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lunedì 28 giugno 2021

Il Mistero della pittrice ribelle di Chiara Montani

 

Firenze 1458. Lavinia, ferma davanti alla tela, immagina come mescolare i vari pigmenti: il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio. Ma sa che le è proibito. Perché una donna non può dipingere, può solo coltivare di nascosto il sogno dell’arte. Fino al giorno in cui nella bottega dello zio arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca. Lavinia si incanta mentre osserva la sua abile mano lavorare all’ultimo dipinto, La flagellazione di Cristo . L’artista che ha di fronte è tutto quello che lei vorrebbe diventare. E anche l’uomo sembra accorgersene nonostante il contegno taciturno e schivo. Giorno dopo giorno, Lavinia capisce che la visita di Piero nasconde qualcosa. Del resto sulle sponde dell’Arno sono anni incerti: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. E Piero sa più di quello che vuole ammettere. Il sospetto di Lavinia acquista concretezza quando lo zio viene ingiustamente accusato dell’uccisione di un uomo e Piero decide di indagare. Ma Lavinia questa volta non vuole restare in disparte. Grazie alla vicinanza dell’artista, che fa di tutto per proteggerla, per la prima volta comincia a guardare il mondo con i propri occhi. Perché lei e Piero sono entrati in un quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che arriva da molto lontano. Perché la pittura è un’arte magnifica, ma può celare segreti pericolosi. Chiara Montani trascina il lettore per le vie della Firenze rinascimentale e tra le opere di Piero della Francesca, un artista che ha fatto la storia della pittura. Lo immerge nella vita di una giovane donna che vede le sue ambizioni soffocate dalle leggi non scritte del tempo. Lo cattura in un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione.

Chiara Montani unisce il suo interesse Artistico con la seduzione per le Epoche passate per realizzare un Romanzo diviso tra Storia e Arte, permettendo di viaggiare attraverso il Rinascimento dove, tra contraddizioni Politiche e Sociali, ci troveremo di fronte al lato oscuro di una Fase non solamente Prospera.

Dopo il Prologo, che ci descrive una Roma Papale minacciata dall’ombra di un conclave, ci ritroveremo a Firenze dove Piero Della Francesca farà ritorno con impellenza dopo aver ricevuto una lettera da una sua vecchia conoscenza.

Piero, descritto come enigmatico, è un uomo ermetico e geniale, dal carattere difficile che si troverà a fare i conti con un Passato dal quale era fuggito ma che adesso si era rifatto vivo coinvolgendo lui e le persone care.

Un omicidio brutale, che incolpava ingiustamente, mette in allarme suscitando una corsa contro il tempo: salvare un innocente studiando nello stesso tempo una contromossa per combattere contro un nemico invisibile, senza ombra che, in cerca di Vendetta, si sarebbe fermato solo dopo aver colpito tutte le persone coinvolte, per cercare di guarire da una ferita profonda.

In questa difficile impresa l’artista sarà aiutato dalla Protagonista del Romanzo, Lavinia: Con un carattere ribelle, forte e decisa, verrà all’inizio affascinata da Piero, dalla sua arte, per poi essere sempre più coinvolta emotivamente diventando parte integrante di una vicenda che nascondeva molti misteri che mettevano a repentaglio la vita di molti.


L’Autrice è brava nell’utilizzare una Simbologia a favore della Trama che pagina dopo pagina si costruisce con intrighi e ricatti… vendette e onore… per poi essere dominata per molte pagine da scene adrenaliniche con inseguimenti e fughe che faranno viaggiare il Lettore attraverso una Firenze tutta da scoprire: Da Ponte Vecchio a Santa Trinità, passando per la Pescaia di Santa Rosa, in un misto di rumori e fervore, portando i Protagonisti anche sui luoghi più controversi e nascosti della città Medicea.

Bellissimo il ritratto di Lavinia, un Personaggio con la quale l’Autrice rende indirettamente omaggio alle Donne, rendendo gloriose le ribelli che in ogni campo con coraggio si erano fatte “pionieri” liberandosi dalle catene imposte dal Tempo e dalla Società; molto apprezzabile è anche la capacità di far conoscere poco alla volta la Protagonista, la sua interiorità e il suo essere, che evolve nel Romanzo in contemporanea con la sua capacità di uscire fuori e liberare non solo il suo talento ma soprattutto anche il suo cuore al sentimento più sincero.

Nel Finale, dopo che molti pezzi verranno collocati al posto giusto rendendo chiara a tutti la Verità, sale l’Amarezza per non aver compreso prima ed evitato qualcosa che si poteva; la Disperazione e la conseguente caduta verso l’Oblio verra evitata grazie al Sacrificio dettato dal sentimento che, venendo meno ai propri principi, sacrifica per un dono prezioso, che “costringe” alla lontananza per lenire un dolore che stringeva il cuore, nella forza di un orgoglio che aveva visto la sconfitta nei confronti di un avversario.

Tanti complimenti sinceri a Chiara Montani che con il suo Romanzo riesce a immergere e catturare intensamente il lettore in una Storia davvero misteriosa e avvincente, grazie anche ai Personaggi “prestati” dalla Storia che si rivelano tutti molto intensi e ben costruiti, in particolare Piero Della Francesca con il quale l’Autrice conferma tutto il Genio e l’Enigma di un maestro eccezionale, un artista che ancora oggi è al centro di discussioni e valutazioni non sempre omogenee da parte dei critici, che sicuramente non riescono ad oscurare la sua indiscutibile fama.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLetture Blog )

Chiara Montani, architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo.

mercoledì 16 giugno 2021

La Regina senza Corona di Lisa Laffi

 


1483: Margherita ha solo tre anni quando il padre, Massimiliano d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, la promette in sposa a Carlo VIII, re di Francia, per porre fine ai contrasti tra francesi e fiamminghi. Nello splendido castello di Amboise, la duchessa cresce spensierata, ma quando, anni dopo, Carlo VIII stipula per sé un accordo matrimoniale più vantaggioso, a Margherita non resta che tornare nelle Fiandre. Finalmente può dedicarsi anima e corpo alla sua passione principale, l’arte, e così conosce Conrad Meit, scultore che apprezza e di cui s’innamora perdutamente. L’imperatore, però, sta già stringendo una nuova alleanza matrimoniale, che la porterà a indossare la corona di Spagna. Ancora una volta lontana da casa, Margherita trascorre un periodo felice con il marito, il Principe delle Asturie. Ma Giovanni è fragile e malato, e pochi mesi dopo la ragazza è vedova. Tornata nelle Fiandre, Margherita lentamente ritrova la serenità. Ha imparato che una donna può essere artefice del proprio destino, e sceglie di essere “sovrana” in campo artistico. Ma l’imperatore del Sacro Romano Impero non può accettare che Margherita rinunci al suo destino di regina… Tra amori, intrighi di palazzo e una grande passione per l’arte, il ritratto di una donna coraggiosa che ha sfidato le regole del suo tempo, mostrando a tutti le qualità davvero necessarie per essere regina.


 Dal momento che il Romanzo Storico è uno dei miei Generi Letterari Preferiti con piacere ho scelto di leggere il libro di Lisa Laffi; posso dire che fin dalle prime pagine sono rimasto molto affascinato dallo Stile dell’Autrice che non è solo molto capace ma anche bravissima nel rendere reale la Narrazione,così vera che piacevolmente coinvolge il Lettore con le emozioni dei suoi Personaggi, della Protagonista in particolare che racconta “semplicemente” la sua vita, avvolgendo e fondendo la vicenda Storica con l’Arte, elemento che impreziosisce tutto il Romanzo.

Fin dal prologo Lisa Laffi descrive Margherita d’Asburgo come una donna che avrebbe potuto essere la Regina più forte del Mondo ma che invece è “solo” la più fortunata perchè poteva vantare, rispetto alle altre, la ricchezza più ambita… l’Amore.

Margherita viene tratteggiata come determinata, forte e fragile nello stesso tempo, con una mente sveglia e sagace, dotata di una cultura superiore; andrà incontro al suo Destino a testa alta, rinuncerà all’Amore ma non ad essere amata, manovrata da un padre che usava i figli come burattini, “ostaggio” di uno Stato troppo indaffarato per investire su di Lei. Il suo Tema Natale, la proiettava verso 4 Troni (Francia, Spagna, Inghilterra e Ungheria) senza nessuna garanzia di felicità, un Destino segnato quindi ma, consapevole che le Stelle non danno ordini ma indicano solo la via, andrà avanti scegliendo il bene comune, quella Pace che poteva raggiungere sacrificando 1 solo PER IL BENE DI 100.

Margherita è portavoce di tutte le Donne chiamate al Sacrificio, pedine mosse dagli uomini come soldati per combattere battaglie che nel cuore lasciavano ferite più profonde di quelle procurate da un colpo di moschetto.

Lo Stile (come detto) è originale e vivace; ho molto apprezzato la scelta dell’Autrice di realizzare Capitoli abbastanza corti, perché a volte in questo Genere, se troppo lunghi rischiano di appesantire tutta la Narrazione, che invece risulta avvincente e mai prolissa.

Passando attraverso la Storia, tra logiche di Palazzo, Bramosia e ingiustizie, lotte e guerre di Potere che scaturivano poi nell’orrore di una guerra che sacrifica a vittime innocenti, arriveremo verso l’Epilogo che permetterà a Margherita d’Asburgo di imparare la lezione più utile……Si può essere Regina salendo su un Trono o esserlo per meriti….guadagnando Rispetto da essere più Potente di una regnante riuscendo così a non soccombere al peso di una Corona.

Complimenti sinceri a Lisa Laffi perché con il suo intento di far rivivere la Storia sceglie di dar voce a Personaggi che non solo hanno tanto da raccontare e insegnare ma che spesso sembrano dimenticati dalla storiografia, in Particolare le Donne… una Donna come Margherita d’Asburgo che testimonia come, nonostante la Storia sia ricca di figure maschili predominanti, le Donne fossero fondamentali per le sorti degli Stati perché capaci di “manovrare” e condizionare i loro uomini conoscendone fin troppo bene le loro debolezze.

( Recensione di Walter Bianco da AmabiliLettureBlog )

 


Lisa Laffi
è laureata in Conservazione dei Beni Culturali e insegnante di Lettere, Lisa Laffi vive a Imola dove per anni ha lavorato come giornalista e redattrice. È autrice della commedia teatrale Troppo incinta, portata in tournée nazionale nel 2012 e finalista del concorso nazionale “Avanti Attori”. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo storico Il serpente e la rosa (ed. I Doni delle Muse), che ha vinto il “Primo premio assoluto” al concorso letterario “Caterina Martinelli”, il “Premio romanzo storico” al XXVIII Premio internazionale di poesia e narrativa “Val di Magra – Roberto Micheloni” di Aulla e le menzioni d’onore ai concorsi Sant’Ambrogio e Michelangelo Buonarroti.

Con il racconto Una Luce tra le Bande Nere, che è stato tradotto in inglese, ha conquistato il terzo posto al prestigioso “Verbania for women”, concorso vinto l’anno successivo con La rosa del deserto. Il racconto è stato pubblicato a maggio sulla rivista “Writing Magazine Italia” diretta da Franco Forte.

Ha chiuso il 2017 con il 1° posto al “Terra di Guido Cavani” e ha aperto il 2018 con vivace,hola vittoria al concorso Alberoandronico (sezione G) e il 2° posto al Memorial Vallavanti-Rondoni. Lo scorso anno è uscita anche Cento passi di donne, raccolta di biografie femminili per Bacchilega editore.

Con Tre60 ha pubblicato anche L’ultimo segreto di Botticelli.


venerdì 11 giugno 2021

I Cavalieri di San Marco di Andrea Zanetti

 

1539. La Repubblica di Venezia si trova invischiata in una complicata guerra contro il Turco, che minaccia le sue basi commerciali nel Peloponneso. Durante la tregua invernale, un manoscritto antichissimo viene scovato da un ammiraglio turco, Hajji Piri, che nel decifrarlo troverà svelato uno degli enigmi più importanti che la Repubblica ha tenuto nascosto per quasi un millennio. Un ordine segreto verrà quindi ridestato, due flotte verranno riarmate, una diplomazia dal doppio volto sarà necessaria per mettere le mani sul tesoro più grande di tutti i tempi. Toccherà quindi a Giacomo Rinaldi, detto Zuan, guidare una disperata missione segreta messa in piedi a Venezia, dove tra intrigo, passione ed avventura si decideranno le sorti della Repubblica, nella corsa contro il tempo fino al colpo di scena finale. Dopo l’ultima pagina, il lettore non guarderà più Venezia con gli stessi occhi.




Con i Cavalieri di San Marco il bravissimo Andrea Zanetti mette abilmente il punto ad una Saga molto avvincente, coinvolgente con Tematiche diverse affrontate nel corso della vicenda Narrata, divisa tra Storia e Romanzo, tra Personaggi reali e altri creati per dar vita ad un opera con la quale nel complesso l’Autore Glorifica Venezia insieme al suo Passato Storico.

Nel libro la vicenda si sviluppa esattamente a cavallo dei due precedenti Capitoli, ritrovando Personaggi e Protagonisti già incontrati arricchiti e sviluppati da nuove angolature caratteriali.

Dopo un Prologo “teatrale” ricco di Fede e Speranza ci troviamo immersi fin da subito in un’Atmosfera non troppo diversa dalle precedenti, densa di Astio e Odio nei confronti di quella Venezia che da sempre rappresentava una vera Spina nel Fianco per tutti i Sultani;  Ad un tratto tutto però sembra rimesso in gioco grazie alla scoperta fortuita dell’esistenza di un “Tesoro” grazie al quale il suo ritrovamento avrebbe potuto realizzare non solo una Vittoria ma la completa Dominazione nei confronti del Nemico Millenario. La Fede e la Speranza citate nel Prologo si concentrano nelle mani di una giovane Spia che con Spavalderia rischierà la propria vita per la Republica, fino a quando la scena si sposterà su Venezia dove il Lettore piacevolmente ritroverà Giacomo Rinaldi , il nostro Zuan, che dopo 4 anni ritorna sulla sua Venezia.

Rispetto ai precedenti Volumi i Capitoli risultano più brevi dando un senso più fluido e avvincente alla Narrazione che verrà supportata da un Dialogo che è di fatto più intimo e familiare.

Leggendo scopriremo che per Zuan la lontananza forzata è stata subita con Sofferenza, con Rabbia e Dolore , provando a colmare quel vuoto facendo posto ad una vita “Spericolata”; Ingannato poi Ricercato ed infine Abbandonato dagli Affetti, Cacciato come un esule scomodo.

Un diario scomparso, poi ritrovato ; un Segreto che rivelato avrebbe distrutto l’immagine di Venezia; tutte componenti che animano e muovono i Personaggi della vicenda da una parte motivati dalla Fede e dall’altra dalla bramosia di una Gloria Terrena da conquistare, anche con la Forza. Come i Cavalieri antichi per la Terra Santa, Zuan e i suoi compagni si accingevano a combattere mettendo a repentaglio le loro vite per il bene di San Marco, per ottenere una Grazia Eterna.

Nella concitazione delle scene più dinamiche l’Autore è bravo nel mettere in evidenza le differenze tra Zuan e Marcantonio (figlio di Barbaro): Zuan, più abituato al pericolo, si dimostra più capace, freddo e calcolatore; Marcantonio invece appare più “impacciato”, forse attonito nei pericoli, troppo legato al nome che portava che gli impediva di commettere azioni e gesta motivo di pentimento.

Nei momenti più cruciali il Sacrificio di due uomini e un Aiuto provvidenziale e insperato ripagano quella Speranza professata dai Protagonisti che riusciranno a riportare a Venezia quello che poteva renderla Indipendente non solo Dall’Italia ma dal Mondo Intero.

Nel Finale del libro ci troviamo di fronte a una scena già vissuta, un Flashback emotivo che riconduce ad una Storia d’Amore sofferta, un dolore ingiusto che richiedeva un Sacrificio da parte di un Giovane;

Il Valore di un Addio e un Debito d’Onore che, come sappiamo sarà riscattato, accompagnano con delicatezza alla fine del libro il Lettore.

Complimenti più che sinceri ad Andrea Zanetti…….

(ringraziandolo anche per la bella dedica)……

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ……. perchè trascina e coinvolge facendo trasparire il suo Amore per Venezia realizzando una Saga Storica affascinante costruita su 3 Romanzi nei quali il culto di San Marco (Cavalieri di San Marco) alla fine riesce ad unire la Storia di una Società a quella di uno Stato, la Dominazione per Terra (il Principe di Venezia) e per Mare (Leon da Mar) celebrando La Serenissima attraverso la voce narrante della sua Storia, rendendola come giusto Immortale.


(Recensione di Walter Bianco da AmabiliLettureBlog)



 Andrea Zanetti, classe 1984, è uno scrittore veneziano. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Padova, con un curriculum in Storia e Politica Internazionale, lavora come controllore del traffico aereo ad Abano Terme (PD). La passione per Venezia e per la sua storia, viene trasferita dallo studio alla creazione di una saga di romanzi storici ambientati tra gli eventi che hanno caratterizzato la vita della città e del suo impero.

mercoledì 9 giugno 2021

Leoni Da Mar di Andrea Zanetti

 

1570. Giacomo Rinaldi, detto Zuan, vive come contrabbandiere e mercenario nella colonia veneziana di Cipro, assieme alla famiglia che si è costruito. All’arsenale di Istanbul viene allestita la più grande flotta che un Sultano abbia mai messo in mare, con lo scopo di invadere l’isola e annetterla al proprio impero. Venezia risponde con forza, inviando una flotta altrettanto possente per soccorrerla. Nella corsa contro il tempo, prima che le due flotte si affrontino, Zuan funge da infiltrato segreto per traghettare notizie essenziali a preparare l’isola all’assedio. La guerra che divampa, una spia turca che lascia Venezia con delle informazioni cruciali, una famiglia divisa e all’orizzonte la più grande battaglia navale della storia. Zuan dovrà combattere contro tutto e tutti pur di salvare ciò che di più caro ha al mondo, nell’intricato scenario del Mediterraneo orientale alla vigilia della battaglia di Lepanto.



Il secondo volume della Saga di Andrea Zanetti, rispetto al primo capitolo ci fa fare un bel salto temporale portandoci nel mezzo di un situazione politica molto diversa, più gravosa con la minaccia per tutti i popoli Cristiani , che porterà inevitabilmente verso un conflitto tra la Flotta Mussulmana e la Lega Santa che avrà il suo epilogo in una delle Battaglie Navali più famose e raccontate : la Battaglia di Lepanto.

Analizzando il libro appare subito chiaro ,nonostante la trama sia strettamente correlata al precedente capitolo, che la bravura e il “genio” dell’Autore riesce ,pur mantenedo per Stile e Ambientazione le stesse atmosfere e caratteristice, a divincolare bene il Romanzo nella sua totalità da renderlo indipendente; la Storia raccontata in questo libro potrebbe leggersi anche  senza aver letto il precedente libro di Zanetti, ma di certo mancherebbe quella dinamicità storica ben narrata a cui affonda le radici questo capitolo che consegue una vicenda iniziata ne “il Principe di Venezia“.

Nella Prima Parte del libro abbiamo una Narrazione che viaggia con lentezza perchè accompagnata da un senso di pericolo solo accennato e sviluppato in quella Diplomazia che vedeva le varie fazioni in conflitto preoccuparsi più a scoprire le strategie nemiche e a prepararsi a una guerra che, anche economicamente parlando, forse non conveniva a nessuno. Da Costantinopoli a Cipro passiamo con destrezza fino a Venezia e qui ci si sofferma di più sulla descrizione proprio per marcare la differenza con quella Venezia incontrata nel Passato narrativo: viene tratteggiata la confusione e l’instabilità di una città che seppur in preda al pericolo si preparava con orgoglio a sfoggiare la sua potenza navale. A renderla ancora più indecisa c’era anche il nemico che paventava una Flotta Navale non indifferente; per questo divenne di vitale importanza riuscire a prevedere le mosse del nemico ed è per questo motivo che ci imbatteremo nella figura del Protagonista Giacomo Rinaldi, chiamato in causa perchè forte del suo vissuto.

Rispetto allo Zuan che avevamo conosciuto nel  Primo Capitolo, Questo è ben diverso dal precedente; non più sprovveduto e inesperto ma accompagnato dall’esperienza degli anni, descritto come un vecchio lupo di mare, un Corsaro e abile Mercante che aveva fatto di queste due caratteristiche la fortuna di una vita ormai matura e arricchita da una moglie e dal calore dei suoi nipoti. Nel corso del Romanzo conosceremo diversi aspetti del Protagonista ,scopriremo la sua abilità strategica, la sua prontezza e lo spirito d’avventura che ancora era capace di accendere il suo Animo; ma di Zuan scopriremo anche il suo carattere più intimo , espresso nella sua preoccupazione per quel Destino che aveva allontanato e messo in pericolo le persone a lui più care, facendo sentire tutto il peso per le sue scelte sbagliate e la Rassegnazione e il dolore per la minaccia sempre più reale di perdere in un attimo tutto ciò per cui aveva sempre lottato.

Nella Seconda Parte il Ritmo si farà più coincitato perchè accompagnato dalla frenesia di una corsa contro il tempo per salvare un situazione che sembrava fin dall’inizio compromessa. Di paripasso anche lo Stile sarà piu’ forte e Deciso soprattutto nella descrizione di una guerra che non risparmiava nessun dettaglio, anche il più impressionante; Colpisce la morte e distruzione descritta e riassunta con una vivacità impressionante che  di fronte a quelle “cataste” di uomini impilate come bestie  quasi riusciamo a respirare anche noi quell’aria tristemente inquinata dall’odore delle carni bruciate mista al sangue delle vittime innocenti.

Come nel Primo libro, oltre a uno spirito di fratellanza che andava oltre le differenze, anche in questo volume come Tema Principale abbiamo l’Amore; ma se precedentemente si trattava di un sentimento dettato dall’istinto e dallo spirito di sopravvivenza, in questo nuovo capitolo l’Amore rappresenta un arma, un fine, uno scopo attraverso il quale i diversi personaggi prenderanno decisioni gravose e imprudenti perchè in balia di disperazione o perchè saranno capaci ,in nome di questo, di spogliarsi di un Orgoglio che era più consono invece a personaggi facenti parte di quel mondo militare descritto nel Romanzo.

Nel Finale del Romanzo lo Stile diventa più intimo e ricongiunge rendendo omaggio , quei Protagonisti capaci di aver sacrificato le loro esistenze per un bene comune, superiore ; La nota finale nel libro di Zanetti punta proprio a questo, a voler celebrare l’arte Diplomatica di una Venezia che si era eretta come muro di separazione tra due mondi diversi per il bene dell’Europa, sfoggiando una potenza navale che nonostante tutto era ancora impareggiabile. C’è l’esaltazione di quei Diplomatici, quei personaggi attinti dalla realtà storica e non, che come Zuan, avevano messo in gioco tutta la loro strategia, la loro esperienza e abilità pur sacrificandosi in prima persona a discapito dei loro interessi personali.

Il libro denota come il suo precedente ancor di più l’attento studio e la ricerca fatta dall’Autore che si avvale certamente d’informazioni precise e molto utili per creare quella base storica che avvolge la trama del suo Romanzo. Molto bella la copertina e in particolare la Mappa all’interno del A.D. 1570 che aiuta il lettore a comprendere meglio il racconto.

Come per “Il Principe di Venezia” mi ritrovo a fare i complimenti ad Andrea Zanetti per questo suo secondo capitolo, perchè è riuscito a ripetersi nel difficile compito di farci appassionare alla vicenda raccontanta su tutte le sue due componenti: Storia e Fantasia. Tanto bravo a trascinare il lettore nel Raccontare un Romanzo che fonde Realtà e Fantasia e che traccia una linea temporale storica ben delineata, nella quale ci si immerge senza perdersi  in quelle dinamiche che vedono Protagonisti uomini coraggiosi che in maniera diversa restituisco la luce a una realtà storica che vede come prima attrice quella Venezia capace con la sua Potenza e Strategia di riconsegnare la libertà all’intera Europa.


(Recensione di Walter Bianco da AmabiliLettureBlog)



 Andrea Zanetti, classe 1984, è uno scrittore veneziano. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Padova, con un curriculum in Storia e Politica Internazionale, lavora come controllore del traffico aereo ad Abano Terme (PD). La passione per Venezia e per la sua storia, viene trasferita dallo
studio alla creazione di una saga di romanzi storici ambientati tra gli eventi che hanno caratterizzato la vita della città e del suo impero.

 

lunedì 7 giugno 2021

Il Principe di Venezia di Andrea Zanetti




1494. Caterina Cornaro, regina di Cipro e Signora di Asolo viene prescelta dal Consiglio dei X per una ambasciata segreta alla corte del re di Francia, per saggiare la disponibilità a lasciare che Venezia si impadronisca della Puglia, terra strategica per i propri piani egemonici. La missione tuttavia non sortisce gli esiti sperati, ma Caterina torna in patria con un segreto che non potrà essere rivelato, poiché potrebbe avere conseguenze imprevedibili e disastrose non solo per lei ma anche per tutti i popoli europei.



Quindici anni più tardi, tuttavia, proprio mentre la Lega di Cambrai si forma per annientare completamente Venezia, quello che doveva essere obliato viene invece scoperto, dando inizio ad una serie di eventi che finiranno per sconvolgere molte vite, in una caccia all’uomo fino alla battaglia finale.



Andrea Zanetti con la sua Trilogia racconta, attraverso la tensione emotiva di un Romanzo coinvolgente, la vicenda storica dell’Epoca d’oro di Venezia, con le sue trame di Palazzo e giochi di Potere. L’autore crea un opera avvincente, che poggia su basi storiche meticolose e precise, anche perché spinto dalla volontà di descrivere una storia, magari già raccontata in passato, ma mai in maniera così passionale e precisa, analizzando per questo anche aspetti meno conosciuti.

 

Il Principe di Venezia è il Primo Capitolo della Saga. Il libro ha una trama che abilmente si divide in due parti con una collocazione storica temporale ben definita e descritta dall’Autore. Dopo un Prologo frenetico con tinte quasi da Thriller, la Prima Parte inizia e trasporta il lettore nel 1494, dove la Narrazione si concentra soprattutto sulle vicende della nostra Protagonista, la nobildonna Caterina Cornaro. Donna affascinante e gran diplomatica verrà mandata in “missione” per il bene di Venezia dal Consiglio dei Dieci, istituito proprio per salvaguardare la sopravvivenza politica ed economica della Serenissima. La descrizione della Protagonista ci da’ idea di una donna forte e decisa, capace e determinata nonostante un passato difficile. Pagina dopo pagina conosceremo anche il suo lato più indulgente, che la renderà più umana, più fragile, in particolar modo quando il destino, dettato dal sentimento, la farà prendere una decisione importante ai fini di nascondere un segreto che se rivelato avrebbe messo a repentaglio non solo la sua, ma anche la vita e sopravvivenza dell’intero Continente. In questa parte il Dialogo dei personaggi è più reale e personale, modellando perfettamente alla scena e ambientazione che ci avvolgono con il fascino e il calore della loro descrizione accurata e vivace.

 

 Nella Seconda Parte facciamo un salto temporale che ci porta al 1509, data importante che condiziona la trama;difatti viene creata la Lega di Cambrai con la quale le grandi potenze Europee prenderanno posizione contro Venezia che, essendosi troppo espansa, era divenuta davvero troppo ricca e potente. La Narrazione ricomincia nel punto esatto dove ci aveva lasciato nel Prologo e porta a conoscenza della rivelazione di quel segreto e delle conseguenze di tale scoperta; A questo punto la Trama diventa più convulsa intrecciando vicende legate a chi voleva risolvere la situazione creatasi, a quelli che volevano trarne vantaggio contro invece chi voleva salvare tutto anche a discapito dei propri interessi personali. Anche i Dialoghi subiscono questa condizione e la descrizione diventa più frenetica soprattutto durante le fasi di battaglia dipinte con impeto, non tralasciando la crudezza che da’ più autenticità alla scena per agli occhi del lettore.

 

 I Temi Principali come Dominio, Prestigio, Lotta per la sopravvivenza dettati dalla Brama di Potere, si contrappongono alla Solidarietà Femminile e al tema che secondo me muove l’anima del libro, cioè l’Amore che porta la nostra Protagonista Caterina Cornaro a superare ogni ostacolo, a sacrificare il suo sentimento per il Bene comune, determinata ad andare contro tutti non piegandosi al volere di San Marco.

  

 L’Autore alla fine del libro con maestria riunisce le due linee temporali portando la Trama verso un Epilogo un po’ Amaro e Funesto che lascia un senso di inquietudine e accresce la suspance per il seguito della Saga.

 

Nel complimentarmi con Andrea Zanetti vi consiglio il libro che a me personalmente è piaciuto molto, perché nonostante racconti vicende attinte da una fase storica così vicina e importante ma non a tutti conosciuta, colpisce e lega in maniera forte chi legge, grazie all’emotività dei suoi Personaggi, alle loro vicende e alle descrizioni avvincenti.

(Recensione di Walter Bianco da AmabiliLettureBlog)


giovedì 3 giugno 2021

La Città dei Santi di Luca Buggio

 

Agosto 1706. La battaglia di torino è al suo atto finale. L’armata di soccorso guidata dal Principe Eugenio è sempre più vicina,costringendo gli assediati a tentare il tutto per tutto. Nel frattempo,in città, altri pericoli si annidiano tra le ombre. Un culto antico e sanguinario ordisce le se trame nell’ombra, approfittando della guerra che si combatte sugli spalti, tessendo complotti e tradimenti. Il temerario Gustin, spia del Duca di Savoia,sembra essere l’unico capace di seguire le tracce di un nemico tanto pericoloso ma per farlo deve rinunciare alla sua incrollabile razionalità. In gioco non c’è più solo la sicurezza del Ducato, ma anche la vita della donna che ama. Laura, la saponaia di Borgo Dora, deve lottare per sè e per la sua famiglia contro un’avversario senza scrupoli. A difesa di Laura e Gustin, a difesa dei torinesi,si schierano intrepidi alleati che emergono dal passato con furore angelico e implacabile, per riaffermare il loro potere e restituire a Torino la protezione dei Santi.



La Città dei Santi è il terzo volume che conclude la bellissima e appassionante Trilogia creata da Luca Buggio. Personalmente posso dire che, dopo aver apprezzato i due precedenti volumi, sono rimasto piacevolmete colpito da questo terzo conclusivo che reputo il più bello perchè per me è quello che riesce a trascinare e canalizzare il Misticismo e la Simbologia de “La Città delle Streghe” e l’Inquietudine emotiva di un Conflitto consumato sopra e sotto quella Torino descritta ne “La Città dell’Assedio”.

Il Prologo introduce il Lettore con un’atmosfera pesante; lo Stile è subito oppressivo e ci atterrisce con le Grida strazianti con cui si chiude il paragrafo. La Panoramica iniziale,utile per riunire le fila della Trama, mostra un Gustin (il Protagonista) più umano perchè reso “vulnerabile” dal Sentimento che provava per Laura; Sempre più convinto sia del fatto che Torino e i suoi abitanti fossero difesi da una Forza Sovrannaturale, e sia del fatto che i rapimenti fossero opera di un Traditore che offriva i suoi servizi per i seguaci del Dio Drago. La descrizione dei colpi di Cannone sempre più precisi danno un idea di come il Nemico stringesse le sue maglie attorno alla Cittadella.

Nella Prima Parte la Narrazione è divisa: Da un lato abbiamo le macchinazioni dei seguaci del Dio Drago, consapevoli sia del pericolo rappresentato dall’operato di Gustin e sia della necessità di offrire ancora sangue delle vittime sacrificali per completare il Risveglio del loro Dio. Dall’altro troviamo Laura descritta come fragile ma risoluta, capace di sbocciare come un fiore di campo nei luoghi più angusti; Rafforzata dal legame con Gustin, era in pena per Lui, per il suo passato che non lo metteva al riparo dall’Uomo del Crocicchio.

I Capitoli successivi sono quelli in cui la fase descrittiva è più sagace e penetrante: Il fermento della povera gente e la confusione del Mercato si contrappone con il panico scaturito dalle bombe che sbriciolano palazzi, costruzioni richiamando l’attenzione del Lettore con le grida e il pianto dei feriti. Gustin e Laura nonostante separati sapranno arrivare entrambi alle stesse conclusioni; Laura troverà conferma sull’esistenza di esseri dotati di magia a volte Buona e a volte Cattiva. Gustin alla fine scoprirà la verità riguardante i Torinesi scomparsi e sul perchè di tali sparizioni.

La Fase Centrale del libro ci porta verso la vigilia del Conflitto: Piemontesi, Austriaci, Inglesi e Irlandesi si preparavano a condividere le sorti di Torino. Siccome la Partita principale si sarebbe giocata attorno alle sorti della Cittadella, Gustin era in prima linea anche se non era un soldato; Ben consapevole che la battaglia militare avrebbe avuto ripercussioni anche per quella che vedeva contrapposti i Santi contro il Demonio, a differenza di tutti gli altri, sperava nella prima mossa dei Francesi perchè sicuro che in quel caso sarebbero intervenuti in loro aiuto i Cavalcanti.

Una citazione tratta dall’Apocalisse accompagnerà Il Lettore alla Fase Conclusiva del libro, fatta principalmente da pagine ricche di tensione con cambi repentini di scena, tutto seguito da uno Ritmo drammatico e uno Stile penoso adatto per identificare lo strazio e il tormento per le scene più forti di questa fase. Nella battaglia Primordiale che vedeva coinvolte le forze del Bene e del Male saranno necessari Sacrifici per un Bene Superiore decisivi per fronteggiare la minaccia più malvagia. Gustin , che aveva fatto la sua parte nel conflitto, con la stessa “saggezza” rinuncerà a godere dei frutti di tanto sforzo, e insieme a Laura andrà incontro al suo Destino già delineato fin dall’inizio della loro Storia.

Grazie all‘ Epilogo del libro l’Autore ci fà fare un balzo temporale che mostra i nostri Protagonisti dopo molti anni, ripercorrendo le gesta compiute in precedenza e quelle degli anni successivi; Così facendo saranno restituiti anche tutti quei ricordi cari che la mente aveva dimenticato , in particolare un Sorriso che con il suo splendore era stato capace di far luce tra le ombre e illuminare il cammino degli uomini.

Faccio di nuovo i miei più sinceri complimenti al bravissimo Luca Buggio (conosciuto personalmente al Salone del Libro) ringraziandolo anche per la bella dedica fatta ……..

…….ma sopratutto perchè con i suoi tre libri ha saputo conquistarmi, attraverso una Trama avvincente fatta di misteri, simbologia, trattando Temi Importanti e con una parte Storica ricostriuta in maniera precisa; l’Autore, Dosando e bilanciando una suspance crescente nei primi due volumi, è stato bravo nel mantenere la tensione giusta fino alla fine quando con il Terzo volume concludeva magnificamente la sua bellissima Trilogia.

(Recensione di Walter Bianco da AmabiliLettureBlog)


Luca Buggio
 è nato a Torino, dove vive e lavora. Laureato in Ingegneria, è anche scrittore, regista e attore teatrale. Ha esordito nel 2009 con La danza delle Marionette. Con La Città delle Streghe e La Città dell’Assedio, entrambi pubblicati per La Corte Editore, ci ha trasportato nella Torino del 1700, conquistando tantissimi lettori, per la capacità di raccontare storie appassionanti e allo stesso tempo molto dettagliate storicamente. Con La Città dei Santi conclude la sua straordinaria Trilogia.

mercoledì 2 giugno 2021

La Città dell'Assedio di Luca Buggio

 Estate 1706: il Ducato di Savoia vive la stagione più drammatica della guerra contro la Francia del Re Sole. Tutte le piazzeforti sono cadute, Torino resiste nella morsa di un assedio sanguinoso e un cadavere orrendamente mutilato, all’ombra del Santuario della Consolata, potrebbe far dubitare i torinesi della protezione di Dio. A Gustìn, fidata spia del Duca, viene chiesto di usare la razionalità di cui va fiero per smentire le superstizioni e trovare un colpevole in carne e ossa. Indagando tra gli angoli più bui di Torino, Gustìn si avvicina a segreti che vanno oltre ogni sua immaginazione.Laura, giovane saponaia di Borgo Dora, conosce parte di questi segreti, eppure non riesce a ricordarli. Consapevole dei misteri celati dietro le case e i vicoli della città, Laura cerca di sopravvivere all’assedio francese.Entrambi arriveranno a sfiorare il cuore più profondo e misterioso di Torino, popolato di creature terrificanti, crudeli, misericordiose. E scopriranno che, forse, i misteri che nasconde la città, sono ancora più grandi di quello che pensassero.


Nel libro di Luca Buggio “La città dell’Assedio” (secondo capitolo della Saga) la Trama ci conduce verso uno scenario conseguente alle vicende narrate nel precedente capitolo, esattamente nel Luglio 1706, dove gran parte della scena sarà dominata dalla nostra vera Protagonista indiscussa: Torino. In guerra contro i Francesi la città si trova sotto Assedio da 2 mesi, devastata e provata sotto il pericolo delle bombe che, con il loro eco, riescono a spezzare il brusio e il fermento nella quotidianità di un popolo che nonostante tutto appare forte nella convinzione che Dio non li aveva abbandonati. Mentre però sopra la città si consumava il conflitto, nei sotterranei prendeva vita una Realtà recondita creata da Riti Macabri, la cui descrizione troviamo a inizio libro, anticipando al lettore quello scontro tra Luce e Ombra ( filo conduttore della storia) per il quale il popolo Torinese sembra essere più in pena, già turbato e scosso anche per il Delitto della Consolata per il quale era necessario trovare in fretta un colpevole. Ed ecco che per questo verrà chiamato in causa Gustin che, di ritorno da una missione in incognito, giunge a Torino confrontandosi poi con il lato più nascosto e grave che minaccia la Capitale del Gran Ducato.

 

Il Protagonista è descritto come un uomo capace di credere solo nella Luce della Ragione, solitario e privo di sentimenti, senza legami, ma per questo sopravvissuto fino ad oggi e ancora vivo.

 

L’Autore è molto abile nel “limitarsi” solo a presentare le dinamiche della città, non rivelando ma facendo uso nella descrizione con sensazioni e atmosfere che a noi lettori appaiono non solo reali ma incredibilmente naturali; Allo stesso modo sarà molto naturale e per nulla imposto l’incontro di Gustin con Laura, I due Protagonisti, due anime affini, dotate di un Dono che ancora non conoscono a pieno. Nel momento del Romanzo in cui le loro esistenze si stringono viene gettata una Luce calda e accogliente che colpisce benevolmente il lettore, grazie soprattutto al sorriso lieto di Laura che, nonostante la situazione, era capace di mostrarsi spensierata. È proprio da questa Allegria del sorriso di Laura che Gustin verrà rapito fin dal primo loro incontro dopo il quale comincerà a sentire qualcosa, a provare un sentimento mai provato sino ad ora, con il quale dovrà non solo abituarsi, ma imparare a convivere. Laura da parte sua, nonostante le lusinghe del bel Alberto per cui non era certa di ricambiare lo stesso sentimento di affetto, rimane colpita e scossa da quell’incontro che aveva suscitato in Lei forti emozioni e sensazioni, tutte però contrastanti tra loro: Vedeva Gustin come un gentiluomo dai modi gentili, capace di metterla a suo agio; In alcuni momenti invece era stata colpita dai suoi occhi “senza cuore”, mentre in altri era stata la tenerezza a colpirla, nei riguardi di una creatura che, come Lei, aveva conosciuto il lato amaro della vita.

 

Arrivati a metà libro l’alternanza dei due nella Narrazione sarà più concitata: Da una parte Laura divisa tra Misticismo e Paura, convinta che Dio e il Diavolo si stavano contendendo le anime di Torino, anche se (rispetto al Primo Capitolo) molto più Razionale, si troverà fragile in alcune circostanze. Dall’altra Gustin avvilito inizialmente per i pochi progressi dell’indagine affidatagli, dopo aver anticipato in un sogno agitato la sua richiesta d’aiuto, riceverà la visita di un amico creduto scomparso dal quale riceverà “l’imbeccata” giusta per dare un volto all’assassino della Consolata. Giungerà poi a scoprire Verità che lo lasceranno senza fiato, difficili da comprendere e accettare, così come difficile sarà realizzare che, come predetto, veramente il Diavolo si trovava sulla sua strada, contrastato però da un Dio che proteggeva Torino, facendo propendere Gustin verso il Giusto riguardo le sue mosse future.

 

L’Autore, con uno Stile scorrevole e avvincente, ci fa addentrare sempre di più nella storia, descrivendo, oltre la fase dell’Assedio, anche omicidi, elementi soprannaturali, satanici, tutto bilanciato sul contrasto tra Reale e Irreale, rivelando sul finale Verità con le quali introduce nuove minacce, preparando a nuovi Confronti che si svilupperanno nel Prossimo Capitolo della Saga.

 

Ancor di più in questo Capitolo verrà utilizzato il Simbolismo: Cominciando con lo stesso nome della città, sul quale si apre la disputa tra studiosi e storici, attribuendone l’origine alla leggenda popolare secondo la quale proprio un Toro (da cui Torino) fosse l’animale chiamato dal popolo per Forza, Coraggio e Tenacia per contrastare e sconfiggere il Drago che morte e scompiglio aveva provocato. In parallelo ritroviamo nel libro la disputa tra Magia Bianca e Magia Nera, tra Cavalcanti e Streghe, tra Bene e Male, nell’eterna lotta tra due Stirpi per contendersi non solo le anime di Torino. Personalmente mi piace pensare che l’Autore abbia voluto Personificare La Forza e il Coraggio del Toro in Gustin, mentre in Laura la Determinazione, facendolo rinascere simbolicamente nel Romanzo per sconfiggere il Drago, rappresentato bene dalla parte più misteriosa e minacciosa raccontata, salvando le sorti della Città.

 

Rinnovo i miei personali complimenti al bravissimo Luca Buggio (fatti già di persona recentemente al Salone del libro di Torino) non solo perché è riuscito ha non tradire le mie attese con questo Secondo capitolo della Saga, ma perché ha dato nuovamente prova della sua capacità Stilistica e Narrativa con la quale ha sviluppato un bellissimo Romanzo Storico che deve il suo successo anche alle atmosfere Misteriche e Angeliche di Torino che è riuscito a creare, che rendono il tutto ancora più avvincente e affascinante.

(Recensione di W. Bianco da AmabiliLetture)


 Luca Buggio è nato a Torino, dove vive e lavora. Laureato in Ingegneria, è anche scrittore, regista e attore teatrale. Ha esordito nel 2009 con La danza delle Marionette. Con La Città delle Streghe, primo romanzo per La Corte Editore, ci ha trasportato nella Torino del 1700, conquistando tantissimi lettori, per la capacità di raccontare storie appassionanti e allo stesso tempo molto dettagliate storicamente.
Con La città dell’assedio, ci fa tornare nella Torino del XVIII secolo, questa volta, nel pieno della battaglia che segnò il destino dell’Italia intera.

martedì 1 giugno 2021

La Città delle Streghe di Luca Buggio

 


Agli inizi del 1700 la politica spregiudicata di Vittorio Amedeo II porta il Ducato di Savoia in guerra contro la Francia. Laura Chevalier, cresciuta vicino a Nizza, crede di essere al sicuro fuggendo a Torino, ma scopre che la capitale del Ducato non è una città come tutte le altre. Ci sono cose di cui non si può parlare se non sotto la protezione dei Santi, perché l’Uomo del Crocicchio è sempre a caccia di anime e potrebbe essere in ascolto. Misteriose presenze si aggirano per le vie quando scende la notte e cadaveri mutilati vengono ritrovati la mattina seguente. Lo sa bene Gustìn, un tempo monello di strada che si è fatto le ossa fra imbrogli, furti e truffe fino a diventare una delle spie del Duca. Disilluso e intraprendente, è l’uomo giusto per fare i lavori sporchi, ma anche per mettersi a caccia di banditi, streghe e serial killer.

Le loro vite si sfiorano mentre la città si prepara a sostenere l’assedio che deciderà i destini della guerra e del Ducato, tremando per i segni diabolici, affidandosi ai presagi celesti.Torino 1704. La città magica è crocevia di banditi, streghe e serial killer. Ma esiste davvero “l’Uomo del Crocicchio”? E’ un uomo? Un demonio? O solo una leggenda?



La città delle streghe è un Thriller molto complesso, un Romanzo in bilico tra il reale e l'inganno, ambientato in un contesto storico ben definito e descritto da Luca Buggio, dando vita a una narrazione che definirei inaspettata e piacevole. Il libro ha come Protagonisti Laura e Gustin, due anime diverse, due vite differenti ma un destino e una meta comune, raggiunta con motivazioni dissimili, rappresentata da Torino che a mio avviso può essere considerata a Ragione la vera Protagonista "accidentale" del Romanzo. Torino è sempre stata considerata una città avvolta da un alone di Mistero, Magica ed Esoterica sia per questioni di tradizione che per questioni storiche; alcuni considerano Torino geograficamente come uno dei 3 Vertici di un Triangolo Magico (insieme a Praga e Lione) e quindi dotata di una posizione che le attribuisce "influssi" particolari; Altri, piu' razionalmente, considerano la sua tradizione derivante dal fatto che, quando Il Ducato di Savoia si batté in maniera così decisa e agguerrita per l'Unità d'Italia, scontrandosi con forza contro il mondo Clericale, Torino venne ribattezzata da quest'ultimo come "Diabolica". Da qui la tradizione ha fatto poi la sua parte, sostenuta anche dai tanti riferimenti simbolici sparsi in città, che viene abilmente utilizzata dall'Autore come sfondo per le vicende dei Protagonisti.

 

La Trama ci porta agli inizi del 1700, con Vittorio Amedeo II che, per sopravvivere politicamente, muove guerra contro la Francia costringendo Laura Chevalier, cresciuta vicino Nizza, ad abbandonare i suoi luoghi natii, scappando di fatto per raggiungere Torino in cerca di rifugio; Laura ha un carattere gentile e dolce, che metterà alla prova durante le tante difficoltà del suo Viaggio, portandola non solo a una sua maturazione personale, ma anche a trasformarla in una donna determinata e risoluta per affrontare quello che la vita gli riserverà in futuro. Tutto il contrario Gustin che fin da piccolo aveva fatto i conti con il "Fango" della sua condizione, delinquente con esperienze per lavori poco onesti, che improvvisamente viene "riabilitato" a Suddito, da nemico ad amico, ingaggiato per fare da mediatore tra i Savoia e i "briganti", utili per rallentare la marcia dei Francesi. Quindi due figure diverse accomunate da un destino difficile, raccontare in maniera parallela.

 

La Narrazione risulta mutevole, i passaggi sono repentini, aiutati da un Dialogo vivo e frenetico, grazie allo Stile Raffinato di Buggio, preciso nei dettagli Storici e sopratutto nel raccontare i luoghi descritti; Senza banalità descrive vicoli e borghi dove la nebbia e le tenebre saranno complici di individui misteriosi e figure magiche, dando l'immagine di una città lontano dalla Tranquillità ma Pericolosa, divisa nettamente tra la parte Nuova, con nobili e borghesi e parte Vecchia, con povertà e degrado.

 

Tra i Temi Principali quindi abbiamo quello della Magia, un mondo fatto di Streghe e personaggi surreali che, Se da una parte segneranno Laura negativamente, alle prese con le "presenze" percepite e con le sue "capacità" di cui poco alla volta comprenderà il loro utilizzo, dall'altra non condizioneranno per niente Gustin che, più Razionale e pratico, non si farà impaurire cercando la verità ma anche la Giustizia nelle vicende in cui sarà chiamato ad intervenire. Altro Tema è quello della Superstizione, incarnato da diverse figure del libro, in contrasto con figure più scettiche (tipo i Preti) in contrapposizione con il mondo religioso richiamato bene dall'autore dalle diverse citazioni a inizio capitolo (Vd. San Benedetto e Sant'Agostino). Per ultimo, ma non meno importante, come tema IO personalmente considererei il Viaggio come, non solo Principale ma regista di tutto il Romanzo: difatti credo che l'Autore abbia voluto utilizzarlo in maniera simbolica, facendo propria la metafora del Viaggio come ricerca personale dell'individuo per migliorare la propria condizione, un'evoluzione materiale ed spirituale, che è poi la stessa che incontriamo in Laura e Gustin che si sfioreranno solo senza mai incontrarsi, persi nelle loro vicende personali, tristi ma significative, capaci di dare forza per affrontare vicende future. A tal proposito, mi piace citare la frase di uno dei miei autori preferiti, (non me ne voglia il bravissimo Luca Buggio) anche lui Piemontese di nascita che rende bene il mio concetto espresso:

 

"È meglio perdersi sulla strada di un Viaggio impossibile che non Partire Mai". 

( Giorgio Faletti )

 

Nel complimentarmi con l'autore consiglio il libro a tutti, in particolare a chi ama le atmosfere gotiche, noir e a tutti coloro che vogliono farsi "sedurre" da un Romanzo scritto con passione dove traspare il misticismo e fascino per una Torino dalle tinte Magiche, e personalmente sono curioso di continuare la lettura con (sempre di Luca Buggio) "La città dell'Assedio", secondo capitolo delle vicende che hanno come protagonisti Laura e Gustin.


     ...(Recensione di W.Bianco da Amabililetture Blog)

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