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venerdì 16 settembre 2022

Via Cicerone - I racconti del calzolaio di Claudio Scarpino

 Non parlava italiano, era molto cordiale, educato, amichevole. Un uomo acculturato, che passava le ore nella sua libreria di fiducia in Via Cicerone, a leggere seduto in fondo al negozio. I suoi preferiti erano i libri di medicina. Eppure è stato trovato morto, proprio nel bagno della libreria. Sgozzato da una mano mancina. A rinvenire il cadavere è la minuta donna delle pulizie, che apre la serranda e svela così il misfatto. Chiamato a indagare sul caso è l’ispettore capo Cosentino e la sua partner Valentina Rinaldi, coppia dall’ingegno formidabile che non riesce però a trovare la pista giusta da seguire. Come sempre, sono i suggerimenti sussurrati dall’amico calzolaio di Cosentino a fornire uno sguardo diverso, più ingenuo ma geniale, al caso. Personaggio presente e assente, è sua la voce più importante del romanzo, che imbocca e guida le fila dell’indagine.

Dalla raccolta "I Racconti del calzolaio"  Via Cicerone è il terzo romanzo di Claudio Scarpino , un giallo investigativo molto avvincente che cattura il lettore per la veridicità dei personaggi e per un intreccio complesso, intriso di una consuetudine molto vicina al nostro quotidiano.

L'autore attinge da una realtà confinante per raccontare crimini che risultano credibili proprio perchè riconducibili alla cronaca presente, non spingendosi mai fuori dei confini di un tecnicismo più consono a trame dove l'intreccio psicologico predomina "imprigionando", quasi più spesso più del dovuto, il lettore al fine di destabilizzare e rendere la soluzione incerta e imprevedibile.

La vicenda impegna chi legge dal punto di vista logico ed analitico, mantenendo sempre elevata però, non solo la suspence, ma anche la curiosità e l'intuito che rappresentano le chiavi giuste per arrivare alla verità.

 Questa capacità di analisi, capace di isolarsi dall'istintività, rispecchia l'esperienza personale dell'autore che sembra sviluppata soprattutto attraverso il personaggio del calzolaio che suggerisce, quasi a volte sottovoce, per mostrare le cose da un diverso punto di vista, fornendo spunti davvero importanti per risolvere le indagini.

Forte e fondamentale nel libro è il tema dell'amicizia in quel rapporto quasi simbiotico tra il Protagonista e l'ispettore Cosentino, basato non solo sul reciproco rispetto ma in un equilibrio perfetto che mette sullo stesso piano i due rispettando, solo formalmente, i ruoli ricoperti.

Cosentino dovrà risolvere un crimine dove niente è come sembra e dove ogni piccolo indizio diverrà fondamentale, facendo leva anche sul suo intuito e sfruttando bene sia l'aiuto di quell'amico speciale che la voglia di emergere di una collega, Valentina Rinaldi, che in un contraddittorio simpatico e "colorato" nel corso della storia presta il fianco ad una "romanità" utile a smorzare i toni soprattutto nelle fasi più "severe".

Già dal titolo (non solo di questo ultimo libro) si capisce che Roma non è solo il teatro dove si svolgono i fatti ma indirettamente la Protagonista indiscussa di un romanzo arricchito sempre dalle tante bellezze fascinose di una città che l'autore fa vivere e respirare attraverso strade e quartieri che, nel corso della lettura, si rendono ospitali e intimi anche a chi non li conosce.

Un libro davvero molto appassionante e coinvolgente, scritto in maniera particolarmente emozionale da Claudio Scarpino (che ringrazio per la fiducia e per avermi passato la lettura ) a cui vanno i miei complimenti più sinceri per aver creato una serie di romanzi dove, oltre a personaggi molto "credibili" ed emozionalmente vicini a chi legge, possiamo apprezzare la sua capacità narrativa che piacevolmente si stacca dai modelli del genere, risultando davvero originale anche nel rendere la lettura più intrinseca ad una realtà "sincera", percepita positivamente  anche perché capace di non nascondere le sue tante contraddizioni e debolezze.



venerdì 2 settembre 2022

Gioco Mortale di Tiziana Leone

 New York, 2011. Il detective Ray Hayes viene buttato giù dal letto dal suo partner, Roger Donovan: in uno squallido edificio è stato ritrovato il cadavere di una donna, insieme a un misterioso biglietto con la parola "quattro". Per Ray comincia una difficile indagine, scandita da incubi post-traumatici e dissociazioni, ma anche dall'eco di Julia, la donna che ama, scappata a Philadelphia senza dare spiegazioni. Il tutto mentre il numero delle vittime continua a salire, senza che Ray abbia idea di che cosa indichino quei biglietti e quei numeri. I detective seguono diverse piste che si rivelano inconcludenti: l'assassino tesse la tela di una vendetta che affonda le radici in un passato lontano, si insinua nell'intimità dei rapporti, sfaldando la fiducia e portando Ray sull'orlo di una psicosi. Forse solo una giovane agente, con un velo di tristezza negli occhi e un forte senso di giustizia nel cuore, riuscirà ad aiutarlo nell'indagine più impegnativa della sua carriera, salvandolo a un passo dal baratro.

Quello di Tiziana Leone è un thriller con forti tinte noir scritto non solo in maniera avvincente ma anche con uno stile molto dinamico e incalzante, ben supportato da dialoghi serrati, con una trama che accresce la sua complessità attraverso la scarsità di indizi, avvolta nel mistero e amalgamata con l'umanità dei suoi personaggi che rendono tutta la storia ancora più realistica.

Tutto inizia con un omicidio, l'uccisione di una giornalista, che darà il via ad un indagine da subito complicata, con pochi elementi, che si andrà ad intricare ancor di più con il ritrovamento di altre vittime, uccise nella stessa maniera, un investigazione  portata avanti, in un primo momento, solo nel tentativo di scoprire quel legame comune che poteva indirizzare sulla strada giusta.

I personaggi del libro sono tutti caratterizzati in maniera attenta e specifica: questo sarà possibile in particolare attraverso l'attenta ricostruzione del loro passato, che riuscirà poi a giustificare e a chiarire in parte il motivo di certi gesti nel presente narrativo.

Secondo quest'ottica troviamo il nostro protagonista, Ray Hayes,  rappresentato in tutta la sua complessità dall'autrice che, approfondendo la sua parte psicologica, farà emergere un passato dolorosouna finestra su una drammaticità che aveva colpito molti, ma che per il nostro protagonista significava riaprire ferite ancora aperte.

Molto specifico e significativo l'anno scelto dall'autrice per ambientare il suo romanzo: il 2011; secondo decennio del duemila, non troppo distante dagli eventi tragici del settembre 2001, che rende giustizia sia all'età dei protagonisti ma soprattutto rappresenta uno "spartiacque" per i personaggi che avevano "plasmato" il loro trascorso, dopo che il mondo aveva costretto molti a vivere in maniera diversa; in particolare per il nostro protagonista, oltre a fronteggiare un killer spietato e senza scrupoli, si troverà a fare i conti non solo con un passato non ancora dimenticato, ma anche con un dolore tragico scaturito in una vendetta che nel presente portava addosso ancora i segni di una violenza subita.

Uno dei particolari stilistici dell'autrice è senza dubbio la sua capacità descrittiva che, specifica e quasi "maniacale", porta il lettore ad immergersi completamente nella realtà di una metropoli tentacolare come New York; location di certo non scelta a caso dall'autrice che, guidata dal cuore, riesce molto bene a bilanciare la sua passione sfruttando al massimo l'idea di costruire la storia all'interno di una realtà "distante" e poco vicina al nostro quotidiano, per rendere ancora più "instabile" e poco prevedibile l'esito di un indagine davvero complessa.  

Nel suo esordio letterario Tiziana Leone è riuscita a scrivere un libro molto avvincente, manifestando una maturità non comune soprattutto nella precisione con cui è stata capace di sviluppare l'intera vicenda, con un ritmo giusto e cadenzato nonostante le quasi 500 pagine e poi, non ultima, nella facilità con cui rende umanizzati i suoi personaggi che si percepiscono così reali da legarsi quasi subito empaticamente con il lettore.

La lettura risulta avvincente e piacevole allo stesso tempo e la trama si sviluppa in maniera corale senza mai cadere nel banale avendo al centro un protagonista animato da passione e senso del dovere che, nel disperato tentativo di fare giustizia a tutti i costi, aiutato anche dagli altri personaggi, comprenderà nel corso della vicenda che in ballo c'era più di una singola indagine intricata.

Davvero tanti complimenti a Tiziana Leone che con il suo libro mi ha piacevolmente conquistato attraverso una trama interessante e originale, ben costruita e raccontata in maniera molto lineare e coinvolgente, dove traspare, oltre al lavoro attento e preciso che c'è dietro riguardo alle procedure e ai vari passaggi investigativi, anche una capacità emotiva espressa attraverso i personaggi con cui facilmente si famigliarizza, per rendere partecipe chi legge in maniera vivida lungo tutte le pagine della storia.





Tiziana Leone

È nata a Catania e vive con la famiglia a Cosenza. Laureata in matematica e insegna alla secondaria di secondo grado.

Lettrice appassionata di gialli e thriller, interessata a tutto ciò che ruota intorno al genere ad alta tensione. Finalista alla seconda edizione di “Ore Contate”, contest letterario di racconti da un incipit di Joe Lansdale organizzato da Orecontate.it e seconda classificata alla prima edizione del contest letterario “Pillole Noir” del Neroma Noir Festival. Dal 2018 è amministratrice del gruppo Facebook I thriller di Edvige e altro tra le righe, con il quale contribuisce alla promozione delle buone letture, sostenendo i giovani autori esordienti che pubblicano con serie realtà editoriali.



 
GIOCO MORTALE

AUTRICE: TIZIANA LEONE

EDITORE: GOLEM EDIZIONI 

GENERE: THRILLER

USCITA: 2 DICEMBRE 2021

FORMATO: FLESSIBILE/E-BOOK

 

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lunedì 13 giugno 2022

Questioni di sangue di Anna Vera Viva



 Il rione Sanità è un’isola. Un lungo ponte lo divide dal resto di Napoli. Qui, i vivi e i defunti convivono da secoli e non vi è posto, più di questo, in cui morte e vita siano così strettamente intrecciate. Ed è qui che, dopo quarant’anni, due fratelli si rincontrano. Raffaele, dato in adozione giovanissimo alla morte della madre, ci torna come parroco della basilica di Santa Ma - ria alla Sanità. Peppino, invece, è il boss del quartiere. Due uomini che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro. Eppure, il richiamo del sangue, ineludibile, li unisce. Un legame che è fonte di pericolo e tormento per entrambi. Quando la morte colpisce e un cadavere viene ritrovato in un appartamento del rione, le indagini, suffragate da un testimone poco affidabile, seguono un unico bina - rio. Quell’omicidio fa tirare un sospiro di sollievo a tante persone, ma Raffaele non si lascia abbindolare. Decide di rivolgere il suo sguardo, esperto della vita, proprio tra la sua gente, anche se questo significa guardare qualcuno di molto, forse troppo, vicino a lui. Ma Raffaele non si è mai fermato davanti a nulla e non inizierà adesso. Sa bene che le sue indagini possono compromettere un equilibrio basato su regole non scritte e allo stesso tempo inderogabili, ma deve andare avanti. Per - ché la Sanità è un’isola e per navigare il mare che la circonda ci vogliono coraggio, passione e un concetto diverso di verità. Nel suo romanzo, Anna Vera Viva ci guida in uno dei rioni più affascinanti del nostro paese. E, attraverso la potenza del sangue, ci fa conoscere l’animo umano e le sue contraddizioni. Dopo aver letto questo libro, l’eterno scontro tra bene e male avrà un sapore nuovo.


 

Anna Vera Viva ha scritto un romanzo davvero molto coinvolgente che fa riflettere sul sottile confine tra bene e male con una storia ricca di sfumature.

La vicenda è ambientata a Napoli nel rione Sanità, un rione con un passato travagliato che negli anni si è completamente trasfromato, lasciando indietro il suo aspetto nobile per quello popolare.

I due protagonisti sono Raffaele e Peppino, fratelli separati quasi dalla nascita fatti rincontrare però dal destino dopo tanti anni proprio nella loro città, incrociando le loro azioni mosse per trovare luce su un indagine complicata che scaverà nel profondo di ognuno per trovare le ragioni, le motivazioni di un delitto che aveva scosso equilibri troppo pericolosi.

Don Raffaele è un parroco "verace" che non si lascia scoraggiare facilmente anche se il suo animo è tormentato continuamente dai tanti ricordi che lo logorano; un trascorso difficile da dimenticare per lui che proprio con questa indagine cercherà di far luce anche sul suo passato, sulla sua origine.

Attraverso il personaggio di Don Raffaele l'autrice sviscera la santità come qualcosa di ibrido tra sacro e profano, per far in modo che l'incontro con la sua nemesi (Peppino) non sia troppo distante, anche perchè faccia della stessa medaglia; diversi ma uniti, cresciuti in ambienti diversi avevano covato nel loro intimo la stessa voglia di emergere, canalizzata in maniera diversa, ma risultando ugualmente "scomodi" nei loro rispettivi ruoli, descrivendoli mai del tutto solo nero o bianco

Possiamo dire che è il sangue il vero protagonista del romanzo, capace di esprimere forte il suo richiamo non solo con protagonisti ma anche per diventare la chiave utile per scardinare le tante verità nascoste.

L'autrice scandaglia e analizza l'interiorità dei suoi personaggi per giustificare le azioni e le scelte dettate dettati dalla loro morale, asseccondando la loro natura. 

Ma la bravura dell'autrice è soprattutto espressa nel dipingire il rione sanità attraverso i rumori e sapori che percepiti come reali animano un quartiere ricco di diverse sfumature, un quartiere difficile però dove sacrifici e rinunce sono all'ordine del giorno e cure indispensabili per guarire povertà e dissocupazione ma soprattutto l'assenza delle istituzioni.

Anche per questo le indagini saranno portate avanti in un clima collettivo, proprio perchè il quartiere e gli abitanti erano abituati a condividere affanni e problemi, dove la fratellanza viene espressa anche come voglia di non arrendersi, di rinascere; In questo clima, nonostante la soluzione, la verità alla fine arriverà con prepotenza non permettendo di restituire pace però su diverse questioni legate soprattutto ad una umanità che purtroppo nella società presente rischia di morire sul nascere.

 Tutta la veridicità del romanzo riflette l'amore vivo e sincero  dell'autrice per la città, non nascondendosi dietro la bellezza e i colori di una terra, ma puntando il dito con forza su tutti quei contrasti, con piglio severo ma senza giudicare.

Complimenti sinceri a Anna Vera Viva che ha scritto un romanzo trascinante, con una trama originale capace di conquistare con una storia che esplora l'animo umano tra le sue tante contraddizioni, che riflette sulla coscienza personale dove il bene e il male trovano un punto d'incontro in una vita sempre pronta a regalare sorprese, a dividere ma anche a riunire.


giovedì 5 agosto 2021

Nella Tana del Serpente di Michele Navarra

  

Una zona della capitale oscura e impenetrabile dove la violenza soffoca le buone intenzioni e la diversità è vista come minaccia.

Tra gli alti palazzi di Corviale, alla periferia di Roma, per molte persone la vita è grigia come il cemento che ricopre gli edifici. Elia Desideri è un piccolo commerciante che cerca di tirare avanti come può, mentre suo figlio è irretito da una delle numerose bande del quartiere, chiamato volgarmente “Serpentone”. Uomo amareggiato e scontroso, Elia si scaglia spesso contro gli immigrati che vivono intorno a lui, primi fra tutti i Bayazid, rifugiati siriani suoi vicini di casa, considerati alla stregua di nemici. Dopo diversi litigi e minacce, quando il giovane Nadir Bayazid viene ritrovato morto, Elia diventa subito il principale sospettato. Eppure, l’uomo giura di essere innocente e chiede aiuto all’avvocato Gordiani.
Sempre in giro sulla sua Vespa bianca, Alessandro Gordiani avrà il compito di convincere carabinieri e Procura ad allargare lo spettro delle indagini su un caso all’apparenza molto semplice ma che semplice non è affatto. Come se non bastasse, Gordiani sta attraversando un momento di grande incertezza nella sua via privata, che lo porterà a mettere in discussione i valori in cui crede. Destreggiandosi fra bande criminali, procuratori inflessibili e amori mai sopiti, Gordiani si ritroverà alle prese con un caso molto più complicato del previsto, dove la verità si nasconde nelle abitudini di un quartiere difficile, colto qui in tutte le sue complessità e le sue contraddizioni.




Michele Navarra , con una scrittura incisiva e una Narrazione dosata in maniera intelligente, riesce ad immergere il lettore in una storia fatta di Razzismo e Drammi familiari, di Incomunicabilità e luoghi comuni dove troviamo un perfetto equilibrio tra Trama e Personaggi : la volontà dell'Autore di attingere nella Realtà quotidiana si traduce nella fragilità dei suoi Personaggi: nel libro non c'è spazio per gli eroi, non ci sono né vinti né vincitori ma solo Vittime riunite nello stesso Dolore, nella stessa Miseria, nello stesso Degrado.

Elia e Rashad sono facce di una stessa medaglia; schiacciati da una società che non permette Dialogo, che non lascia troppa scelta nella disperazione, se non quella di cercare "soddisfazione" confrontando la Realtà quotidiana con chi è diverso, per cultura ed estrazione sociale, i due Protagonisti si ritroveranno a scontrarsi frequentemente, ognuno difendendo i propri interessi, i propri valori, rivendicando un senso di Giustizia nei confronti di un Destino che aveva tolto loro un pezzo di vita: Elia Desideri, dopo anni spensierati, con la morte della moglie si era abbandonato ad una vita fatta di Rancore e Risentimento, diventando scontroso verso tutto e tutti, in particolare contro gli "extracomunitari" colpevoli (secondo lui) della sua situazione economica, "spalleggiati" da una società "in stallo" che ormai non si ribellava più, omologandosi al sistema. Rashad Bayazid, in cerca di una vita migliore per se e la sua famiglia, si era rifugiato dalla Siria in Italia pagando però a carissimo prezzo quella sua Speranza che, adesso raggiunta, cercava di ripagare con la dignità di un un lavoro onesto. 

Questo Risentimento quotidiano porterà all'inevitabile confronto tra le due famiglie e quel sentimento di "Razzismo" , che domina parte dei Personaggi, verrà condotto al limite dall'Autore con la consapevolezza di portare la riflessione su un piano superiore, più universale, per analizzare tutte le drammatiche conseguenze e gli irreparabili danni provocati da un atteggiamento che, specie se aggravato da miseria, spinge il pensiero comune verso nessun  limite, nessun scrupolo, portando poi con superficialità a puntare il dito per trovare il colpevole per le proprie disgrazie : così, quando il figlio di Rashad verrà trovato morto in circostanze poco chiare, le tante circostanze porteranno Elia Desideri ad essere il primo sospettato.

A difendere Elia verrà chiamato l'avvocato Gordiani ( Personaggio già conosciuto nel precedente libro di Navarra) che dovrà affrontare un caso solo in apparenza scontato, combattendo contro un muro fatto da luoghi comuni e criminalità, convincendo (oltre che se stesso) anche gli altri dell'innocenza del suo assistito.

Alessandro Gordiani, sempre in lotta con i capricci e gli acciacchi  della sua vespa bianca, in questo libro verrà analizzato a fondo dall'Autore che né metterà a nudo la sua parte emotiva, risultando così molto Fragile quando, spogliato della sua perfezione, metterà in dubbio se stesso e la sua parte sentimentale, vacillando quando si abbandonerà alla sincerità di un sentimento mai sopito.

Amore e Tradimento saranno protagonisti del suo tormento interiore che cercherà spesso di placare facendosi cullare dalle tante bellezze della sua Roma, una città che diventa indirettamente Protagonista, magistralmente dipinta e tratteggiata dall'Autore con tutti i suoi pregi e difetti.
La Fragilità di Gordiani, cioè quella di un uomo di legge, non a caso sembrerà quasi far eco a quella Giustizia labile che nel libro di Navarra appare senza un colore ben preciso, forse un grigio con tante sfumature formate da un equilibrio, tra Verità e Innocenza, spesso in bilico per la capacità d'interpretazione. 

Nel libro, a differenza del Genere, non c'è il "classico" Protagonista (infallibile) a dominare la scena, ma piuttosto ci sono tanti Personaggi che contribuiscono in maniera fondamentale a  costruire una Trama fortemente trascinante che si sviluppa in maniera corale, dosando le emozioni e i colpi di scena per far giungere il Lettore alla Verità che alla fine si mostrerà molto diversa da quella immaginata. 

Tema centrale del Romanzo è anche il confronto/scontro generazionale, tradotto in quel Rapporto tra figli e genitori, minato dall'incomunicabilità, dal dramma della perdita e dalle scelte dei figli, affascinati più da una vita facile e senza sacrifici, che differentemente dai genitori preferiscono la via più rapida, quella però più pericolosa, che li imprigiona in un mondo fatto di criminalità. 

Nel libro la seduzione verso il Male passa attraverso il Degrado che, preso a pretesto dall'autore, quasi prosciugando l'energia vitale di chi abitava quei luoghi diffondeva il suo Veleno attraverso le spire del "Serpentone" ; Il quartiere residenziale di  Corviale, esperimento visionario degli anno 70' divenuto poi un abominio architettonico, sarà il luogo scelto da Navarra per imprigionare le due anime del Bene e del Male, tra chi vive in onestà e chi combatte la miseria scegliendo l'abusivismo e la criminalità


Tanti Complimenti sinceri a Michele Navarra perché ha scritto un  libro che riesce a mantenere alta l'attenzione fino alla fine, raccontando una storia ben costruita in un crescendo di tensione; il libro, trattando Tematiche importanti e delicate, suscita la riflessione più attenta, in particolare sulla sottile differenza tra Verità e Innocenza, su come le circostanze possano alterare il Giudizio, guidato più che dalla testa dall'animo umano, fatto delle sue debolezze e contraddizioni; L'Autore è bravo a "neutralizzare" il concetto di Razzismo puntando il riflettore più sulla mancanza di Dialogo e sulla voglia di "rivincita" personale in una società che porta a considerare "nemico" chi è diverso, preferendo lasciare insoluta la risoluzione dei problemi in una lotta tra poveri che non riescono a considerare proprie le disgrazie altrui e che per sopravvivere cercano vie alternative sacrificando non solo la propria libertà ma anche quella degli altri.


Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...