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sabato 3 dicembre 2022

Il Varco di Miriam Palombi

Venafro, 1977. Theodore Harris, reduce inglese della Seconda Guerra Mondiale, nel corso di un’escursione per ritrovare la grotta in cui si era rifugiato durante l’avanzata tedesca lungo la Linea Gustav, si imbatte in un ipogeo in cui è conservata una piccola scultura di Vezkeí, idolo sannita assai controverso che

causerà in breve tempo una serie di sciagure alla sua famiglia.
Venafro, 2007. Attilio Di Nardo insieme ad alcuni operai, torna a Villa Harris, ormai abbandonata, per verificarne le condizioni strutturali ma qualcosa va storto: un crollo improvviso riporta alla luce un orrore sepolto da trent’anni nelle viscere della casa. L’incubo ricomincia…


Miriam Palombi ancora una volta regala ai suoi lettori un  capolavoro horror: Il Varco è una storia breve ma estremamente coinvolgente e soprattutto molto inquietante, merito di una trama che cresce tra angoscia e paura più profonda perché mossa da una forza malevola proveniente dal passato.

Prima di tutto c'è da dire che la scelta di pubblicare (con l'edizione cartacea) una versione illustrata del libro risulta personalmente un'idea molto indovinata, soprattutto perché la storia viene così arricchita da una sfumatura estremamente dark molto riconoscibile che, oltre a contraddistinguere bene il carattere della pubblicazione, strizza l'occhio ad uno stile ben presente nell'immaginario collettivo di chi ama il genere horror.

Miriam Palombi poi riesce nella non facile impresa di ricollocare il genere horror in un scenario "nostrano", ambientando la storia in una terra (Il Molise) dove piccole realtà quotidiane si adattano bene a nascondere misteri legati a leggende e a favole popolari; queste, mischiandosi con antiche origini, evolvono in un racconto dove anche la natura circostante, contaminata dal male, è un antagonista che partecipa malevole ad affliggere pena e sofferenza ai protagonisti che si ritroveranno disperatamente coinvolti in qualcosa che tormenterà la loro anima segnando per sempre le loro esistenze.

Questa ansietà nel libro sarà spesso riconoscibile attraverso una narrazione che, grazie all'abilità dell'autrice, coinvolge il lettore mediante uno stile (come sempre peculiare e singolare) che in questa storia risulta particolarmente impreziosito da una scrittura ricercata e quasi maniacale, nello specifico nella scelta di una terminologia richiesta e necessaria per tradurre dolore e sofferenza nella storia e nella mente dei protagonisti che si ritroveranno avvolti in una spirale di terrore e spavento. 

I ricordi, che poco alla volta riemergono con prepotenza, partecipano a rendere completamente schiavi gli animi irrimediabilmente infettati dei personaggi che non sono più in grado alla fine di confrontarsi con una realtà presente; anche tutti quei respiri lenti e trafelati contribuiscono a tradurre "disagio" in una lettura che a fatica procede tra pagine cariche di tormento; i sussurri convivono con l'inquietudine che, passando dall'illusione, viene alimentata sempre più da un oscurità più profonda dove anche gli occhi riescono a fatica ad abituarsi al buio più penetrante.

Come in ogni sua opera l'autrice è brava a sfruttare tutta la sua esperienza personale per utilizzare simbologia e arte all'interno di una vicenda dove è fortemente presente anche una ritualità pagana, realmente esistente nel folklore di quelle zone, che ancora oggi anima il territorio tra miti e leggende.

La lettura procede in maniera frenetica nella fase centrale del libro per poi giungere alla parte finale dove troviamo amplificata al massimo tutta quella disperazione conseguente ad una supplica che aleggia in tutta la storia; questa, partorita da un male che nonostante tutto era sopravvissuto nel tempo, impregnata a fondo fin dalle radici con forza riemerge accompagnata da un cupo sottofondo sinistro e da un odore nauseabondo, provocato dall'umidità di una terra bagnata dal sangue delle vittime che non avevano più forza per gridare imploranti la loro sventatezza.

Davvero tanti complimenti a Miriam Palombi che conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento nel panorama italiano dell'horror; in questa storia, seppur in poche pagine, è stata particolarmente abile nel costruire inquietudine e terrore attraverso una vicenda legata a riti pagani, ben supportati da una storicità dei luoghi (frutto di un attento studio) in cui si svolge la storia; 

in un certo senso, proprio per questa caratteristica,

il Varco mi ha ricordato molto(con le dovute differenze)

un altro suo libro

"il Girotondo delle anime piccole"(LEGGI LA RECENSIONE)

che, se ancora non avete letto, vi invito a recuperare al più presto.

  

 

venerdì 13 maggio 2022

Il girotondo delle anime piccole di Miriam Palombi

 

Ottobre 1909. Alcuni uomini capeggiati da Boni, il marito della levatrice, sono decisi a trovare le prove di un patto diabolico, iniziato con la nascita di Claruzia. In un’escalation di fervore religioso, alla bambina sono inferte torture di medievale ricordo. Solo la lingua sarà risparmiata, per permetterle di confessare il proprio crimine, ma le ultime parole di Claruzia suoneranno come una maledizione. Ottobre 1983. Una nenia lugubre riecheggia nella scuola deserta. Sotto una precoce nevicata di ottobre, dei bambini sfidano la leggenda nata attorno alla piccola strega, ma nessuno di loro può immaginare come finirà quel gioco infantile. La morte di Dario, di cui gli amici sono in parte responsabili, cambierà per sempre le loro vite: il sangue innocente ha evocato una presenza colma di bieca empietà. Vent’anni dopo, in occasione dell’ennesimo funerale, i superstiti tornano in paese accolti da un clima di risentimento legato ai tragici accadimenti del passato. Christian, Francesca e Paolo dovranno venire a patti con le proprie colpe e affrontare le nevrosi riflesso delle torture patite da Claruzia, che da quel giorno li perseguitano, per scoprire cosa è sepolto nel passato.

E' sempre un piacere per me leggere e recensire i libri di Miriam Palombi che anche questa volta mi ha coinvolto in una lettura angosciante e inquieta, avvolta da atmosfere cupe e macabre dove tutta l'originalità di una storia complessa è davvero ben supportata dalla capacità stilistica di un autrice che, attraverso le pagine del suo romanzo, riesce a tradurre in realtà l'ansia e la sofferenza provocati da un male che riesce a riemergere dall'inferno per consumare la sua vendetta.

Nella prima parte la lettura si "affanna" e angustia non solo per il freddo e il gelo di un rigido inverno, che confondono tutti i sensi, ma per una "crudeltà" che trascina in balia di una giustizia privata, armata da una superstizione spietata che non si intimoriva neanche di fronte a Dio, che non si metteva in dubbio neanche davanti la razionalità di una fede che, messa a dura prova, lotterà fino all'estremo durante quella che sarà un lunga notte di tormenti.

L'autrice, con capitoli brevi e un dialogo serrato, riesce bene a riprodurre quella tensione emotiva che "contaminava" i protagonisti, per alternare poi sentimenti contrastanti in una successione tra passato e presente narrativo attraverso diversi salti temporali utilizzati per fornire più risposte possibili per districare una trama complessa.

Una spedizione punitiva per fermare un patto infernale incarnato da quella creatura "selvatica" che, con quel sorriso sbieco e malevolo, alimentava una cattiveria umana pronta a scagliarsi senza pietà; dal silenzio alle urla che strazianti si diffondono attraverso un paese infestato, andando a turbare coloro che, colpiti da maledizione, cercheranno giustizia solo attraverso un castigo che se da un lato cesserà il malessere di pochi, nel proseguo della storia scopriremo essere la scintilla capace di evocare una vendetta crudele che colpirà con la stessa ferocia proprio le anime più innocenti.

Nella seconda parte viene sviscerato quel male che aveva trovato il modo per tornare e infliggere sofferenza, suscitando un forte sentore di paura e sgomento anche nel lettore che assiste impotente ad una serie di eventi che testimoniano come forse solo la morte avrebbe messo fine a tanto tormento.

Grida disperate per una vendetta che si consuma in seguito ad uno scherzo terribile, un peccato compiuto nell'innocenza che comincia a consumarsi con la cosapevolezza di meritare una giusta pena attraverso un martirio dimenticato ma ora tornato reale, non solo nei ricordi intorpiditi da un angosciante filastrocca che rimbomba nelle teste offuscate dei protagonisti che cominceranno un viaggio verso il buio più profondo.

La voglia di fuggire, il terrore che paralizza, il tentativo di non ascoltare che miseramente s'infrange contro il muro della rassegnazione, l'impotenza di fronte ad uno strazio che andava alimentando una bestia finalmente libera da quelle catene, libera di vendicarsi in una terra che aveva maledetto nel passato e che era pronta a bagnare con il sangue.

Solo adesso si ritroverà quel coraggio necessario per ricordare, per subire senza scappare una condanna cresciuta internamente e che poco alla volta era riuscita a logorare divorando tutto quel bene ancora presente, generando terrore e smarrimento in adolescenti nascosti nel corpo di adulti, impedendo così di crescere ed andare avanti nonostante tutto.

La lettura di un diario e il terrore che sempre più prendeva corpo accompagnano l'ultima parte del libro dove un esplosione di dolore paralizza quasi quanto il panico che impediva ai protagonisti di comprendere, di agire razionalmente, costretti ad usare solo l'istinto per provare a contenere quella scia di sangue.

Il sussurro dei morti e la sensazione di essere sempre stati ascoltati senza possibilità di perdono, per sopravvivere oltre la pena, oltre quel castigo che il destino col tempo aveva solo rimandato, prolungano un agonia dove i ricordi riemergono prepotenti per spingere verso quell'ultimo gesto disperato compiuto, non per trovare espiazione, ma per evitare altro sangue innocente versato per placare la sete di vendetta; ripagare una colpa che "come l'acqua si insinua in una crepa" ricordando sempre che "l'orrore nasce dal peccato".

Tanti complimenti a Miriam Palombi che ha scritto un horror davvero originale che racconta senza filtri le conseguenze di colpe disumane; un romanzo corale che spazia tra superstizione e tradizioni per testimoniare la fragilità umana di fronte all'orrore di una vendetta che è figlia del peccato più atroce che il passato poteva solo dimenticare ma non seppellire.   

 

venerdì 17 settembre 2021

Rasputin : l'ombra del Monaco di Miriam Palombi

 

L'esistenza di Grigorij è costellata da eventi soprannaturali. Dalla nascita, segnata tal tocco della Babajaga, alla sua appartenenza all'ordine eretico dei Flagellanti, fino ad arrivare ai fatti tragici, che la notte del 16 dicembre del 1916, lo condussero alla morte. Da quel momento l'ombra del monaco incomberà su tutti coloro che lo hanno conosciuto; dalle ceneri di Grigorij, nasce Rasputin e la sua leggenda, in bilico tra realtà e finzione. Ma cosa sarebbe accaduto se quel corpo gettato tra le gelide acque del fiume Nevka fosse rimasto incorrotto? Se la Morte avesse agito su di lui in modo misterioso. Quale terribile compito avrebbe potuto assolvere nell'Operazione Barbarossa, sotto l'egemonia del Terzo Reich? Chi riuscisse ad allearsi con le forze ataviche che popolano le terre siberiane vincerebbe ogni conflitto.




Miriam Palombi sceglie la figura di Grigorij Rasputin come Protagonista del suo ultimo libro: da sempre avvolta dal mistero, la vita del Monaco nel libro viene raccontata attraverso una Narrazione che fonde la Realtà al Fantastico, cercando di mantenere quel suo carattere "mistico" necessario per rafforzare ancor di più una figura da sempre in bilico tra Sacro e Profano,  affine alla Santità, analoga alla Malvagità.

 

Con un Ritmo davvero incalzante, che da sempre la contraddistingue, l'Autrice fin dalle prime pagine riesce a spezzare il Fiato ad una Narrazione che coinvolgere completamente il Lettore che, avvolto da un atmosfera soprannaturale, viene "travolto" da sensazioni contrastanti, vissute tra Angoscia e Paura sviscerate nell'Inquietudine di quel grido che, rompendo un Silenzio eccezionale, nel Gennaio 1868 segna la nascita del Monaco:

Il Timore di una madre, riflessi in quegli occhi quasi innaturali.... il Tremore di fronte ad una nascita non voluta, quasi temuta......ma per un figlio non "desiderato" c'era una Madre pronta ad accogliere, una genitrice decisa ad avvolgere quella creatura rifiutata alla vita nella Magia, nel culto macabro che avrebbe di sicuro regalato un grandioso Destino, celato in un Dono funereo con il quale avrebbe potuto realizzare tutto quello desiderato, sfidando l'impossibile, ingannando addirittura anche la Morte.

 Dopo aver tratteggiato con molta cura gli aspetti più significativi della sua esistenza, grazie ad un balzo temporale l'Autrice ci trasporta in un Presente storico dove, fantasticamente come la Fenice, il Monaco riesce a riemergere dalle sue ceneri mantenendo intatto non solo il corpo ma anche l'oscurità del suo animo; Se in Passato la sua vicinanza alla famiglia Reale aveva creato invidie e sofferenze, diventando bersaglio di diversi attentati che alla fine lo portarono ad una tragica morte, adesso però che la sua Ombra cominciava a "prendere corpo" per far rivivere il Mito, era pronto a ricordare cercando la forza per trascinare un'esistenza segnata da Dolore e Sofferenza

I Ricordi così cominciano a rincorrersi nella mente, forse troppo velocemente, sempre con più prepotenza. .....Quel Gelo profondo delle acque, quel senso di impotenza all'improvviso diventa quasi accogliente, inerte per placare un Senso di Colpa che riaffiora dal Passato per poi far posto ad una Rabbia feroce, quasi disumana, covata in un sonno eterno durato solo 25 anni.


Incredibilmente la sua Rinascita sembrerà coincidere poi con un Desiderio "antico", inseguito da molti nel corso della Storia; una sfida troppo pericolosa che poteva condurre solo verso una direzione, sacrificando tutto per ottenete l'eternità di una vita condotta nell'ambizione di sostituirsi alla Divinità attraverso un Mito, racchiuso in un Segreto custodito gelosamente troppo a lungo; Anche questa volta però la rincorsa verso l'impossibile accecherà gli uomini che come sempre, spinti dal Male, sconfitti questa volta per mano di colui che, circondato dal Mistero, era riuscito senza desideralo a dominare l'arcano, motivato forse dal difendere quello a cui teneva di più, con tutte le forze, nel profondo del suo cuore.

Il Libro di Miriam Palombi permette al lettore un affascinante viaggio attraverso la Storia ipotizzando fantasticamente il Destino del Protagonista che, dopo aver vissuto tra Mito e Magia, riesce a superare la tradizione popolare prendendo corpo attraverso  una Rinascita raccontata in maniera davvero coinvolgente e sconvolgente, dal punto di vista Narrativo ma soprattutto Stilistico.

Un Romanzo breve ma straordinariamente intenso, una storia ricca di Suspance e Mistero, impreziosita dalla bravura dell'Autrice; Una lettura senza dubbio consigliata a tutti ma che in particolare potrà essere apprezzata ancor di più da chi ama vivere in prima persona le vicende Storiche che vedono Protagoniste le vite di Personaggi straordinari e legati al Mistero che, oltre a contribuire in maniera indelebile nel creare Leggende, riescono a tenere ancora molto vivo l'interesse intorno alla loro enigmatica figura.

 


Miriam Palombi Nasce a Milano nel 1972. Ceramista e scrittrice, appassionata di simbologia e cultura horror. Membro della Horror Writers Association. Tra i fondatori del blog Horror Cultura. Autrice di narrativa horror, thriller e dark fantasy. Le sue opere esplorano un universo macabro e spettrale, ispirandosi ai temi più classici del genere.

Tra i suoi romanzi di maggior successo troviamo Le Ossa dei Morti.
Il racconto Miseri Resti Sepolti è incluso nell’antologia “SPLATTER presenta B.I.H.F.F” (Best Italian Horror Flash Fiction). Nel 2014 pubblica LE CRONACHE DEL GUERRIERO, ebook edito da ST-Books, GDS edizioni. Thriller Storico.
2016 pubblica L’ARCHIVIO DEGLI DEI, DZ Edizioni. Thriller. Giunto ora alla terza edizione. Opera finalista al Premio Letterario Residenze Gregoriane 2018. Menzione d’onore al Premio Holmes Awards.
2016 il racconto Sangue Cattivo è incluso nell’antologia horror STRISCIANO SULL’ASFALTO, edito da Carmignani Editrice, presentato in anteprima al Fanta Festival di Roma.
2016 pubblica PICCOLI PASSI NEL BUIO, DZ Edizioni. Raccolta horror per ragazzi. Presentato in anteprima al Romics. Giunta ora alla seconda edizione illustrata.
2018 pubblica MISERI RESTI SEPOLTI, raccolta horror, DZ Edizioni. Presentato alla Fiera del libro di Roma, Più Libri Più Liberi 2018, in occasione della conferenza “L’approccio alla Paura. Dall’adulto al fanciullo”.
2019 pubblica LE OSSA DEI MORTI, romanzo horror. DZ Edizioni. Prefazione a cura di Paolo Di Orazio. Presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino.
2019 pubblica IL PENTACOLO. Legacy of Darkness. La saga . DZ edizioni, romanzo dark fantasy.




Rasputin: l'ombra del Monaco
         di Miriam Palombi

Editore: Watson
Collana: Ritratti
In commercio dal: 29 maggio 2021
  • Copertina Flessibile 




mercoledì 30 giugno 2021

Creepy Tales di Miriam Palombi

 

Primi del ‘900.

Benjamin è un giovane orfano, ospite del st. Grace and Mercy, brefotrofio nei pressi di un piccolo villaggio inglese. Fin da subito si rende conto che l’istituto per ragazzi abbandonati non è il luogo rassicurante che tutti credono. Nel silenzio delle stanze vuote si muovono creature inquietanti.
La scoperta di strane incisioni e stralci di una tetra filastrocca convinceranno Benjamin dell’esistenza di un mondo oscuro, in cui la Natura ha perso tutto il suo aspetto benevolo.
Ad aiutarlo nell’impresa c’è Archibald Morgestein, enigmatico antiquario. Benjamin non ha altra scelta che persistere nella ricerca della verità per scoprire cosa in realtà si nasconde tra le mura dell’orfanotrofio. Una sola consapevolezza lo guiderà: alcune favole hanno il cuore più nero dell’inchiostro con il quale sono scritte.


Miriam Palombi con Creepy Tales ci racconta  una storia tenebrosa e cupa che avvolge e atterrisce, una fiaba dai tratti quasi mitologici che combina le caratteristiche Fantasy a quelle più marcate e riconoscibili del Genere Horror. La bravura dell’Autrice ha potuto spaziare attraverso una Trama abbastanza lineare, muovendosi quindi con libertà con i suoi Personaggi (immaginati fisicamente con le stesse ombre celate nel loro animo), con i luoghi e soprattutto con gli oggetti che potenzialmente potevano racchiudere anche loro una natura malvagia.

All’inizio del libro troviamo un incipit davvero forte e cupo con il quale viene introdotta la vicenda, preparando bene il terreno per un ambientazione fortemente innaturale, supportata da elementi sinistri dalle tinte vittoriane riconoscibili soprattutto nella descrizione “lugubre” dell’orfanotrofio nel quale si sviluppano le dinamiche principali: Rampicanti nodosi si presentavano sulla struttura che, con le sue imposte sbilenche e le finestre simili a bocche, lasciava solo intravedere le atrocità nascoste al suo interno; stanze vuote e fredde, ombre distese minacciose si allungavano sui muri alimentate dalla fioca luce delle lampade a olio che con il loro odore acre stordivano tutti i sensi.

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Il Protgonista del libro è il piccolo Benjamin Winterbottom, fragile ma coraggioso, uno dei tanti bimbi “sperduti” che vedeva rilegata la sua fanciullezza all’interno di una casa dove stava diventando sempre più difficile non prestare attenzione ai sussurri e ai lamenti, dove era quasi impossibile non vedere le ombre o gli orrori che accadevano, provocati da figure infauste….. creature forse non umane che adoravano le tenebre.

Istruttori severi, la Direttrice, insieme alla cuoca e l’inserviente sono tutti Personaggi che animano l’istituto apparentemente con ambigua normalità durante il giorno; la notte poi, quando si abbassava la temperatura, non era solo il freddo penetrante di un gelido inverno a paralizzare ma anche il martellare delle voci che si facevano sempre più insistenti, per Benjamin erano ormai così forti da non riuscire più a sentire il proprio respiro.

L’incontro con un Antiquario,  traghettato forse dal Destino, incalza sempre più Benjamin che, devastato dalle tante sparizioni e dagli incubi ricorrenti, desiderava comprendere per divincolarsi dalla paura di non essere creduto e liberarsi dalla sensazione di pazzia che rischiava di avvelenarlo nell’anima.

Quel Male che furtivamente si aggirava portando a decadenza tutto quello che toccava alla fine verrà smascherato in una visione mistica e inquietante, spingendo nel buio più profondo il Protagonista che, consapevole di non poter tornare indietro, affronterà una Natura corrotta in un silenzio carico di terrore.

Nelle pagine finali l’esigenza di mettere in salvo ciò che di buono che era rimasto, suscita il bisogno di affidare ai posteri l’esperienza maturata per aiutare a scorgere l’oscurità là dove si celava più profondamente.

Molto bello il libro di Miriam Palombi che riesce a catturare il Lettore grazie ad una Trama che, inizialmente quasi scontata, si sviluppa in maniera inaspettata pagina dopo pagina con misteri legati ad una natura corrotta da un Male che separa la stessa Narrazione, creando forte empatia col Protagonista diviso dallo stesso desiderio di scoprire una Verità o ignorare una vicenda talmente buia da essere inimmaginabile……..un viaggio di sola andata verso il Buio più recondito che rianima paure ancestrali.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLEtture Blog )

martedì 29 giugno 2021

GOTHICA

 

Dieci storie intrise dello stesso spirito romantico, di quel fatalismo gotico e terrificante che distingue la produzione del celebre poeta e scrittore americano. Racconti liberamente ispirati ad alcune delle sue Opere più celebri, riportate in scena e rielaborate con rinnovato vigore. Storie nate dalla fantasia di autori e autrici capaci di enfatizzare,con la loro modernità, lo spirito macabro e grottesco di Poe, amplificandone i tormenti , le angoscie e i deliri.



Come ben evidenziato da Stefano Mancini nella Prefazione, Edgar Allan Poe è un personaggio letterario capace di ispirare attraendo  non solo per la sua opera, ma anche indistintamente per tutto quello che ruota attorno alla sua Aura.

Questa Antologia nasce dal desiderio di sviscerare il Genio letterario di Poe affidando l’ispirazione alla bravura di dieci Autori e Autrici chiamati a riaccendere il “fuoco” artistico di uno Scrittore che, con la sua opera, aveva riscritto le regole della narrativa di Genere.

Stefano Mancini, prendendo spunto da “Ritratto ovale” , ci racconta una storia dove i Protagonisti, apparentemente sfuggiti da un terrore reale, si ritrovano a far i conti con un dipinto nel quale la vitalità di una presenza sopravvive nell’espressione di uno sguardo che provoca terrore e follia, più della Realtà stessa.

Miriam Palombi sceglie “Cuore rivelatore” come ispirazione per un racconto in cui la sfumatura tra logica e follia si annulla nell’ossessione di uno sguardo composto da occhi che scrutano iniettati di sangue, che soffocano e condannano, tra nevrosi e pazzia, nell’oscurità di una pena destinata per chi vede ma non crede, per chi sa, ma non comprende.

Daisy Franchetto, similmente a “Berenice”tratta una storia d’Amore divisa tra Malinconia e Mistero che corre nella stessa direzione verso un Malessere che avvelena la mente nello strazio di un Tradimento, che provoca l’Ossessione macabra di una Vendetta, alimentata dalla voglia che cresceva ogni notte nei sogni destati solo da un bisbiglio implacabile.

Fabrizio Fortino reinterpreta la “Cassa oblunga” attraverso un racconto dominato dalla stessa esigenza di trovare una spiegazione razionale alle vicende accadute che, nella confusione dei ricordi, turbava il sogno del Protagonista vittima di una Follia non partorita dalla mente, ma dalla stessa natura umana, incapace di restare indifferente di fronte a ciò che non comprende.

Elena Mandolini sviluppa in maniera originale La mascherata della morte rossa” con un Racconto macabro, avvolto da mistero e fascino, che rapidamente si trasforma in uno spettacolo raggelante, vittima di un gioco crudele che testimonia tragicamente il superamento di certi confini in nome di un ideale.

Federica Soprani riassume l’angoscia che divide la condanna, allo scorrere del tempo come nello scritto “Il pozzo e il pendolo”. Le false percezioni create dal disagio di non essere più al sicuro in un luogo dove l’attesa si faceva insopportabile. Nonostante la certezza della morte, accresce la pazzia nel buio del Protagonista, col respiro affannato, ormai preda di un pensiero incontrollabile che, insinuato nella mente, rendeva insopportabile l’attesa.

Barbara Parodi si lascia influenzare da “La caduta della casa di Usher” per realizzare una storia in cui la Paura del Protagonista empaticamente paralizza il Lettore; un’Amicizia maledetta che trascina un Senso di colpa che attanaglia e pesa su una coscienza decisa sempre più a pagare fino in fondo tutte le sue colpe.

Daniel Viaroli sceglie il racconto “Barile Montillado” come “base” su cui costruire un Racconto che ricorda molto l’Originale, soprattutto per lo spazio in cui si svolge la vicenda: una storia Grottesca in cui sarà la Vendetta a guidare il Protagonista in un crescendo di sentimenti tra rumori incessanti in cerca di risoluzione, che lo porterà ad essere da carnefice impertinente a vittima irriverente, nella fusione simbolica tra Psiche e luogo dove “consumare” la Tragedia.


Francesco Zamboni costruisce, come in “Gatto nero“, una storia in bilico tra Ragione ed Angoscia; la Follia moderna prende largo nel cuore del giovane Protagonista che, con la sua fissazione, andrà incontro al suo Destino in un crescendo di atmosfere agitate e confuse.

Con Monica Serra ci troviamo a rievocare le atmosfere legate ai Racconti de “I delitti della Rue Morgue”. Nella Solitudine un Passato che ritorna, un Nemico pronto di nuovo a giocare, una partita da concludere di un gioco in cui il Protagonista non era sicuro del suo Ruolo, ma che diversamente dal Passato, adesso aveva l’unica certezza di poter dettare lui le regole.

Tanti complimenti sinceri a tutti gli Autori e Autrici che hanno realizzato questa affascinante Antologia, perché sono riusciti con molta Originalità a far rivivere la stessa Ansia e Angoscia che domina largamente negli scritti di E. A. Poe , ricreando abilmente anche le stesse Atmosfere Gotiche necessarie per suscitare una Paura palpabile che certamente sarà in grado di saziare gli appetiti più “raffinati” e istintivi, suscitando però, anche interesse per tutti coloro che si approcciano al Genere per la prima volta.

Dalle Tenebre di Miriam Palombi

 

Un concentrato di storie horror dalle tinte gotiche che vi trascinerà oltre il velo dell'occulto, in molteplici realtà permeate dal male e da creature a volte grottesche e altre semplicemente crudeli.

Il libro di Miriam Palombi, come specificato nella Prefazione, rappresenta un Omaggio ai Classici , per Temi e Ambientazioni.

Racconti presenti in diverse rassegne (Per il Festival HorrorHalloween all’italiana o per Natale Horror) riuniti tutti in un Antologia unica dove facilmente possiamo ritrovare e riconoscere gli elementi tipici del Genere Horror.

Personaggi lugubri  con una natura malvagia, che vivono in Realtà diverse dal normale… Ambientazioni notturne che strizzano l’occhio alle paure ancestrali più comuni… risate stridulefreddo che gela le ossa fanno parte di una descrizione capace di provocare Tensione e Sgomento.

Racconti brevi uniti dalla centralità Tematica del Mistero, sospesi tra la vita e la morte raccontano situazioni quotidiane, ambientazioni Reali, vicine a noi e per questo Rassicuranti e Comuni, dove la Tranquillità viene sconvolta al fine di generare un’Ambiguità che crea sfumature tipiche Horror soprattutto per le conseguenze inaspettate che contrastano la Razionalità, annebbiano e confondono i Sensi dei Protagonisti  che rimangono atterriti dall’Ansia e pietrificati dalla Paura.

L’Autrice, con il suo Stilepreferisce non essere a tutti i costi originale: il suo intento difatti è quello di utilizzare situazioni e tematiche facilmente riconoscibili dagli amanti del Genere, riuscendo a costruire storie che appassionano perché nascondono tanto Mistero quanto Stupore. La Tensione Emotiva si controbilancia alla Sorpresa; Con il Titolo (“Nelle Tenebre” ) l’Autrice stessa sembra domandarsi con molta Curiosità:

Cosa può uscire dalle Tenebre???”

Racconti che trascinano nell’Angoscia, nel buio più profondo attraverso una Prosa “fascinosa” ; Creature partorite da incubi che s’immergono nell’oscurità; tutto questo concentrato in poche pagine, brevi, veloci ma capaci di generare Pathos. Tutti diversi ma simili per Coinvolgimento Emotivo i vari Racconti si susseguono pagina dopo pagina facendo emergere le svariate Tematiche:

Immortalità ( la vita che sfida la morte in Stirpe di Morte”)

Gelosia ( la Morte che prende il sopravvento in A ognuno il suo”)

Paura ( provocata da bocche distorte e ombre oscure in Nel Buio )

Solitudine e Angoscia ( in quel legame diviso tra Amore e Sangue in “13 piccole perle” )

Inquietudine (dove niente è quello che sembra in “La Soglia”)

Fra i racconti senza dubbio quelli che mi hanno più colpito sono: La nonna” – “Cose da Bimbi” – “Antro della Bestia” – “Giocattoli Rotti …………. perché principalmente nascondono, alcuni dietro il loro carattere innocente capace di intenerire,  un’Identità Sinistra celata da qualcosa di “Incontaminato”; la presenza poi di elementi fortemente caratterizzanti ( come un pendolo, un gatto, le Bambole) e di ambientazioni (Luna Park o Fabbriche abbandonate) richiamano al “Classico”, a tutte quelle situazioni dove si isola inaspettata l’Eterna Lotta tra il Bene e il Male.

Sposa bene la mia preferenza anche un Racconto come Il Dono …..perchè in un ambientazione gioiosa come il Natale si “intromette” bene quel “rigetto” verso tutto quello che forzatamente doveva Essere Benevolo e Amorevole… Una Festa di Luce dove tristi Ricordi insieme alla Morte prenderanno il sopravvento…….

Davvero tanti complimenti a Miriam Palombi che, grazie a questa meravigliosa Antologia, conferma di nuovo la sua Bravura e Autenticità, rendendo fruibile (secondo me) la lettura anche a tutti coloro che desiderano accostarsi al Genere Horror, riuscendo a raccontando Storie intrise di Inquietudine, Paura e Tensione, tutti elementi risultanti fondamentali per conoscere e apprezzare a pieno il Genere.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLetture Blog )

lunedì 28 giugno 2021

L'ombra di CTHULHU - A.A.V.V.

L’immaginario di H. P. Lovecraft continua a ispirare le penne di autori contemporanei. Dieci racconti che spaziano dai più lontani abissi cosmici, fino a esplorare l’insondabile animo umano.

Creatori di Mondi, che proprio come il solitario di Providence hanno fatto del “fantastico” la loro missione.

In questa antologia dieci storie lovecraftiane, che sono state ispirazione dell’inconscio collettivo, vengono rivisitate in chiave moderna.

Un dialogo mai concluso tra passato e presente.



 Come affermato da Miriam Palombi nella Prefazione del libro, H.P. Lovecraft con il suo patrimonio letterario ha senza dubbio influenzato ispirando molti scrittori del Genere che ne suguirono i canoni affascinati dalle sue storie legate per la maggior parte ad elementi spesso ricorrenti, rinterpretando storie legate soprattutto a tematiche come Riti, Divinità e Sepolcri.

Amante della solitudine Lovecratf aveva avuto la costanza di non chiudere gli occhi di fronte al Buio, in bilico tra il rifiuto del suo Mondo e la volontà di abbracciare quello di Fantasia, che poi per lui significava cedere la parte razionale per la Follia.

Per realizzare questo incredibile tributo sono scese in campo le valenti “bocche da fuoco” della Dark Zone specializzate nel Genere, permettendo all’anima letteraria di Lovecratf di prendere vita attraverso 10 racconti brevi.

Protagonisti di Lovecratf in generale possono considerarsi come vittime inconsapevoli, incapaci di sottrarsi apparentemente nemmeno alle loro colpe, alla ricerca di una Verità che, una volta rivelata, rende ancora più oscura la vita tramutandola in qualcosa di Orribile.

Il libro si apre con Miriam Palombi grazie alla quale riviviamo L’incubo della scoperta, una verità vittima di morbosità legata ad un dipinto evocativo, un Arte maledetta (che ricorda da lontano “il modello di Pickman” ) capace di affascinare solo coloro che sono fatti per l’oscurità, creature che abitano le profondità, che trascinano verso l’oblio.


L’intersecarsi tra Onirico e Fisico…la Conoscenza Proibita, l’archeologia proibita che conduce ad una ricerca disperata, sono tutti elementi presenti nel racconto di Daniele Viaroli dove qualcosa di strano e innaturale stritola il pensiero Razionale;

Allo stesso modo con Juri Casati ritriviamo un Orrore Cosmico, una dimensione parallela misteriosa, concentrati in una storia che terrorizza e paralizza fino a cambiare l’animo del Protagonista che passa dal “cercare la bella morte” a essere schiavo del terrore, perso in una megalopoli sconosciuta, abitata dall’angosciante verso di uccelli che volano sulle teste di disperati.

La Simbologia evocativa di Lovecratf viene utilizzata con genio da Elena Mandolini attraverso il suo racconto dove un Protagonista si ritroverà in trappola, paralizzato dal freddo provocato dal terrore.. una caverna…la Polvere e il Sanguel’inquetudine e la curiosità per un Destino macabro che alla fine si rivelerà peggiore di una condanna a morte.

La percezione tra Sogno e Realtà unita alla Follia è Protagonista della storia di Roberto Ciardiello dove aleggia l’incertezza del Protagonista per essere scampato ad una situazione di pericolo, il dubbio e l’angoscia dopo aver intrapreso un viaggio che sicuramente aveva privato la sua Razionalità.

Altro tema di Lovecratf largamente utilizzato è quello legato a Creature misteriose, venerate come Divinità che inducono al sacrificio estremo coloro che, colpiti dalla Malvagità, si ritroveranno a volte indirettamente vittime di Maledizioni risvegliando Orrori seppelliti nel sonno più profondo; su questo scia abbiamo la Storia di Francesco Zamboni dove, tra risate inpaurite miste a spasmi di terrore, quello che non si doveva toccare risvegliera qualcosa negli abissi dal quale sarà impossibile sottrarsi.

Anche nella storia di Andrea Zanotti domina l’alternanza fra Bene e Male… Un Protagonista dominato dalla Paura e dal Piacere dove tutto ormai era pronto per essere compiuto, un racconto adrenalinico tra Delirio e Pazzia che porterà ad aprire porte impossibili poi da chiudere.

La storia di Davide Stocovaz ambientata in un cimitero tra l’illusione di un Sogno e la Realtà di una Leggenda gioca con le ombre di alberi grotteschi, con lapidi rischiarate dalla luna. La Profanazione, occhi invisibili che spiano, una Presenza innaturale…Evocare orrori senza tempo provocherà una persecuzione così implacabile da rendere unica la sola via di scampo.

Il Sacrificio per la Divinità e la Simbologia legata ad essa, con l’attesa millenaria sono presenti nel racconto di Valerio Lo Martire, un sacrificio macabro per sfamare un Male placando la sua Sete, in un certo senso si lega contrapponendosi al racconto di Lucia Guglielminetti dove, seppur nella instabilità testimoniata dalla voce narrante, ritroveremo quella stessa Pazzia di fronte a qualcosa che non si riusciva ad accettare, una strana dieta dettata dal bisogno macabro per soddisfare una fame innaturale.

Tanti sinceri complimenti a questi bravissimi Autori e Autrici che con il loro immaginario hanno reso possibile il ricordo, dimostrando di aver ereditato al meglio le linee fondamentali del maestro dell’horror, glorificando la sua fama. La lettura è consigliata sicuramente a tutti gli amanti del Genere ma senza dubbio anche a tutti coloro che desiderano conoscere il mondo di Lovecratf, il suo Stile e le sue Tematiche, sicuramente in maniera del tutto originale ed affascinante.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLetture Blog )


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