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giovedì 3 novembre 2022

7 di Cataldo Scatamacchia

La Capitale è martoriata da diversi episodi connessi al mondo del satanismo e dell’occulto: furto di oggetti sacri, vilipendio di cadavere, sedute spiritiche e messe nere. La Questura teme conseguenze giuridiche, la Santa Sede presagisce contraccolpi sociali; entrambe lavorano cooperando, ma questo non basta. Il mosaico dei fatti necessita di una figura esperta e super partes, e a ricoprire questo ruolo sarà Ettore Borgia. Classe 1981, laureato in Criminologia con il massimo dei voti e ricercatore zelante della verità, Ettore diventerà la chiave di volta collocandosi nel sottile spazio che separa il reale dall’immaginario, il lecito dall’illecito, la luce dall’oscurità. In l’autore, attraverso una scrittura e uno stile scorrevole cerca di scardinare i paradossi legati alle sette sataniche e alle loro pratiche, un fenomeno sociale realmente pericoloso e di grande attualità. Un romanzo da leggere per immergersi in contesti e scenari oscuri. 




Con una trama davvero coinvolgente Il romanzo di Scatamacchia appassiona il lettore in maniera totale grazie ad una storia che cresce in tensione, pagina dopo pagina, evolvendo grazie lo stile dell'autore che, con una scrittura sempre fluida e scorrevole, sostiente un ritmo narrativo sempre alto, smorzando poi i toni con quel pizzico di umorismo che permette al lettore di riprendere fiato tra i vari colpi di scena.

La storia si muove attraverso sette sataniche e simbologia macabra, con un indagine portata avanti con molta fatica tra false piste e omertà che costringeranno molto spesso ad utilizzare  l'istinto al posto della ragione, prestando attenzione anche a tutti quei piccoli particolari che saranno poi fondamentali per giungere ad una verità molto lontana dall'immaginario. 

Ettore Borgia, protagonista del romanzo, è un ragazzo "comune", figlio della nostra epoca, che sacrifica le speranze dei giovani sempre in cerca di spazio nell'ambito lavorativo e sempre più costretti ad accontentarsi più che a realizzarsi; dopo essere venuto fuori da una perdita familiare troverà l'occasione giusta per mettersi in gioco e dimostrare le sue capacità: l'incarico affidato però si trasformerà ben presto purtroppo in una corsa contro il tempo molto pericolosa, in un affannosa ricerca della verità in un caso intricato dove Ettore dovrà fare appello a tutta la sua fede per riuscire a calarsi completamente in una realtà conosciuta da pochi e resa indifferente da riti e correnti religiose.

Le sue tesi, portate avanti nonostante le circostanze avverse, alla fine però si riveleranno fondamentali per ricostruire un disegno macabro dietro il quale si celava una verità ancora più raccapricciante.

Nel libro i tanti passaggi procedurali sono senza dubbio frutto dell'esperienza personale dell'autore che però, con grande bravura, riesce a tradurli in maniera sempre semplice e chiara nonostante le complessità; questa caratteristica si evince soprattutto attraverso i personaggi "secondari" costruiti non solo per tradurre la curiosità del lettore ma anche per cercare di sviluppare qualcosa di nuovo ed originale in un ambito letterario dove già parecchio è stato scritto.

L'autore accompagna il lettore con gradualità alla scoperta dei temi centrali del romanzo cercando di sviluppare caratterialmente i suoi personaggi per poter far luce su dinamiche complesse anche attraverso vari punti di vista diversi, creando a volte un disorientamento in una storia dove niente è come sembra.

Il romanzo si divide tra "fascino" e pericolosità di un mondo occulto che rende "empaticamente" coinvolto il lettore che si ritroverà implicato in una trama che non cede mai il passo alla banalità o alla pesantezza, rendendo la lettura sempre molto appassionante e imprevedibile.

Tanti complimenti a Cataldo Scatamacchia che con il suo romanzo è stato capace di coinvolgermi anche attraverso tematiche poco comuni in un genere dove è sempre più difficile rendersi originali; con uno stile dinamico, una caratterizzazione precisa dei personaggi e una trama che stimola parecchio la curiosità quello di Scatamacchia è senza dubbio un romanzo che non deluderà gli amanti dei thriller e che per questo mi sento sinceramente di consigliare come lettura. (con la speranza anche che ci sia presto un seguito).

 


venerdì 16 settembre 2022

Via Cicerone - I racconti del calzolaio di Claudio Scarpino

 Non parlava italiano, era molto cordiale, educato, amichevole. Un uomo acculturato, che passava le ore nella sua libreria di fiducia in Via Cicerone, a leggere seduto in fondo al negozio. I suoi preferiti erano i libri di medicina. Eppure è stato trovato morto, proprio nel bagno della libreria. Sgozzato da una mano mancina. A rinvenire il cadavere è la minuta donna delle pulizie, che apre la serranda e svela così il misfatto. Chiamato a indagare sul caso è l’ispettore capo Cosentino e la sua partner Valentina Rinaldi, coppia dall’ingegno formidabile che non riesce però a trovare la pista giusta da seguire. Come sempre, sono i suggerimenti sussurrati dall’amico calzolaio di Cosentino a fornire uno sguardo diverso, più ingenuo ma geniale, al caso. Personaggio presente e assente, è sua la voce più importante del romanzo, che imbocca e guida le fila dell’indagine.

Dalla raccolta "I Racconti del calzolaio"  Via Cicerone è il terzo romanzo di Claudio Scarpino , un giallo investigativo molto avvincente che cattura il lettore per la veridicità dei personaggi e per un intreccio complesso, intriso di una consuetudine molto vicina al nostro quotidiano.

L'autore attinge da una realtà confinante per raccontare crimini che risultano credibili proprio perchè riconducibili alla cronaca presente, non spingendosi mai fuori dei confini di un tecnicismo più consono a trame dove l'intreccio psicologico predomina "imprigionando", quasi più spesso più del dovuto, il lettore al fine di destabilizzare e rendere la soluzione incerta e imprevedibile.

La vicenda impegna chi legge dal punto di vista logico ed analitico, mantenendo sempre elevata però, non solo la suspence, ma anche la curiosità e l'intuito che rappresentano le chiavi giuste per arrivare alla verità.

 Questa capacità di analisi, capace di isolarsi dall'istintività, rispecchia l'esperienza personale dell'autore che sembra sviluppata soprattutto attraverso il personaggio del calzolaio che suggerisce, quasi a volte sottovoce, per mostrare le cose da un diverso punto di vista, fornendo spunti davvero importanti per risolvere le indagini.

Forte e fondamentale nel libro è il tema dell'amicizia in quel rapporto quasi simbiotico tra il Protagonista e l'ispettore Cosentino, basato non solo sul reciproco rispetto ma in un equilibrio perfetto che mette sullo stesso piano i due rispettando, solo formalmente, i ruoli ricoperti.

Cosentino dovrà risolvere un crimine dove niente è come sembra e dove ogni piccolo indizio diverrà fondamentale, facendo leva anche sul suo intuito e sfruttando bene sia l'aiuto di quell'amico speciale che la voglia di emergere di una collega, Valentina Rinaldi, che in un contraddittorio simpatico e "colorato" nel corso della storia presta il fianco ad una "romanità" utile a smorzare i toni soprattutto nelle fasi più "severe".

Già dal titolo (non solo di questo ultimo libro) si capisce che Roma non è solo il teatro dove si svolgono i fatti ma indirettamente la Protagonista indiscussa di un romanzo arricchito sempre dalle tante bellezze fascinose di una città che l'autore fa vivere e respirare attraverso strade e quartieri che, nel corso della lettura, si rendono ospitali e intimi anche a chi non li conosce.

Un libro davvero molto appassionante e coinvolgente, scritto in maniera particolarmente emozionale da Claudio Scarpino (che ringrazio per la fiducia e per avermi passato la lettura ) a cui vanno i miei complimenti più sinceri per aver creato una serie di romanzi dove, oltre a personaggi molto "credibili" ed emozionalmente vicini a chi legge, possiamo apprezzare la sua capacità narrativa che piacevolmente si stacca dai modelli del genere, risultando davvero originale anche nel rendere la lettura più intrinseca ad una realtà "sincera", percepita positivamente  anche perché capace di non nascondere le sue tante contraddizioni e debolezze.



sabato 30 luglio 2022

Cacciatori di fantasmi di Fabio Monteduro

 Tutto ha inizio, da quel che ci è dato sapere, davanti al cancello di una grande villa di campagna, è lì che si consuma una morte assolutamente inaspettata quanto assurda. Da questo inspiegabile suicidio si diramano le angoscianti vicende del romanzo. Tra i protagonisti, Matteo, aspirante regista di film horror. Andrea, appassionato di sovrannaturale. Sarà l'incontro tra questi due personaggi che farà nascere l'idea di diventare cacciatori di fantasmi. E ancora, Emma, la sorella di Andrea, sembra avere poteri da medium. Alicia, una ragazza peruviana, laureata in psichiatria, pertanto refrattaria alle idee dei suoi "nuovi" amici. Su tutti si ergono tre inquietanti presenze: Erwin Kanvans, stimato psichiatra. Fatima Gutiérrez, una levatrice chiamata la Santa mammana. Per finire, il S.Cataldo, un ex manicomio abbandonato. Gli improvvisati "cacciatori di fantasmi" si troveranno a lottare per le loro stesse vite, trovandosi, ben presto, faccia a faccia coi loro peggiori incubi. Con la prefazione di Mirko Barbaglia fondatore del Ghost Hunters Team.

Fabio Monteduro ha scritto una storia ai confini della realtà, molto complessa e ricca di sfaccettature che, oltre a sconvolgere, confonde spingendo al limite la ragione dei suoi personaggi che empaticamente affrontano, in simbiosi con il lettore, le diverse prove per raggiungere una verità tanto desiderata quanto temuta.

Nel libro l'autore riesce brillantemente a mescolare diversi generi: giallo, thriller e horror si alternano per stupire e sorprendere chi legge non solo attraverso la paura, ma utilizzando anche la parte psicologica dei personaggi che, con il loro essere "complicati", rendono la vicenda ancora più ricca di sconvolgimenti: nel libro viene anche messa a nudo la fragilità umana attraverso le vicende dei protagonisti che, attraverso i numerosi flashback utilizzati nel libro, rivivono un passato che si scoprirà poi comune a tutti, riemergendo così ricordi e colpe che nel presente narrativo cercheranno di giustificare in parte le azioni dei protagonisti.

Tutto inizia con una morte improvvisa quanto strana, raccontata dall'autore in maniera cruda, senza filtri, sicuramente per marcare ancora di più lo stravolgimento di una quotidianità da parte di un male che, da questo momento in poi, comincerà a manifestarsi attraverso diversi terribili episodi, colpendo fisicamente e moralmente tutti i protagonisti della storia, legati tra loro da un filo invisibile.  

Sandra, Saverio, Emma, Matteo, Andrea e Diego diventano così pezzi di un meccanismo che una volta messo in moto porterà inevitabilmente verso verità passate, sepolte, ma da cui però era impossibile sfuggire all'infinito.

Di sicuro il compito affrontato da Fabio Monteduro non è stato facile, soprattutto nel costruire una trama cosi' complessa da far sviluppare poi in maniera imprevedibile nel corso del libro:  nonostante tutto questo però posso dire personalmente che l'autore riesce con molta maestria a rendere la lettura realmente avvincente, coinvolgendo il lettore in prima persona in un mistero ricco di colpi di scena, ritrovandosi nello stesso tempo affascinato da uno stile dalla forte "contaminazione" di tinte gotiche e sfumature lugubri presenti in maniera importante nel libro certamente per aumentare di molto il livello di suspance.

Per questo nel libro, come logico, non mancano i classici elementi riconducibili al genere trattato, come posti desolati, case sinistre e infestate, manicomi abbandonati, tutti luoghi "ideali" per nascondere verità che alla fine sapranno destabilizzare il lettore che, con enorme fatica e guidato dalla curiosità, proverà a non chiudere gli occhi di fronte a tanta malvagità.

Anche l'atmosfera ricreata dall'autore risulta talmente palpabile da suscitare in chi legge sgomento, in particolar modo durante le tante scene forti presenti nel libro che ben si amalgano con fasi in cui invece la narrazione evolve divenendo claustrofobica

Lo stile dell'autore è molto scorrevole e diretto; infatti, come il suo solito, non si perde mai in elementi non necessari per mantenere sempre alta la tensione grazie anche alla sua capacità descrittiva molto precisa e attenta da rendere la scena quasi "cinematografica".

Con stress emotivo si raggiungerà così la parte finale del libro dove il tempo sarà scandito in maniera "stressante" fino a giungere al finale che terrà col fiato sospeso il lettore fino all'ultima pagina.

C'è da dire che la voce dell'autore per tutto il libro risulta sempre imparziale, necessariamente questo per sorprendere e suscitare terrore facendoci "semplicemente" affrontare le nostre paure comuni più nascoste, riuscendo anche a far riflettere su una malvagità attraverso elementi non convenzionali, come senso di colpa e ricordi, utilizzando anche, come strumento, la mente umana in tutta la sua complessità per raccontare un male che, anche se non presente fisicamente e nutrito nelle viscere della scelleratezza umana, si manifesta in tutta la sua mostruosità, imprevedibile proprio perché, nascosto nelle pieghe di una quotidianità, sarà ancora più alterato. 

Tanti complimenti sinceri a Fabio Monteduro che ancora una volta riesce ad attingere dalla realtà e dalla sua esperienza personale per costruire una storia che, al di là della complessità, nasconde il fascino dell'ambiguità e del mistero in grado di colpire maggiormente il lettore rispetto al terrore provocato dalle tante scene forti, costringendo così ad affrontare la lettura abbandonando la parte razionale per lasciarsi guidare principalmente dall'istinto. 

lunedì 13 giugno 2022

Questioni di sangue di Anna Vera Viva



 Il rione Sanità è un’isola. Un lungo ponte lo divide dal resto di Napoli. Qui, i vivi e i defunti convivono da secoli e non vi è posto, più di questo, in cui morte e vita siano così strettamente intrecciate. Ed è qui che, dopo quarant’anni, due fratelli si rincontrano. Raffaele, dato in adozione giovanissimo alla morte della madre, ci torna come parroco della basilica di Santa Ma - ria alla Sanità. Peppino, invece, è il boss del quartiere. Due uomini che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro. Eppure, il richiamo del sangue, ineludibile, li unisce. Un legame che è fonte di pericolo e tormento per entrambi. Quando la morte colpisce e un cadavere viene ritrovato in un appartamento del rione, le indagini, suffragate da un testimone poco affidabile, seguono un unico bina - rio. Quell’omicidio fa tirare un sospiro di sollievo a tante persone, ma Raffaele non si lascia abbindolare. Decide di rivolgere il suo sguardo, esperto della vita, proprio tra la sua gente, anche se questo significa guardare qualcuno di molto, forse troppo, vicino a lui. Ma Raffaele non si è mai fermato davanti a nulla e non inizierà adesso. Sa bene che le sue indagini possono compromettere un equilibrio basato su regole non scritte e allo stesso tempo inderogabili, ma deve andare avanti. Per - ché la Sanità è un’isola e per navigare il mare che la circonda ci vogliono coraggio, passione e un concetto diverso di verità. Nel suo romanzo, Anna Vera Viva ci guida in uno dei rioni più affascinanti del nostro paese. E, attraverso la potenza del sangue, ci fa conoscere l’animo umano e le sue contraddizioni. Dopo aver letto questo libro, l’eterno scontro tra bene e male avrà un sapore nuovo.


 

Anna Vera Viva ha scritto un romanzo davvero molto coinvolgente che fa riflettere sul sottile confine tra bene e male con una storia ricca di sfumature.

La vicenda è ambientata a Napoli nel rione Sanità, un rione con un passato travagliato che negli anni si è completamente trasfromato, lasciando indietro il suo aspetto nobile per quello popolare.

I due protagonisti sono Raffaele e Peppino, fratelli separati quasi dalla nascita fatti rincontrare però dal destino dopo tanti anni proprio nella loro città, incrociando le loro azioni mosse per trovare luce su un indagine complicata che scaverà nel profondo di ognuno per trovare le ragioni, le motivazioni di un delitto che aveva scosso equilibri troppo pericolosi.

Don Raffaele è un parroco "verace" che non si lascia scoraggiare facilmente anche se il suo animo è tormentato continuamente dai tanti ricordi che lo logorano; un trascorso difficile da dimenticare per lui che proprio con questa indagine cercherà di far luce anche sul suo passato, sulla sua origine.

Attraverso il personaggio di Don Raffaele l'autrice sviscera la santità come qualcosa di ibrido tra sacro e profano, per far in modo che l'incontro con la sua nemesi (Peppino) non sia troppo distante, anche perchè faccia della stessa medaglia; diversi ma uniti, cresciuti in ambienti diversi avevano covato nel loro intimo la stessa voglia di emergere, canalizzata in maniera diversa, ma risultando ugualmente "scomodi" nei loro rispettivi ruoli, descrivendoli mai del tutto solo nero o bianco

Possiamo dire che è il sangue il vero protagonista del romanzo, capace di esprimere forte il suo richiamo non solo con protagonisti ma anche per diventare la chiave utile per scardinare le tante verità nascoste.

L'autrice scandaglia e analizza l'interiorità dei suoi personaggi per giustificare le azioni e le scelte dettate dettati dalla loro morale, asseccondando la loro natura. 

Ma la bravura dell'autrice è soprattutto espressa nel dipingire il rione sanità attraverso i rumori e sapori che percepiti come reali animano un quartiere ricco di diverse sfumature, un quartiere difficile però dove sacrifici e rinunce sono all'ordine del giorno e cure indispensabili per guarire povertà e dissocupazione ma soprattutto l'assenza delle istituzioni.

Anche per questo le indagini saranno portate avanti in un clima collettivo, proprio perchè il quartiere e gli abitanti erano abituati a condividere affanni e problemi, dove la fratellanza viene espressa anche come voglia di non arrendersi, di rinascere; In questo clima, nonostante la soluzione, la verità alla fine arriverà con prepotenza non permettendo di restituire pace però su diverse questioni legate soprattutto ad una umanità che purtroppo nella società presente rischia di morire sul nascere.

 Tutta la veridicità del romanzo riflette l'amore vivo e sincero  dell'autrice per la città, non nascondendosi dietro la bellezza e i colori di una terra, ma puntando il dito con forza su tutti quei contrasti, con piglio severo ma senza giudicare.

Complimenti sinceri a Anna Vera Viva che ha scritto un romanzo trascinante, con una trama originale capace di conquistare con una storia che esplora l'animo umano tra le sue tante contraddizioni, che riflette sulla coscienza personale dove il bene e il male trovano un punto d'incontro in una vita sempre pronta a regalare sorprese, a dividere ma anche a riunire.


lunedì 2 maggio 2022

Le farfalle dell'Elba di Filippo Mammoli

 

La fine dell’estate all’isola d’Elba è sconvolta da due tragedie ravvicinate: due giovani donne, entrambe in vacanza, vengono uccise senza un motivo apparente. Sui corpi viene rinvenuto un simbolo, tracciato con modalità diverse, che toglie il sonno al commissario Lupi, capo della Polizia di Portoferraio, chiamato a indagare.Richard Newell, biologo marino che vive all’Elba da sei anni, è sospettato per il primo dei due omicidi. Ed è qui che entra in scena Marcello Tarantini, commissario di Polizia livornese trasferitosi in Sicilia, ma in vacanza all’Elba. Tornato nella sua città d’origine insieme alla figlia per passare le vacanze, conosce Serena Giusti, l’ex moglie di Newell, che gli chiede di dare una mano nelle indagini per scagionare il sospettato.

Tarantini inizia a collaborare con il commissario Lupi ed è quando tutti gli indizi portano a scagionare Newell che emerge un’ipotesi dai risvolti sconvolgenti…



Con uno stile spiccato originale,  insieme ad una narrazione intima, lenta in alcune parti ma ben sviluppata nelle fasi "adrenaliniche" del libro, Filippo Mammoli ha scritto un thriller davvero molto coinvolgente singolare che si lascia piacevolmente leggere in particolare per lo sviluppo, di certo non scontato, della sua trama.

Il romanzo ha una parte iniziale dove la suspance narrativa (come detto) risulta più lenta ma certamente più espressiva e comunicativa, incentrata in primo luogo nella caratterizzazione dei protagonisti; nella seconda parte invece è presente una vivacità narrativa più marcata dove può esprimersi al meglio  tutta la bravura dell'autore che è abile nel giocare con il lettore portandolo molto spesso fuori pista, disorientandolo con l'ambiguità dei personaggi, con falsi indizi, quasi "impersonificando" lui stesso quel male che domina su un intreccio narrativo davvero complesso.

Davvero molto curata è la parte descrittiva, precisa, quasi maniacale, arricchita da elementi specifici e a volte singolari che riescono pienamente a trasmettere al lettore tutti i "sapori" e gli "odori" di una terra che aveva visto sporcare prepotentemente la sua bellezza con due delitti efferati, che avevano ferito ancor di più per la violenza esercitata, capace di turbare gli animi di tutti, compresi gli inquirenti, costretti a ricorrere un assassino che seminava terrore anche attraverso un macabro simbolismo.

Tra pochi indizi e la tanta confusione le indagini saranno portate avanti, in maniera parallela, dai nostri due protagonistiTarantini Lupi; l'autore usa bene le differenze caratteriali dei due commissari per evidenziare e sottolineare le diverse sfaccettature in una vicenda che, seppur disseminava interrogativi diversi e contraddittori tra loro, alla fine porterà ad una soluzione comune che, da ambo le parti, risulterà inimmaginabile.

Tarantini viene descritto come un uomo di legge, sicuro della sua esperienza e per questo più distaccato da tutto e tutti; nonostante la necessità di "staccare un pò la spina" resterà coinvolto in una vicenda nella quale senza esitazione sarà pronto a mettersi in gioco, così come sempre, nel lavoro come nella  vita; Lupi invece viene "raccontato" facendo luce sul suo aspetto umano, esprimendo senza filtri la sua fragilità caratteriale che, oltre a renderlo parecchio diverso dal collega, lo condizionerà nell'essere meno risoluto e di certo più tormentato, afflitto intimamente sia per una condizione personale che per quel senso di colpa generato dall'incapacità di trovare indizi concreti, di restituire in fretta giustizia dando un volto ad un colpevole che, fino adesso, aveva commesso davvero pochi errori.

Proprio su questo equilibrio si concentra la parte centrale della narrazione; l'esperienza da una parte e l'umanità dall'altra che si controbilanciano, scontrandosi e annullandosi attraverso una prosa che scinde un unica indagine in due parallele, condotte con tante difficoltà comuni ma anche con tante incertezze dissimili scaturite e affrontate da chi le portava avanti.

C'è da dire però che alla fine, nonostante le tante differenze, il coinvolgimento dei protagonisti, così come il trasporto, alla lunga è simile e comparabile a quello di chi legge che si ritroverà empaticamente partecipe ad un incubo senza fine segnato da una scia di violenza apparentemente senza senso.

La bravura stilistica di Filippo Mammoli rende il suo libro particolare e relativamente diverso per molti aspetti dai classici thriller : in special modo questo si traduce nell'attitudine di rendere impersonale (ma più definito) un dialogo in terza persona, che però in alcuni frangenti si colora attraverso l'uso dialettale, impreziosendo e trasformandosi in intimo e confidenziale, grazie anche all'utilizzo di alcuni escamotage da parte dell'autore che consuma tutta la sua l'impronta sarcastica per smorzare i toni troppo gravi emersi in alcune parti del libro : sotto questa lente possiamo analizzare il personaggio di Rick, coinvolto drammaticamente nella vicenda, che disimpegna fasi personalmente "complicate" attraverso la sua "parlata" quasi comica ( divisa tra italiano e americano) che mostra il fianco ad una pungente ironia che strizza l'occhio anche alla sua incredibile abilità nel mettersi nei guai, trovandosi nel posto sbagliato nel momento sbagliatissimo.

In ogni aspetto la lettura risulta molto scorrevole e dinamica perché la trama, molto ben costruita, non fatica poi troppo a svilupparsi in maniera lineare, senza soffrire troppo di quelle fasi in cui l'autore rallenta per far riflettere, per capire meglio, per interpretare e per poter assimilare con più convinzione alla fine anche un epilogo che, seppur giunto ad una giusta conclusione, traumatizza  destabilizzando il lettore perché porta all'estremo quella  drammaticità "ricamata" sottotraccia lungo tutto il romanzo, inevitabile e difficile da accettare.

Tantissimi complimenti sinceri a Filippo Mammoli che ancora una volta conferma tutta la sua bravura nel raccontare storie fortemente coinvolgenti, generando forte empatia con i suoi protagonisti; in particolare in questo suo ultimo libro ho personalmente  tanto apprezzato la capacità stilistica nel costruire una storia molto originale capace di legare con naturalezza mistero (proteso più verso un genere giallo) e tensione ( più riconducibile al thriller) attraverso diverse sfumature che trascinano e suscitano intimamente anche tanti spunti di riflessione da ricercare con attenzione tra le righe di un romanzo avvincente che vi terrà incollati alle pagine emozionando con i suoi tanti colpi di scena.

 

(Recensione da AmabiliLetture Blog)



 


 Filippo Mammoli è nato a Prato il 5 agosto del 1972. Come ingegnere elettronico, è responsabile dello sviluppo software di un’azienda fiorentina che lavora nel settore del controllo qualità tramite machine vision.

La sua passione per la scrittura inizia dalla poesia, con cui si cimenta fin dall’età di vent’anni. Ottiene premi in concorsi letterari e pubblicazioni nell’antologia del concorso “Daniela Pagani” indetto dal C.A.L.C.I.T. Chianti fiorentino nel 2004. Nel 2005 ho pubblica un’altra poesia nell’antologia “I segreti di Pulcinella” edita da Giulio Perrone.

Nel 2016 ho pubblica in self publishing il suo primo romanzo dal titolo “I casi del destino”.

Nel 2018 il suo racconto “Purezza” è stato inserito nell’antologia “Racconti toscani” edita da Historica edizioni.

Nel 2019 ha visto la luce il thriller “Oltre la barriera” pubblicato da Dark Zone edizioni con cui ha partecipato al Salone del libro di Torino.

Sempre nel 2019 è uscito, per la Jolly Roger edizioni, il giallo dal titolo “Il bosco delle more di gelso”.

A giugno del 2020 ha pubblicato, per la Dark Zone edizioni, una raccolta di racconti noir dal titolo “Sospesi sul nulla”.

 


 

LE FARFALLE DELL'ELBA

 

AUTORE: FILIPPO MAMMOLI

CASA EDITRICE: DARK ZONE

GENERE: THRILLER/GIALLO

PUBBLICATO : 5 GENNAIO 2022

FORMATO: COPERTINA FLESSIBILE


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giovedì 14 aprile 2022

Nel nero degli abissi. Un'indagine per i Cinque di Monteverde di Francois Morlupi

 

Il grande parco di villa Pamphili, a due passi dal Vaticano e da Monteverde, ha due volti molto diversi: di giorno è un giardino che accoglie bambini, anziani e sportivi; di notte si trasforma in un rifugio abusivo per senzatetto, drogati e prostitute. All’alba di una gelida mattina di gennaio, una di loro viene trovata senza vita, brutalmente uccisa con un’arma da taglio. Era italiana, aveva poco più di vent’anni, era una ragazza sola, si vendeva per pagarsi l’università. L’omicidio sconvolge il commissario Ansaldi e i suoi agenti, perché apre uno squarcio di disperazione nella tranquilla routine del loro quartiere. In più, arriva proprio nel momento peggiore, a due settimane da un importante vertice politico tra i principali capi di Stato europei, con gli occhi del mondo puntati sulla capitale. Che ci sia o no un legame tra i due eventi, per il commissario è appena iniziata una terribile corsa contro il tempo.




Francois Morlupi, dopo il brillante esordio con "Come delfini tra pescecani", conferma tutte le sue abilità stilistiche nello scrivere un noir "fuori dagli schemi" soprattutto per la complessità descrittiva dei suoi protagonisti dai quali emerge, non sicurezza e determinazione, ma una serie di limiti e debolezze che alla fine contrastano giocando con i ruoli di ognuno, permettendo di risultare più empaticamente vicini al lettore che assorbe la loro naturalezza e ironia attraverso una narrazione che scorre in maniera spedita anche perchè, con molta maestria, l'autore è capace di smorzare i toni nelle fasi più "confuse" di un indagine che per molti aspetti viene intensamente percepita come reale e anche, per le sue sfumature, purtroppo abbastanza vicino al nostro quotidiano.

La storia si svolge nella Capitale, dipinta attraverso i colori dei suoi quartieri, attraversando parchi e strade, valorizzando da una parte il suo fascino e dall'altra mettendo in luce anche gli aspetti più sgradevoli di una città invasa da sporcizia, prigioniera del traffico e schiava di delinquenza e prostituzione. 

Sarà proprio con il ritrovamento di una giovane prostituta uccisa in maniera brutale che inizieranno le indagini per i cinque di Monteverde, alle prese ancora una volta con un caso difficile, ancor di più pressati da un contesto in continua fibrillazione per un prossimo vertice politico che richiedeva rigore e tempi strettissimi nel chiudere il caso. 

Già dalle prime battute si percepisce la difficoltà per i cinque  nel risolvere un delitto che, non solo aveva destato la tranquillità di un quartiere, ma che si presentava anche più complesso perché c'erano davvero pochi indizi a cui aggrapparsi che, oltre a portare verso un punto morto l'indagine, non sembravano apparentemente collegati a nessuna delle persone coinvolte ; il fiato sul collo dei superiori e la necessità di chiudere in fretta un caso "spinoso" trascineranno i nostri protagonisti verso una corsa ad ostacoli contro il tempo, cercando di fronteggiare frustrazione e insoddisfazione non solo in ambito lavorativo.

In gran parte del romanzo domina una sensazione d'impotenza nei confronti di un killer che si prendeva gioco delle forze dell'ordine, divertendosi come il gatto con il topo, assecondando quel piacere perverso che non collimava però con la volontà di destabilizzare i poteri forti che invece, storditi e disorientati, sembravano pensare l'esatto contrario.

Nella vicenda possiamo facilmente ritrovare temi principali come odiorabbia e vendetta che l'autore addossa ad una società malata, non perfetta che a volte opprime fino a generare un male che il più delle volte era celato nelle parti oscure di persone insospettabili che invece, divincolate dalla moralità, schiacciate finivano per cadere nell'abisso inghiottite dal nero più profondo.

La scrittura di Morlupi risulta diretta, sempre semplice e molto vibrante, arricchita da un indole sarcastica che ben si completa con una narrazione che non conosce tempi morti; l'abilità dell'autore poi si manifesta nel giocare, sia con il lettore che con i suoi personaggi, portando su false piste, seminando indizi contraddittori che, prima spogliano le certezze, e poi diventano pezzi fondamentali per ricostruire un puzzle davvero intricato.

Il libro, attraverso un sali e scendi di sensazioni e colpi di scena, giunge alla conclusione dove prevale un dolce senso di amarezza per un finale che, oltre a spiazzare, sembra quasi non liberare "emotivamente" i nostri protagonisti, lasciando nel lettore anche parecchi dubbi su alcune sfaccettature dei singoli personaggi che, appena solo accennate durante la vicenda, solo adesso prendono colore e forma.

Davvero tanti complimenti sinceri al simpaticissimo Francois Morlupi (che ringrazio tanto anche per la dedica) che ancora una volta si rivela un autore capace di coinvolgere con le sue storie attraverso uno stile diverso e originale rispetto al genere, che sa conquistare il lettore, non solo attraverso i protagonisti, ma anche con una narrazione sincera che rispecchia la veridicità di un storia ricca di suspense e tensione, ben dosata e alternata a fasi dove emerge tutta l'ironia di un autore che sa mettere "alla berlina" i suoi personaggi a cui è facile affezionarsi perché resi più umani e sensibili agli occhi di chi legge.

 

lunedì 30 agosto 2021

Il Bar di Marco Fedele

 

Che relazione c’è tra la ’ndrangheta milanese e l’assassinio di Suzana Obradovic, giovane cameriera che si era trasferita nel silenzioso e isolato borgo di Fainazza, in provincia di Gorizia? 
La ragazza, una forestiera arrivata da poco, era considerata
 da molti un ostacolo alla routine del villaggio. Ma quando a indagare giunge il commissario Umberto Fabbri, della DIA di Milano, anche gli abitanti capiscono che dietro quel delitto si nasconde qualcosa di spaventoso e sconcertante. Dopo attente valutazioni, Fabbri radunerà tutti i sospettati nell’unico bar del paese, per rivivere con loro la notte dell’omicidio e svelare la  soluzione del mistero, tra rancori celati e trappole ben oliate.



Marco Fedele ha realizzato un Thriller davvero coinvolgente, un Giallo davvero ben costruito, grazie ad uno Stile scorrevole e ad una capacità descrittiva eccellente che si bilanciano bene, dosando Adrenalina e Suspance, per velocizzare principalmente le fasi Narrative dove c'è azione, in contrasto con la "lentezza" con cui il lettore si concentra nelle pagine dove vengono sviluppate le indagini, non con poca fatica, alla ricerca della Verità

Al Commissario Fabbri spetterà il compito di far luce su una vicenda intrigata, affidandosi ancora una volta al suo Fiuto e a quell'Istinto che più di una volta lo aveva portato a risolvere casi difficili; prossimo alla pensione dovrà mettere da parte la sua voglia di tranquillità per confrontarsi con una metropoli caotica e frenetica, una polveriera con diverse etnie coinvolte nella Malavita, pronte a misurarsi, con le unghie e con i denti, per ottenere la supremazia: nuovi Protagonisti ma le solite vecchie brutte abitudini

Davvero molto indovinata (personalmente) la scelta di ambientare la vicenda in un paese di Provincia dove tutti si conoscono ma soprattutto dove è più facile covare Invidia e Cattiveria

La forza del libro di Marco Fedele è soprattutto rappresentata dalla profondità dei suoi Personaggi : tutti risultano ben caratterizzati grazie al racconto delle loro storie parallele dove emergono scelte passate a giustificare errori e sbagli per un futuro incerto; poi l'Autore usa (con arguzia) il dialetto per rendere sicuramente più caratteristico e colorito il Dialogo, ma anche per per "smorzare"  il tono nelle fasi più accese. 

Anche le descrizioni sono veramente ben curate, soprattutto nelle scene d'azione raccontate con dettagli precisi capaci di rendere ancor più vivida la scena. 

La bravura dell'Autore poi si traduce nel riuscire a far giungere il lettore alla risoluzione del l'enigma con molta lentezza, centellinando dettagli poco alla volta e giocando  con l'emotività del lettore che si troverà, solo alla fine, a rivalutare la veridicità di alcuni Personaggi

Arrivati alle fasi finali del libro, dopo che Fabbri raduna i suoi sospetti in un luogo incline a confessioni e confidenze, si terrà una partita a carte "virtuale" tra i Protagonisti; giocando tutti gli assi nelle maniche disponibili e utilizzando il Bluff per stanare la preda, il Commissario riuscirà a mettere in crisi tutti,anche se in maniera non del tutto risolutiva.

Con fatica solo nelle ultime pagine si riuscirà a districare quel gioco d'incastri che celava una regia ben organizzata dal colpevole, che aveva sottovalutato però gli imprevisti per una storia che vedeva mischiati Sentimenti, Denaro e Criminalità

Davvero trascinante e ben costruito il libro di Marco Fedele che, oltre a coinvolgere il Lettore fino ad un finale per niente scontato, risulta originale per diversi aspetti, più precisamente nel modo come riesce brillantemente ad analizzare i suoi Protagonisti , capaci di rendere la vicenda ancora più coinvolgente ed emotivamente appassionante, tra Verità nascoste, Debolezze umane e Confronti tipici di un panorama malavitoso. 
 

giovedì 5 agosto 2021

Nella Tana del Serpente di Michele Navarra

  

Una zona della capitale oscura e impenetrabile dove la violenza soffoca le buone intenzioni e la diversità è vista come minaccia.

Tra gli alti palazzi di Corviale, alla periferia di Roma, per molte persone la vita è grigia come il cemento che ricopre gli edifici. Elia Desideri è un piccolo commerciante che cerca di tirare avanti come può, mentre suo figlio è irretito da una delle numerose bande del quartiere, chiamato volgarmente “Serpentone”. Uomo amareggiato e scontroso, Elia si scaglia spesso contro gli immigrati che vivono intorno a lui, primi fra tutti i Bayazid, rifugiati siriani suoi vicini di casa, considerati alla stregua di nemici. Dopo diversi litigi e minacce, quando il giovane Nadir Bayazid viene ritrovato morto, Elia diventa subito il principale sospettato. Eppure, l’uomo giura di essere innocente e chiede aiuto all’avvocato Gordiani.
Sempre in giro sulla sua Vespa bianca, Alessandro Gordiani avrà il compito di convincere carabinieri e Procura ad allargare lo spettro delle indagini su un caso all’apparenza molto semplice ma che semplice non è affatto. Come se non bastasse, Gordiani sta attraversando un momento di grande incertezza nella sua via privata, che lo porterà a mettere in discussione i valori in cui crede. Destreggiandosi fra bande criminali, procuratori inflessibili e amori mai sopiti, Gordiani si ritroverà alle prese con un caso molto più complicato del previsto, dove la verità si nasconde nelle abitudini di un quartiere difficile, colto qui in tutte le sue complessità e le sue contraddizioni.




Michele Navarra , con una scrittura incisiva e una Narrazione dosata in maniera intelligente, riesce ad immergere il lettore in una storia fatta di Razzismo e Drammi familiari, di Incomunicabilità e luoghi comuni dove troviamo un perfetto equilibrio tra Trama e Personaggi : la volontà dell'Autore di attingere nella Realtà quotidiana si traduce nella fragilità dei suoi Personaggi: nel libro non c'è spazio per gli eroi, non ci sono né vinti né vincitori ma solo Vittime riunite nello stesso Dolore, nella stessa Miseria, nello stesso Degrado.

Elia e Rashad sono facce di una stessa medaglia; schiacciati da una società che non permette Dialogo, che non lascia troppa scelta nella disperazione, se non quella di cercare "soddisfazione" confrontando la Realtà quotidiana con chi è diverso, per cultura ed estrazione sociale, i due Protagonisti si ritroveranno a scontrarsi frequentemente, ognuno difendendo i propri interessi, i propri valori, rivendicando un senso di Giustizia nei confronti di un Destino che aveva tolto loro un pezzo di vita: Elia Desideri, dopo anni spensierati, con la morte della moglie si era abbandonato ad una vita fatta di Rancore e Risentimento, diventando scontroso verso tutto e tutti, in particolare contro gli "extracomunitari" colpevoli (secondo lui) della sua situazione economica, "spalleggiati" da una società "in stallo" che ormai non si ribellava più, omologandosi al sistema. Rashad Bayazid, in cerca di una vita migliore per se e la sua famiglia, si era rifugiato dalla Siria in Italia pagando però a carissimo prezzo quella sua Speranza che, adesso raggiunta, cercava di ripagare con la dignità di un un lavoro onesto. 

Questo Risentimento quotidiano porterà all'inevitabile confronto tra le due famiglie e quel sentimento di "Razzismo" , che domina parte dei Personaggi, verrà condotto al limite dall'Autore con la consapevolezza di portare la riflessione su un piano superiore, più universale, per analizzare tutte le drammatiche conseguenze e gli irreparabili danni provocati da un atteggiamento che, specie se aggravato da miseria, spinge il pensiero comune verso nessun  limite, nessun scrupolo, portando poi con superficialità a puntare il dito per trovare il colpevole per le proprie disgrazie : così, quando il figlio di Rashad verrà trovato morto in circostanze poco chiare, le tante circostanze porteranno Elia Desideri ad essere il primo sospettato.

A difendere Elia verrà chiamato l'avvocato Gordiani ( Personaggio già conosciuto nel precedente libro di Navarra) che dovrà affrontare un caso solo in apparenza scontato, combattendo contro un muro fatto da luoghi comuni e criminalità, convincendo (oltre che se stesso) anche gli altri dell'innocenza del suo assistito.

Alessandro Gordiani, sempre in lotta con i capricci e gli acciacchi  della sua vespa bianca, in questo libro verrà analizzato a fondo dall'Autore che né metterà a nudo la sua parte emotiva, risultando così molto Fragile quando, spogliato della sua perfezione, metterà in dubbio se stesso e la sua parte sentimentale, vacillando quando si abbandonerà alla sincerità di un sentimento mai sopito.

Amore e Tradimento saranno protagonisti del suo tormento interiore che cercherà spesso di placare facendosi cullare dalle tante bellezze della sua Roma, una città che diventa indirettamente Protagonista, magistralmente dipinta e tratteggiata dall'Autore con tutti i suoi pregi e difetti.
La Fragilità di Gordiani, cioè quella di un uomo di legge, non a caso sembrerà quasi far eco a quella Giustizia labile che nel libro di Navarra appare senza un colore ben preciso, forse un grigio con tante sfumature formate da un equilibrio, tra Verità e Innocenza, spesso in bilico per la capacità d'interpretazione. 

Nel libro, a differenza del Genere, non c'è il "classico" Protagonista (infallibile) a dominare la scena, ma piuttosto ci sono tanti Personaggi che contribuiscono in maniera fondamentale a  costruire una Trama fortemente trascinante che si sviluppa in maniera corale, dosando le emozioni e i colpi di scena per far giungere il Lettore alla Verità che alla fine si mostrerà molto diversa da quella immaginata. 

Tema centrale del Romanzo è anche il confronto/scontro generazionale, tradotto in quel Rapporto tra figli e genitori, minato dall'incomunicabilità, dal dramma della perdita e dalle scelte dei figli, affascinati più da una vita facile e senza sacrifici, che differentemente dai genitori preferiscono la via più rapida, quella però più pericolosa, che li imprigiona in un mondo fatto di criminalità. 

Nel libro la seduzione verso il Male passa attraverso il Degrado che, preso a pretesto dall'autore, quasi prosciugando l'energia vitale di chi abitava quei luoghi diffondeva il suo Veleno attraverso le spire del "Serpentone" ; Il quartiere residenziale di  Corviale, esperimento visionario degli anno 70' divenuto poi un abominio architettonico, sarà il luogo scelto da Navarra per imprigionare le due anime del Bene e del Male, tra chi vive in onestà e chi combatte la miseria scegliendo l'abusivismo e la criminalità


Tanti Complimenti sinceri a Michele Navarra perché ha scritto un  libro che riesce a mantenere alta l'attenzione fino alla fine, raccontando una storia ben costruita in un crescendo di tensione; il libro, trattando Tematiche importanti e delicate, suscita la riflessione più attenta, in particolare sulla sottile differenza tra Verità e Innocenza, su come le circostanze possano alterare il Giudizio, guidato più che dalla testa dall'animo umano, fatto delle sue debolezze e contraddizioni; L'Autore è bravo a "neutralizzare" il concetto di Razzismo puntando il riflettore più sulla mancanza di Dialogo e sulla voglia di "rivincita" personale in una società che porta a considerare "nemico" chi è diverso, preferendo lasciare insoluta la risoluzione dei problemi in una lotta tra poveri che non riescono a considerare proprie le disgrazie altrui e che per sopravvivere cercano vie alternative sacrificando non solo la propria libertà ma anche quella degli altri.


giovedì 17 giugno 2021

Solo Dio è Innocente di Michele Navarra

 

L’assassinio di un ragazzo nella terra appartata e misteriosa del Gennargentu dove il codice barbaricino, tramandato fin da tempi antichissimi, è ancora una realtà difficile da contrastare.

Nella Sardegna profonda, tra le alture della Barbagia, l’omicidio a sangue freddo di un quindicenne riapre vecchie ferite. La faida implacabile che oppone da sempre due famiglie rivali sembra non risparmiare proprio nessuno. Il principale sospettato del delitto, Mario Serra, ha già alle spalle una lunga storia di crudeltà e di sangue, forse troppo per poter credere che vi sia ancora un briciolo di umanità in lui. Questo è il dubbio che tormenta l’avvocato incaricato della sua difesa, Alessandro Gordiani, che, dal suo studio di Roma, parte per l’isola in vista di un processo che minerà le sue convinzioni sulla natura umana e sulla giustizia, che non sempre coincide con il giudizio espresso in tribunale. Costretto a immergersi in una società antiquata e omertosa, Gordiani si sposterà tra Roma e la Sardegna per prepararsi, anche emotivamente, a un complicato processo penale.




Michele Navarra ha scritto un “Legal Thriller” capace di trascinare il Lettore con uno Stile emozionante e preciso; I suoi Personaggi sono tutti costruiti con estrema attenzione al fine di creare quell’ambiguità necessaria a far viaggiare la Narrazione sul Dubbio… sull’incertezza su chi sia veramente Innocente o forse solo per dimostrare che alla fine tutti siamo in parte Colpevoli, vittime involontarie e non di un sistema che non cambia se non grazie alla volontà comune.

La Giustizia lenta dei Tribunali verrà contrapposta a quella feroce e inesorabile in vigore in quelle terre; Fonni, uno dei principali centri della Barbagia, dipinto con la sua bellezza selvaggia che rendeva quasi respirabile l’atmosfera che si respirava nelle strade è contaminata da un Odio, un’antica Rivalità che vedeva contrapposte due famiglie: Rutzu e Serra.

Vendette, insulti e rancori animati ancor di più dal Codice Barbaricino saranno al centro del libro fino a quando però un omicidio, non uno dei tanti ma quello di un Ragazzino, senza preavviso crea un bug nel sistema, un senso d’inquietudine placato in parte quando tutti saranno concordi nel puntare il dito e i sospetti su un unica persona : Mario Serra. Un uomo considerato senza scrupoli, un uomo mal visto da tutti che però, nonostante tutto, diviso tra Galanteria e Onore, rischierà l’ergastolo quasi fosse senza “diritto” alla difesa…..quando poi invece forse aveva bisogno Solo di aver restituita indietro un poco di umanità, un briciolo di dignità, pronto a pagare una Pena per colpe già precedentemente commesse.

Questa richiesta d’aiuto sarà accolta, senza non poche incertezze, dall’Avvocato Gordiani: Un avvocato Romano che prenderà “a cuore” la difesa dell’imputato sul quale nel frattempo pendevano troppi elementi a suo sfavore; Gordiani comunque era solito non deludere mai suoi Clienti, nel lavoro era sempre scrupoloso e senza dubbio (fino alla fine) resterà fedele al suo incarico dividendosi tra Roma e la Sardegna, tra famiglia e lavoro.

In una vicenda che cominciava a contare troppi morti le indagini verranno portate avanti su due Tematiche principali del libro: Tradimento e Vendetta; La Verità Amara che alla fine viene smascherata da un Processo che non aveva nè Vincitori nè Vinti, sarà ancor più Amara della Stessa Colpa, facendo riflettere ancora di più il Lettore nell’Epilogo dove sarà chiamato a giudicare fatti e Protagonisti.

Molto bello il libro di Michele Navarra perchè riesce a costruire una Tensione Narrativa attraverso uno Stile scorrevole ,a volte duro, ma molto attento,convincendo soprattutto tramite i suoi Personaggi : tutti raccontati con un introspezione molto caratterizzante riescono bene a trasmettere non solo i loro sentimenti, le emozioni contrastanti ma principalmente quell’Atmosfera di Omertà e Terrore che dominava i loro animi in balia di logiche che agli occhi di tutti li rendevano Colpevoli ma allo stesso modo Innocenti, giustificando in qualche modo i gesti e le azioni senza condanna certa se non quella che l’autore lascerà decidere al Lettore.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLettureBlog )

Avvocato penalista dal 1992, nel corso della sua ormai decennale carriera ha avuto modo di seguire in prima persona alcune delle vicende giudiziarie più importanti della storia italiana, dalla strage di Ustica ai fatti della banda della Uno bianca. Proprio grazie alla sua esperienza sul campo, ha elaborato una convinzione che è quasi una dichiarazione di poetica: «Il processo penale italiano è assolutamente avvincente e anche spettacolare, basta essere capaci di rappresentare, con il giusto grado di tensione narrativa, ciò che avviene nelle aule giudiziarie».

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...