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martedì 18 luglio 2023

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo attira la sua attenzione. Vicino a una macchia di cespugli scopre, con terrore, una mano mozzata. Poco più in là, gli arti amputati di un uomo sono disposti sul terreno a disegnare una celebre formula fisica. Il brutale omicidio turba la quiete del quartiere, ma soprattutto sconvolge l’instabile equilibrio del commissario Ansaldi, che con il trasferimento nella capitale sperava di aver trovato una tregua agli orrori cui ha assistito nella sua lunga carriera in polizia. Meticoloso e sensibile, la sua grande umanità lo porta a essere preda perfetta dell’ansia e degli attacchi di panico. Ciononostante rimane un professionista integerrimo che davanti al dovere non si tira mai indietro: costi quel che costi, troverà l’assassino. Ma prima dovrà capire come creare uno spirito comune con gli agenti della sua squadra investigativa, non meno unici e fragili di lui. Insieme, diventeranno i Cinque di Monteverde. Con il suo stile inconfondibile, che alterna il buon umore alla malinconia, Morlupi getta uno sguardo sugli abissi non solo di una mente criminale, ma della nostra intera società, che nasconde in bella vista i suoi istinti più feroci.


Formule mortali (edito da Salani) è la seconda edizione del romanzo d'esordio di François Morlupi che, dopo l'enorme successo di "Come delfini tra pescecani" e "Nel nero degli abissi" ci riporta alla genesi dei cinque di Monteverde.


Morlupi (come sempre) ha la capacità stilistica di entrare nel profondo dei suoi personaggi, non solo quelli principali però ma anche in quelli secondari, ed è proprio con questa sua "prima" storia che possiamo scoprire ancor di più tutte le fragilità caratteriali dei cinque, alle prese con una indagine complessa e con una vita che sembrava procedere in una direzione opposta da quella immaginata.

Ansaldi fra tutti appare un personaggio complessato da dubbi e incertezze che risultano derivare non tanto da una sua patologia ma principalmente da un evidente difficoltà relazionale con la squadra che scopriremo composta da elementi quasi tutti emarginati, esiliati da un disagio personale che impedirà inizialmente di  evolvere come gruppo trattenendo la necessità di  trovare quella chiave giusta per risolvere un caso davvero molto complesso.

Un senso d'impotenza davanti a crimini efferati unito poi al bisogno di raggiungere risultati in breve tempo aumenteranno la tensione in una vicenda dove c'erano poche ipotesi tutte legate alla mancanza di legami tra le diverse vittime.

Con uno stile incalzante e rapido, sempre sospeso tra ironia e malinconia, la storia procede attraverso due linee narrative ben distinte che si alternano in un gioco d'incastri voluto che sembrava procedere di pari passo fino a quando all'improvviso una terza narrazione si aggiunge disorientando il lettore e  mescolando tutti i pezzi di un puzzle che aveva appena cominciato a mostrare un disegno criminale, ben celato da un nemico invisibile che se all'inizio si dimostrerà troppo imprevedibile nel corso della storia comincerà a fare passi falsi solo quando, messo da parte ogni individualismo, i problemi della squadra da personali diventeranno comuni.

Come spesso accade nei libri di Morlupi François i protagonisti sono raccontati in tutta la loro umanità e fragilità, al fine di rendere più emotive ed empatiche le loro scelte e le loro azioni che proprio per questo motivo risultano ( a chi legge ) sempre molto fedeli al ruolo che l'autore ha assegnato; fragili e umani, sempre pronti a sorridere dei loro difetti, assorbiti (forse troppo) da una metropoli tentacolare come Roma che, in questo primo capitolo, rispetto ai successivi libri dell'autore affascina il lettore con colori e bellezza tralasciando (volutamente) "per il momento" le sue tante contraddizioni.

Possiamo dire che il romanzo (nonostante la mole) risulta molto scorrevole, lasciandosi leggere davvero tutto d'un fiato; questo è possibile non solo tramite una trama avvincente ma soprattutto grazie allo stile "inconfondibile" dell'autore che tiene sempre alta la tensione soprattutto attraverso capitoli abbastanza corti, per agevolare la memoria del particolare al lettore nel proseguo della storia.

Complimenti sinceri al sempre più bravo François Morlupi (che seguo con affetto e stima da diverso tempo) che riesce a creare storie avvincenti attingendo sia dai gialli nordici che dai thriller più "nostrani", mescolando però in maniera del tutto originale una tensione psicologica con un attenzione alla società, traducendo quella sua inclinazione per protagonisti non "eccezionali", spesso emarginati e fortemente asociali, che non si sforzano poi tanto per risultare normali in un mondo "distorto", contagiato dal bisogno di assecondare (ad ogni costo) anche gli istinti più bassi.   


sabato 18 febbraio 2023

Io ti vedo di Giacomo Ferraiulo

Andrea è un attore all'apice della carriera, ma per quanto la sua vita possa brillare sotto le luci dei riflettori e tra le braccia della sua compagna, Vita, la sua anima continua a essere fagocitata da un'ombra che striscia dal passato. Andrea è ossessionato da un bambino che riesce a vedere solo lui, che si accalca tra la folla di gente nelle vie centrali di Milano, e che la notte lo attende ai piedi del letto. Io Ti Vedo. Queste tre parole continuano a tormentarlo, e una figura misteriosa lo porta alla scoperta di un ragazzino ucciso in una fabbrica abbandonata alla periferia della metropoli. A Porto Bianco, muore la zia di Andrea e lui è costretto a tornare nel piccolo paese per organizzare il funerale. Incontrerà, dopo oltre vent'anni, suo zio, ricoverato in una clinica, e Marzia, una sua amica d'infanzia. Le loro anime sono affini, e la ragazza vedrà in Andrea l'unica persona che potrebbe portarla via da tutta quella morte, perché entrambi sanno che a Porto Bianco il Diavolo passeggia per le strade.

 
Il libro di Giacomo Ferraiuolo racconta una storia tormentata e a tratti misteriosa dove il Protagonista vive un incubo ad occhi aperti cercando drammaticamente di affrontare un presente dove, attraverso vecchi ricordi non ancora dimenticati, la realtà si presenterà distorta, contorta e malata, perchè bagnata dallo stesso sangue del passato.
 
Andrea è un attore di successo che, nonostante fama e notorietà, sembra vivere condizionato da qualcosa di irrisolto nel suo passato, un ombra che diventa un ossessione presente e costante pronta ogni volta a ricordare dolore e grida innocenti che, sepolte nell'intimo del protagonista, adesso erano tornate a tormentarlo in maniera angosciante.
 
L'abilità d'attore di Andrea aveva permesso fino ad oggi di mascherare bene il suo stato d'animo, aiutando a celare i suoi veri sentimenti e tormenti, ma adesso che, costretto dal destino a fronteggiare di nuovo quell'oscurità, non essendo più possibile vivere e fingere in quella maniera sarà convinto più che mai a dare un volto al suo dolore, affrontando i demoni di un passato che nascondeva ancora tante insidie.
 
Da una parte la sete di giustizia e la vendetta dall'altra spingeranno i protagonisti ad addentrarsi nell'oscurità più crudele per capire cosa era veramente successo in quel luogo dove la morte sembrava essere tornata o dove forse la malvagità umana non era mai andata via, nascosta e alimentata dall'abbandono di chi sapeva e dall'odio di chi aveva assistito impotente a tanta scelleratezza.   

La capacità stilistica dell'autore (come sempre) ci permette di entrare in maniera vivida nella storia, compartecipando emotivamente con tutto ciò che colpisce i personaggi: il tremore che tradiva i gesti, i respiri sospesi, quel sentore di morte che annebbiava la razionalità e l'ossessione dei pensieri di fronte ad una tragedia che, sepolta da polvere e menzogne, torna prepotente per evocare una spirale di morte.

La lettura procede spedita e nello stesso tempo fortemente segnata da un senso d'angoscia capace di penetrare fin nelle ossa del lettore che si ritrova segnato da un carico psicologico ben costruito dall'autore capace di rendere la verità celata fino alle ultime pagine; dopo aver disorientando chi legge attraverso una narrazione divisa tra passato e presente, i tanti elementi fortemente contrastanti raccolti nel corso della lettura troveranno finalmente una loro connotazione ben precisa in un epilogo dove l'autore drammaticamente nega quella quiete ricercata per tutto il racconto, presentando un finale non del tutto scontato che lascerà di sicuro tutti i lettori con l'amaro in bocca.

Tantissimi complimenti a Giacomo Ferraiuolo che conferma sempre più le sue abilità stilistiche raccontando ancora una volta una storia carica di tensione e suspense, sviluppando una trama attraverso personaggi psicologicamente molto approfonditi, che risultano molto umani e fragili ma che riescono nello stesso tempo a celare nell'intimità la loro vera natura accrescendo l'inquietudine nei loro confronti di fronte ad una rivelazione difficilmente comprensibile e giustificabile.
 
   

martedì 22 novembre 2022

Cambiare le ossa di Barbara Baraldi

 

Torino, 1988. Tito Ferretti ha solo quattro anni quando assiste all’omicidio di sua madre e del suo amante: è opera del “mostro”, il serial killer che sta terrorizzando la città e che sarà catturato, dopo un’indagine serrata, dal sostituto procuratore Francesco Scalviati. Sono passati 34 anni da allora. Il ricordo di quei fatti è lontano, ma il rinvenimento di un cadavere sfigurato sembra improvvisamente riaprire l’incubo: è Tito Ferretti. L’hanno massacrato con un antico spaccaossa, terza vittima di un assassino che agisce secondo una precisa, feroce dinamica. C’è un collegamento con il mostro, e quale? Il commissario Damiano Provera sa che solo una persona può venirne a capo: Aurora Scalviati, figlia del magistrato che negli anni Ottanta seguì il caso del mostro, venuta al mondo la stessa notte in cui le mani del padre si macchiarono di sangue. Capace, soprattutto, di scorgere le connessioni che nessun altro vede, e farne materia per identificare il killer. Aurora realizza subito che, anche se non sembrano avere nulla in comune, le vittime sono state scelte in base a un disegno preciso. E viene attratta da due indizi inquietanti: delle inspiegabili incisioni sulle ossa di Ferretti e un libro misterioso sulle connessioni fra teoria quantistica e fede. Mentre cerca di decifrare l’enigma arriva un’altra notizia sconvolgente: Giorgia, una ragazzina di dodici anni, è appena stata rapita… È l’inizio di un viaggio allucinante dove Aurora dovrà ricostruire un meccanismo perfetto e spietato, confrontarsi con la potenza della mente umana e capire, una volta di più, che il passato è l’unica chiave per penetrare il presente. E l’unica possibilità di redimersi. 

Barbara Baraldi ha scritto un romanzo molto avvincente, un thriller veramente ben costruito che coinvolge non solo per la sua trama intricata ma soprattutto per la complessità caratteriale dei protagonisti che assumeranno sfumature leggermente diverse e contradditorie quando si troveranno costretti a confrontarsi con un  passato che in un certo senso stava condizionando anche il loro presente.

Ritroviamo come protagonista Aurora Scalviati che, dopo un periodo in cui aveva cercato di elaborare le sue perdite, è "costretta" a far ritorno in quella Torino che aveva provato a dimenticare, insieme a quel passato doloroso che aveva inflitto ferite troppo profonde per essere già rimarginate.

Aurora è  sempre quella donna fragile e debole che abbiamo già conosciuto; bipolare e divorata dagli attacchi di ansia, prigioniera di una personalità complessa farà ritorno sui luoghi che avevano caratterizzato la sua vita, in particolare quando era poliziotta, con la consapevolezza di dover ricominciare da zero perchè sapeva bene che per salvarsi non bastava cambiare pelle ma anche le ossa.

Ma Aurora Scalviati è principalmente  una bravissima e intuitiva profiler che arrivava dove altri non riuscivano anche per la sua capacità di ragionare "fuori dagli schemi". Aurora torna nella sua Torino chiamata a stilare un profilo di un serial killer che, uccidendo in maniera cruenta e anomala, stava diffondendo panico e paura.

La protagonista, oltre a rivivere momenti dolorosi, dovrà fare i conti anche con un suo modo di essere che era cambiato nel tempo, che la faceva sentire continuamente "fuori posto" e che imprigionava la sua capacità di relazionarsi con gli altri.

Questa sua "posizione" condizionerà Aurora anche per gli errori commessi quando, per dimostrare il suo valore, si ritroverà ad agire di puro istinto abbandonando la ragione; ad appesantire il tutto tornerà quel confronto con il padre (ancora non "smaltito") e una senso di consapevolezza sul tempo passato e sul pericolo nel superare certi confini.

Tutto questo segnerà anche la capacità di giudizio in un indagine che, dopo un rapimento di una bambina, diventerà ancora più intricata; in un clima di ostilità tutti i sentimenti riemersi in maniera contrastante in questa corsa contro il tempo alimenteranno una rabbia difficile da tenere sotto controllo.

Stilisticamente la narrazione è divisa in due piani temporali: passato e presente utilizzati dall'autrice con un buon equilibrio.

La scrittura risulta sempre fluida e molto accattivante, grazie anche a capitoli brevi che sostengono un ritmo serrato che cresce pagina dopo pagina.

L'autrice è abile a plasmare la trama creando incastri perfetti che si ricompongono dopo che vengono esasperati da suspance e liberati da un introspezione psicologica dei personaggi, accurata e precisa nelle azioni e sempre coerente con la caratterizzazione dei protagonisti, tenedo sempre come riferimento le opere precedenti.

Nel libro si parla anche di miracoli, di riti e rituali più vicini ad un concetto di fede che nel libro sembra in costante bilico tra credere e sperare, da capire o assecondare, introducendo anche il concetto di meccanica quantistica che in un primo momento risulterà lontano dal contesto; l'autrice oltre a svincolare dal giudizio il lettore lascia  libertà anche su una realtà narrativa dominata da una sincronicità di eventi che condizionano e dividono lo sviluppo di una trama che, anche per questo, risulta parecchio articolata.

Le indagini sembreranno sempre più coinvolgere Aurora, impegnata a trovare redenzione nei confronti di quella figura paterna adesso forse meno distante, dando la forza e determinazione per lottare e raggiungere giustizia anche quando tutto sembrerà perduto, quando anche il dialogo sembrerà cambiare e diventare più severo per meglio adattarsi alle scene adrenaliniche specie nella parte finale del libro.

Il finale risulterà veramente inaspettato grazie anche all'abilità con cui l'autrice è brava a seminare indizi che si riescono a collegare solo nella fase finale del libro, creando quella tensione giusta fino alla conclusione dove si rivelerà una verità difficile da accettare, perchè ancora una volta la Realtà non aveva offerto certezze, anzi a maggior ragione quello che sembrava semplice alla fine nasconderà una complessità tale da sorprendere e coinvolgere empaticamente attraverso una sofferenza insensata, che disorienta ma che crea quel mix giusto tra sofferenza e azione.

Tanti complimenti a Barbara Baraldi che, dopo la trilogia del buio, torna con una thriller davvero molto coinvolgente; l'autrice, "alzando l'asticella", introduce questa volta nella sua storia  elementi "nuovi", davvero molto significativi che, oltre a prestare il fianco ad una riflessione profonda, rendono più complicato e originale lo sviluppo di una trama che sfrutta le diverse sfumature per accrescere, in modo non convenzionale, la complessità di una vicenda capace di catturare noi lettori dalla prima all'ultima pagina.


lunedì 14 novembre 2022

Le lacrime delle sirene di Emanuela Valentini

 

Una sirena. È ciò che vede galleggiare sul pelo dell'acqua un pescatore accorso nella notte a controllare la sua barca dopo una terribile tempesta a Punta Ligea, dove la costa calabrese si protende verso lo Stretto. Assomiglia alla polena di una nave, tanto è perfetta. Ma quando la sirena lo guarda, appena prima di inabissarsi, lui capisce di essere di fronte al mito che ogni marinaio conosce, quello delle regine dei mari. Sul posto viene chiamata Stella, una sommozzatrice che con l'acqua ha un legame particolare da quando il mare si è preso sua sorella. La sirena è in realtà un'adolescente bellissima, mutilata, i piedi a formare una pinna e un ciondolo adagiato sul petto. L'ispettore incaricato delle indagini vorrebbe coinvolgerla, ma Stella è irremovibile, ha promesso a sé stessa e a sua figlia che avrebbe chiuso per sempre con quella vita. Intendono partire per Roma per ricostruire un'esistenza lontana dai ricordi e dagli incubi del presente. Quando è sul punto di salutare tutti, però, Stella scopre che c'è un legame di sangue tra la sua famiglia e quell'incomprensibile morte. La sirena riguarda in qualche modo il suo passato. E Stella capisce che spetta a lei fare luce sulla vicenda, anche se questo significa rischiare di affogare nel mare dei ricordi. Come ne "Le segnatrici", Emanuela Valentini esplora il mondo delle credenze popolari e dei miti ancestrali ancora vivi nel nostro Paese. E va in profondità in questa dimensione oscura e occulta portandoci con il fiato sospeso fino all'ultima, imprevedibile, pagina.


Quello di Emanuela Valentini è un thriller psicologico con una tensione narrativa ben bilanciata, divisa da un passato dove emergono folklore e credenze popolari che, unite nel presente, aggiungono sfumature "mitiche" per espandere un mistero avvolto da orrore che coinvolgerà in prima persona la nostra protagonista (Stella), costretta a far luce anche nel suo di passato, immergendosi di nuovo in tutti quei ricordi dolorosi che avevano procurato ferite non ancora rimarginate.

Le lacrime delle sirene è un libro dove si parla di famiglia, senza filtri,  con estrema sincerità da parte dell'autrice che riesce a dimostrare come a volte violenza e orrore possano nascondersi anche in questa "culla perfetta" dove è facile nascondere segreti che, crescendo nell'indifferenza, alimentano mostri capaci poi di perseguitare per anni.

Stella è una donna forte che aveva faticato non poco per affermarsi nella sua professione; una donna che affrontava le sue paure per lenire e curare le proprie ferite personali, inflitte da una vita che non sempre andava come dovrebbe.

Proprio per allontanarsi da quei luoghi che erano fonte di incubi sempre più frequenti, Stella sceglie di trasferirsi nel tentativo di dimenticare, cambiando vita abbracciando però quasi incosciamente il proprio destino di fuggiasca.

Ma al passato non si può sfuggire e quello di Stella si ripresenterà sotto forma di incubo che la consumerà, forzata dalle circostanze, fin dal primo momento in cui si prenderà cura di una morte incomprensibile che aveva risvegliato qualcosa in lei, cosi' profondamente sconvolta e trascinata dal richiamo dal sangue, costretta non solo a risolvere un enigma ma ad intraprendere anche quel viaggio interiore necessario che la metterà di fronte ai suoi mostri.

Nel romanzo possiamo facilmente ritrovare tutto il fascino stilistico dell'autrice che, come al suo solito, esprime tutta la sua personalità non solo nei protagonisti ma anche attraverso storie avvolte dal mistero, nel desiderio di far luce su quelle zone d'ombra, dove l'istinto vince sulla ragione, indagando in particolare sulle parti più oscure dell'animo umano.

Personalmente posso dire che, rispetto ai precedenti, in questo ultimo romanzo ho percepito i personaggi intimamente ed empaticamente più approfonditi: costretti tutti a guardarsi nella loro intimità, perchè attratti poi dallo stesso vortice, saranno prima trascinati e poi indirizzati dall'autrice ognuno a percorrere una sorta di viaggio "catartico" per analizzare se stessi.

Forte nel romanzo è anche la presenza di un simbolismo ben radicato nella storia : l'autrice infatti utilizza elementi naturali, come il mare, creando attorno un'atmosfera di incertezza legata soprattutto alla sua crudeltà, per sottolineare poi indirettamente quel legame con una fragilità umana che mette su sue piani distinti uomini e natura.

L'acqua diventa così un vero e proprio personaggio, un elemento fondamentale che interagisce con gli altri e che lega il suo destino con quello dei protagonisti.

Sempre in ottica di simbolismo trovo molto significativa la scelta dell'autrice che, per "identificare" il concetto di duplicità tra vita e morte, utilizza una creatura come la sirena, un essere metà donna e metà animale, attraverso il quale indicare la strada da percorrere per intraprendere un cammino psicologico, interiore e personale, un viaggio catartico che incontrando il mare e le sue creature condurrà poi a confrontarsi con i mostri che ognuno porta dentro di se.

Questo è quello che succederà a Stella che, come gli eroi legati al mito, sarà chiamata alla "prova", percorrendo senza paura la sua strada, abbracciando il cambiamento necessario per affrontare quei mostri che l'avevano tormentata, non fuggendo più perchè decisa a trovare risposte tramite questi.

Quello di Emanuela Valentini è un romanzo davvero molto profondo che permette di guardarci dentro, che colloca il lettore davanti ad uno specchio; una storia che, quasi come una fiaba per adulti, rapisce ed incanta attraverso la profondità del mare con la quale ognuno può ritrovare se stesso, permettendo pero' di riemergere solo a chi sarà disposto ad accettare quella parte oscura, affrontando i mostri sepolti da un passato dal quale non si puo' scappare all'infinito.

Tantissimi complimenti sinceri alla bravissima Emanuela Valentini (che seguo con stima da diverso tempo) perchè con il suo libro è riuscita a coinvolgermi con un thriller davvero ben articolato, che mettere a nudo la complessità dell'animo umano permettendo a noi lettori di intraprendere un viaggio, insieme alla protagonista, attraverso un mondo fatto di mistero e tradizioni popolari, attraverso una trama che si sviluppa in maniera non scontata e mai banale fino alle ultime pagine dove troviamo un finale che colpisce e disorienta, non solo per il suo carattere imprevedibile, ma perchè costringe a rivedere tutte quelle certezze già intensamente minate nel corso del libro.

 


venerdì 2 settembre 2022

Gioco Mortale di Tiziana Leone

 New York, 2011. Il detective Ray Hayes viene buttato giù dal letto dal suo partner, Roger Donovan: in uno squallido edificio è stato ritrovato il cadavere di una donna, insieme a un misterioso biglietto con la parola "quattro". Per Ray comincia una difficile indagine, scandita da incubi post-traumatici e dissociazioni, ma anche dall'eco di Julia, la donna che ama, scappata a Philadelphia senza dare spiegazioni. Il tutto mentre il numero delle vittime continua a salire, senza che Ray abbia idea di che cosa indichino quei biglietti e quei numeri. I detective seguono diverse piste che si rivelano inconcludenti: l'assassino tesse la tela di una vendetta che affonda le radici in un passato lontano, si insinua nell'intimità dei rapporti, sfaldando la fiducia e portando Ray sull'orlo di una psicosi. Forse solo una giovane agente, con un velo di tristezza negli occhi e un forte senso di giustizia nel cuore, riuscirà ad aiutarlo nell'indagine più impegnativa della sua carriera, salvandolo a un passo dal baratro.

Quello di Tiziana Leone è un thriller con forti tinte noir scritto non solo in maniera avvincente ma anche con uno stile molto dinamico e incalzante, ben supportato da dialoghi serrati, con una trama che accresce la sua complessità attraverso la scarsità di indizi, avvolta nel mistero e amalgamata con l'umanità dei suoi personaggi che rendono tutta la storia ancora più realistica.

Tutto inizia con un omicidio, l'uccisione di una giornalista, che darà il via ad un indagine da subito complicata, con pochi elementi, che si andrà ad intricare ancor di più con il ritrovamento di altre vittime, uccise nella stessa maniera, un investigazione  portata avanti, in un primo momento, solo nel tentativo di scoprire quel legame comune che poteva indirizzare sulla strada giusta.

I personaggi del libro sono tutti caratterizzati in maniera attenta e specifica: questo sarà possibile in particolare attraverso l'attenta ricostruzione del loro passato, che riuscirà poi a giustificare e a chiarire in parte il motivo di certi gesti nel presente narrativo.

Secondo quest'ottica troviamo il nostro protagonista, Ray Hayes,  rappresentato in tutta la sua complessità dall'autrice che, approfondendo la sua parte psicologica, farà emergere un passato doloroso, una finestra su una drammaticità che aveva colpito molti, ma che per il nostro protagonista significava riaprire ferite ancora aperte.

Molto specifico e significativo l'anno scelto dall'autrice per ambientare il suo romanzo: il 2011; secondo decennio del duemila, non troppo distante dagli eventi tragici del settembre 2001, che rende giustizia sia all'età dei protagonisti ma soprattutto rappresenta uno "spartiacque" per i personaggi che avevano "plasmato" il loro trascorso, dopo che il mondo aveva costretto molti a vivere in maniera diversa; in particolare per il nostro protagonista, oltre a fronteggiare un killer spietato e senza scrupoli, si troverà a fare i conti non solo con un passato non ancora dimenticato, ma anche con un dolore tragico scaturito in una vendetta che nel presente portava addosso ancora i segni di una violenza subita.

Uno dei particolari stilistici dell'autrice è senza dubbio la sua capacità descrittiva che, specifica e quasi "maniacale", porta il lettore ad immergersi completamente nella realtà di una metropoli tentacolare come New York; location di certo non scelta a caso dall'autrice che, guidata dal cuore, riesce molto bene a bilanciare la sua passione sfruttando al massimo l'idea di costruire la storia all'interno di una realtà "distante" e poco vicina al nostro quotidiano, per rendere ancora più "instabile" e poco prevedibile l'esito di un indagine davvero complessa.  

Nel suo esordio letterario Tiziana Leone è riuscita a scrivere un libro molto avvincente, manifestando una maturità non comune soprattutto nella precisione con cui è stata capace di sviluppare l'intera vicenda, con un ritmo giusto e cadenzato nonostante le quasi 500 pagine e poi, non ultima, nella facilità con cui rende umanizzati i suoi personaggi che si percepiscono così reali da legarsi quasi subito empaticamente con il lettore.

La lettura risulta avvincente e piacevole allo stesso tempo e la trama si sviluppa in maniera corale senza mai cadere nel banale avendo al centro un protagonista animato da passione e senso del dovere che, nel disperato tentativo di fare giustizia a tutti i costi, aiutato anche dagli altri personaggi, comprenderà nel corso della vicenda che in ballo c'era più di una singola indagine intricata.

Davvero tanti complimenti a Tiziana Leone che con il suo libro mi ha piacevolmente conquistato attraverso una trama interessante e originale, ben costruita e raccontata in maniera molto lineare e coinvolgente, dove traspare, oltre al lavoro attento e preciso che c'è dietro riguardo alle procedure e ai vari passaggi investigativi, anche una capacità emotiva espressa attraverso i personaggi con cui facilmente si famigliarizza, per rendere partecipe chi legge in maniera vivida lungo tutte le pagine della storia.





Tiziana Leone

È nata a Catania e vive con la famiglia a Cosenza. Laureata in matematica e insegna alla secondaria di secondo grado.

Lettrice appassionata di gialli e thriller, interessata a tutto ciò che ruota intorno al genere ad alta tensione. Finalista alla seconda edizione di “Ore Contate”, contest letterario di racconti da un incipit di Joe Lansdale organizzato da Orecontate.it e seconda classificata alla prima edizione del contest letterario “Pillole Noir” del Neroma Noir Festival. Dal 2018 è amministratrice del gruppo Facebook I thriller di Edvige e altro tra le righe, con il quale contribuisce alla promozione delle buone letture, sostenendo i giovani autori esordienti che pubblicano con serie realtà editoriali.



 
GIOCO MORTALE

AUTRICE: TIZIANA LEONE

EDITORE: GOLEM EDIZIONI 

GENERE: THRILLER

USCITA: 2 DICEMBRE 2021

FORMATO: FLESSIBILE/E-BOOK

 

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giovedì 30 giugno 2022

La casa sul promontorio di Romano De Marco

 

Mattia Lanza è lo scrittore più amato d’Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all’estero. Ha una bella famiglia, un’agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L’incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l’ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l’inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra? Svelando la verità con continui colpi di scena, questo thriller di Romano De Marco indaga la complessità delle relazioni e ci mostra fin dove è disposto a spingersi l’essere umano per assecondare i propri desideri.



Romano De Marco ancora una volta riesce a non tradire le attese confermando tutta la sua bravura stilistica in questo suo ultimo libro capace di coinvolgere, fin dalle prime pagine, il lettore attraverso una vicenda ricca di colpi di scena, una trama originale e una narrazione adrenalinica che scaturisce in chi legge tante emozioni contrastanti.

Quello di De Marco è soprattutto un romanzo psicologico che con forza gioca con le fragilità del cuore e con la debolezza dell'animo umano che nel libro viene portata al limite per far emergere tutta la negatività dei protagonisti pronti a tutto per assecondare i propri istinti, per conseguire anche i desideri più difficili da realizzare.

La forza del romanzo è nell'introspezione caratteriale dei personaggi che non nascondono le debolezze ma anche le tante ambiguità, lasciando un senso di ansietà per una vicenda molto intricata che spesso confonde chi legge spiazzando con due filoni narrativi contrapposti che si andranno a riunire poi in quel finale così "meravigliosamente" sconcertante da restituire verità e consapevolezza a chi legge.

Mattia Lanza, sconvolto da una tragedia personale, in cerca di solitudine decide di allontanarsi da quella realtà troppo dolorosa per riprendere in mano la sua vita e la sua carriera bruscamente interrotta; chiuso in se stesso era ormai prigioniero della paura di non riuscire più a scrivere, schiavo dei pensieri che bloccavano la sua quotidianità .

Solo grazie all'incontro con una donna dalla bellezza travolgente Mattia tornerà a rivivere sensazioni dimenticate, ritrovando anche la passione per la scrittura nonostante quel passato che continuava a tormentarlo con visioni e incubi notturni.

Questo rapporto all'improvviso comincerà ad incrinarsi sotto i colpi dei tanti misteri avvolti attorno una vicenda dove la fantasia, poco alla volta, riuscirà a diventare più credibile della realtà stessa, dove c'erano ancora troppi interrogativi e domande a cui dare risposta.

Nella seconda parte del libro la trama comincerà a svelarsi poco alla volta con Mattia sempre più convinto a chiudere i conti col suo passato, non solo attraverso la scrittura, ma cercando disperatamente amore e comprensione per guarire dal rimorso e dalla pena che segnava la sua esistenza; tra eccitazione e paura i protagonisti saranno pronti ad affrontare insieme tutte le difficoltà e i pericoli della loro relazione, coinvolgendo il lettore in un clima di adrenalina e pericolo in una storia che nel suo finale illude quella serenità strappata via grazie all'ultimo colpo di teatro dell'autore che, con estrema originalità, è capace di ribaltare tutto, mescolando ancora di più realtà e finzione, rendendo più comprensibile agli occhi del lettore l'inimmaginabile che la realtà stessa.

Complimenti sinceri a Romano De Marco che con il suo libro è stato capace di trascinarmi in una storia "ipnotica" che cresce in tensione pagina dopo pagina, mantenendo alta l'attenzione anche grazie al clima di ansietà e ai tanti colpi di scena che confondono la realtà con la finzione narrativa.

mercoledì 16 febbraio 2022

L'uomo senza sonno di Antonio Lanzetta


Secondo dopoguerra. Bruno ha tredici anni e vive in un orfanotrofio vicino a Salerno, sottoposto alle continue angherie degli altri ragazzi. Solo l'amicizia con Nino, il nuovo arrivato che prende a difenderlo, riesce a rendere tollerabile la sua permanenza nell'istituto. L'estate porta con sé un momento di libertà per tutti i ragazzi: Bruno e Nino saranno scelti per andare a lavorare insieme nella tenuta degli Aloia, una ricca famiglia del circondario. È qui che Bruno conosce Caterina, una strana bambina che vive all'ultimo piano della casa e che lo guida a esplorare i recessi dell'imponente edificio. Il gioco assume però ben presto contorni sinistri: Bruno inizia a essere tormentato da incubi inspiegabili, che al risveglio lo lasciano profondamente spossato. Il ritrovamento, all'interno della proprietà degli Aloia, di alcuni cadaveri in avanzato stato di decomposizione, getta sulla villa e su chi la abita ombre inquietanti. A chi appartengono quei corpi? E perché tutti sembrano a conoscenza di qualcosa che non deve essere rivelato? Questo romanzo è la storia di un'amicizia, di ricordi spezzati e di un brutale assassino che si nutre di paure. È la storia di Bruno e dell'estate in cui divenne l'uomo senza sonno.



Antonio Lanzetta ha scritto un libro che coinvolge e trascina, pagina dopo pagina, con una storia immersa in una suspense quasi ipnotica che gioca con il lettore attraverso paura e tensione.
La trama si snoda attraverso storie parallele, salti temporali in diverse epoche storiche dove sviluppare in modo simultaneo diverse tematiche che si sdoppiano nel passato per poi ricostruirsi nel presente narrativo al fine di rendere ancora più articolato un intreccio che risulta complesso nel suo insieme e allo stesso modo molto originale.

La storia, ben costruita dall'autore, affonda le sue radici in un male che, generato e alimentato da vendetta e odio, era cresciuto negli anni anche grazie all'illusione di poter essere controllato, contenuto a fatica fino a quando quell'ossessione era ormai divenuta incontrollabile, rendendo irrecuperabilmente instabile l'equilibrio tra luce e buio.

Il libro è anche un romanzo di formazione dove possiamo facilmente ritrovare personaggi tipici delle storie di Lanzetta, raccontati senza filtro attraverso la loro intimità e con molte sfaccettature; in particolare come protagonisti ritroviamo bambini, anime innocenti che, trascinati con forza nell'età adulta, lottano e soffrono perché costretti a pagare colpe di chi è più grande, soffocati da una negatività nella quale riescono, con coraggio e caparbietà, a trovare motivo per trasformarsi, ragione per evolvere positivamente nel corso della vicenda, uscendone alla fine più forti e consapevoli.

Il protagonista del libro è Bruno, ragazzo orfano timido e fragile, cresciuto senza amore, abbandonato dai genitori e dimenticato dalla vita; derubato e tradito dalla speranza, trascina la sua adolescenza come tutti coloro che, costretti dalla società ad essere ultimi, non sono più capaci di sognare, di desiderare qualcosa di meglio; nessuna mano tesa per Bruno, solo rassegnazione ad ingiustizia e dolore, abituato a non chiedere più nulla a quel destino che, dopo averlo ingannato, mosso a pietà riuscirà ad intervenire in suo favore fornendo accidentalmente un occasione per uscire da quel tunnel stretto e buio; messo alla prova il nostro protagonista sarà costretto a confrontarsi con tanta sofferenza, con un dolore prigioniero di un mondo avvolto dal male che farà risvegliare in lui quel suo essere speciale, un dono con il quale riuscirà a fronteggiare una situazione più grande di lui. 
Da questa esperienza Bruno uscirà profondamente segnato e cambiato per sempre, sostenuto da sentimenti ritrovati come amicizia e comprensione, più consapevole e maturo; Accelerando il passaggio all'età adulta, quando ormai era riuscito a svincolarsi  dalla paura, Bruno da preda si trasformerà in cacciatore, un guardiano silenzioso che difendeva quel confine tra il sogno e realtà misurandosi con quell'essere che si nutriva di paura.  

Lo stile inconfondibile di Lanzetta, anche in questo romanzo, rende davvero imprevedibile l'intreccio narrativo che, stravolto continuamente pagina dopo pagina, ribalta tutte le certezze acquisite durante la lettura, ripagando attraverso una vivacità descrittiva, forte e d'impatto, arricchita dalle tantissime descrizioni evocative presenti nel libro, dove l'attenzione particolare per le metafore fa spaziare il lettore in elementi tipici di un genere gotico che mescola bene paura e commozione.

Un dialogo serrato, insieme a capitoli brevi, riescono bene ad adattarsi ad un atmosfera contrassegnata da paura e angoscia che, "penetrando" nei protagonisti, permettono di esplorare la loro natura umana scandagliando le parti più intime e profonde, riuscendo di fatto a esprimere al meglio la "filosofia letteraria" di Lanzetta: per l'autore difatti quello non si deve temere solo quello che non si vede, come il buio , ma anche chi, presente fisicamente, quel buio lo porta dentro, alimentando il male che affascina e rende schiavi, celando crudelmente tante verità inimmaginabili.

Il romanzo di Lanzetta (come sempre) fotografa bene i conflitti interiori, le difficoltà della vita, stimolando chi legge a farsi domande e non a trovare risposte; la sua bravura si traduce principalmente nella caratterizzazioni dei suoi personaggi che, come esseri sociologici, emergono empaticamente, nascondendo sempre sfumature diverse, riuscendo ad evolversi durante la vicenda narrata che, in una disamina socio culturale, gravita sempre verso un male espresso nelle sue varie forme, radicato in uomini che, nonostante il contesto, saranno sempre prigionieri di sentimenti come rancore e odio, succubi della vendetta che li condiziona avvelenando la vita, lasciando profonde ferite non solo in chi agisce ma anche in chi subisce che, molto spesso, paga il prezzo della sua innocenza. 
 
 
Tantissimi complimenti sinceri ad Antonio Lanzetta (che da anni seguo con molta stima e simpatia) perchè anche con quest'ultimo suo romanzo riesce non solo a non deludere le aspettative dei suoi lettori, ma anche ad appassionare e coinvolgere pienamente attraverso una storia originale e ben costruita, divisa tra la vita e la morte, capace di oltrepassare i limiti di una tensione narrativa che cattura emotivamente, accompagnando il lettore negli abissi più profondi della paura attraverso dolore e angoscia. 
 
 

martedì 2 novembre 2021

Hypnosis di Andrea Zanetti


 Il dottor Peter Barrell è l’uomo del momento a Los Angeles. La ricchezza, la fama e il successo si traducono in una vita da sogno, frutto di una capacità unica: con una breve terapia rivoluzionaria infatti, l’ipnotista più in voga di Hollywood cambia la vita delle persone, liberandole dalle loro costrizioni mentali. A lui si affidano star del cinema, politici e ricchissimi uomini d’affari. Ma quando una sua paziente viene trovata uccisa in circostanze misteriose dopo l’ultima seduta, i detective della omicidi iniziano a stringere il cerchio proprio attorno all’analista che intanto inizia a soffrire di stani vuoti di memoria, stanchezza mentale, confusione, allucinazioni. Le cose si complicano ulteriormente quando il suo mentore, il dottor Charlie Cooper, lo mette in guardia dall’ipnosi profonda autoindotta, una sorta di trance che Peter potrebbe essersi procurato in modo inconsapevole e di fatto aver commesso un omicidio senza essersene reso conto. La vita di Barrell precipita allora in un vortice di sospetti, falsi indizi, menzogne e depistaggi che lo trascineranno giù, nei più profondi meandri della propria mente, alla disperata ricerca della verità, fino all’ultimo, destabilizzante, colpo di scena.





Andrea Zanetti, dopo averci regalato una straordinaria Saga Storica che vede come Protagonista una Venezia dell'epoca d'oro (Il Principe di Venezia  - Leon da Mar - I Cavalieri di San Marco)

 si "cimenta" con molta originalità e convinzione nel genere Thriller, nello specifico nel Thriller psicologico, con il suo libro HYPNOSIS.

L' Autore racconta la vicenda ricamando la Trama poco alla volta, dividendo concettualmente in due parti la storia che vede nella prima parte un Narrazione più pacata e libera da certi vincoli tipici del Genere, mentre nella seconda troviamo molta più Suspence e Tensione che accrescono ancora di più il coinvolgimento del Lettore "catturato" da una storia davvero ricca di colpi di scena, misteri e situazioni complicate.
 
C'è particolare attenzione, nella parte iniziale del libro, nel centrare tutta l'attenzione per tratteggiare la personalità (quasi edonistica) del nostro Protagonista: il dottor Peter Barrell vive immerso nel lusso e circondato da quella agiatezza che la sua condizione di medico gli permetteva; una vita spensierata, sempre alla ricerca di emozioni forti, che a 42 anni lo vedeva Protagonista  nel pieno delle forze pronto a cogliere tutti i benefici della sua posizione; anche nella professione dimostrava determinazione e una sicurezza che facilmente magnetizzava i propri pazienti: un uomo capace di entrare nella mente delle persone, sradicando i problemi con un metodo del tutto innovativo, discutibile, che lo aveva reso però indispensabile per la cerchia di vip a cui prestava soccorso. 

Tutta l'abilità dell'Autore però permette solo in parte di scoprire l'interiorità di un Protagonista che fino a metà del libro aleggia nel mistero con gesti e azioni che celavano quella parte oscura del suo essere e non permettevano ancora di essere comprese fino in fondo. 
 
Stilisticamente c'è da notare  che la scelta di numerare al contrario i capitoli, che scorrono in una sorta di countdown al contrario ,  accresce di certo tutta quella tensione e ansietà presenti nella storia, in particolare nella parte centrale e finale del libro. 

Poi anche la parte descrittiva relativa ai luoghi in cui si svolge la vicenda colpisce il lettore che di certo non rimane indifferente, avvolto dalle atmosfere e luci di una Los Angels bella e dannata, che di giorno regalava bellezze "artificiali" per poi di notte assecondare tutte le fantasie e gli eccessi di chi viveva una vita  "senza filtri". 

All'improvviso però questa vita vissuta in una sorta di limbo, senza scadenze o problemi, comincerà a scricchiolare sotto i piedi del Protagonista che sarà coinvolto in un crescendo di dubbi e incertezze che lo faranno vacillare e perdere tutto lo smalto della fase iniziale.

Peter, non mostrando più la certezza e la spensieratezza dipinta nella fase precedente, condizionerà anche la Narrazione che d'un tratto  s'incupisce rendendo anche le strade e i palazzi di Beverly Hills  più sinistri e carichi di energia negativa, quasi che anche la città voglia partecipare all'angoscia del Protagonista. 
 
Quando poi una sua paziente  verrà ritrovata morta in circostanze del tutto anomale,  Peter verrà inevitabilmente coinvolto nelle indagini di un caso troppo spinoso che concedeva molti dubbi e poche certezze. 

Da questo punto in poi anche il lettore si ritroverà a vivere nella mente del Protagonista che, sempre più in affanno, cercherà di mantenere la calma dominando i tanti pensieri confusi, riportando invece alla mente i ricordi che però correvano troppo veloci. 

Un viaggio "inquieto" attraverso le tante sensazioni contrastanti che, oltre ad accrescere un senso di angoscia in questa fase del libro, provocano quella tensione ed adrenalina "giusta" per permettere al lettore di rimanere nella "pressione" di una trama che pagina dopo pagina andava sempre più complicandosi.

Peter, sempre più attanagliato da Incubi frequenti, vive la situazione con una forte sensazione claustrofobica che non lo abbandona nemmeno un attimo durante la giornata dove, impegnato a trarre le fila delle sue azioni, si ritroverà spesso, forse inconsciamente, prima a giustificare e poi a coprire le sue manchevolezze. 

Anche la sua immagine, riflessa allo specchio, non era più la stessa: come invecchiato di colpo, portava addosso i sintomi di una condizione che lo stava impegnato anche "fisicamente", un campanello d'allarme lanciato da una vita di successo che adesso mostrava le spalle al nostro Protagonista. 

Quando le indagini, portate avanti a fatica, lo metteranno  spalle al muro, di colpo tutto il  mondo crollerà addosso a Peter che stazionerà drammaticamente in bilico
tra l'essere colpevole o innocente. 

Quella sua terapia, non del tutto convenzionale, utilizzata e perfezionata negli anni con successo,  permetteva di uscire dalle gabbie costruite dalle sofferenze, di aggirare quei muri e barriere della mente, attraverso una porta creata dal ritorno ad un istinto primordiale; Adesso però tutto sembrava perduto, con effetti collaterali, forse irreversibili, che avevano reso Peter non più padrone delle sue azioni. 

 Il Protagonista, dopo aver toccato il fondo, era fortemente deciso a "ripulire" la sua morale sporca e piegata negli anni dal peso dalle sue scuse, dall'appagamento di un ego davvero ingombrante; Il suo universo stava collimando e invece di evitarla decide di accelerare quella collisione inevitabile, solo nella speranza di ricavare qualcosa di buono per difendere la sua persona da un crimine che forse davvero non aveva commesso.


Peter, invaso da Odio e Rabbia, è destabilizzato da tante Verità scoperte che lo portano a non capire più cosa era adesso e cosa era stato nel Passato.... 
Se il sogno può essere qualcosa di Reale, solo il Ricordo determina ciò che è accaduto realmente. 

Oltrepassati quei stessi limiti che inconsciamente non accettava, Peter scoprirà di essere stato manipolato, dovendosi confrontare poi con una nemesi che finalmente aveva mostrato il suo vero volto;
In un delirio allucinogeno il Protagonista non crederà più alla sua innocenza e in un ultimo slancio cercherà di liberare il suo corpo, in simbiosi con la sua sua anima, nel tentativo di sottrarsi in maniera violenta da quel Dolore che ormai lo rendeva prigioniero della sua mente.

In un finale drammaticamente imprevedibile il lettore viene travolto dalle tante sensazioni ed emozioni provate. 
Con l'amaro in bocca si leggono a fatica le ultime pagine alla ricerca di conferme e risposte ai tanti dubbi ancora insoluti che proprio nel momento in cui sembra apparire una luce concreta subito drammaticamente si ricade nel buio con l'ultimo colpo di scena che getta il lettore nell'angoscia per aver vissuto, come il Protagonista, un incubo che solo apparentemente sembrava aver avuto fine. 

Davvero tanti complimenti sinceri ad Andrea Zanetti perché ha scritto un libro davvero molto originale, che riesce a tenere in tensione  fino alle ultime pagine il lettore che, dopo essere stato così tanto coinvolto dalla storia, nella parte finale si sente un pò tradito da quel finale del tutto imprevedibile, che gioca, un pò come tutta la storia, sulla veridicità delle azioni legate al valore del tempo e del ricordo che a volte, insieme alla mente, è capace di ingannare più degli uomini stessi. 

Un grosso in bocca al lupo all'Autore anche per la sua nuova avventura editoriale che mi auguro possa regalargli tante belle soddisfazioni nel prossimo futuro. 

       


        Andrea Zanetti


Andrea Zanetti, classe 1984, è uno scrittore veneziano. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Padova, con un curriculum in Storia e Politica Internazionale, lavora come controllore del traffico aereo ad Abano Terme (PD). La passione per Venezia e per la sua storia, viene trasferita dallo
studio alla creazione di una saga di romanzi storici ambientati tra gli eventi che hanno caratterizzato la vita della città e del suo impero.



     

  Editore ‏ : ‎ 
Krismia Edizioni
   Data uscita: 29 agosto 2021
  • Formato: copertina flessibile‎ 360p. 
  •                 E-BOOK
  • Genere : Thriller psicologico

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