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lunedì 6 febbraio 2023

Il tempo dell'odio di Antonio Lanzetta

 Cilento, estate del 1943. Michele ha quattordici anni e vive con la madre e le sorelle in un casolare isolato. È tardo pomeriggio quando, di ritorno da una giornata di lavoro nei campi, vede una camionetta di fascisti sulla strada che lo porta a casa. Capisce subito che sta accadendo qualcosa di terribile e, sentendosi impotente, si nasconde in mezzo ai cespugli. Mentre le donne urlano disperate, Michele viene scoperto e per non essere ucciso è costretto a scappare nel bosco. Per Michele questo evento segna la fine dell’adolescenza, l’incontro con la brutalità e la violenza. Comincia un viaggio iniziatico all’insegna della vendetta, dell’odio e del desiderio di trovare le sorelle che sono state rapite. Ferito e sconvolto viene accolto da una vecchia vicina che lo cura offrendogli un nascondiglio. Nel frattempo scopre che anche altre ragazze del paese stanno sparendo. Giovani donne strappate alle loro famiglie. Chi si cela dietro tutto questo e che fine fanno le vittime? Sono i giorni che precedono lo sbarco degli alleati a Salerno e i nazisti sono fuori controllo. Sono loro i responsabili? Michele si unisce a un gruppo di briganti, guidati da un uomo misterioso che si fa chiamare Teschio, che gli mostrerà il loro particolare codice criminale e gli insegnerà il valore dell’onore. Insieme a loro scoprirà una terribile verità.

 

 


 Il tempo dell'odio è un romanzo molto intenso dove il male subito non viene combattuto ma assecondato costringendo chi subisce a sopravvivere alla sofferenza infliggendo dolore, passando da vittima a carnefice, quando poi non c'era nessuna possibilità di perdono.

Ferite profonde e la perdita dell'innocenza accompagnano in un percorso di formazione il protagonista del libro, Michele, un ragazzo di 14 anni costretto dalle circostanze a crescere in fretta e ad imparare ad odiare.

Michele è costretto ad un sonno senza sogni, solo incubi nei ricordi strazianti dove la paura si alterna all'angoscia che poi al risveglio accrescono un senso di colpa che lo stava consumando con la stessa ferocia di una rabbia pronta ad esplodere in vendetta.

Cadere nell'abisso non era servito a cancellare ricordi e angoscia, adesso che la violenza si era propagata nel corpo di Michele come un veleno capace di trasformarsi, poco alla volta, in qualcosa di benevolo, di indispensabile in un mondo oscuro, con poca luce dove anche il tempo sembrava essersi fermato.  

La scrittura travolgente di Lanzetta amalgama bene paura e trasporto diventando "vivacemente" drammatica per sfruttare l'ansia che frammenta una narrazione crudele, raccontata però sempre con estrema sincerità e naturalezza; in quest'ottica la scelta di utilizzare la prima persona è vista come indispensabile per rendere ancora più amplificate le sensazioni vissute dai protagonisti, insieme al terrore provato e alla trepidazione con cui si infligge sofferenza.

Il tempo dell'odio è anche un romanzo che ripercorre le sofferenze di una storia travagliata del nostro paese, uno spaccato morale del periodo bellico dove emerge una società depressa e smarrita difronte all'abuso di una malvagità che non aveva distinzione, una terra desolata e privata della sua dignità, dove il male si diffonde non solo attraverso uomini ma anche a tramite i luoghi circostanti.

Attraversando cambi di scena repentini e ricchi di adrenalina la vicenda raggiunge l'epilogo dove un po' di speranza, che arriva insieme a parole che solo adesso diventano comprensibili, non permette di far ritorno da una strada senza uscita; la consapevolezza che andare avanti non sarebbe stata una cosa facile non tranquillizza Michele che, ancora una volta, sarà pervaso da una strana sensazione, dal timore che potesse di nuovo tutto precipitare, avendo la certezza che la morte non si sarebbe mai stancata di cercarlo.

Tanti complimenti ad Antonio Lanzetta che, ancora una volta, è stato capace di costruire una storia molto coinvolgente dove la disumanità concede poco spazio alla ragione permettendo a noi lettori tante domande a cui dare risposta; un romanzo dove non c'è un solo nemico, dove non c'è un unico male, ma dove l'odio è lo stesso che colpisce e condiziona in maniera diversa tutti i protagonisti modellati da un destino crudele, disillusi ma con un forte senso di fratellanza.

 

 

 


Antonio Lanzetta è uno scrittore salernitano che, dopo aver iniziato la sua carriera come autore di romanzi fantasy (sempre per La Corte ha pubblicato Warrior e Revolution), vira verso il thriller prima con il racconto breve Nella pioggia, finalista al premio "Gran Giallo Cattolica", e poi con i romanzi con Il Buio Dentro, I figli del male e Le colpe della notte. Il Buio Dentro gli permette di valicare i confini nazionali venendo tradotto da Bragelonne, una delle più prestigiose case editrici d’oltralpe, in Francia, Canada e Belgio; lo stesso romanzo viene anche citato dal "Sunday Times" come uno dei cinque thriller non inglesi migliori del 2017. 

mercoledì 16 febbraio 2022

L'uomo senza sonno di Antonio Lanzetta


Secondo dopoguerra. Bruno ha tredici anni e vive in un orfanotrofio vicino a Salerno, sottoposto alle continue angherie degli altri ragazzi. Solo l'amicizia con Nino, il nuovo arrivato che prende a difenderlo, riesce a rendere tollerabile la sua permanenza nell'istituto. L'estate porta con sé un momento di libertà per tutti i ragazzi: Bruno e Nino saranno scelti per andare a lavorare insieme nella tenuta degli Aloia, una ricca famiglia del circondario. È qui che Bruno conosce Caterina, una strana bambina che vive all'ultimo piano della casa e che lo guida a esplorare i recessi dell'imponente edificio. Il gioco assume però ben presto contorni sinistri: Bruno inizia a essere tormentato da incubi inspiegabili, che al risveglio lo lasciano profondamente spossato. Il ritrovamento, all'interno della proprietà degli Aloia, di alcuni cadaveri in avanzato stato di decomposizione, getta sulla villa e su chi la abita ombre inquietanti. A chi appartengono quei corpi? E perché tutti sembrano a conoscenza di qualcosa che non deve essere rivelato? Questo romanzo è la storia di un'amicizia, di ricordi spezzati e di un brutale assassino che si nutre di paure. È la storia di Bruno e dell'estate in cui divenne l'uomo senza sonno.



Antonio Lanzetta ha scritto un libro che coinvolge e trascina, pagina dopo pagina, con una storia immersa in una suspense quasi ipnotica che gioca con il lettore attraverso paura e tensione.
La trama si snoda attraverso storie parallele, salti temporali in diverse epoche storiche dove sviluppare in modo simultaneo diverse tematiche che si sdoppiano nel passato per poi ricostruirsi nel presente narrativo al fine di rendere ancora più articolato un intreccio che risulta complesso nel suo insieme e allo stesso modo molto originale.

La storia, ben costruita dall'autore, affonda le sue radici in un male che, generato e alimentato da vendetta e odio, era cresciuto negli anni anche grazie all'illusione di poter essere controllato, contenuto a fatica fino a quando quell'ossessione era ormai divenuta incontrollabile, rendendo irrecuperabilmente instabile l'equilibrio tra luce e buio.

Il libro è anche un romanzo di formazione dove possiamo facilmente ritrovare personaggi tipici delle storie di Lanzetta, raccontati senza filtro attraverso la loro intimità e con molte sfaccettature; in particolare come protagonisti ritroviamo bambini, anime innocenti che, trascinati con forza nell'età adulta, lottano e soffrono perché costretti a pagare colpe di chi è più grande, soffocati da una negatività nella quale riescono, con coraggio e caparbietà, a trovare motivo per trasformarsi, ragione per evolvere positivamente nel corso della vicenda, uscendone alla fine più forti e consapevoli.

Il protagonista del libro è Bruno, ragazzo orfano timido e fragile, cresciuto senza amore, abbandonato dai genitori e dimenticato dalla vita; derubato e tradito dalla speranza, trascina la sua adolescenza come tutti coloro che, costretti dalla società ad essere ultimi, non sono più capaci di sognare, di desiderare qualcosa di meglio; nessuna mano tesa per Bruno, solo rassegnazione ad ingiustizia e dolore, abituato a non chiedere più nulla a quel destino che, dopo averlo ingannato, mosso a pietà riuscirà ad intervenire in suo favore fornendo accidentalmente un occasione per uscire da quel tunnel stretto e buio; messo alla prova il nostro protagonista sarà costretto a confrontarsi con tanta sofferenza, con un dolore prigioniero di un mondo avvolto dal male che farà risvegliare in lui quel suo essere speciale, un dono con il quale riuscirà a fronteggiare una situazione più grande di lui. 
Da questa esperienza Bruno uscirà profondamente segnato e cambiato per sempre, sostenuto da sentimenti ritrovati come amicizia e comprensione, più consapevole e maturo; Accelerando il passaggio all'età adulta, quando ormai era riuscito a svincolarsi  dalla paura, Bruno da preda si trasformerà in cacciatoreun guardiano silenzioso che difendeva quel confine tra il sogno e realtà misurandosi con quell'essere che si nutriva di paura.  

Lo stile inconfondibile di Lanzetta, anche in questo romanzo, rende davvero imprevedibile l'intreccio narrativo che, stravolto continuamente pagina dopo pagina, ribalta tutte le certezze acquisite durante la lettura, ripagando attraverso una vivacità descrittiva, forte e d'impatto, arricchita dalle tantissime descrizioni evocative presenti nel libro, dove l'attenzione particolare per le metafore fa spaziare il lettore in elementi tipici di un genere gotico che mescola bene paura e commozione.

Un dialogo serrato, insieme a capitoli brevi, riescono bene ad adattarsi ad un atmosfera contrassegnata da paura e angoscia che, "penetrando" nei protagonisti, permettono di esplorare la loro natura umana scandagliando le parti più intime e profonde, riuscendo di fatto a esprimere al meglio la "filosofia letteraria" di Lanzetta: per l'autore difatti quello non si deve temere solo quello che non si vede, come il buio , ma anche chi, presente fisicamente, quel buio lo porta dentro, alimentando il male che affascina e rende schiavi, celando crudelmente tante verità inimmaginabili.

Il romanzo di Lanzetta (come sempre) fotografa bene i conflitti interiori, le difficoltà della vita, stimolando chi legge a farsi domande e non a trovare risposte; la sua bravura si traduce principalmente nella caratterizzazioni dei suoi personaggi che, come esseri sociologici, emergono empaticamente, nascondendo sempre sfumature diverse, riuscendo ad evolversi durante la vicenda narrata che, in una disamina socio culturalegravita sempre verso un male espresso nelle sue varie forme, radicato in uomini che, nonostante il contesto, saranno sempre prigionieri di sentimenti come rancore e odio, succubi della vendetta che li condiziona avvelenando la vita, lasciando profonde ferite non solo in chi agisce ma anche in chi subisce che, molto spesso, paga il prezzo della sua innocenza
 
 
Tantissimi complimenti sinceri ad Antonio Lanzetta (che da anni seguo con molta stima e simpatia) perchè anche con quest'ultimo suo romanzo riesce non solo a non deludere le aspettative dei suoi lettori, ma anche ad appassionare e coinvolgere pienamente attraverso una storia originale e ben costruita, divisa tra la vita e la morte, capace di oltrepassare i limiti di una tensione narrativa che cattura emotivamente, accompagnando il lettore negli abissi più profondi della paura attraverso dolore e angoscia
 
 

sabato 12 giugno 2021

Le Colpe della Notte di Antonio Lanzetta


 La sera in cui i suoi genitori sono morti, Cristian è uscito di casa sbattendo la porta, arrabbiato con il mondo. Non avrebbe mai immaginato cosa lo aspettava al suo ritorno: un lago di sangue sul pavimento della cucina e la pistola d’ordinanza stretta tra le dita di suo padre. Un omicidio suicidio, gli hanno detto. E poi lo hanno spedito al sud, a Castellaccio, nella casa famiglia di Flavio, che continua a salvare ragazzini dal buio in cui a volte vengono risucchiati.Davvero il padre di Cristian ha ucciso la madre e poi si è tolto la vita? Qualcosa di oscuro sembra nascondersi dietro quello che apparentemente è un inspiegabile delitto e Damiano, lo Sciacallo, inizia la sua indagine personale, trovandosi come sempre a scavare fino alle radici del male.Mentre prova a rimettere insieme i pezzi della sua vita, Cristian conoscerà il dolore, l’amicizia, la paura, e comprenderà che alcune ferite non si rimarginano mai. Come quelle di Girolamo, un maresciallo dei carabinieri in pensione, ossessionato dall’Uomo del Salice e dalla scomparsa di una bambina avvenuta negli anni ottanta.


Con una Narrazione supportata da un ritmo incalzante e da uno Stile articolato e mirato sulle ripercussioni della storia, Antonio Lanzetta riesce ancora una volta a scavare nell’animo umano e a far luce sulle origini di un Male che nuovamente gravita su Castellaccio, un luogo circoscritto dal Bene e dal Male, che suscita creature Criminali ma allo stesso tempo capace di plasmare uomini (I Protagonisti) in grado di affrontare il Buio più profondo. All’inizio della vicenda conosciamo Cristian, un ragazzo di 17 anni, descritto come un adolescente che si limita a una vita fatta di scuola, casa e computer; il rapporto difficile con il padre, il disprezzo subito lo rende vulnerabile anche in ambito sociale, difatti senza amici perchè pensava di non meritarseli, si rifugia in un mondo virtuale dove viene accettato senza costrizioni; qui vive la sua vita attraverso il suo Avatar che lo rendeva una persona diversa, sicura,  forse così come avrebbe voluto vedersi riflesso nello specchio tutte le mattine in quel mondo reale che era sempre più ostile. Dopo l’ennesima discussione scapperà di casa per poi fare ritorno non immaginando neanche lontanamente che ad aspettarlo ci fosse la morte dei suoi genitori. Nel Capitolo successivo ritroviamo Cristian cambiato perchè segnato dagli eventi, nonostante gli sforzi non riusciva a dimenticare e i ricordi tornavano facendo ancora male, lasciandolo con un senso di colpa ingiustificato ma provato. Assegnato ad una casa famiglia a Castellaccio , lontano da casa, in Flavio troverà il sostegno di cui aveva bisogno per ricominciare un esistenza normale; però prima scelto dagli “amici” di scuola come “cavia” per un gioco tanto stupido quando crudele e poi preso di mira dai “bulli” di turno, facilmente ritroverà le paure e le angoscie provate. Inaspettatamente riceverà l’aiuto di due ragazzi Jay-C e Orso che forti e “aggressivi” lo difenderanno perchè in fin dei conti “emarginati” come lui, facendo nascere tra i tre un amicizia particolare, simbolo di una adolescenza che si emancipa attraverso la loro redenzione, la riabilitazione al mondo Reale. Poi nella Trama farà il suo ingresso Damiano Valente (Lo Sciacallo) sempre più provato dalla fatica fisica e umana, che su invito di De Vito (ex-collega di Scalea)  proverà a far luce sulla vicenda sempre più convinto che la tesi dell’ omicidio-suicidio non fosse quella giusta. In quei attimi in cui il suo sguardo incrocerà quello di Cristian riconoscerà gli stessi segni lasciati dalla morte rivivendo in prima persona la sua tragedia. Parallelamente alla coppia Valente-De Vito i 3 ragazzi (Cristian , Jay-C e Orso) s’imbatteranno nelle vicende legate a Castellaccio in un primo momento tramite Girolamo, un maresciallo dei Carabinieri in pensione, ossessionato dall’Uomo del Salice con un forte senso di colpa per come erano andate le indagini e le ricerche di una bambina scomparsa e mai trovata; Poi successivamente, dopo il ritrovamento di un indizio fondamentale, Cristian, ripescando i veri valori nel suo intimo, prenderà a cuore la vicenda in cui si era imbattuto e con l’aiuto dei suoi “nuovi” amici si metterà ad indagare guidato dal voler dare una risposta a tanto orrore, in cerca di un perchè arrivando a  scoprire verità che spiazzeranno non solo i Protagonisti ma anche il Lettore. Nel frattempo anche Lo Sciacallo arriverà alla soluzione del caso ritrovandosi in pericolo durante questa corsa contro il tempo che, se da un lato lo proverà fisicamente, dall’altro lo farà soffrire quando dopo essere ritornato alla triste realtà avrà realizzato di essere stato solo una pedina in un gioco rischioso disputato da altri. Le riflessioni e gli interrogativi nella Storia, insieme ai temi Principali come il Coraggio e la Determinazione offriranno spunti di lettura interessanti che d’improvviso porteranno verso un finale dove Lanzetta, come suo solito, con un “colpo di reni” rimetterà in gioco una Trama che si avvia verso una svolta non prevista, con la bravura e abilità nel tratteggiare un finale dove Luce e Ombra sono in bilico, il tutto finemente riassunto nella frase di Flavio:

“Il Male tocca le Persone senza una Ragione, le mette alla Prova per vedere fino a dove arrivano”

L’epilogo del libro ci restituisce un Cristian più maturo, che aveva imparato il Perdono tramite la vicenda di Castellaccio e riscoperto l’Amicizia; L’immagine finale di Damiano, Stefano (un po’ in ombra ma chiamato in causa al momento giusto) e Flavio riuniti sembra quasi rappresentare simbolicamente la chiusura del cerchio per una vicenda cominciata con “Il Buio Dentro” che li aveva messi di fronte alla morte, li aveva fatti soffrire rendendoli  “mostri” ormai però senza più paura di morire. Super Consigliato il libro di Antonio Lanzetta, a cui vanno i miei complimenti più sinceri perchè con Le colpe della notte , oltre al Thriller e al Noir, si mette alla prova con un Romanzo di Formazione riuscendo brillantemente a creare una Storia dal forte impatto emotivo che coinvolge e sconvolge. L’Autore chiude una Trilogia che, partendo dall’adolescenza fino ad arrivare all’età adulta, con i suoi Personaggi emotivamente fragili ma forti nel momento giusto, fa immergere il lettore negli abissi più profondi dell’animo umano dove si misurano il Bene e il Male, mettendo a nudo le paure più recondite.


(Recensione di Walter Bianco da AmabileLettureBlog)



                             ANTONIO LANZETTA


è nato a Salerno e, se con Warrior e Revolution, sempre pubblicati per La Corte Editore, ha conquistato pubblico e critica, affermandosi come uno dei più talentuosi scrittori italiani della nuova generazione, con questo romanzo cambia genere, ma riconferma il suo talento.
Già vincitore del “Premio Cittadella” con il suo primo romanzo “Ulthemar – La forgia della vita”,  è sempre suo il racconto thriller Nella pioggia, del 2015, finalista al premio Gran Giallo di Cattolica e arrivato al primo posto della classifica dei racconti più venduti su ebook.
Con le sue opere si è rivelato un autore capace di tenere incollati i propri lettori dalla prima all’ultima pagina grazie ad una scrittura testosteronica e adrenalinica che non potrà non entusiasmare i suoi lettori e i fan di autori come George RR Martin o Terry Brooks.







mercoledì 9 giugno 2021

Il Buio Dentro di Antonio Lanzetta


Il corpo di una ragazza viene ritrovato appeso ai rami di un albero. Il filo spinato scava nei polsi e nella corteccia di un vecchio salice bianco. Le hanno tagliato la testa e l’hanno lasciata sul terreno solcato dalle radici, gli occhi vuoti ora fissano quelli di Damiano Valente. Lui è lo Sciacallo, un famoso scrittore specializzato nel ricostruire i casi di cronaca nera nelle pagine dei suoi libri. Nessuno conosce il suo aspetto, e per Damiano questa è una fortuna: il volto deturpato da cicatrici e quella gamba spezzata che si trascina dietro come un fardello non sono trofei che gli piace mettere in mostra. Lo Sciacallo è un cacciatore che insegue nella morte le tracce lasciate dall’assassino della sua amica Claudia. Un omicidio avvenuto nell’estate del 1985, quando lui era solo un ragazzino con la passione per la corsa e amici in cui credere. Un omicidio che gli ha cambiato la vita.
Trentuno anni dopo, Damiano ritorna ai piedi di quel maledetto salice bianco, per dare una risposta a quella sua ossessione che come una ferita pulsante gli impedisce di andare avanti. Con lui ci sono gli amici di sempre, Stefano e Flavio, le cui esistenze si intrecciano inesorabilmente nella dura e cruda scoperta della verità, riportandoli a rivivere le emozioni di una folle estate che ha segnato le loro vite per sempre.



                     

Di certo Antonio Lanzetta non ha bisogno di presentazioni, difatti dopo essersi consacrato in Italia, ha ottenuto grossi consensi anche all’estero tanto da essere stato definito dal Sunday Times come lo “Stephen King” Italiano. La mia volontà di recensirlo nasce anche dall’esigenza di far conoscere la sua bravura e il suo stile particolare.

 

Il Buio dentro è un Thriller davvero originale, perché nella scelta narrativa si denota la volontà dell’autore di svincolarsi dal genere, di dar vita a una storia che, oltre a coinvolgere il lettore grazie a un’introspezione maniacale dei suoi personaggi, affascina con la trama che si distribuisce su due linee temporali, presente e passato, dove l’elemento comune è rappresentato da un’amicizia che nonostante tutto dura nel tempo che lega i protagonisti. Altro elemento originale è il fatto che dopo aver letto il libro ho fatto personalmente “fatica” a trovare un unico Protagonista; nel libro sono diverse le figure padrone della scena, nessuna predomina le altre, tutte simili per la loro Forza e Debolezza, ognuno che combatte la sua battaglia, con modi diversi però, si oppongono a quel Buio Dentro, qualcuno sembra essersi arreso, altri ancora no. Tra questi troviamo Damiano Valente, protagonista della narrazione che si apre ai piedi di quel salice che riporta la mente di Damiano alla morte della sua amica d’infanzia Claudia. Soprannominato “Lo Sciacallo”, famoso scrittore specializzato nei fatti di cronaca, porta nel cuore il peso di una non-risposta per quel omicidio di 31 anni fa’. Oltre a questo dolore, quello fisico ricorda a lui e a chi legge una sofferenza passata che a tratti fa’ perdere a Damiano la sua umanità. Altro Protagonista è Flavio, al quale sembrerebbe più riferirsi il titolo del libro, difatti con un infanzia difficile, è dovuto crescere troppo in fretta senza che la vita chiedesse il permesso per averlo messo di fronte a prove durissime, che segneranno anche lui nel tempo. Con il suo personaggio l’Autore si è più soffermato per descriverne il rapporto vivo e sincero con il nonno(Don Mimi’) e quello affettivo con Claudia.

 

Spazio anche, per alcune pagine, al Killer, descritto in maniera “morbosa” frutto sicuramente di studi per Lanzetta che riesce a farne un elemento più originale ma soprattutto autentico.

 

Nei Protagonisti dunque troviamo rappresentati bene i temi principali del libro: OdioSenso di Colpa Vendetta. Questi lotteranno e affronteranno difficoltà trovando più facile ricordare sofferenze passate piuttosto che ammettere colpe presenti.

 

Come detto la Narrazione si divide tra Oggi e 1985 e di conseguenza anche il Dialogo è sensibile a questa divisione: Nel Presente l’Autore è abile a utilizzare elementi circostanti come gocce di pioggia e creste delle onde per dare più teatralità al tutto rendendo più cupo e drammatico anche il dialogo che diventa più frenetico e avvincente verso la fine. Di contro Nel 1985 i toni sono più pacati, semplici, autentici, utilizzando di più il contrasto tra il fascino di una Natura descritta e la gente che abita in quel contesto, sempre più contaminato dalla Presenza di una Camorra che ne inasprisce le note. Qui c’è sicuramente più spazio per l’analisi dei caratteri per meglio comprendere la narrazione del Presente.

 

Con bravura Lanzetta riesce gradualmente a riunire le due linee narrative portandoci a un finale per nulla prevedibile.

 

Del libro quindi ho apprezzato molto l’originalità di un Thriller, diverso dagli altri, che per una buona metà del libro, secondo me, si trasforma in un Romanzo di formazione, dove c’è la crescita dei personaggi, tutti che lottano per cancellare quel “Buio” consapevoli di poterlo fare non da soli, ma aggrappandosi a quel sentimento di Amicizia che sopravvive nonostante tutto. Amicizia su cui ruota la vicenda narrata e in cui si sviluppa anche il messaggio dell’Autore al quale vanno i miei complimenti più sinceri, desideroso di leggere l’altro suo libro “I Figli del Male” che ha per Protagonisti sempre i nostri Damiano Flavio, personaggi facilmente affezionabili che sono sicuro farete fatica a ignorare.

                        .... (Recensione di W. Bianco da AmabiliLetture

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...