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martedì 18 luglio 2023

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo attira la sua attenzione. Vicino a una macchia di cespugli scopre, con terrore, una mano mozzata. Poco più in là, gli arti amputati di un uomo sono disposti sul terreno a disegnare una celebre formula fisica. Il brutale omicidio turba la quiete del quartiere, ma soprattutto sconvolge l’instabile equilibrio del commissario Ansaldi, che con il trasferimento nella capitale sperava di aver trovato una tregua agli orrori cui ha assistito nella sua lunga carriera in polizia. Meticoloso e sensibile, la sua grande umanità lo porta a essere preda perfetta dell’ansia e degli attacchi di panico. Ciononostante rimane un professionista integerrimo che davanti al dovere non si tira mai indietro: costi quel che costi, troverà l’assassino. Ma prima dovrà capire come creare uno spirito comune con gli agenti della sua squadra investigativa, non meno unici e fragili di lui. Insieme, diventeranno i Cinque di Monteverde. Con il suo stile inconfondibile, che alterna il buon umore alla malinconia, Morlupi getta uno sguardo sugli abissi non solo di una mente criminale, ma della nostra intera società, che nasconde in bella vista i suoi istinti più feroci.


Formule mortali (edito da Salani) è la seconda edizione del romanzo d'esordio di François Morlupi che, dopo l'enorme successo di "Come delfini tra pescecani" e "Nel nero degli abissi" ci riporta alla genesi dei cinque di Monteverde.


Morlupi (come sempre) ha la capacità stilistica di entrare nel profondo dei suoi personaggi, non solo quelli principali però ma anche in quelli secondari, ed è proprio con questa sua "prima" storia che possiamo scoprire ancor di più tutte le fragilità caratteriali dei cinque, alle prese con una indagine complessa e con una vita che sembrava procedere in una direzione opposta da quella immaginata.

Ansaldi fra tutti appare un personaggio complessato da dubbi e incertezze che risultano derivare non tanto da una sua patologia ma principalmente da un evidente difficoltà relazionale con la squadra che scopriremo composta da elementi quasi tutti emarginati, esiliati da un disagio personale che impedirà inizialmente di  evolvere come gruppo trattenendo la necessità di  trovare quella chiave giusta per risolvere un caso davvero molto complesso.

Un senso d'impotenza davanti a crimini efferati unito poi al bisogno di raggiungere risultati in breve tempo aumenteranno la tensione in una vicenda dove c'erano poche ipotesi tutte legate alla mancanza di legami tra le diverse vittime.

Con uno stile incalzante e rapido, sempre sospeso tra ironia e malinconia, la storia procede attraverso due linee narrative ben distinte che si alternano in un gioco d'incastri voluto che sembrava procedere di pari passo fino a quando all'improvviso una terza narrazione si aggiunge disorientando il lettore e  mescolando tutti i pezzi di un puzzle che aveva appena cominciato a mostrare un disegno criminale, ben celato da un nemico invisibile che se all'inizio si dimostrerà troppo imprevedibile nel corso della storia comincerà a fare passi falsi solo quando, messo da parte ogni individualismo, i problemi della squadra da personali diventeranno comuni.

Come spesso accade nei libri di Morlupi François i protagonisti sono raccontati in tutta la loro umanità e fragilità, al fine di rendere più emotive ed empatiche le loro scelte e le loro azioni che proprio per questo motivo risultano ( a chi legge ) sempre molto fedeli al ruolo che l'autore ha assegnato; fragili e umani, sempre pronti a sorridere dei loro difetti, assorbiti (forse troppo) da una metropoli tentacolare come Roma che, in questo primo capitolo, rispetto ai successivi libri dell'autore affascina il lettore con colori e bellezza tralasciando (volutamente) "per il momento" le sue tante contraddizioni.

Possiamo dire che il romanzo (nonostante la mole) risulta molto scorrevole, lasciandosi leggere davvero tutto d'un fiato; questo è possibile non solo tramite una trama avvincente ma soprattutto grazie allo stile "inconfondibile" dell'autore che tiene sempre alta la tensione soprattutto attraverso capitoli abbastanza corti, per agevolare la memoria del particolare al lettore nel proseguo della storia.

Complimenti sinceri al sempre più bravo François Morlupi (che seguo con affetto e stima da diverso tempo) che riesce a creare storie avvincenti attingendo sia dai gialli nordici che dai thriller più "nostrani", mescolando però in maniera del tutto originale una tensione psicologica con un attenzione alla società, traducendo quella sua inclinazione per protagonisti non "eccezionali", spesso emarginati e fortemente asociali, che non si sforzano poi tanto per risultare normali in un mondo "distorto", contagiato dal bisogno di assecondare (ad ogni costo) anche gli istinti più bassi.   


giovedì 8 giugno 2023

Il fuoco dentro. Janis Joplin di Barbara Baraldi

 Non sa dire, Janis, perché detesti tanto Port Arthur, la piccola città del Texas dove è nata e cresciuta. Forse è l’aria asfittica o il perbenismo imperante, oppure il fatto che, a parte lei, nessuno sembra accorgersi che il mondo sta cambiando. Sono gli anni Cinquanta e Janis è un’adolescente inquieta. Non è docile, non è gentile, non fa niente per apparire bella. Legge On the road e sogna di andarsene. I suoi genitori non la capiscono; come potrebbero? E i compagni aspettano che nessuno li veda per bullizzarla brutalmente nei corridoi della scuola. Così Janis si convince di non meritare amore. Di non meritare niente. Di sé apprezza solo una cosa: la voce, quel grido limpido e sporco che la libera da ogni dolore. C’è una vecchia foto in cui ha tre anni e sorride. Sul bordo sua madre ha scritto Si addormenta cantando. Non lo sa ancora, ma di cantare non smetterà mai. Barbara Baraldi tinge di nero la storia della rocker più grande di tutti i tempi per dare vita a un romanzo travolgente. Janis divampa come un fuoco nei suoi perenni contrasti: il sogno di un’esistenza normale e la seduzione feroce del successo, la sete d’amore e la solitudine fuori dal palco, la disperazione cosmica e il tentativo di placarla nell’abbraccio dolce e spietato dell’eroina. E poi il sesso e le risse con Jim Morrison, l’alba al Chelsea Hotel insieme a Leonard Cohen, la fratellanza con Jimi Hendrix, l’attrazione devastante per Peggy Caserta. La musica, su tutto: estrema rivalsa, via di salvezza, dea consolatrice a cui immolare l’anima. Fino alla fine, e per l’eternità.

Barbara Baraldi in questo suo ultimo libro si cimenta in un genere diverso dal suo solito ricostruendo in maniera romanzata la contoversa vita di Janis Joplin scendendo nel buio più profondo per far emergere le tante nubi che aleggiano sopra una personalità così forte e tormentata realizzando alla fine un romanzo non solo molto travolgente ma che ha anche la stessa tensione empatica di un thriller.
 
Attraverso uno stile fortemente affascinante e sempre scorrevole l'autrice ci accompagna in questo viaggio travolgente trasmettendo a chi legge la sua stessa curiosità e meraviglia nel scoprire, capitolo dopo capitolo, la persona insicura ma ribelle che è dietro al personaggio, scegliendo per questo di far parlare la protagonista in prima persona per aumentare la forza espressiva di una narrazione che in alcuni frangenti sembra essere cullata da una accesa intimità mentre in altri scossa da un ritmo furioso di una canzone rock.

Nel libro emerge prepotente una vita difficile, a partire da un adolescenza complicata tra scuola e famiglia dove Janis vorrebbe essere invisibile e capace di non sentirsi debole, passando poi per quella voglia di lottare contro tutti per fuggire da se stessa e raggiungere il successo, un traguardo che però non riuscirà a rimarginare quelle ferite che portava dentro; un sogno meraviglioso dove la vita vera reclamava il bisogno di essere amata e compresa opprimendola a lottare contro se stessa per ritrovarsi e non abbandonarsi di nuovo alla solitudine contenuta a fatica tra scelte e amori sbagliati, consumando Janis sempre più tra voglia di normalità e vita da rockstar.
 
L'autrice sviluppa nel romanzo tutta l'umanità e le debolezze di Janis Joplin per giustificare in parte quel disperato bisogno di vivere canalizzato poi solo attraverso la forza dirompente della sua voce che esplodeva in un torrente di colori e sensazioni mascherando dolore e tormento solo attraverso la musica, una musa dolce e consolatrice che se all'inizio sarà l'unico mezzo per  mostrare il suo cuore, alla fine poco alla volta la consumerà dentro sempre più diventando quasi un ossessione, un "tormento" dove Janis diventava lei stessa le sue canzoni, portando addosso le stesse pene e dolori che trasformeranno in malattia quell'unica medicina utilizzata per contrastare un destino che prepotente la stava disegnando diversa da come si sentiva dentro.
 
Attrverso il suo libro Barbara Baraldi, a cui vanno i miei complimenti sinceri, non solo omaggia la vita della prima rockstar femminile ma racconta anche la storia di una intera generazione che ha fatto davvero la storia precorrendo i tempi in balia di quella voglia d'indipendenza e libertà che però poi hanno travolto con gli eccessi di una vita per alcuni vissuta senza filtri: un romanzo dove eventi reali e fantasia si fondono per dar vita ad una storia struggente, tenera ma potente, raccontata con la carica del Rock e la disperazione del Blues da un autrice che con passione riesce a rendere reale quel combattimento spirituale nascosto dentro la protagonista che nessuno poteva immaginare ma solo intravedere attraverso le sue canzoni.

venerdì 12 maggio 2023

La Maschera e L'Oltretomba: Il richiamo degli Apostoli vol.1 di Cataldo Scatamacchia

 Alle porte dell’inverno, quattro persone vengono ricoverate in condizioni critiche in diversi ospedali della città. Una sola cosa sembra accomunarle: un simbolo esoterico disegnato sul polso.

Mentre la Procura vuole vederci chiaro, la Santa Sede teme che qualcosa di orribile si annidi in quel mistero. Ettore Borgia è un criminologo impiegato come archivista in Vaticano. Grazie al suo lavoro, all’apparenza noioso, negli anni è riuscito a portare a galla documenti segreti, testimonianze sconcertati e rapporti inquisitori; tutto il sapere millenario della Chiesa cattolica. Conosciuto negli ambienti giudiziari come esperto di occulto, verrà convocato per far luce sulle tenebre della suggestione umana.

Cataldo Scatamacchia ha scritto un thriller davvero molto complesso, con una trama che si articola in maniera ben bilanciata per tutto il romanzo mantenendo sempre alta l'attenzione grazie soprattutto ai cambi di scena repentini e ai tanti colpi di scena che tengono incollato il lettore fino alle ultime pagine.

Nel libro ritroviamo gli stessi protagonisti del precedente libro ( 7 ) ma l'autore in questo suo ultimo ha voluto decisamente "scavare" in maniera molto più approfondita nell'intimità dei suoi personaggi per capire e comprendere le diverse motivazioni che portano ognuno ad affrontare (in maniera differente) un mondo fatto di oscurità e mistero.

Questo particolare aspetto si sviluppa principalmente nel Protagonista (Ettore Borgia) nel quale emerge sempre più un combattimento intimo provocato da una duplice coscienza che lo voleva ricercatore di giorno e investigatore di notte.

La vicenda intreccia dinamiche tortuose che si dividono tra simbologia e sacro e che impegnano i nostri protagonisti sempre alla ricerca di una verità, questa volta celata da arrivismo e meschinità per mischiare poi la sua natura con qualcosa di veramente pericoloso, un male nascosto capace di crescere tra ignoranza e devozione cieca.

Come al suo solito l'autore, con uno stile efficace e scorrevole, rende la narrazione molto avvincente e davvero coinvolgente  seminando lungo la narrazione tanti elementi utili per restituire  luce su una vicenda oscura dove, con diversi di colpi di scena soprattutto nella parte finale del libro, si costruiscono le basi per un prossimo capitolo che sicuramente sarà ancora circondato da tanto mistero. 

Complimenti al bravissimo Cataldo Scatamacchia (anche per la fiducia) che riesce a sviluppare in maniera dinamica e molto interessante una sua storia precedente riempiendo quei vuoti narrativi che rendono sicuramente ancor più intrigante tutta la vicenda, dando quel qualcosa in più che mancava forse nell'introspezione dei protagonisti che, spogliandosi della loro intimità, si rendono ancora più emotivamente vicini a chi legge.

 

venerdì 7 aprile 2023

L'enigma di Tesla di Stefano Mancini

 

Londra. Il giornalista Ethan Cooper bussa alla porta dell’amico hacker Larry, di cui ha un disperato bisogno: in un cassetto ha infatti ritrovato l’anello appartenuto a Kirsten, la compagna scomparsa poche settimane prima. Com’è possibile che quell’anello sia finito lì, se la donna lo aveva con sé quando è scomparsa? Convinto che si tratti di una richiesta d’aiuto, chiede a Larry di accompagnarlo nella sua casa di Ludwigsdorf, in Germania, dove i due fanno una scoperta sconvolgente. Disposto a tutto pur di riportare a casa Kirsten, Ethan comincia così una ricerca serrata che lo porta ad attraversare l’Europa sulle tracce del più grande genio del XX secolo: Nikola Tesla.



Stefano Mancini con questo ultimo romanzo conferma le sue doti stilistiche in un thriller dai ritmi narrativi molto serrati con un storia davvero appassionante quanto misteriosa, legata ad un personaggio che ha affascinato per decenni e che ancora oggi ha tanto da raccontarci, una mente geniale ma soprattutto un uomo rivoluzionario: Nikola Tesla.

C'è subito da dire che, a differenza dei precedenti romanzi, quest'ultimo riprende in maniera "decisa" le fila del precedente ( L'Enigma di Majorana ) riportando il lettore nella stessa atmosfera lasciata dai protagonisti: Ethan e Kirsten, divisi da due piani narrativi ben distinti, saranno distanti ma "vicini" perchè legati da un filo invisibile che nella prima parte del romanzo risulterà presente in un coinvolgimento emotivo che, seppur condiviso, da una parte è scaturito da una tensione adrenalinica che impegnerà in una corsa contro il tempo e dall'altra invece da ansia e paura che poco alla volta riprenderanno vita sotto forma di quei ricordi passati che inconsapevolmente sembravano rimossi dalla mente.

La scelta di incentrare la vicenda su un personaggio enigmatico come Tesla non è soltanto indovinata ai fini narrativi ma permette all'autore di poter spaziare con la fantasia fondendo bene realtà storica con mistero; segno di una ricostruzione storica davvero ben accurata e attendibile la figura di Tesla nel romanzo alla fine traspare come fortemente "magnetica" e molto più complessa rispetto ai "precedenti", facendo leva su alcune ombre misteriose che aleggiavano soprattutto riguardo al suo lavoro di scienziato.

La parte centrale del romanzo difatti è concentrata principalmente nel raccogliere e mettere insieme tante informazioni per capire se quel mistero intorno ad una scoperta rivoluzionaria fosse destinato a restale tale o se invece realmente esisteva qualcosa che andasse oltre i limiti umani, una tecnologia tanto avveniristica quanto potenzialmente pericolosa se fosse caduta in mani sbagliate.

Con uno stile sempre scorrevole e d'effetto che non cede mai a troppe descrizioni scientifiche o tecniche che possano appesantire il ritmo l'autore, dopo aver appassionato con codici enigmatici e rompicapi da risolvere, riesce bene alla fine a ricongiungere il passato narrativo al presente restituendo equilibrio e nello stesso tempo speranza ad una lotta contro un umanità senza scrupoli che aveva visto i nostri protagonisti impegnati a raggiungere a tutti i costi una verità che, se da una parte rappresentava una vittoria, dall'altra lì costringerà d'ora in avanti a vivere sempre guardandosi le spalle, dimenticando in fretta quello che era accaduto per impegnarsi al meglio a vivere il momento presente.

Complimenti a Stefano Mancini (che seguo con affetto e stima da diverso tempo) perchè ha scritto un romanzo veramente molto appassionante riuscendo nell'impresa non facile di mantenere equilibrio tra i diversi piani narrativi; nel libro l'autore è particolarmente bravo nel raccontarci Tesla attraverso una vita romanzata che necessariamente poi si fonde ad una realtà storica sviluppata in tutte le sue tante sfumature ma che, mantenendo una fede storica, permette di esprimere al massimo la duplice natura di Tesla, da una parte lo scienziato e dall'altra l'uomo, con le sue tante contraddizioni e misteri, sfruttando al massimo questa sua intimità per creare "l'Enigma" che, crescendo pagina dopo pagina, trascina il lettore in un vortice che spazia tra passato e presente, tra dubbi e certezze, per riflettere e capire meglio il "futuro" che stiamo vivendo ma lasciando spazio anche a quello che avremmo potuto vivere.


sabato 18 febbraio 2023

Io ti vedo di Giacomo Ferraiulo

Andrea è un attore all'apice della carriera, ma per quanto la sua vita possa brillare sotto le luci dei riflettori e tra le braccia della sua compagna, Vita, la sua anima continua a essere fagocitata da un'ombra che striscia dal passato. Andrea è ossessionato da un bambino che riesce a vedere solo lui, che si accalca tra la folla di gente nelle vie centrali di Milano, e che la notte lo attende ai piedi del letto. Io Ti Vedo. Queste tre parole continuano a tormentarlo, e una figura misteriosa lo porta alla scoperta di un ragazzino ucciso in una fabbrica abbandonata alla periferia della metropoli. A Porto Bianco, muore la zia di Andrea e lui è costretto a tornare nel piccolo paese per organizzare il funerale. Incontrerà, dopo oltre vent'anni, suo zio, ricoverato in una clinica, e Marzia, una sua amica d'infanzia. Le loro anime sono affini, e la ragazza vedrà in Andrea l'unica persona che potrebbe portarla via da tutta quella morte, perché entrambi sanno che a Porto Bianco il Diavolo passeggia per le strade.

 
Il libro di Giacomo Ferraiuolo racconta una storia tormentata e a tratti misteriosa dove il Protagonista vive un incubo ad occhi aperti cercando drammaticamente di affrontare un presente dove, attraverso vecchi ricordi non ancora dimenticati, la realtà si presenterà distorta, contorta e malata, perchè bagnata dallo stesso sangue del passato.
 
Andrea è un attore di successo che, nonostante fama e notorietà, sembra vivere condizionato da qualcosa di irrisolto nel suo passato, un ombra che diventa un ossessione presente e costante pronta ogni volta a ricordare dolore e grida innocenti che, sepolte nell'intimo del protagonista, adesso erano tornate a tormentarlo in maniera angosciante.
 
L'abilità d'attore di Andrea aveva permesso fino ad oggi di mascherare bene il suo stato d'animo, aiutando a celare i suoi veri sentimenti e tormenti, ma adesso che, costretto dal destino a fronteggiare di nuovo quell'oscurità, non essendo più possibile vivere e fingere in quella maniera sarà convinto più che mai a dare un volto al suo dolore, affrontando i demoni di un passato che nascondeva ancora tante insidie.
 
Da una parte la sete di giustizia e la vendetta dall'altra spingeranno i protagonisti ad addentrarsi nell'oscurità più crudele per capire cosa era veramente successo in quel luogo dove la morte sembrava essere tornata o dove forse la malvagità umana non era mai andata via, nascosta e alimentata dall'abbandono di chi sapeva e dall'odio di chi aveva assistito impotente a tanta scelleratezza.   

La capacità stilistica dell'autore (come sempre) ci permette di entrare in maniera vivida nella storia, compartecipando emotivamente con tutto ciò che colpisce i personaggi: il tremore che tradiva i gesti, i respiri sospesi, quel sentore di morte che annebbiava la razionalità e l'ossessione dei pensieri di fronte ad una tragedia che, sepolta da polvere e menzogne, torna prepotente per evocare una spirale di morte.

La lettura procede spedita e nello stesso tempo fortemente segnata da un senso d'angoscia capace di penetrare fin nelle ossa del lettore che si ritrova segnato da un carico psicologico ben costruito dall'autore capace di rendere la verità celata fino alle ultime pagine; dopo aver disorientando chi legge attraverso una narrazione divisa tra passato e presente, i tanti elementi fortemente contrastanti raccolti nel corso della lettura troveranno finalmente una loro connotazione ben precisa in un epilogo dove l'autore drammaticamente nega quella quiete ricercata per tutto il racconto, presentando un finale non del tutto scontato che lascerà di sicuro tutti i lettori con l'amaro in bocca.

Tantissimi complimenti a Giacomo Ferraiuolo che conferma sempre più le sue abilità stilistiche raccontando ancora una volta una storia carica di tensione e suspense, sviluppando una trama attraverso personaggi psicologicamente molto approfonditi, che risultano molto umani e fragili ma che riescono nello stesso tempo a celare nell'intimità la loro vera natura accrescendo l'inquietudine nei loro confronti di fronte ad una rivelazione difficilmente comprensibile e giustificabile.
 
   

lunedì 6 febbraio 2023

Il tempo dell'odio di Antonio Lanzetta

 Cilento, estate del 1943. Michele ha quattordici anni e vive con la madre e le sorelle in un casolare isolato. È tardo pomeriggio quando, di ritorno da una giornata di lavoro nei campi, vede una camionetta di fascisti sulla strada che lo porta a casa. Capisce subito che sta accadendo qualcosa di terribile e, sentendosi impotente, si nasconde in mezzo ai cespugli. Mentre le donne urlano disperate, Michele viene scoperto e per non essere ucciso è costretto a scappare nel bosco. Per Michele questo evento segna la fine dell’adolescenza, l’incontro con la brutalità e la violenza. Comincia un viaggio iniziatico all’insegna della vendetta, dell’odio e del desiderio di trovare le sorelle che sono state rapite. Ferito e sconvolto viene accolto da una vecchia vicina che lo cura offrendogli un nascondiglio. Nel frattempo scopre che anche altre ragazze del paese stanno sparendo. Giovani donne strappate alle loro famiglie. Chi si cela dietro tutto questo e che fine fanno le vittime? Sono i giorni che precedono lo sbarco degli alleati a Salerno e i nazisti sono fuori controllo. Sono loro i responsabili? Michele si unisce a un gruppo di briganti, guidati da un uomo misterioso che si fa chiamare Teschio, che gli mostrerà il loro particolare codice criminale e gli insegnerà il valore dell’onore. Insieme a loro scoprirà una terribile verità.

 

 


 Il tempo dell'odio è un romanzo molto intenso dove il male subito non viene combattuto ma assecondato costringendo chi subisce a sopravvivere alla sofferenza infliggendo dolore, passando da vittima a carnefice, quando poi non c'era nessuna possibilità di perdono.

Ferite profonde e la perdita dell'innocenza accompagnano in un percorso di formazione il protagonista del libro, Michele, un ragazzo di 14 anni costretto dalle circostanze a crescere in fretta e ad imparare ad odiare.

Michele è costretto ad un sonno senza sogni, solo incubi nei ricordi strazianti dove la paura si alterna all'angoscia che poi al risveglio accrescono un senso di colpa che lo stava consumando con la stessa ferocia di una rabbia pronta ad esplodere in vendetta.

Cadere nell'abisso non era servito a cancellare ricordi e angoscia, adesso che la violenza si era propagata nel corpo di Michele come un veleno capace di trasformarsi, poco alla volta, in qualcosa di benevolo, di indispensabile in un mondo oscuro, con poca luce dove anche il tempo sembrava essersi fermato.  

La scrittura travolgente di Lanzetta amalgama bene paura e trasporto diventando "vivacemente" drammatica per sfruttare l'ansia che frammenta una narrazione crudele, raccontata però sempre con estrema sincerità e naturalezza; in quest'ottica la scelta di utilizzare la prima persona è vista come indispensabile per rendere ancora più amplificate le sensazioni vissute dai protagonisti, insieme al terrore provato e alla trepidazione con cui si infligge sofferenza.

Il tempo dell'odio è anche un romanzo che ripercorre le sofferenze di una storia travagliata del nostro paese, uno spaccato morale del periodo bellico dove emerge una società depressa e smarrita difronte all'abuso di una malvagità che non aveva distinzione, una terra desolata e privata della sua dignità, dove il male si diffonde non solo attraverso uomini ma anche a tramite i luoghi circostanti.

Attraversando cambi di scena repentini e ricchi di adrenalina la vicenda raggiunge l'epilogo dove un po' di speranza, che arriva insieme a parole che solo adesso diventano comprensibili, non permette di far ritorno da una strada senza uscita; la consapevolezza che andare avanti non sarebbe stata una cosa facile non tranquillizza Michele che, ancora una volta, sarà pervaso da una strana sensazione, dal timore che potesse di nuovo tutto precipitare, avendo la certezza che la morte non si sarebbe mai stancata di cercarlo.

Tanti complimenti ad Antonio Lanzetta che, ancora una volta, è stato capace di costruire una storia molto coinvolgente dove la disumanità concede poco spazio alla ragione permettendo a noi lettori tante domande a cui dare risposta; un romanzo dove non c'è un solo nemico, dove non c'è un unico male, ma dove l'odio è lo stesso che colpisce e condiziona in maniera diversa tutti i protagonisti modellati da un destino crudele, disillusi ma con un forte senso di fratellanza.

 

 

 


Antonio Lanzetta è uno scrittore salernitano che, dopo aver iniziato la sua carriera come autore di romanzi fantasy (sempre per La Corte ha pubblicato Warrior e Revolution), vira verso il thriller prima con il racconto breve Nella pioggia, finalista al premio "Gran Giallo Cattolica", e poi con i romanzi con Il Buio Dentro, I figli del male e Le colpe della notte. Il Buio Dentro gli permette di valicare i confini nazionali venendo tradotto da Bragelonne, una delle più prestigiose case editrici d’oltralpe, in Francia, Canada e Belgio; lo stesso romanzo viene anche citato dal "Sunday Times" come uno dei cinque thriller non inglesi migliori del 2017. 

martedì 22 novembre 2022

Cambiare le ossa di Barbara Baraldi

 

Torino, 1988. Tito Ferretti ha solo quattro anni quando assiste all’omicidio di sua madre e del suo amante: è opera del “mostro”, il serial killer che sta terrorizzando la città e che sarà catturato, dopo un’indagine serrata, dal sostituto procuratore Francesco Scalviati. Sono passati 34 anni da allora. Il ricordo di quei fatti è lontano, ma il rinvenimento di un cadavere sfigurato sembra improvvisamente riaprire l’incubo: è Tito Ferretti. L’hanno massacrato con un antico spaccaossa, terza vittima di un assassino che agisce secondo una precisa, feroce dinamica. C’è un collegamento con il mostro, e quale? Il commissario Damiano Provera sa che solo una persona può venirne a capo: Aurora Scalviati, figlia del magistrato che negli anni Ottanta seguì il caso del mostro, venuta al mondo la stessa notte in cui le mani del padre si macchiarono di sangue. Capace, soprattutto, di scorgere le connessioni che nessun altro vede, e farne materia per identificare il killer. Aurora realizza subito che, anche se non sembrano avere nulla in comune, le vittime sono state scelte in base a un disegno preciso. E viene attratta da due indizi inquietanti: delle inspiegabili incisioni sulle ossa di Ferretti e un libro misterioso sulle connessioni fra teoria quantistica e fede. Mentre cerca di decifrare l’enigma arriva un’altra notizia sconvolgente: Giorgia, una ragazzina di dodici anni, è appena stata rapita… È l’inizio di un viaggio allucinante dove Aurora dovrà ricostruire un meccanismo perfetto e spietato, confrontarsi con la potenza della mente umana e capire, una volta di più, che il passato è l’unica chiave per penetrare il presente. E l’unica possibilità di redimersi. 

Barbara Baraldi ha scritto un romanzo molto avvincente, un thriller veramente ben costruito che coinvolge non solo per la sua trama intricata ma soprattutto per la complessità caratteriale dei protagonisti che assumeranno sfumature leggermente diverse e contradditorie quando si troveranno costretti a confrontarsi con un  passato che in un certo senso stava condizionando anche il loro presente.

Ritroviamo come protagonista Aurora Scalviati che, dopo un periodo in cui aveva cercato di elaborare le sue perdite, è "costretta" a far ritorno in quella Torino che aveva provato a dimenticare, insieme a quel passato doloroso che aveva inflitto ferite troppo profonde per essere già rimarginate.

Aurora è  sempre quella donna fragile e debole che abbiamo già conosciuto; bipolare e divorata dagli attacchi di ansia, prigioniera di una personalità complessa farà ritorno sui luoghi che avevano caratterizzato la sua vita, in particolare quando era poliziotta, con la consapevolezza di dover ricominciare da zero perchè sapeva bene che per salvarsi non bastava cambiare pelle ma anche le ossa.

Ma Aurora Scalviati è principalmente  una bravissima e intuitiva profiler che arrivava dove altri non riuscivano anche per la sua capacità di ragionare "fuori dagli schemi". Aurora torna nella sua Torino chiamata a stilare un profilo di un serial killer che, uccidendo in maniera cruenta e anomala, stava diffondendo panico e paura.

La protagonista, oltre a rivivere momenti dolorosi, dovrà fare i conti anche con un suo modo di essere che era cambiato nel tempo, che la faceva sentire continuamente "fuori posto" e che imprigionava la sua capacità di relazionarsi con gli altri.

Questa sua "posizione" condizionerà Aurora anche per gli errori commessi quando, per dimostrare il suo valore, si ritroverà ad agire di puro istinto abbandonando la ragione; ad appesantire il tutto tornerà quel confronto con il padre (ancora non "smaltito") e una senso di consapevolezza sul tempo passato e sul pericolo nel superare certi confini.

Tutto questo segnerà anche la capacità di giudizio in un indagine che, dopo un rapimento di una bambina, diventerà ancora più intricata; in un clima di ostilità tutti i sentimenti riemersi in maniera contrastante in questa corsa contro il tempo alimenteranno una rabbia difficile da tenere sotto controllo.

Stilisticamente la narrazione è divisa in due piani temporali: passato e presente utilizzati dall'autrice con un buon equilibrio.

La scrittura risulta sempre fluida e molto accattivante, grazie anche a capitoli brevi che sostengono un ritmo serrato che cresce pagina dopo pagina.

L'autrice è abile a plasmare la trama creando incastri perfetti che si ricompongono dopo che vengono esasperati da suspance e liberati da un introspezione psicologica dei personaggi, accurata e precisa nelle azioni e sempre coerente con la caratterizzazione dei protagonisti, tenedo sempre come riferimento le opere precedenti.

Nel libro si parla anche di miracoli, di riti e rituali più vicini ad un concetto di fede che nel libro sembra in costante bilico tra credere e sperare, da capire o assecondare, introducendo anche il concetto di meccanica quantistica che in un primo momento risulterà lontano dal contesto; l'autrice oltre a svincolare dal giudizio il lettore lascia  libertà anche su una realtà narrativa dominata da una sincronicità di eventi che condizionano e dividono lo sviluppo di una trama che, anche per questo, risulta parecchio articolata.

Le indagini sembreranno sempre più coinvolgere Aurora, impegnata a trovare redenzione nei confronti di quella figura paterna adesso forse meno distante, dando la forza e determinazione per lottare e raggiungere giustizia anche quando tutto sembrerà perduto, quando anche il dialogo sembrerà cambiare e diventare più severo per meglio adattarsi alle scene adrenaliniche specie nella parte finale del libro.

Il finale risulterà veramente inaspettato grazie anche all'abilità con cui l'autrice è brava a seminare indizi che si riescono a collegare solo nella fase finale del libro, creando quella tensione giusta fino alla conclusione dove si rivelerà una verità difficile da accettare, perchè ancora una volta la Realtà non aveva offerto certezze, anzi a maggior ragione quello che sembrava semplice alla fine nasconderà una complessità tale da sorprendere e coinvolgere empaticamente attraverso una sofferenza insensata, che disorienta ma che crea quel mix giusto tra sofferenza e azione.

Tanti complimenti a Barbara Baraldi che, dopo la trilogia del buio, torna con una thriller davvero molto coinvolgente; l'autrice, "alzando l'asticella", introduce questa volta nella sua storia  elementi "nuovi", davvero molto significativi che, oltre a prestare il fianco ad una riflessione profonda, rendono più complicato e originale lo sviluppo di una trama che sfrutta le diverse sfumature per accrescere, in modo non convenzionale, la complessità di una vicenda capace di catturare noi lettori dalla prima all'ultima pagina.


lunedì 14 novembre 2022

Le lacrime delle sirene di Emanuela Valentini

 

Una sirena. È ciò che vede galleggiare sul pelo dell'acqua un pescatore accorso nella notte a controllare la sua barca dopo una terribile tempesta a Punta Ligea, dove la costa calabrese si protende verso lo Stretto. Assomiglia alla polena di una nave, tanto è perfetta. Ma quando la sirena lo guarda, appena prima di inabissarsi, lui capisce di essere di fronte al mito che ogni marinaio conosce, quello delle regine dei mari. Sul posto viene chiamata Stella, una sommozzatrice che con l'acqua ha un legame particolare da quando il mare si è preso sua sorella. La sirena è in realtà un'adolescente bellissima, mutilata, i piedi a formare una pinna e un ciondolo adagiato sul petto. L'ispettore incaricato delle indagini vorrebbe coinvolgerla, ma Stella è irremovibile, ha promesso a sé stessa e a sua figlia che avrebbe chiuso per sempre con quella vita. Intendono partire per Roma per ricostruire un'esistenza lontana dai ricordi e dagli incubi del presente. Quando è sul punto di salutare tutti, però, Stella scopre che c'è un legame di sangue tra la sua famiglia e quell'incomprensibile morte. La sirena riguarda in qualche modo il suo passato. E Stella capisce che spetta a lei fare luce sulla vicenda, anche se questo significa rischiare di affogare nel mare dei ricordi. Come ne "Le segnatrici", Emanuela Valentini esplora il mondo delle credenze popolari e dei miti ancestrali ancora vivi nel nostro Paese. E va in profondità in questa dimensione oscura e occulta portandoci con il fiato sospeso fino all'ultima, imprevedibile, pagina.


Quello di Emanuela Valentini è un thriller psicologico con una tensione narrativa ben bilanciata, divisa da un passato dove emergono folklore e credenze popolari che, unite nel presente, aggiungono sfumature "mitiche" per espandere un mistero avvolto da orrore che coinvolgerà in prima persona la nostra protagonista (Stella), costretta a far luce anche nel suo di passato, immergendosi di nuovo in tutti quei ricordi dolorosi che avevano procurato ferite non ancora rimarginate.

Le lacrime delle sirene è un libro dove si parla di famiglia, senza filtri,  con estrema sincerità da parte dell'autrice che riesce a dimostrare come a volte violenza e orrore possano nascondersi anche in questa "culla perfetta" dove è facile nascondere segreti che, crescendo nell'indifferenza, alimentano mostri capaci poi di perseguitare per anni.

Stella è una donna forte che aveva faticato non poco per affermarsi nella sua professione; una donna che affrontava le sue paure per lenire e curare le proprie ferite personali, inflitte da una vita che non sempre andava come dovrebbe.

Proprio per allontanarsi da quei luoghi che erano fonte di incubi sempre più frequenti, Stella sceglie di trasferirsi nel tentativo di dimenticare, cambiando vita abbracciando però quasi incosciamente il proprio destino di fuggiasca.

Ma al passato non si può sfuggire e quello di Stella si ripresenterà sotto forma di incubo che la consumerà, forzata dalle circostanze, fin dal primo momento in cui si prenderà cura di una morte incomprensibile che aveva risvegliato qualcosa in lei, cosi' profondamente sconvolta e trascinata dal richiamo dal sangue, costretta non solo a risolvere un enigma ma ad intraprendere anche quel viaggio interiore necessario che la metterà di fronte ai suoi mostri.

Nel romanzo possiamo facilmente ritrovare tutto il fascino stilistico dell'autrice che, come al suo solito, esprime tutta la sua personalità non solo nei protagonisti ma anche attraverso storie avvolte dal mistero, nel desiderio di far luce su quelle zone d'ombra, dove l'istinto vince sulla ragione, indagando in particolare sulle parti più oscure dell'animo umano.

Personalmente posso dire che, rispetto ai precedenti, in questo ultimo romanzo ho percepito i personaggi intimamente ed empaticamente più approfonditi: costretti tutti a guardarsi nella loro intimità, perchè attratti poi dallo stesso vortice, saranno prima trascinati e poi indirizzati dall'autrice ognuno a percorrere una sorta di viaggio "catartico" per analizzare se stessi.

Forte nel romanzo è anche la presenza di un simbolismo ben radicato nella storia : l'autrice infatti utilizza elementi naturali, come il mare, creando attorno un'atmosfera di incertezza legata soprattutto alla sua crudeltà, per sottolineare poi indirettamente quel legame con una fragilità umana che mette su sue piani distinti uomini e natura.

L'acqua diventa così un vero e proprio personaggio, un elemento fondamentale che interagisce con gli altri e che lega il suo destino con quello dei protagonisti.

Sempre in ottica di simbolismo trovo molto significativa la scelta dell'autrice che, per "identificare" il concetto di duplicità tra vita e morte, utilizza una creatura come la sirena, un essere metà donna e metà animale, attraverso il quale indicare la strada da percorrere per intraprendere un cammino psicologico, interiore e personale, un viaggio catartico che incontrando il mare e le sue creature condurrà poi a confrontarsi con i mostri che ognuno porta dentro di se.

Questo è quello che succederà a Stella che, come gli eroi legati al mito, sarà chiamata alla "prova", percorrendo senza paura la sua strada, abbracciando il cambiamento necessario per affrontare quei mostri che l'avevano tormentata, non fuggendo più perchè decisa a trovare risposte tramite questi.

Quello di Emanuela Valentini è un romanzo davvero molto profondo che permette di guardarci dentro, che colloca il lettore davanti ad uno specchio; una storia che, quasi come una fiaba per adulti, rapisce ed incanta attraverso la profondità del mare con la quale ognuno può ritrovare se stesso, permettendo pero' di riemergere solo a chi sarà disposto ad accettare quella parte oscura, affrontando i mostri sepolti da un passato dal quale non si puo' scappare all'infinito.

Tantissimi complimenti sinceri alla bravissima Emanuela Valentini (che seguo con stima da diverso tempo) perchè con il suo libro è riuscita a coinvolgermi con un thriller davvero ben articolato, che mettere a nudo la complessità dell'animo umano permettendo a noi lettori di intraprendere un viaggio, insieme alla protagonista, attraverso un mondo fatto di mistero e tradizioni popolari, attraverso una trama che si sviluppa in maniera non scontata e mai banale fino alle ultime pagine dove troviamo un finale che colpisce e disorienta, non solo per il suo carattere imprevedibile, ma perchè costringe a rivedere tutte quelle certezze già intensamente minate nel corso del libro.

 


giovedì 3 novembre 2022

7 di Cataldo Scatamacchia

La Capitale è martoriata da diversi episodi connessi al mondo del satanismo e dell’occulto: furto di oggetti sacri, vilipendio di cadavere, sedute spiritiche e messe nere. La Questura teme conseguenze giuridiche, la Santa Sede presagisce contraccolpi sociali; entrambe lavorano cooperando, ma questo non basta. Il mosaico dei fatti necessita di una figura esperta e super partes, e a ricoprire questo ruolo sarà Ettore Borgia. Classe 1981, laureato in Criminologia con il massimo dei voti e ricercatore zelante della verità, Ettore diventerà la chiave di volta collocandosi nel sottile spazio che separa il reale dall’immaginario, il lecito dall’illecito, la luce dall’oscurità. In 7 l’autore, attraverso una scrittura e uno stile scorrevole cerca di scardinare i paradossi legati alle sette sataniche e alle loro pratiche, un fenomeno sociale realmente pericoloso e di grande attualità. Un romanzo da leggere per immergersi in contesti e scenari oscuri. 




Con una trama davvero coinvolgente Il romanzo di Scatamacchia appassiona il lettore in maniera totale grazie ad una storia che cresce in tensione, pagina dopo pagina, evolvendo grazie lo stile dell'autore che, con una scrittura sempre fluida e scorrevole, sostiente un ritmo narrativo sempre alto, smorzando poi i toni con quel pizzico di umorismo che permette al lettore di riprendere fiato tra i vari colpi di scena.

La storia si muove attraverso sette sataniche e simbologia macabra, con un indagine portata avanti con molta fatica tra false piste e omertà che costringeranno molto spesso ad utilizzare  l'istinto al posto della ragione, prestando attenzione anche a tutti quei piccoli particolari che saranno poi fondamentali per giungere ad una verità molto lontana dall'immaginario. 

Ettore Borgia, protagonista del romanzo, è un ragazzo "comune", figlio della nostra epoca, che sacrifica le speranze dei giovani sempre in cerca di spazio nell'ambito lavorativo e sempre più costretti ad accontentarsi più che a realizzarsi; dopo essere venuto fuori da una perdita familiare troverà l'occasione giusta per mettersi in gioco e dimostrare le sue capacità: l'incarico affidato però si trasformerà ben presto purtroppo in una corsa contro il tempo molto pericolosa, in un affannosa ricerca della verità in un caso intricato dove Ettore dovrà fare appello a tutta la sua fede per riuscire a calarsi completamente in una realtà conosciuta da pochi e resa indifferente da riti e correnti religiose.

Le sue tesi, portate avanti nonostante le circostanze avverse, alla fine però si riveleranno fondamentali per ricostruire un disegno macabro dietro il quale si celava una verità ancora più raccapricciante.

Nel libro i tanti passaggi procedurali sono senza dubbio frutto dell'esperienza personale dell'autore che però, con grande bravura, riesce a tradurli in maniera sempre semplice e chiara nonostante le complessità; questa caratteristica si evince soprattutto attraverso i personaggi "secondari" costruiti non solo per tradurre la curiosità del lettore ma anche per cercare di sviluppare qualcosa di nuovo ed originale in un ambito letterario dove già parecchio è stato scritto.

L'autore accompagna il lettore con gradualità alla scoperta dei temi centrali del romanzo cercando di sviluppare caratterialmente i suoi personaggi per poter far luce su dinamiche complesse anche attraverso vari punti di vista diversi, creando a volte un disorientamento in una storia dove niente è come sembra.

Il romanzo si divide tra "fascino" e pericolosità di un mondo occulto che rende "empaticamente" coinvolto il lettore che si ritroverà implicato in una trama che non cede mai il passo alla banalità o alla pesantezza, rendendo la lettura sempre molto appassionante e imprevedibile.

Tanti complimenti a Cataldo Scatamacchia che con il suo romanzo è stato capace di coinvolgermi anche attraverso tematiche poco comuni in un genere dove è sempre più difficile rendersi originali; con uno stile dinamico, una caratterizzazione precisa dei personaggi e una trama che stimola parecchio la curiosità quello di Scatamacchia è senza dubbio un romanzo che non deluderà gli amanti dei thriller e che per questo mi sento sinceramente di consigliare come lettura. (con la speranza anche che ci sia presto un seguito).

 


venerdì 16 settembre 2022

Via Cicerone - I racconti del calzolaio di Claudio Scarpino

 Non parlava italiano, era molto cordiale, educato, amichevole. Un uomo acculturato, che passava le ore nella sua libreria di fiducia in Via Cicerone, a leggere seduto in fondo al negozio. I suoi preferiti erano i libri di medicina. Eppure è stato trovato morto, proprio nel bagno della libreria. Sgozzato da una mano mancina. A rinvenire il cadavere è la minuta donna delle pulizie, che apre la serranda e svela così il misfatto. Chiamato a indagare sul caso è l’ispettore capo Cosentino e la sua partner Valentina Rinaldi, coppia dall’ingegno formidabile che non riesce però a trovare la pista giusta da seguire. Come sempre, sono i suggerimenti sussurrati dall’amico calzolaio di Cosentino a fornire uno sguardo diverso, più ingenuo ma geniale, al caso. Personaggio presente e assente, è sua la voce più importante del romanzo, che imbocca e guida le fila dell’indagine.

Dalla raccolta "I Racconti del calzolaio"  Via Cicerone è il terzo romanzo di Claudio Scarpino , un giallo investigativo molto avvincente che cattura il lettore per la veridicità dei personaggi e per un intreccio complesso, intriso di una consuetudine molto vicina al nostro quotidiano.

L'autore attinge da una realtà confinante per raccontare crimini che risultano credibili proprio perchè riconducibili alla cronaca presente, non spingendosi mai fuori dei confini di un tecnicismo più consono a trame dove l'intreccio psicologico predomina "imprigionando", quasi più spesso più del dovuto, il lettore al fine di destabilizzare e rendere la soluzione incerta e imprevedibile.

La vicenda impegna chi legge dal punto di vista logico ed analitico, mantenendo sempre elevata però, non solo la suspence, ma anche la curiosità e l'intuito che rappresentano le chiavi giuste per arrivare alla verità.

 Questa capacità di analisi, capace di isolarsi dall'istintività, rispecchia l'esperienza personale dell'autore che sembra sviluppata soprattutto attraverso il personaggio del calzolaio che suggerisce, quasi a volte sottovoce, per mostrare le cose da un diverso punto di vista, fornendo spunti davvero importanti per risolvere le indagini.

Forte e fondamentale nel libro è il tema dell'amicizia in quel rapporto quasi simbiotico tra il Protagonista e l'ispettore Cosentino, basato non solo sul reciproco rispetto ma in un equilibrio perfetto che mette sullo stesso piano i due rispettando, solo formalmente, i ruoli ricoperti.

Cosentino dovrà risolvere un crimine dove niente è come sembra e dove ogni piccolo indizio diverrà fondamentale, facendo leva anche sul suo intuito e sfruttando bene sia l'aiuto di quell'amico speciale che la voglia di emergere di una collega, Valentina Rinaldi, che in un contraddittorio simpatico e "colorato" nel corso della storia presta il fianco ad una "romanità" utile a smorzare i toni soprattutto nelle fasi più "severe".

Già dal titolo (non solo di questo ultimo libro) si capisce che Roma non è solo il teatro dove si svolgono i fatti ma indirettamente la Protagonista indiscussa di un romanzo arricchito sempre dalle tante bellezze fascinose di una città che l'autore fa vivere e respirare attraverso strade e quartieri che, nel corso della lettura, si rendono ospitali e intimi anche a chi non li conosce.

Un libro davvero molto appassionante e coinvolgente, scritto in maniera particolarmente emozionale da Claudio Scarpino (che ringrazio per la fiducia e per avermi passato la lettura ) a cui vanno i miei complimenti più sinceri per aver creato una serie di romanzi dove, oltre a personaggi molto "credibili" ed emozionalmente vicini a chi legge, possiamo apprezzare la sua capacità narrativa che piacevolmente si stacca dai modelli del genere, risultando davvero originale anche nel rendere la lettura più intrinseca ad una realtà "sincera", percepita positivamente  anche perché capace di non nascondere le sue tante contraddizioni e debolezze.



lunedì 12 settembre 2022

Ultimo sangue di Diego Di Dio

 Alisa e Buba sono due sicari professionisti. Lavorano spalla a spalla nella Napoli in cui si consuma una guerra taciturna tra due imperi criminali. Quando don Luigi e suo figlio Gabriele vengono brutalmente uccisi, però, tutto cambia. Donna Teresa, ora vedova e assetata di vendetta, assolda i due killer per porre fine, una volta per tutte, all'intera vicenda. La boss del crimine ha una missione per loro: trovare e ammazzare la figlia di don Pasquale, responsabile di aver ordito il piano che ha portato allo sterminio della sua famiglia. In questo mondo di corruzione, fatto di armi e incline ai tradimenti, si muovono Alisa e Buba, che nel frattempo devono fare i conti con un passato dal quale non vorrebbero fare altro che fuggire. Perché non sono solo assassini. Sono due sopravvissuti. E in una realtà divorata dall'odio e consumata dal desiderio incontrollabile di potere, sanno che possono fidarsi solamente l'uno dell'altra. Ma sarà sufficiente? Un'ultima missione, un'ultima rivincita, un ultimo sangue.


Diego Di Dio ha scritto un libro molto avvincente con una trama davvero interessante che si sviluppa tra azione e pathos, ben bilanciati, attraverso una vicenda dove temi come insensibilità e crudeltà si contrastano, per poi amalgamarsi con altri come amore e dolcezza legati tutti disperatamente ad un sentimento di speranza.

Alisa e Buba, due sicari a pagamento, vengono assoldati per uccidere la responsabile di due morti in una guerra tra famiglie malavitose; da una parte la vendetta che diventa l'unico motivo per vivere, soffocata dalla rabbia, dall'altra invece una risilienza che dà forza per riscattarsi con disperazione da un destino senza appello.

Fiducia e speranza sotto tutto quell'odio daranno la forza per sopravvivere, per combattere e non lasciarsi andare dietro i colpi di una vita capace di procurare solo dolore; questo sarà uno dei temi principali nel libro, raccontato dall'autore in ogni suo aspetto, sia fisicamente che psicologicamente, rappresenterà un elemento fondamentale e fortemente dominante in gran parte della narrazione.

Nel libro di Diego Di Dio viene sottolineata con decisione quella sottile linea di confine che divide Bene e Male che si rispecchia poi nei personaggi: quasi tutti vittime di un destino avverso, nella loro diversità avranno poco spazio per decidere liberamente da che parte stare; nel romanzo non ci sono solo buoni o cattivi, ma piuttosto persone che, pur mantenendo la loro dignità, vengono travolte da qualcosa di cosi' profondo da lasciare un segno indelebile nella loro esistenza, che condiziona la loro vita e le loro scelte; qualcuno di essi cerca il modo per guarire, mentre altri sono capaci di curare quelle ferite solo con altro dolore.

Alisa e Buba riescono a lavorare senza farsi trascinare dalla loro storia, dalla loro emotività: Ali è sopravvissuta ad un passato veramente difficile e doloroso che sempre più frequentemente tornava a tormentarla tramite i ricordi sempre più vividi; una donna fragile ma anche forte in cerca di riscatto.

Buba invece è un uomo forte, coraggioso e protettivo, la perfetta contoparte di Ali; aveva vissuto sempre rispettando i suoi principi, quella sua eticità che, mantenuta anche nel suo lavoro, lo aveva tenuto lontano dai guai, sempre almeno fino a quando poi l'incontro con Alisa aveva stravolto tutto.

Tra Alisa e Buba c'è un legame profondo che si percepisce, oltre che dallo sviluppo della trama, anche dalla capacità dell'autore di riportare più intimo il dialogo tra i due, rendendo ancora più affannata la narrazione nelle fasi adrenaliniche che coinvolgono i nostri due protagonisti.

Tutti i personaggi nel libro vengono costruiti in maniera sostanziale dall'autore che poi, nel corso della storia, riesce a far emergere quella loro parte nascosta, nel bene e nel male, che empatizza con il lettore che rimane spiazzato per quell'interiorità mascherata fin da subito da una caratterizzazione specifica. 

Il "cliffhangher" utilizzato dall'autore nel libro risulta molto convincente perchè, grazie ai flashback frequenti, non ci sono zone lente e pesanti nella narrazione che supporta un ritmo  molto serrato e adrenalinico fino all'ultimo.

Il dialogo passa con estrema naturalezza dalla 1a alla 3a persona mantenendo la scrittura dinamica e intima nello stesso tempo e quando serve flessibile e ricca di particolari.

L'ambientazione si divide tra Soccavo e Napoli: grazie alla bravura dell'autore si riescono a respirare odori, sapori e umori di una terra drammaticamente complicata, una realtà complessa raccontata però senza filtri, con onestà, attraverso anche alle tante bellezze che si contrappongono con le parti più negative di un "sistema" ormai quasi "irreversibile".

Possiamo dire che il libro è come "sospeso" tra bene e male perchè i suoi personaggi sembrano vivere le loro vite prendendosi una pausa per decidere sul da farsi, continuando a "resistere" in maniera istintiva, forse solo per uno spirito di sopravvivenza o forse perchè condizionati nelle scelte da una società che non incoraggia al cambiamento, lasciando vittime di se stessi e del loro ambiente.

Arrivati al finale il lettore non rimarrà di certo deluso dalla conclusione, non scontata, che sarà supportata dall'onestà con cui l'autore, così come la vita, non concede sconti a nessuno: tutti colpevoli e tutti innocenti in un epilogo dove dolce e amaro si espiano senza redenzione o salvezza per nessuno dei protagonisti.

Davvero bello e molto coinvolgente il libro di Diego Di Dio (a cui vanno i miei complimenti più sinceri) che divide il tempo narrativo tra bene e male, scandagliando nella fragilità umana e nell'oscurità più profonda, alimentata da quel dolore che lascia ferite profonde concedendo però spazio ad una speranza che si fà largo tra odio e crudeltà attraverso il sentimento più sincero necessario per passare dal "sopravvivere" al vivere.

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...