venerdì 12 maggio 2023

La Maschera e L'Oltretomba: Il richiamo degli Apostoli vol.1 di Cataldo Scatamacchia

 Alle porte dell’inverno, quattro persone vengono ricoverate in condizioni critiche in diversi ospedali della città. Una sola cosa sembra accomunarle: un simbolo esoterico disegnato sul polso.

Mentre la Procura vuole vederci chiaro, la Santa Sede teme che qualcosa di orribile si annidi in quel mistero. Ettore Borgia è un criminologo impiegato come archivista in Vaticano. Grazie al suo lavoro, all’apparenza noioso, negli anni è riuscito a portare a galla documenti segreti, testimonianze sconcertati e rapporti inquisitori; tutto il sapere millenario della Chiesa cattolica. Conosciuto negli ambienti giudiziari come esperto di occulto, verrà convocato per far luce sulle tenebre della suggestione umana.

Cataldo Scatamacchia ha scritto un thriller davvero molto complesso, con una trama che si articola in maniera ben bilanciata per tutto il romanzo mantenendo sempre alta l'attenzione grazie soprattutto ai cambi di scena repentini e ai tanti colpi di scena che tengono incollato il lettore fino alle ultime pagine.

Nel libro ritroviamo gli stessi protagonisti del precedente libro ( 7 ) ma l'autore in questo suo ultimo ha voluto decisamente "scavare" in maniera molto più approfondita nell'intimità dei suoi personaggi per capire e comprendere le diverse motivazioni che portano ognuno ad affrontare (in maniera differente) un mondo fatto di oscurità e mistero.

Questo particolare aspetto si sviluppa principalmente nel Protagonista (Ettore Borgia) nel quale emerge sempre più un combattimento intimo provocato da una duplice coscienza che lo voleva ricercatore di giorno e investigatore di notte.

La vicenda intreccia dinamiche tortuose che si dividono tra simbologia e sacro e che impegnano i nostri protagonisti sempre alla ricerca di una verità, questa volta celata da arrivismo e meschinità per mischiare poi la sua natura con qualcosa di veramente pericoloso, un male nascosto capace di crescere tra ignoranza e devozione cieca.

Come al suo solito l'autore, con uno stile efficace e scorrevole, rende la narrazione molto avvincente e davvero coinvolgente  seminando lungo la narrazione tanti elementi utili per restituire  luce su una vicenda oscura dove, con diversi di colpi di scena soprattutto nella parte finale del libro, si costruiscono le basi per un prossimo capitolo che sicuramente sarà ancora circondato da tanto mistero. 

Complimenti al bravissimo Cataldo Scatamacchia (anche per la fiducia) che riesce a sviluppare in maniera dinamica e molto interessante una sua storia precedente riempiendo quei vuoti narrativi che rendono sicuramente ancor più intrigante tutta la vicenda, dando quel qualcosa in più che mancava forse nell'introspezione dei protagonisti che, spogliandosi della loro intimità, si rendono ancora più emotivamente vicini a chi legge.

 

sabato 6 maggio 2023

Tempesta di Camilla Ghiotto

 Renzo e Camilla non sono un padre e una figlia qualunque. Novantadue anni lui, diciassette lei, una vita intera li divide, o anche più d’una. Di quest’uomo che aveva già i capelli grigi quando è nata, che non ha mai visto giovane e forte come i papà delle sue amiche, Camilla si è sempre un po’ vergognata. E così, quando Renzo si ammala gravemente e viene ricoverato in una clinica dalla quale è presto chiaro che non tornerà più a casa, Camilla ha l’inconfessabile sensazione di potersi finalmente tuffare verso il futuro, senza voltarsi indietro. Mala malattia del padre la mette davanti alla consapevolezza che non si può costruire niente senza aver prima fatto i conti con le proprie radici, che non puoi perdere qualcuno senza aver provato a conoscerlo, e che forse le rimane ancora un po’ di tempo per essere davvero sua figlia. Così inizierà a cercare nel passato per scoprire il ragazzo che Renzo è stato tanti anni prima, quando la guerra infiammava l’Italia, i giovani salivano in montagna, sparavano, soffrivano la fame e il ghiaccio, cercando ogni giorno e ogni notte di dare un senso alle loro azioni. Il tempo in cui Renzo era ‘Tempesta’, comandante di una brigata partigiana. Per Camilla, riappropriarsi della storia familiare e di una memoria collettiva che non ha smesso di vibrare significherà trovare una nuova prospettiva per aprirsi al mondo, agli altri e all’amore. Con una scrittura di inconsueta sensibilità, capace di tendere agguati e rivelare sempre nuovi angoli dell’essere, Camilla Ghiotto dà voce a una generazione consapevole di dover combattere battaglie diverse da quelle del passato, ma non meno decisive. Perché la libertà non si conquista mai una volta per tutte.

 

Camilla Ghiotto con uno stile sensibile ed empatico, pur raccontando una vicenda intima e personale, riesce con una maturità non indifferente a rendersi distante in una narrazione reale e vivida che resta incredibilmente libera, indipendente nel commuoversi in silenzio restituendo voce ad un intera generazione.
 
Nel libro si racconta la vita di Camilla che all'improvviso si trova di fronte ad una perdita troppo difficile da assimilare, troppo complicata da superare, gettando la giovane in un vuoto profondo; questa privazione aveva creato rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, per non aver mai fatto le domande giuste e per non aver mai cercato di superare quel muro invalicabile creato dalla differenza d'età tra un padre e una figlia.

Camilla però mostrerà ancor di più la sua fragilità e instabilità nel momento esatto in cui riprenderà coscienza del suo ruolo di figlia e quando scoprirà quel padre tanto distante giovane e intraprendente; un racconto segreto dove emergono dubbi e paure, in cui la giovinezza del padre si misurerà con quella della figlia sottolineando i tanti punti in comune in una crescita personale volta a prendere coscienza del proprio ruolo.  

Un dialogo quasi immaginario che mette faccia a faccia non solo una figlia e un padre (che distanti adesso si ritrovano incredibilmente vicini), ma anche due generazioni diverse che cercano di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato in un mondo crudele e complicato, condivivendo gli stessi valori di libertà per trasmettere fiducia e speranza, due mondi distanti ma uniti dalle stesse battaglie dove RESISTERE significa SOPRAVVIVERE ma anche aspettare per ricevere qualcosa per essere felici:
scegliere la veglia e non il sonno
avere paura di morire e voglia disperata di vivere.

Con una narrazione divisa in due, con una scrittura precisa e cristallina che, con incredibile naturalezza, si isola dalla 1a alla 3a persona per mettersi a nudo e mostrare sentimenti nascosti Camilla Ghiotto rende omaggio alle gesta eroiche del padre e al sacrificio di chi si è privato per rendere possibile il nostro presente.
 
Tanti complimenti ad un'autrice che, attraverso una vicenda vicina e personale, non solo sviluppa una storia condivisa (che fa parte del nostro paese) incitando a ritrovare nelle nostre radici elementi utili al nostro presente, ma sottolineando anche l'importanza di come non è mai troppo tardi per imparare ad essere figli.



venerdì 28 aprile 2023

Infinito Moonlit di Sara Gamberini

 

Teresa crede nei mondi invisibili e nelle entità, ma le sue convinzioni sono sempre state ambivalenti a causa dei genitori, anarchici e atei. Teresa crede anche nell’amore, come fosse un patto stretto con la madre Dea, una donna eccentrica e scostante. Il destino, però, le ha messo sulla strada Moussa, il padre di sua figlia Maria, un uomo di origine senegalese e animista, e poi la stessa Maria, una bambina silenziosa e magica, che vive secondo ritmi e alfabeti tutti suoi, ed è molto vicina alle questioni del cielo. Teresa sta passando un momento difficile, soffre e fa fatica a capire il suo posto nel mondo. Anche Maria sta passando un momento difficile: si trova male a scuola, con le maestre e con i compagni, e avverte l’inquietudine della mamma. È per la bambina che Teresa trova la spinta a reagire, superando dubbi e paure e scegliendo di trasferirsi con lei in una casa circondata dai boschi, dove ricomporre i pensieri e i desideri a contatto con la natura. "Infinito Moonlit" è un incantesimo, la storia di una madre e di una figlia che grazie al pensiero magico trovano un modo nuovo di vivere e vedere il mondo, in comunione con l’amore che unisce ogni cosa, gli esseri umani alle foglie, gli animali alla rugiada, la meditazione alla vita.



Il romanzo di Sara Gamberini, attraverso una scrittura fascinosa e trascinante, accompagna il lettore in un mondo di fantasia e poesia dove in alcune parti il tratto diventa quasi poetico mantenendo però sempre un suo carattere non troppo distante da una realtà quotidiana che sembra "diversa" solo perchè raccontata in maniera onirica ma pur sempre riconoscibile e "vicina" a chi legge.

Una madre eccentrica che si scopre però fragile nei confronti di una figlia silenziosa e incantevole per la quale è pronta a tutto; il timore di Teresa di "contagiare" Maria con la sua infelicità e un amore che non bastava più spingono a fuggire da tutto e tutti per rifugiarsi nel silenzio della natura per isolarsi e ricomporre i pensieri.

In questa loro nuova dimensione Teresa e Maria, restate isolate e in compagnia solo dei ricordi, trovano il modo per vivere e guardare il mondo in maniera diversa; entrambe attraversano un momento difficile, una crisi esistenziale, con le persone, con il mondo che andava adesso affrontato in una maniera "fuori dagli schemi" per superare questo momento anche attraverso il loro rapporto che si trasformava giorno dopo giorno in un fortissimo legame simbiotico.

Un cambio di ruoli dove Maria avverte il disagio di Teresa e riesce a riportare equilibrio, reso instabile da confusione e da un amore che aveva perso dignità, trascinando la madre dentro la sua dimensione fantasiosa; Ma questo cambio di ruoli, se all'inizio sembrava troppo scontato, solo nel finale del libro rivelerà la sua vera natura quando si capirà bene quel legame che univa madre e figlia e quel dono prezioso e speciale.

Nel libro i temi principali trattati dall'autrice sono solo abilmente celati sotto una capacità stilistica volutamente duttile e fragile: 
la fragilità di una madre, la difficoltà di essere donna e la capacità educativa di un genitore attraversano una narrazione che incanta dividendosi tra presente e passato per rifugiarsi in mondi lontani dove l'elemento costante rimane sempre l'amore, che nasce, cresce per poi finire e ricominciare attraverso modi diversi.

Il Destino poi che, con le sue infinite interpretazioni, chiama per lasciare spazio a tutto ciò che non riusciamo a vedere, contrasta l'amore, le relazioni e le paure umane per suscitare il bisogno di una razionalità che però non sempre è in grado di dare risposte concrete, di dare un senso a quello che accade attorno a noi.

Tantissimi complimenti sinceri a Sara Gamberini che anche in questo romanzo conferma la sua abilità stilistiche nel muoversi che estrema spontaneità tra una quotidianità piu'vicina a chi legge e un mondo fatto d'immaginazione, restando in maniera naturale a rimanere sincera nel fondere reale e immaginario ispirandosi però anche alla sua parte razionale che è poi quella che alla fine lega emotivamente il lettore.

sabato 22 aprile 2023

Il destino torna sempre sui suoi passi di Maria Antonia Mandalà e Rosalia Composto

 Trinacria, anni 50, isola calda e fertile, ricca di storia e miti dove credenze e pregiudizi si trascinano nel tempo. Tra le acque limpide del mare e i raggi solari, Armando e Silvia si conoscono e subito scoppia tra loro una passione che brucia più di quel sole che improvvisamente si eclissa a causa di un destino oscuro e crudele. Ecco che quando tutto sembra precipitare in un baratro profondo e spaventoso dove persino le lacrime si sono esaurite e il cuore è oramai spezzato, il destino ritornerà sui suoi passi per rimettere tutto nel suo asse.


"Il Destino torna sempre sui suoi passi" è un romanzo emozionante e sentimentale veramente ben scritto che ci trasporta in una Sicilia di molti anni fa' attraverso una storia dolce e amara che vede coinvolti personaggi ben caratterizzati da un autrice che ha la capacità di legarli emotivamente a chi legge trasmettendo le stesse passioni, dubbi ma anche e soprattutto dolori.

Nella prima parte del romanzo una storia d'amore nata dalle ceneri della speranza all'improvviso, di fronte a tante difficoltà, getterà nel tormento i suoi protagonisti che, impegnati a lottare in nome dell'amore, sembreranno sconfitti non solo nei confronti del Destino, ma anche contro falsità e odio, figlie di un'umanità debole e crudele, che alla fine separerà la vita di due anime nate per essere unite, sostituendo alla passione iniziale un sentimento di disperazione e angoscia che, pagina dopo pagina, getterà nell'oscurità più profonda.

Di fronte a tanto male non basterà più chiedersi il perché di tanta sofferenza, quando poi solo un grido silenzioso, generato da un gesto disperato, sarà in grado di accompagnare la speranza di poter lenire un dolore troppo grande allontanandosi da tutto e tutti.

Il romanzo nella parte centrale ci farà viaggiare attraverso gli anni per riportarci ad un presente narrativo dove quel Destino, tanto crudele e beffardo, sembrava non aver ancora placato la sua sete di dolore intrecciando ancora una volta le vite di anime innocenti destinate a ritrovarsi coinvolte in un Amore, forte e crudele nello stesso tempo, che unisce per poi dividere.

Rilegati nella solitudine e nell'angoscia più completa i nostri protagonisti saranno turbati da tanti sentimenti contrastanti trovando le forze per andare avanti solo nella resilienza e in quella volontà di non arrendersi che alla fine porterà, attraverso il perdono, nelle ultime pagine del romanzo verso la chiusura di un cerchio che, un Destino irrisorio, aveva dato inizio intralciando subito per concedere poi (solo alla fine) spazio e rivincita ad un sentimento che nel tempo non si era mai arreso perchè mantenuto puro e vivo nei cuori dei protagonisti.

Nonostante la complessità delle diverse fasi narrative possiamo dire che lo stile dell'autrice riesce a rendere la lettura nel complesso non solo molto scorrevole ma anche parecchio coinvolgente; il romanzo non soffre mai fasi di stallo ma piuttosto concede spazio( soprattutto nella parte finale) alla riflessione attenta e personale  fatta attraverso un'introspezione ben caratterizzata dei vari personaggi che regalano gioie e dolori a chi legge in maniera davvero ben bilanciata.

Tante le tematiche affrontate nel Romanzo ma in particolare l'autrice (secondo me) ha voluto dar voce alla forza di un sentimento puro (come l'Amore) capace di resistere e sopravvivere anche ad un Destino barbaro che trova partecipazione con una cattiveria umana, schiava di pregiudizi, e con un odio nato come conseguenza indiretta di una società ben descritta come insensibile nei confronti del bene e pronta sempre a sacrificare tutto, invece che nel nome dell'amore, in quello di onore e  rispetto.

Tanti complimenti all'autrice che ha scritto un romanzo trascinante, che emoziona e fa soffrire in maniera molto convincente immergendosi in una realtà passata dove emerge prepotente una mentalità chiusa e ristretta che facilmente può coinvolgere chi legge nel paragone (con le dovute differenze) con un epoca più vicina (diversa) che contraddice però alla stessa maniera la sua modernità quando calpesta allo stesso modo i sentimenti umani con pregiudizio e malignità.



lunedì 17 aprile 2023

Il bene che ti voglio di Sandro Frizziero

 È la vigilia di Natale e Alessio Gorgosalice si affretta sul vialetto di Villa della Pace, la residenza per anziani in cui vive nonna Armida. Ha bisogno di parlare con lei. Non che si aspetti grandi risposte: la demenza senile le consente a stento di riconoscere chi ha davanti. Ma il suo obiettivo, forse, è un altro. Alessio ha poco più di trent'anni, fa l'assicuratore e ha una vita estremamente regolare. È sposato con Isabella e insieme abitano in una villetta a schiera acquistata grazie all'aiuto del suocero e scrupolosamente arredata coi mobili prodotti in serie da un "mobilificio incapannonato al centro della campagna, una specie di microcosmo in miniatura, un'epitome di mondo, un museo della creazione". Ogni giorno Isabella, ingegnere che si occupa di progettare e collaudare impianti, una mente votata ai calcoli e alle previsioni, gli prepara un pasto sano da portarsi al lavoro, che Alessio accetta con un sorriso. Ma sotto la superficie levigata di una vita come tante – il matrimonio, il desiderio di paternità, la dedizione al lavoro – fremono istinti selvaggi, risvegliati dalla relazione extraconiugale che Alessio intrattiene con Barbara. La recita che è sempre stata la sua vita si è incrinata in modo irreparabile e in lui stanno esondando pulsioni impossibili da arginare. Con una voce brillante, complessa, divertita e fantasiosamente ipertestuale, il narratore segue il magma dei pensieri di Alessio negli abissi dell'introspezione per poi andare a stanare tutti gli altri personaggi fino ad assumerne il punto di vista.

Sandro Frizziero è un autore che seguo con stima fin dal suo esordio letterario ( Confessioni di un NEET ) e devo dire che in ogni suo libro, oltre ad una intelligenza stilistica fuori dal comune, apprezzo particolarmente la sua capacità di sperimentare sempre qualcosa di diverso in virtù di una sua particolare predisposizione nel mettersi alla prova per riuscire poi a scrivere senza sottomettersi a canoni letterari più generalmente frequentati.  

Con "Il bene che ti voglio" l'autore, in maniera non del tutto convenzionale, cerca di analizzare lo scorrere del tempo alternando ricordi passati ad un presente narrativo fuso tra sogno e realtà.

I due personaggi principali, Alessio e nonna Armida, sono impegnati in un dialogo "silenzioso" utilizzato dall'autore come pretesto narrativo per incuriosire ancora di più il lettore sullo sviluppo di una vicenda composta per lo più da pezzi diversi di un puzzle dove la ricostruzione risulta complicata, diversa e non del tutto "immediata" per le diverse interpretazioni che nascono dal bisogno dell'autore di dar voce a tutti i personaggi all'interno del romanzo, moltiplicando i punti di vista e distogliendo l'attenzione frammentando una linea narrativa dove il Passato si percepisce più incerto  del Futuro perché condizionato dai ricordi.

Alessio in questa sorta di confessione ha bisogno forse non solo di ricevere qualcosa che la nonna non può più restituire, ma anche di continuare a sperare che i momenti felici possano ritornare, colmando quel silenzio passivo attraverso ricordi che nonostante tutto risultano separati da una realtà presente; una vita apparentemente normale dove l'ansia di amare qualcuno diventa sottomissione e dove l'unica maniera per sopravvivere e cercare di far convivere quella voglia di "evadere" con il bisogno di normalità in una rapporto a tre paradossale e non ordinario ricco di malintesi.

I ricordi nel romanzo sono esercitati dall'autore per introdurre il concetto di Bene, sviscerando il suo significato e le varie sfumature, per poi esprimere il suo carattere fortemente contraddittorio, sospeso tra ambiguità e ipocrisia, espresso dalle azioni dei personaggi e dalle loro impressioni che si affannano non solo a cercare ma anche a restituire qualcosa che se a volte appare irraggiungibile in altre invece risulta nascosto proprio là dove non si pensava di trovarlo, rendendo tristemente chiaro, purtroppo solo alla fine, di come occasionalmente desideriamo non tanto la felicità ma il suo esatto contrario.

Il linguaggio straordinariamente originale e articolato si evidenzia non solo nell'utilizzo di vocaboli non comune ma anche nella la capacità riflessiva che stimola l'introspezione personale, agevolata anche da paragrafi "intenzionalmente" lunghi, dove l'autore rende la lettura addirittura ancora più emotiva mescolando bene tragedia e ironia, per ridere a "denti stretti" insegnando ad essere un po' critici nei confronti della vita, verso una realtà raccontata in maniera cruda e sincera per contrastare al meglio ipocrisia e buonismo.

Tantissimi complimenti a Sandro Frizziero(che ringrazio anche per la bella dedica) perché ancora una volta è stato capace di scrivere un romanzo coinvolgente e "non banale" che racconta una vita artefatta, con parecchie esitazioni e macchie grigie, evitando un sentimentalismo scontato che diversamente non sarebbe riuscito ad arrivare tanto in profondità; Un romanzo magnificamente complesso dove già l'introduzione mette in evidenza la volontà di viaggiare nel tempo, partendo dal passato, per restituire poi nel presente narrativo una visione "distorta" che sembra quasi deridere oltrepassando i limiti attraverso il contributo di tutti i personaggi che, pur "creando" coralità, mancano di fisicità restando lontani in una storia che riflette parecchio anche della nostra epoca.


 

venerdì 7 aprile 2023

L'enigma di Tesla di Stefano Mancini

 

Londra. Il giornalista Ethan Cooper bussa alla porta dell’amico hacker Larry, di cui ha un disperato bisogno: in un cassetto ha infatti ritrovato l’anello appartenuto a Kirsten, la compagna scomparsa poche settimane prima. Com’è possibile che quell’anello sia finito lì, se la donna lo aveva con sé quando è scomparsa? Convinto che si tratti di una richiesta d’aiuto, chiede a Larry di accompagnarlo nella sua casa di Ludwigsdorf, in Germania, dove i due fanno una scoperta sconvolgente. Disposto a tutto pur di riportare a casa Kirsten, Ethan comincia così una ricerca serrata che lo porta ad attraversare l’Europa sulle tracce del più grande genio del XX secolo: Nikola Tesla.



Stefano Mancini con questo ultimo romanzo conferma le sue doti stilistiche in un thriller dai ritmi narrativi molto serrati con un storia davvero appassionante quanto misteriosa, legata ad un personaggio che ha affascinato per decenni e che ancora oggi ha tanto da raccontarci, una mente geniale ma soprattutto un uomo rivoluzionario: Nikola Tesla.

C'è subito da dire che, a differenza dei precedenti romanzi, quest'ultimo riprende in maniera "decisa" le fila del precedente ( L'Enigma di Majorana ) riportando il lettore nella stessa atmosfera lasciata dai protagonisti: Ethan e Kirsten, divisi da due piani narrativi ben distinti, saranno distanti ma "vicini" perchè legati da un filo invisibile che nella prima parte del romanzo risulterà presente in un coinvolgimento emotivo che, seppur condiviso, da una parte è scaturito da una tensione adrenalinica che impegnerà in una corsa contro il tempo e dall'altra invece da ansia e paura che poco alla volta riprenderanno vita sotto forma di quei ricordi passati che inconsapevolmente sembravano rimossi dalla mente.

La scelta di incentrare la vicenda su un personaggio enigmatico come Tesla non è soltanto indovinata ai fini narrativi ma permette all'autore di poter spaziare con la fantasia fondendo bene realtà storica con mistero; segno di una ricostruzione storica davvero ben accurata e attendibile la figura di Tesla nel romanzo alla fine traspare come fortemente "magnetica" e molto più complessa rispetto ai "precedenti", facendo leva su alcune ombre misteriose che aleggiavano soprattutto riguardo al suo lavoro di scienziato.

La parte centrale del romanzo difatti è concentrata principalmente nel raccogliere e mettere insieme tante informazioni per capire se quel mistero intorno ad una scoperta rivoluzionaria fosse destinato a restale tale o se invece realmente esisteva qualcosa che andasse oltre i limiti umani, una tecnologia tanto avveniristica quanto potenzialmente pericolosa se fosse caduta in mani sbagliate.

Con uno stile sempre scorrevole e d'effetto che non cede mai a troppe descrizioni scientifiche o tecniche che possano appesantire il ritmo l'autore, dopo aver appassionato con codici enigmatici e rompicapi da risolvere, riesce bene alla fine a ricongiungere il passato narrativo al presente restituendo equilibrio e nello stesso tempo speranza ad una lotta contro un umanità senza scrupoli che aveva visto i nostri protagonisti impegnati a raggiungere a tutti i costi una verità che, se da una parte rappresentava una vittoria, dall'altra lì costringerà d'ora in avanti a vivere sempre guardandosi le spalle, dimenticando in fretta quello che era accaduto per impegnarsi al meglio a vivere il momento presente.

Complimenti a Stefano Mancini (che seguo con affetto e stima da diverso tempo) perchè ha scritto un romanzo veramente molto appassionante riuscendo nell'impresa non facile di mantenere equilibrio tra i diversi piani narrativi; nel libro l'autore è particolarmente bravo nel raccontarci Tesla attraverso una vita romanzata che necessariamente poi si fonde ad una realtà storica sviluppata in tutte le sue tante sfumature ma che, mantenendo una fede storica, permette di esprimere al massimo la duplice natura di Tesla, da una parte lo scienziato e dall'altra l'uomo, con le sue tante contraddizioni e misteri, sfruttando al massimo questa sua intimità per creare "l'Enigma" che, crescendo pagina dopo pagina, trascina il lettore in un vortice che spazia tra passato e presente, tra dubbi e certezze, per riflettere e capire meglio il "futuro" che stiamo vivendo ma lasciando spazio anche a quello che avremmo potuto vivere.


Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...