura dell'autore che è abile nel giocare con il lettore portandolo molto spesso fuori pista, disorientandolo con l'ambiguità dei personaggi, con falsi indizi, quasi "impersonificando" lui stesso quel male che domina su un intreccio narrativo davvero complesso.

Davvero molto curata è la parte descrittiva, precisa, quasi maniacale, arricchita da elementi specifici e a volte singolari che riescono pienamente a trasmettere al lettore tutti i "sapori" e gli "odori" di una terra che aveva visto sporcare prepotentemente la sua bellezza con due delitti efferati, che avevano ferito ancor di più per la violenza esercitata, capace di turbare gli animi di tutti, compresi gli inquirenti, costretti a ricorrere un assassino che seminava terrore anche attraverso un macabro simbolismo.

Tra pochi indizi e la tanta confusione le indagini saranno portate avanti, in maniera parallela, dai nostri due protagonistiTarantini Lupi; l'autore usa bene le differenze caratteriali dei due commissari per evidenziare e sottolineare le diverse sfaccettature in una vicenda che, seppur disseminava interrogativi diversi e contraddittori tra loro, alla fine porterà ad una soluzione comune che, da ambo le parti, risulterà inimmaginabile.

Tarantini viene descritto come un uomo di legge, sicuro della sua esperienza e per questo più distaccato da tutto e tutti; nonostante la necessità di "staccare un pò la spina" resterà coinvolto in una vicenda nella quale senza esitazione sarà pronto a mettersi in gioco, così come sempre, nel lavoro come nella  vita; Lupi invece viene "raccontato" facendo luce sul suo aspetto umano, esprimendo senza filtri la sua fragilità caratteriale che, oltre a renderlo parecchio diverso dal collega, lo condizionerà nell'essere meno risoluto e di certo più tormentato, afflitto intimamente sia per una condizione personale che per quel senso di colpa generato dall'incapacità di trovare indizi concreti, di restituire in fretta giustizia dando un volto ad un colpevole che, fino adesso, aveva commesso davvero pochi errori.

Proprio su questo equilibrio si concentra la parte centrale della narrazione; l'esperienza da una parte e l'umanità dall'altra che si controbilanciano, scontrandosi e annullandosi attraverso una prosa che scinde un unica indagine in due parallele, condotte con tante difficoltà comuni ma anche con tante incertezze dissimili scaturite e affrontate da chi le portava avanti.

C'è da dire però che alla fine, nonostante le tante differenze, il coinvolgimento dei protagonisti, così come il trasporto, alla lunga è simile e comparabile a quello di chi legge che si ritroverà empaticamente partecipe ad un incubo senza fine segnato da una scia di violenza apparentemente senza senso.

La bravura stilistica di Filippo Mammoli rende il suo libro particolare e relativamente diverso per molti aspetti dai classici thriller : in special modo questo si traduce nell'attitudine di rendere impersonale (ma più definito) un dialogo in terza persona, che però in alcuni frangenti si colora attraverso l'uso dialettale, impreziosendo e trasformandosi in intimo e confidenziale, grazie anche all'utilizzo di alcuni escamotage da parte dell'autore che consuma tutta la sua l'impronta sarcastica per smorzare i toni troppo gravi emersi in alcune parti del libro : sotto questa lente possiamo analizzare il personaggio di Rick, coinvolto drammaticamente nella vicenda, che disimpegna fasi personalmente "complicate" attraverso la sua "parlata" quasi comica ( divisa tra italiano e americano) che mostra il fianco ad una pungente ironia che strizza l'occhio anche alla sua incredibile abilità nel mettersi nei guai, trovandosi nel posto sbagliato nel momento sbagliatissimo.

In ogni aspetto la lettura risulta molto scorrevole e dinamica perché la trama, molto ben costruita, non fatica poi troppo a svilupparsi in maniera lineare, senza soffrire troppo di quelle fasi in cui l'autore rallenta per far riflettere, per capire meglio, per interpretare e per poter assimilare con più convinzione alla fine anche un epilogo che, seppur giunto ad una giusta conclusione, traumatizza  destabilizzando il lettore perché porta all'estremo quella  drammaticità "ricamata" sottotraccia lungo tutto il romanzo, inevitabile e difficile da accettare.

Tantissimi complimenti sinceri a Filippo Mammoli che ancora una volta conferma tutta la sua bravura nel raccontare storie fortemente coinvolgenti, generando forte empatia con i suoi protagonisti; in particolare in questo suo ultimo libro ho personalmente  tanto apprezzato la capacità stilistica nel costruire una storia molto originale capace di legare con naturalezza mistero (proteso più verso un genere giallo) e tensione ( più riconducibile al thriller) attraverso diverse sfumature che trascinano e suscitano intimamente anche tanti spunti di riflessione da ricercare con attenzione tra le righe di un romanzo avvincente che vi terrà incollati alle pagine emozionando con i suoi tanti colpi di scena.

 

(Recensione da AmabiliLetture Blog)



 


 Filippo Mammoli è nato a Prato il 5 agosto del 1972. Come ingegnere elettronico, è responsabile dello sviluppo software di un’azienda fiorentina che lavora nel settore del controllo qualità tramite machine vision.

La sua passione per la scrittura inizia dalla poesia, con cui si cimenta fin dall’età di vent’anni. Ottiene premi in concorsi letterari e pubblicazioni nell’antologia del concorso “Daniela Pagani” indetto dal C.A.L.C.I.T. Chianti fiorentino nel 2004. Nel 2005 ho pubblica un’altra poesia nell’antologia “I segreti di Pulcinella” edita da Giulio Perrone.

Nel 2016 ho pubblica in self publishing il suo primo romanzo dal titolo “I casi del destino”.

Nel 2018 il suo racconto “Purezza” è stato inserito nell’antologia “Racconti toscani” edita da Historica edizioni.

Nel 2019 ha visto la luce il thriller “Oltre la barriera” pubblicato da Dark Zone edizioni con cui ha partecipato al Salone del libro di Torino.

Sempre nel 2019 è uscito, per la Jolly Roger edizioni, il giallo dal titolo “Il bosco delle more di gelso”.

A giugno del 2020 ha pubblicato, per la Dark Zone edizioni, una raccolta di racconti noir dal titolo “Sospesi sul nulla”.

 


 

LE FARFALLE DELL'ELBA

 

AUTORE: FILIPPO MAMMOLI

CASA EDITRICE: DARK ZONE

GENERE: THRILLER/GIALLO

PUBBLICATO : 5 GENNAIO 2022

FORMATO: COPERTINA FLESSIBILE


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martedì 22 marzo 2022

Malena senza sonno di Daisy Franchetto

 Malena ha vissuto perdite e tradimenti, e non dorme più. Malena è scomparsa e, nello stabile in cui vive, gli inquilini sono stati tutti assassinati brutalmente. Tutti tranne uno:Custode.

 Un uomo misterioso si presenta alla porta della casa, teatro della mattanza, sta cercando Malena. Dice di chiamarsi Errante e ha spalle imponenti, punte di metallo sul giubbotto di pelle, la testa rasata e occhi scuri come un brutto sogno. Inseguiti da creature assassine chiamate Crisalidi e guidati dalle bizzarre indicazioni della signora Orakuru, Errante e Custode esploreranno i ricordi di Malena, gli incubi e le allucinazioni, attraverso un viaggio che li condurrà a toccare la perdita, la memoria, la morte e la speranza.



Daisy Franchetto, attraverso una trama davvero molto complessa e coinvolgente, racconta in modo drammatico un dolore, una perdita capace di trasformare profondamente la sua protagonista che, per affrontare tanta sofferenza, allontanata dal mondo esterno, si era chiusa in se stessa creando come scudo qualcosa che, se da una parte la proteggeva isolandola, dall'altra la rendeva prigioniera di una condizione instabile da cui successivamente cercherà con disperazione di uscire fuori per tornare a vivere.

Nel libro Malena accompagnerà il lettore in questo suo viaggio simbiotico, un cammino complesso disseminato da tante difficoltà, segnato fatalmente da una realtà oltremodo falsificata dal suo stato fisico che non le permetteva più un sonno tranquillo, negando la capacità di sognare, facendola naufragare verso uno stato mentale che la rendeva schiava di una veglia logorante e continua, che però col tempo si renderà sempre più necessaria per tentare di ricostruire la maniera adatta per svegliarsi davvero.

Quello di Daisy Franchetto è un libro che parla di solitudine e tradimenti, una storia che descrive l'assenza, la morte, concentrandosi in particolare su quella fatal perdita che, dopo aver frantumato in mille pezzi tutto ciò che la legava al suo vivere, allontana Malena da tutto e tutti, nello specifico da quel mondo in cui niente ha più importanza per lei, rendendo ostile lo stesso vivere che, poco alla volta, stava annientando la protagonista condannandola ad una pena eterna, che riempiva il  cuore di enorme tristezza, diventando lei stessa un'allegoria di un dolore che l'autrice concretizza attraverso pagine struggenti, ricche di empatia per i suoi protagonisti che troviamo impegnati con disperazione a cercare tra le fessure di una ferita lacerante un poco di luce, capace di penetrare e risanare una rottura troppo profonda.

L'autrice, con i gesti e con le parole dei suoi personaggi, riesce sempre bene a mantenere un equilibrio perfetto tra le loro diversità, rendendoli indipendenti nelle loro azioni, facendoli partecipi di un destino comune che però permetterà loro di esprimersi, nel bene e nel male, in maniera reciproca solo perché vincolati dalla necessità di essere aiutati, compresi e capiti in un mondo dove, più che trovare risposte era più importante farsi domande, accettando da subito la certezza che nessuno poteva salvarsi da solo, per sottrarsi a un destino che tuttavia però  ancora non era stato scritto in modo indelebile. 

Malena per tornare alla normalità decide di allontanarsi, lasciando Il "seme del risveglio" in tutti coloro che avevano condiviso la sua esperienza, che avevano loro stessi assorbito quel suo malessere, un vuoto irreparabile che poteva essere colmato forse solo quando la volontà di svegliarsi da quel sonno eterno, insieme al desiderio di tornare ad amare, avrebbe consentito a Malena di  riaprire gli occhi.

I tanti personaggi incontrati nel libro, fortemente caratterizzati dall'autrice, rappresentano ognuno un passaggio fondamentale attraverso il quale chi legge riesce a rendere reale l'assenza della protagonista che, solo dopo aver ritrovato quella parte di se perduta, sarà finalmente pronta a tornare. 

L'autrice, attraverso una stile impreziosito da descrizioni oniriche e da metafore, spinge con forza la narrazione verso una condizione surreale che destabilizza il lettore che si ritrova piacevolmente in bilico tra sogno e realtà, coinvolto da un continuo alternarsi tra un presente e passato narrativo che condiziona i sensi, rendendo concreto l'immaginario.

In un finale dove diverse verità riemergono con prepotenza per essere accettate e accolte da un destino ormai non più modificabile, emergerà gradualmente quel senso di gratitudine per aver finalmente ritrovato la presenza attraverso l'assenza, armata di disperazione e devastazione dopo aver combattuto per non lasciarsi andare del tutto, per cercare qualcosa o qualcuno a cui consegnare quello che da soli non si poteva trovare.

Davvero tanti complimenti sinceri a Daisy Franchetto capace con il suo libro di trasportarmi piacevolmente in una dimensione parallela, attraverso una storia dolorosa, struggente, ma ricca di insegnamenti da cogliere tra le righe attraverso passaggi metaforici, attraverso i suoi personaggi e principalmente grazie ad uno stile vibrante e incisivo che ben si adatta alla sua incredibile capacità descrittiva che con facilità riesce a trasportare chi legge in un mondo onirico dove veramente con fatica si distingue reale dal surreale.

 

mercoledì 16 marzo 2022

Obliquo inferno di Fabio Monteduro

 Giorgio Belvisi è un bell'uomo di sessant'anni, ricco e stimato neurochirurgo, con una certa facilità a trovare giovani amanti. Tutto, nella sua vita, sembra andare per il verso giusto, finché un segreto emerge dal suo passato, qualcosa di talmente inconcepibile che lui stesso sembra averlo cancellato dalla memoria. L'accusa di aver ucciso la sua giovane amante è solo il minore dei problemi, vista l'incredibile sequela di accuse che improvvisamente gli piovono addosso. Ma che cosa lega Giorgio a un prete della provincia siciliana dilaniato da dubbi di fede e in perenne conflitto con i mostri generati dall'alcol di cui è divenuto schiavo? E perché proprio il commissario di Polizia che lo dovrebbe incriminare, è invece l'unico che non lo ritiene colpevole? In un crescendo di tensione, ci si avvicina al confronto finale, dove il male assoluto tenterà di porre il suo sigillo infernale.




Fabio Monteduro con il suo ultimo libro ci racconta una storia che angoscia e spaventa attraverso una narrazione davvero avvincente, ricca di suspance e tensione, con continui flashback tra passato e presente per ricostruire le mosse di una terrificante vendetta che arriva dall'oltretomba. 

Il romanzo, oltre che nella trama, ha il suo punto di forza nei protagonisti che risultano intensamente veri e introspettivi, grazie soprattutto alla capacità stilistica dell'autore che riesce, con estrema facilità, a farli entrare in empatia con chi legge, compartecipando ai tanti dubbi e incertezze scaturiti da una vicenda tormentata che segnerà tutti in modo indelebile. 

Tra questi ritroviamo come protagonista principale Giorgio Belvisi, uomo di scienza, neurochirurgo di fama internazionale, una persona a cui la vita aveva regalato tutto: sicuro di se, pragmatico, dotato di magnetismo, che utilizzava anche nel campo sentimentale, trascorreva una vita fantastica, invidiabile, ricca di soddisfazioni, trascorsa in tranquillità fino a quando però il destino deciderà di mettersi a giocare con lui, portando all'interno della sua esistenza scompiglio e dramma, sconvolgendo quella che fino ad adesso era stata un'esistenza senza troppe preoccupazioni.


La morte di un amico prima, una misteriosa scomparsa poi, insieme ad una orribile fotografia che celava una realtà o un passato dimenticato, getteranno il protagonista nell'angoscia più totale, portandolo verso una condizione che lo destabilizzerà mettendolo all'angolo, costretto a difendersi con tutta la sua disperazione da tutto e tutti.
Questo suo malessere interiore cominciava a logorarlo anche nel fisico, perdendo di colpo tutta quella bellezza descritta all'inizio che, pagina dopo pagina, mostrerà i segni dell'età, indebolito sotto i colpi di una sfiancante sensazione di essere continuamente sotto tiro, di trovarsi immischiato e accusato ingiustamente, dovendo dimostrare la sua innocenza, prima che gli altri, soprattutto a se stesso.

Quando poi il focus nel libro si sposterà nel passato narrativo, parallelamente ripercorrendo le vicende di una piccola cittadina nel sud della Sicilia dove, in un camposanto, il risveglio delle forze oscure aveva prodotto strani delitti allarmando una comunità intera e mettendo alla prova un sacerdote che, pronto a vacillare sotto i colpi del male, si ritroverà a mettere in discussione la sua stessa missione, l'autore comincerà a seminare indizi fornendo indicazioni importanti per poter sviluppare l'intreccio anche nel presente narrativo, dove poi i vari legami col passato troveranno i loro giusti incastri per arrivare, con molta fatica, a raggiungere una verità tanto drammatica quanto crudele.

Mentre la testa di Giorgio comincerà a viaggiare all'infinito tra i ricordi, in una morbosa ricerca di verità terrificanti che la sua mente aveva inconsciamente nascosto, l'oblio di un ricordo in particolare contrasterà fortemente con una realtà presente a cui era sempre più difficile non credere, gettando irrimediabilmente il protagonista nella disperazione più totale, spalle al muro, dovendo subire inerme i danni di una vendetta covata tra morte e tormento.

Dopo pagine ricche di adrenalina e tensione, con molto coinvolgimento, il lettore arriverà all'epilogo di una storia dove la realtà si confonde alla pazzia, lasciando poca scelta al protagonista che, ormai certo di non poter più riavere indietro la vita di prima, desidera liberarsi da quel peso che portava dentro, raccontando la sua di verità, accettando definitivamente tutto quello che aveva vissuto sulla sua pelle, sacrificando tutto se stesso, rischiando di aggravare ulteriormente la sua posizione, seminando dubbi, in particolare in quelle persone con lo avevano indicato come colpevole. 

Personalmente ho trovato il libro davvero molto avvincente, soprattutto grazie ad una "giusta" tensione narrativa costruita su una trama notevolmente originale, sviluppata bene tra passato e presente che, intrecciando le loro tematiche, si ritroveranno attraverso svolgimenti inattesi a legarsi tra loro per far emergere brandelli di luce in una storia sprofondata nel buio più scuro e pauroso.
  
I personaggi poi sono veramente tutti ben interiorizzati dall'autore, capace però di lasciare in alcuni quel velo d'incertezza che alla fine renderà difficile la loro collocazione all'interno di una storia fortemente segnata dal male e stravolta da chi, in cerca di rivincita, voleva appagare la sua sete di vendetta.
 

Complimenti sinceri a Fabio Monteduro perchè con il suo libro è riuscito a coinvolgermi attraverso una vicenda ricca di mistero e colpi di scena, con una narrazione avvolta da angoscia e terrore che destabilizza e condiziona, non solo i protagonisti, ma anche chi legge.

 



Fabio Monteduro nasce a Roma nel 1963. Il suo modo di scrivere è definito cinematografico perché riesce a rendere al massimo “visivamente” le storie che racconta. Questa caratteristica ne ha fatto accostare il suo nome a grandi scrittori contemporanei, uno tra tutti Stephen King del quale non nasconde la passione e da cui ha tratto iniziale ispirazione.

I suoi romanzi e i suoi racconti brevi, spesso ambientati in Italia, sono sempre più frequentemente improntati al “thriller” più che al vero e proprio “horror“. Va detto però che la differenza tra questi generi letterari, nel suo caso, è sempre molto sottile.




TITOLO : OBLIQUO INFERNO

AUTORE: FABIO MONTEDURO

EDITORE : DARK ZONE

GENERE : THRILLER/HORROR

USCITA: NOVEMBRE 2021

FORMATO: BROSSURA

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lunedì 30 agosto 2021

Il Bar di Marco Fedele

 

Che relazione c’è tra la ’ndrangheta milanese e l’assassinio di Suzana Obradovic, giovane cameriera che si era trasferita nel silenzioso e isolato borgo di Fainazza, in provincia di Gorizia? 
La ragazza, una forestiera arrivata da poco, era considerata
 da molti un ostacolo alla routine del villaggio. Ma quando a indagare giunge il commissario Umberto Fabbri, della DIA di Milano, anche gli abitanti capiscono che dietro quel delitto si nasconde qualcosa di spaventoso e sconcertante. Dopo attente valutazioni, Fabbri radunerà tutti i sospettati nell’unico bar del paese, per rivivere con loro la notte dell’omicidio e svelare la  soluzione del mistero, tra rancori celati e trappole ben oliate.



Marco Fedele ha realizzato un Thriller davvero coinvolgente, un Giallo davvero ben costruito, grazie ad uno Stile scorrevole e ad una capacità descrittiva eccellente che si bilanciano bene, dosando Adrenalina e Suspance, per velocizzare principalmente le fasi Narrative dove c'è azione, in contrasto con la "lentezza" con cui il lettore si concentra nelle pagine dove vengono sviluppate le indagini, non con poca fatica, alla ricerca della Verità

Al Commissario Fabbri spetterà il compito di far luce su una vicenda intrigata, affidandosi ancora una volta al suo Fiuto e a quell'Istinto che più di una volta lo aveva portato a risolvere casi difficili; prossimo alla pensione dovrà mettere da parte la sua voglia di tranquillità per confrontarsi con una metropoli caotica e frenetica, una polveriera con diverse etnie coinvolte nella Malavita, pronte a misurarsi, con le unghie e con i denti, per ottenere la supremazia: nuovi Protagonisti ma le solite vecchie brutte abitudini

Davvero molto indovinata (personalmente) la scelta di ambientare la vicenda in un paese di Provincia dove tutti si conoscono ma soprattutto dove è più facile covare Invidia e Cattiveria

La forza del libro di Marco Fedele è soprattutto rappresentata dalla profondità dei suoi Personaggi : tutti risultano ben caratterizzati grazie al racconto delle loro storie parallele dove emergono scelte passate a giustificare errori e sbagli per un futuro incerto; poi l'Autore usa (con arguzia) il dialetto per rendere sicuramente più caratteristico e colorito il Dialogo, ma anche per per "smorzare"  il tono nelle fasi più accese. 

Anche le descrizioni sono veramente ben curate, soprattutto nelle scene d'azione raccontate con dettagli precisi capaci di rendere ancor più vivida la scena. 

La bravura dell'Autore poi si traduce nel riuscire a far giungere il lettore alla risoluzione del l'enigma con molta lentezza, centellinando dettagli poco alla volta e giocando  con l'emotività del lettore che si troverà, solo alla fine, a rivalutare la veridicità di alcuni Personaggi

Arrivati alle fasi finali del libro, dopo che Fabbri raduna i suoi sospetti in un luogo incline a confessioni e confidenze, si terrà una partita a carte "virtuale" tra i Protagonisti; giocando tutti gli assi nelle maniche disponibili e utilizzando il Bluff per stanare la preda, il Commissario riuscirà a mettere in crisi tutti,anche se in maniera non del tutto risolutiva.

Con fatica solo nelle ultime pagine si riuscirà a districare quel gioco d'incastri che celava una regia ben organizzata dal colpevole, che aveva sottovalutato però gli imprevisti per una storia che vedeva mischiati Sentimenti, Denaro e Criminalità

Davvero trascinante e ben costruito il libro di Marco Fedele che, oltre a coinvolgere il Lettore fino ad un finale per niente scontato, risulta originale per diversi aspetti, più precisamente nel modo come riesce brillantemente ad analizzare i suoi Protagonisti , capaci di rendere la vicenda ancora più coinvolgente ed emotivamente appassionante, tra Verità nascoste, Debolezze umane e Confronti tipici di un panorama malavitoso. 
 

sabato 10 luglio 2021

L' Ultima Cura di Elena Mandolini

 


Memoria e raziocinio. Claudia ha sempre creduto che la stabilità di una persona si fondasse su questi due elementi.

L’idea di perdere il controllo della propria mente e dei ricordi, la terrorizza. Eppure, è proprio quello che le sta accadendo. Scrittrice di romanzi thriller e horror, la giovane donna ha cominciato a soffrire di ripetuti e violenti attacchi epilettici e ormai ha perso il controllo della propria vita.

Decisa a capire i perché della sua malattia, si affida alle cure del Dottor Mereu, primario di Neurologia dell’ospedale Sant’Anna di Roma. Tra i corridoi di questa struttura, le condizioni mentali di Claudia peggiorano.

Cosa le sta accadendo? Davvero non può più fidarsi di se stessa? Dei suoi sensi? Claudia cercherà le risposte alle tante domande, scavando nella sua mente e inoltrandosi tra i reparti dell’ospedale, trovando solo altri dubbi e interrogativi.



 Elena Mandolini ha scritto un Thriller molto psicologico con fortissime venature Horror; Il racconto a tratti risulta molto “claustrofobico”, l’Ansia che predomina la Narrazione viene anticipata già dalla splendida Cover del libro.

Il Romanzo viaggia su diversi livelli: ci sono parti più “riflessive” specie all’inizio, altre invece dove la Protagonista , alla ricerca di risposte, troverà riscontro con una Realtà complessa, accrescendo la Tensione e il Disagio “accorciando” così la durata Narrativa per esprimere al meglio il Mistero e anche la Curiosità che guida il Lettore e la stessa Protagonista.

L’Autrice sceglie di scrivere con la prima persona utilizzando Claudia come voce narrante della vicenda, con i suoi dilemmi, con le sue inquietudini, creando più “empatia” con la Protagonista che cerca, trova e soffre in contemporanea con il Lettore.

Claudia non accettava di non essere più padrona della sua mente, quindi decisa a risolvere i suoi problemi si era affidata alle cure del Dott. Mereu; ma proprio all’interno dell’ospedale la situazione invece di migliorare peggiora: Incubi ricorrenti, l’Orrore di orrende visioni e creature mostruose, uniti al germe del dubbio insinuato nei gesti e nelle parole degli altri Protagonisti, provocano in Claudia diverse “evoluzioni” distruttive che vanno di pari passo al contesto dove ogni singola cosa non sembrerà più normale.

Il Malessere diventerà una costante per Claudia mentre per il Lettore ci saranno Tensione e Ansietà che accresceranno la voglia di arrivare alle ultime pagine del libro per riuscire a “placare” la Curiosità e ottenere risposte alle tante domande.

La bravura dell’Autrice si esprime innanzitutto nel realizzare una storia non banale, raccontata con crescenti colpi di scena capaci di tenere alta la Tensione fino all’Epilogo; Lo Stile risulta agile e vivace;i suoi Personaggi sono descritti in maniera molto vivida, molto reali nelle loro diverse sfumature.

Nel libro tutto emerge in maniera “dosata“, calibrando i tanti indizi seminati durante la vicenda che portano al finale del libro dove però tutte le convinzioni saranno messe in discussione, legandoci al dilemma tra Oblio e Ricordo.

Davvero tanti complimenti a Elena Mandolini che ha scritto un libro davvero coinvolgente e trascinante; una storia con la quale riesce bene a far coesistere diversi Generi, “incollando” NOI lettori alle pagine ,divorati dalla Curiosità di Capire, di Conoscere quella Verità che l’Autrice, con un magistrale “colpo di Teatro”, nelle ultime pagine rende ancor più imprevedibile.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLetture Blog )


"Sono nata a Roma e sono sempre stata appassionata di cinema e letteratura. Fin da piccola. Sono cresciuta in una famiglia che ama i film dell’epoca d’oro di Hollywood e per me, quindi, è stato naturale avvicinarmi e poi appassionarmi alla settima arte. Amo il cinema al punto tale da averne fatto la mia professione: critica cinematografica. Dopo la maturità classica mi sono laureata al DAMS e, successivamente, ho conseguito due Master, uno in Critica giornalistica presso l’Accademia di arte drammatica Silvio D’amico e l’altro in Scrittura per cinema e tv presso lo IED di Roma. La libera professione mi appassiona e consigliare, tramite le mie recensioni, quali film vedere e non vedere, mi diverte e appaga. La lettura si accompagna perfettamente alla passione per il cinema. Per scrivere bene, bisogna leggere molto e io rientro tra quella percentuale di italiani che leggono costantemente."


Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...