lunedì 30 agosto 2021

Il Bar di Marco Fedele

 

Che relazione c’è tra la ’ndrangheta milanese e l’assassinio di Suzana Obradovic, giovane cameriera che si era trasferita nel silenzioso e isolato borgo di Fainazza, in provincia di Gorizia? 
La ragazza, una forestiera arrivata da poco, era considerata
 da molti un ostacolo alla routine del villaggio. Ma quando a indagare giunge il commissario Umberto Fabbri, della DIA di Milano, anche gli abitanti capiscono che dietro quel delitto si nasconde qualcosa di spaventoso e sconcertante. Dopo attente valutazioni, Fabbri radunerà tutti i sospettati nell’unico bar del paese, per rivivere con loro la notte dell’omicidio e svelare la  soluzione del mistero, tra rancori celati e trappole ben oliate.



Marco Fedele ha realizzato un Thriller davvero coinvolgente, un Giallo davvero ben costruito, grazie ad uno Stile scorrevole e ad una capacità descrittiva eccellente che si bilanciano bene, dosando Adrenalina e Suspance, per velocizzare principalmente le fasi Narrative dove c'è azione, in contrasto con la "lentezza" con cui il lettore si concentra nelle pagine dove vengono sviluppate le indagini, non con poca fatica, alla ricerca della Verità. 

Al Commissario Fabbri spetterà il compito di far luce su una vicenda intrigata, affidandosi ancora una volta al suo Fiuto e a quell'Istinto che più di una volta lo aveva portato a risolvere casi difficili; prossimo alla pensione dovrà mettere da parte la sua voglia di tranquillità per confrontarsi con una metropoli caotica e frenetica, una polveriera con diverse etnie coinvolte nella Malavita, pronte a misurarsi, con le unghie e con i denti, per ottenere la supremazia: nuovi Protagonisti ma le solite vecchie brutte abitudini. 

Davvero molto indovinata (personalmente) la scelta di ambientare la vicenda in un paese di Provincia dove tutti si conoscono ma soprattutto dove è più facile covare Invidia e Cattiveria. 

La forza del libro di Marco Fedele è soprattutto rappresentata dalla profondità dei suoi Personaggi : tutti risultano ben caratterizzati grazie al racconto delle loro storie parallele dove emergono scelte passate a giustificare errori e sbagli per un futuro incerto; poi l'Autore usa (con arguzia) il dialetto per rendere sicuramente più caratteristico e colorito il Dialogo, ma anche per per "smorzare"  il tono nelle fasi più accese. 

Anche le descrizioni sono veramente ben curate, soprattutto nelle scene d'azione raccontate con dettagli precisi capaci di rendere ancor più vivida la scena. 

La bravura dell'Autore poi si traduce nel riuscire a far giungere il lettore alla risoluzione del l'enigma con molta lentezza, centellinando dettagli poco alla volta e giocando  con l'emotività del lettore che si troverà, solo alla fine, a rivalutare la veridicità di alcuni Personaggi. 

Arrivati alle fasi finali del libro, dopo che Fabbri raduna i suoi sospetti in un luogo incline a confessioni e confidenze, si terrà una partita a carte "virtuale" tra i Protagonisti; giocando tutti gli assi nelle maniche disponibili e utilizzando il Bluff per stanare la preda, il Commissario riuscirà a mettere in crisi tutti,anche se in maniera non del tutto risolutiva.

Con fatica solo nelle ultime pagine si riuscirà a districare quel gioco d'incastri che celava una regia ben organizzata dal colpevole, che aveva sottovalutato però gli imprevisti per una storia che vedeva mischiati Sentimenti, Denaro e Criminalità. 

Davvero trascinante e ben costruito il libro di Marco Fedele che, oltre a coinvolgere il Lettore fino ad un finale per niente scontato, risulta originale per diversi aspetti, più precisamente nel modo come riesce brillantemente ad analizzare i suoi Protagonisti , capaci di rendere la vicenda ancora più coinvolgente ed emotivamente appassionante, tra Verità nascoste, Debolezze umane e Confronti tipici di un panorama malavitoso. 
 

giovedì 19 agosto 2021

Nessuno resta solo di Alessandro De Roma

 

Guido e Tonio sono padre e figlio, ma la sola cosa che hanno in comune è il cognome. Per due come loro, abituati a rispettarsi soltanto nel rancore reciproco, l’unico modo per non farsi del male è rimanere lontani. Mentre Guido sceglie di trascorrere con sua moglie la quotidianità di ogni giorno, Tonio, dopo tanto girovagare per il mondo, conosce Nicola e se ne innamora. Nicola per Tonio diventa il centro di ogni cosa: l’amore capace di dar senso a un’esistenza passata a nascondersi, un amore che Guido, se solo sapesse, non accetterebbe mai. Padre e figlio vorrebbero invecchiare accanto alla persona che amano piú di ogni altra. Ma non hanno fatto i conti con l’imprevedibilità beffarda del destino.

Nei discorsi di Guido, Tonio viene a malapena nominato. È un figlio inquieto, vagabondo, omosessuale, che il padre fatica a contattare perfino quando deve dirgli che la madre è malata e il tempo rimasto è poco. Del resto anche Guido, per Tonio, non andrebbe messo al corrente di nulla: neppure del suo dolore piú grande. Le loro strade si sono sempre incrociate a distanza, attraverso gli occhi degli altri, i discorsi riportati, i racconti che risalgono all’infanzia di uno o alla giovinezza dell’altro. Eppure sono padre e figlio, e i tratti del viso lo testimoniano: una somiglianza che per Tonio, quando se ne rende conto, è «come spalancare una porta sul vuoto». Entrambi sopravvissuti a chi amavano di piú al mondo, Tonio e Guido sceglieranno ostinatamente di non cercarsi, resistendo. Almeno finché è possibile. Perché quando ormai non c’è piú nulla da chiedere – sembra suggerirci Alessandro De Roma con una voce schietta e profondamente intima – anche chi si è sempre detestato può deporre le armi.



Alessandro De Roma ha scritto un libro "coraggioso", molto intimo ed introspettivo, capace di gettar luce sulle tante ombre di un rapporto familiare difficile: l'Autore con discreta semplicità ci racconta una vicenda, non poi tanto lontana dal quotidiano, attraverso una Narrazione dove, senza filtri, si intrecciano dinamiche relazionali che gravitano su Tematiche Principali importanti come Incomunicabilità e  Solitudine.

Stilisticamente parlando la Narrazione si divide tra Passato e Presente, per volontà dell'Autore che desidera far riemergere episodi di vita vissuta che hanno costruito, mattone dopo mattone, quel muro immaginario che divide i due Protagonisti del Romanzo ; complici entrambi del Collasso familiare, frastornati da Parole non dette o fraintese, alla fine saranno costretti ad accettarsi scoprendosi poi non tanto dissimili tra loro, imparando a comunicare attraverso l'unico linguaggio comune: Il Dolore.

Un Padre anziano e un figlio Adulto : Guido e Tonio sono da anni distanti, ma solo adesso, chiamati dal Destino, si ritrovano legati nello stesso Dolore, di fronte ad una Perdita che, senza preavviso, aveva tolto loro l'unica motivazione per vivere. Nella "comune" sofferenza il Dolore però sarà vissuto in maniera molto differente dai due Protagonisti: per Guido il lutto diventa come liberatorio, trasformandolo in un essere cinico, scorbutico e antipatico, svincolandolo da tutte quelle convenzioni che il precedente Rapporto costringeva; per Tonio invece non c'è altro modo se non il Silenzio per affrontare quella solitudine creata da un distacco troppo traumatico, che lo costringeva poi a soffocare quel suo grido sofferente in una società che non comprendeva il suo tormento, che non accettava la sua diversità, obbligandolo quindi a lacerarsi dentro, giorno dopo giorno, fino ad esaurirsi.    Tema Principale del Romanzo è principalmente quello del Rimpianto che, pagina dopo pagina, soprattutto per Guido diventa importante e fondamentale per riuscire a guardare,con occhi nuovi, tutto quello che era stato il Rapporto con il figlio, per Rivalutare le scelte e considerare gli errori commessi, liberandosi dell'orgoglio e dal Disagio alimentato da troppo tempo dalle cose dette, da quelle non capite e dai tanti silenzi. Con uno Stile delicato, elegante e curato, ma al tempo stesso deciso e ruvido, l'Autore racconta una Fragilità familiare circondata da Sofferenza e Solitudine, create principalmente dalla incomunicabilità di un rapporto dove, nonostante tutto, verrà lasciata aperta una finestra per far entrare una Luce debole e indecisa, quella della Speranza che, pur non abbandonando mai nella vita, nel Romanzo si riaccende solo quando nascerà il Bisogno di Comprensione reciproca.

 

Alessandro De Roma è davvero molto bravo e abile nel personificare, attraversi i suoi Protagonisti, quel coinvolgimento emotivo che guida nel Bene e nel Male un Padre e un Figlio che, pur soffrendo, si creano quella "giusta" distanza per evitare qualsiasi contatto, qualsiasi coinvolgimento, che possa costringerli al Confronto non solo con il Mondo ma con loro stessi.

Allontanati dalla vita pur legati dal sangue, i due Protagonisti rinunciano entrambi a capirsi ma poi, riuniti dal Dolore, saranno costretti ad riavvicinarsi, per essere pronti poi, solo dopo il confronto, a mettersi in discussione; lo scontro generazionale che ci propone l'Autore alla fine riesce a trovare il giusto equilibrio solo perché, da entrambe le parti, si realizzano le proprie carenze in un rapporto dove si cercava solamente di nascondere il fallimento personale, cercando poi quella giusta maniera non per accettarsi ma per condividere quel poco che continuava ad unire. 

Complimenti sinceri all'Autore che con il suo Romanzo riesce a coinvolgere il Lettore su Temi importanti senza false ipocrisie o facili prese di posizioni, lasciando molto spazio al giudizio personale e alla riflessione intima ed emotiva, coinvolgendo con una Storia comune che trova la sua massima espressione di veridicità attraverso la Fragilità e Debolezza dei suoi Protagonisti.




              Alessandro De Roma

Alessandro De Roma è nato in Sardegna nel 1970. Ha pubblicato Vita e morte di Ludovico Lauter, La fine dei giorni, Il primo passo nel bosco (Il Maestrale, 2007, 2008 e 2010), Quando tutto tace (Bompiani, 2011) e La mia maledizione (Einaudi 2014). Tre dei suoi romanzi sono stati tradotti in Francia per Gallimard. È fra gli autori dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga). Sempre presso Einaudi, ha pubblicato Nessuno resta solo (2021).



Generi Romanzi e Letterature 

Editore Einaudi

Collana I coralli

Formato Brossura

Pubblicato 13/04/2021

Pagine 207

ACQUISTA 


giovedì 5 agosto 2021

Nella Tana del Serpente di Michele Navarra

  

Una zona della capitale oscura e impenetrabile dove la violenza soffoca le buone intenzioni e la diversità è vista come minaccia.

Tra gli alti palazzi di Corviale, alla periferia di Roma, per molte persone la vita è grigia come il cemento che ricopre gli edifici. Elia Desideri è un piccolo commerciante che cerca di tirare avanti come può, mentre suo figlio è irretito da una delle numerose bande del quartiere, chiamato volgarmente “Serpentone”. Uomo amareggiato e scontroso, Elia si scaglia spesso contro gli immigrati che vivono intorno a lui, primi fra tutti i Bayazid, rifugiati siriani suoi vicini di casa, considerati alla stregua di nemici. Dopo diversi litigi e minacce, quando il giovane Nadir Bayazid viene ritrovato morto, Elia diventa subito il principale sospettato. Eppure, l’uomo giura di essere innocente e chiede aiuto all’avvocato Gordiani.
Sempre in giro sulla sua Vespa bianca, Alessandro Gordiani avrà il compito di convincere carabinieri e Procura ad allargare lo spettro delle indagini su un caso all’apparenza molto semplice ma che semplice non è affatto. Come se non bastasse, Gordiani sta attraversando un momento di grande incertezza nella sua via privata, che lo porterà a mettere in discussione i valori in cui crede. Destreggiandosi fra bande criminali, procuratori inflessibili e amori mai sopiti, Gordiani si ritroverà alle prese con un caso molto più complicato del previsto, dove la verità si nasconde nelle abitudini di un quartiere difficile, colto qui in tutte le sue complessità e le sue contraddizioni.




Michele Navarra , con una scrittura incisiva e una Narrazione dosata in maniera intelligente, riesce ad immergere il lettore in una storia fatta di Razzismo e Drammi familiari, di Incomunicabilità e luoghi comuni dove troviamo un perfetto equilibrio tra Trama e Personaggi : la volontà dell'Autore di attingere nella Realtà quotidiana si traduce nella fragilità dei suoi Personaggi: nel libro non c'è spazio per gli eroi, non ci sono né vinti né vincitori ma solo Vittime riunite nello stesso Dolore, nella stessa Miseria, nello stesso Degrado.

Elia e Rashad sono facce di una stessa medaglia; schiacciati da una società che non permette Dialogo, che non lascia troppa scelta nella disperazione, se non quella di cercare "soddisfazione" confrontando la Realtà quotidiana con chi è diverso, per cultura ed estrazione sociale, i due Protagonisti si ritroveranno a scontrarsi frequentemente, ognuno difendendo i propri interessi, i propri valori, rivendicando un senso di Giustizia nei confronti di un Destino che aveva tolto loro un pezzo di vita: Elia Desideri, dopo anni spensierati, con la morte della moglie si era abbandonato ad una vita fatta di Rancore e Risentimento, diventando scontroso verso tutto e tutti, in particolare contro gli "extracomunitari" colpevoli (secondo lui) della sua situazione economica, "spalleggiati" da una società "in stallo" che ormai non si ribellava più, omologandosi al sistema. Rashad Bayazid, in cerca di una vita migliore per se e la sua famiglia, si era rifugiato dalla Siria in Italia pagando però a carissimo prezzo quella sua Speranza che, adesso raggiunta, cercava di ripagare con la dignità di un un lavoro onesto. 

Questo Risentimento quotidiano porterà all'inevitabile confronto tra le due famiglie e quel sentimento di "Razzismo" , che domina parte dei Personaggi, verrà condotto al limite dall'Autore con la consapevolezza di portare la riflessione su un piano superiore, più universale, per analizzare tutte le drammatiche conseguenze e gli irreparabili danni provocati da un atteggiamento che, specie se aggravato da miseria, spinge il pensiero comune verso nessun  limite, nessun scrupolo, portando poi con superficialità a puntare il dito per trovare il colpevole per le proprie disgrazie : così, quando il figlio di Rashad verrà trovato morto in circostanze poco chiare, le tante circostanze porteranno Elia Desideri ad essere il primo sospettato.

A difendere Elia verrà chiamato l'avvocato Gordiani ( Personaggio già conosciuto nel precedente libro di Navarra) che dovrà affrontare un caso solo in apparenza scontato, combattendo contro un muro fatto da luoghi comuni e criminalità, convincendo (oltre che se stesso) anche gli altri dell'innocenza del suo assistito.

Alessandro Gordiani, sempre in lotta con i capricci e gli acciacchi  della sua vespa bianca, in questo libro verrà analizzato a fondo dall'Autore che né metterà a nudo la sua parte emotiva, risultando così molto Fragile quando, spogliato della sua perfezione, metterà in dubbio se stesso e la sua parte sentimentale, vacillando quando si abbandonerà alla sincerità di un sentimento mai sopito.

Amore e Tradimento saranno protagonisti del suo tormento interiore che cercherà spesso di placare facendosi cullare dalle tante bellezze della sua Roma, una città che diventa indirettamente Protagonista, magistralmente dipinta e tratteggiata dall'Autore con tutti i suoi pregi e difetti.
La Fragilità di Gordiani, cioè quella di un uomo di legge, non a caso sembrerà quasi far eco a quella Giustizia labile che nel libro di Navarra appare senza un colore ben preciso, forse un grigio con tante sfumature formate da un equilibrio, tra Verità e Innocenza, spesso in bilico per la capacità d'interpretazione. 

Nel libro, a differenza del Genere, non c'è il "classico" Protagonista (infallibile) a dominare la scena, ma piuttosto ci sono tanti Personaggi che contribuiscono in maniera fondamentale a  costruire una Trama fortemente trascinante che si sviluppa in maniera corale, dosando le emozioni e i colpi di scena per far giungere il Lettore alla Verità che alla fine si mostrerà molto diversa da quella immaginata. 

Tema centrale del Romanzo è anche il confronto/scontro generazionale, tradotto in quel Rapporto tra figli e genitori, minato dall'incomunicabilità, dal dramma della perdita e dalle scelte dei figli, affascinati più da una vita facile e senza sacrifici, che differentemente dai genitori preferiscono la via più rapida, quella però più pericolosa, che li imprigiona in un mondo fatto di criminalità. 

Nel libro la seduzione verso il Male passa attraverso il Degrado che, preso a pretesto dall'autore, quasi prosciugando l'energia vitale di chi abitava quei luoghi diffondeva il suo Veleno attraverso le spire del "Serpentone" ; Il quartiere residenziale di  Corviale, esperimento visionario degli anno 70' divenuto poi un abominio architettonico, sarà il luogo scelto da Navarra per imprigionare le due anime del Bene e del Male, tra chi vive in onestà e chi combatte la miseria scegliendo l'abusivismo e la criminalità. 


Tanti Complimenti sinceri a Michele Navarra perché ha scritto un  libro che riesce a mantenere alta l'attenzione fino alla fine, raccontando una storia ben costruita in un crescendo di tensione; il libro, trattando Tematiche importanti e delicate, suscita la riflessione più attenta, in particolare sulla sottile differenza tra Verità e Innocenza, su come le circostanze possano alterare il Giudizio, guidato più che dalla testa dall'animo umano, fatto delle sue debolezze e contraddizioni; L'Autore è bravo a "neutralizzare" il concetto di Razzismo puntando il riflettore più sulla mancanza di Dialogo e sulla voglia di "rivincita" personale in una società che porta a considerare "nemico" chi è diverso, preferendo lasciare insoluta la risoluzione dei problemi in una lotta tra poveri che non riescono a considerare proprie le disgrazie altrui e che per sopravvivere cercano vie alternative sacrificando non solo la propria libertà ma anche quella degli altri.


venerdì 30 luglio 2021

Quando tornerò di Marco Balzano

 Daniela ha un marito sfaccendato, due figli adolescenti e un lavoro sempre piú precario. Una notte fugge di casa come una ladra, alla ricerca di qualcosa che possa raddrizzare l’esistenza delle persone che ama – e magari anche la sua. L’unica maniera è lasciare la Romania per raggiungere l’Italia, un posto pieno di promesse dove i sogni sembrano piú vicini. Si trasferisce cosí a Milano a fare di volta in volta la badante, la baby-sitter, l’infermiera. Dovrebbe restare via poco tempo, solo per racimolare un po’ di soldi, invece pian piano la sua vita si sdoppia e i ritorni si fanno sempre piú rari. Quando le accade di rimettere piede nella sua vecchia casa di campagna, si rende conto che i figli sono ostili, il marito ancora piú distante. E le occhiate ricevute ogni volta che riparte diventano ben presto cicatrici. Un giorno la raggiunge a Milano una telefonata, quella che nessuno vorrebbe mai ricevere: suo figlio Manuel ha avuto un incidente. Tornata in Romania, Daniela siederà accanto al ragazzo addormentato trascorrendo ostinatamente i suoi giorni a raccontargli di quando erano lontani, nella speranza che lui si svegli. Con una domanda sempre in testa: una madre che è stata tanto tempo lontana può ancora dirsi madre? A narrare questa storia sono Manuel, Daniela e Angelica, la figlia piú grande. Tre voci per un’unica vicenda: quella di una famiglia esplosa, in cui ciascuno si rende conto che ricomporre il mosaico degli affetti, una volta che le tessere si sono sparpagliate, è la cosa piú difficile. Dopo L’ultimo arrivato e Resto qui, Marco Balzano torna a raccontare con sguardo lucido e insieme partecipe quelle vite segnate che, se non ci fosse qualcuno a raccoglierle, resterebbero impigliate nel silenzio.

Marco Balzano ha scritto un libro duro ma molto Reale che racconta una Storia intrisa di Speranza ; La Narrazione risulta semplice ma empaticamente "vissuta" con fatica dal Lettore attraverso gli occhi dei 3 Protagonisti chiamati a raccontare, dal loro punto di vista, una Vita piena di contrasti e contraddizioni, segnata da Silenzi e Sacrifici condivisi, ma non compresi a pieno; un'esistenza portata avanti con parecchie difficoltà, subita non come Dramma, ma nella consapevolezza di un Destino già segnato e accettato come inevitabile.

Daniela, Manuel e Angelica sono voci narranti di una vicenda che costringe a scelte difficili, da cui non ci si può sottrarre, cercando ognuno di soffocare  Rabbia e Risentimento per andare avanti e cercare di assecondare le proprie necessità.

Tutto inizia quando Daniela, per dare una possibilità ai figli, decide di partire per l'Italia con la Speranza e convinzione di poter tornare un giorno, per restare e vivere la sua vita  con la sua Famiglia; Di notte, come una ladra, lascia tutto e tutti senza dare una spegazione, forse perchè inutile farlo o perchè, solo in questo modo, avrebbe potuto poi riprendere la sua vita nel punto esatto da dove l'aveva interrotta cosi' bruscamente; così le parole del titolo del libro ("Quando tornerò") cominciano frequentemente a risuonare nella testa di Daniela, diventando quasi un "nenia" da ripetersi all'infinito per darsi forza e per placare il Dolore causato un Distacco doloroso che aveva provocato da subito un Senso di Colpa.

"Orfani Bianchi" della storia diventano Manuel e Angelica, alle prese con una vita che li aveva messi di fronte a responsabilità forse troppo grandi, sensa dubbio però privati della tranquillità familiare e di un appoggio sicuro ormai troppo assente.......Manuel, in particolare, sarà quello più provato da tale situazione ; in piena crisi adolescenziale, con i suoi capelli lunghi e brufoli, sceglierà l'isolamento come unica via d'uscita per metabolizzare quel Dolore che, soffocato dal suo Orgoglio, si mescolerà al Risentimento per un allontanamento subito, ma non razionalmente accettato.

Gran parte della Narrazione è incentrata su Daniela, fuggita per regalare un Futuro ai suoi figli, che adesso viveva la sua vita in Italia come badante ; La confunsione e il "trascinamento" morale che subisce Daniela incide molto nella parte Narrativa, che però all'improvviso viene sconvolta aspramente per mutare, quel suo carattere "informale", in un racconto più emozionale e risentito quando la vita di Manuel entrerà nel "Buio", costringendo (entrambi) al confronto; un figlio che, pur immobile nel letto d'ospedale, aveva la capacità di suscitare tanti Ricordi felici in Daniela, concentrata adesso solamente a placare il suo "Disagio" , raccontando tutti i sacrifici fatti e ricordando solo le cose belle, per poter affrontare a testa alta il Giudizio di quel figlio che, una volta riaperto gli occhi, avrebbe potuto solamente chiedere scusa ad una madre che si era "immolata" per offrire un Futuro diverso. 

Il Romanzo ha la capacità di coinvolgere il Lettore senza creare "distacchi" nelle varie e diverse fasi Narrative, mantenendo quel carattere di "Romanzo Familiare" che, grazie ad uno Stile Incisivo ed Emotivo, non solo si lascia "leggere" ma anche "ascoltare" nell'emozione di quelle parole scritte che si ergono, in alcuni parti, come vere grida di Dolore e Sofferenza che avevano segnato per sempre, nonostante gli sforzi comuni, la vita dei Protagonisti, raccogliendo i pezzi di una vita "calpestata" da un Destino inevitabile, cercando di ricostruire quel Tempo passato troppo velocemente, per estrapolare solo quella parte Felice necessaria per stimolare la consapevolezza che, seppur distanti, La Famiglia poteva essere vicina e pronta ad aiutare nel momento del Bisogno.

 

Un bellissimo Romanzo quello di Marco Balzano che, come il suo precedente, riesce ad aprire le menti sulla Riflessione più attenta e sentita, sulle Contraddizioni di una Società che costringe a vivere in maniera crudele le Scelte inevitabili e necessarie che provocano fratture profonde che lasciano poi ferite insanabili; Tanti Complimenti all'Autore anche perchè riesce, ancora una volta, ad attingere per le sue storie in una Realtà fatta di Sofferenza e Dolore che, grazie al suo Stile "drammaticamente" sincero, vengono mgnificamente tradotti attraverso parole e gesti dei Protagonisti per i quali, non sempre, riesce facile la Comprensione e l'Empatia, lasciando svincolato il Lettore nel Giudizio, alimentando ancor di più quel "contrasto" tra i Personaggi che rende il Romanzo Significativo, Profondo e soprattutto mai Banale.

 


                        Marco Balzano

Marco Balzano

Marco Balzano (1978) è nato a Milano nel 1978. Con Sellerio ha pubblicato i romanzi: Il figlio del figlio (Premio Corrado Alvaro Opera prima), Pronti a tutte le partenze (Premio Flaiano) e L'ultimo arrivato (Premio Campiello). Per Einaudi ha pubblicato Resto qui (2018 e 2020) che ha vinto, tra gli altri, il Premio letterario Elba, il Premio Bagutta, il Premio Mario Rigoni Stern ed è stato finalista al Premio Strega; in Francia ha conseguito il Prix Méditerranée, mentre in Germania ha scalato rapidamente la classifica dei libri piú venduti. Per Einaudi ha inoltre pubblicato Le parole sono importanti (2019) e Quando tornerò (2021). I suoi libri sono tradotti in molti Paesi.

 

 

Dettagli

Generi Romanzi

Editore Einaudi

Collana Supercoralli

Formato Rilegato

Pubblicato 09/03/2021

Pagine 208

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806247270

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venerdì 23 luglio 2021

L' Ordine di Liliana Marchesi


Il mondo in cui vivono Syria e Gregory non è più quello di un tempo.L’Ordine ha cambiato le regole e costruito Istituti in cui i bambini vengono condotti e cresciuti dal loro primo giorno di vita. Rigore e lavoro saranno gli unici genitori che avranno, fino al momento in cui anche a loro verrà chiesto di mettere al mondo dei figli, che non vedranno crescere.Il destino però ha in mente qualcosa di diverso per Syria. La vita all’Istituto per lei è come una gabbia che si restringe sempre di più attorno al suo cuore. Quando Greg viene portato via improvvisamente e lei vede svanire anche l’ultima speranza di un futuro insieme a lui, l’unica cosa che le resta da fare è fuggire.Riuscirà a sopravvivere al di là dei confini dell’Ordine?Ma soprattutto, riuscirà a ritrovare il suo Greg?



Liliana Marchesi riesce come al solito, libro dopo libro, non solo a confermare tutta la sua bravura, ma anche ad evolvere Stilisticamente ogni volta aggiungendo alle sue storie elementi sempre nuovi ed originali. In questo suo ultimo libro, con una trama che affonda le radici nella distopia, nel corso della lettura ci troveremo piacevolmente travolti da una narrazione che muta, attraverso le sue sotto-trame, prepotentemente verso elementi romance che diversificano emotivamente ben amalgamandosi con una storia ricca di suspense, azione, adrenalina e cambi di scena repentini.

L’Ordine è un libro davvero avvincente, che viaggia ricamando temi ben precisi, come amore e libertà, che costituiscono il fulcro di una Storia molto appassionante e incisiva che l’Autrice racconta attraverso due voci. Un “racconto parallelo” vissuto da due anime divise che lottano e combattono lontane ma unite nella comune determinazione.

I Protagonisti, Syria e Gregory si trovano all’interno di un “nuovo mondo“, in una comunità regolata da un “organismo” chiamato appunto l’Ordine in cui, con lavoro e disciplina, bambini e bambine vengono cresciuti insieme fino ad una certa età, per poi essere divisi e poi riuniti in famiglie “artificialmente” combinate al fine di procreare. Tra i due protagonisti nasce da subito  un’amicizia che, col passare degli anni, cresce prima nell’innocenza, per poi sfociare in un sentimento forte e puro che cinge i loro cuori, vincolandoli nella paura e clandestinità dei loro incontri, costringendoli a reprimere il loro amore, nascondendolo ad un mondo che non permette spazio per i sentimenti.


In questa prima parte cominciamo a conoscere Gregory e Syria in maniera del tutto estranea dal loro contesto: in maniera delicata l’Autrice ci fa solo intravedere le sfaccettature del loro carattere, del loro essere, in un’ottica ancora non avvelenata da rabbia e dolore, scaturite dalla disperazione di un distacco inevitabile che costringe i due ad aprire gli occhi su diversi interrogativi fino ad allora forse ignorati, messi al bivio da una frustrazione che, solo adesso, fornisce un motivo per ribellarsi a un sistema che toglie respiro alle loro anime.

La differenza di carattere tra Gregory e Syria comincia a emergere nelle fasi in cui i due si troveranno a fronteggiare il mondo sconosciuto là fuori, che offrirà ad entrambi la possibilità di scegliere se accettare la verità o fuggire da essa: Greg sembra essere più titubante, impara a fidarsi più del suo istinto che degli altri, quando, durante la sua fuga, si troverà a contatto con crudeltà e cattiveria mai conosciute prima. Syria, invece, sarà più determinata e decisa nel voltare le spalle, per sempre, a quel mondo dal quale era fuggita, accettando fiduciosa l’aiuto offerto, per superare il momento presente, adesso che è libera, solo adesso che la sua mente comincia a liberarsi dalle ipocrisie con cui era cresciuta.

Anche lo stile della Marchesi, analizzato nelle diverse fasi narrative, risulta influenzato dai protagonisti: Syria, prima più sicura, nella parte centrale si sente turbata e confusa e il suo incedere è indeciso perché si sentirà amareggiata per aver confidato in qualcosa di impossibile; nella stessa fase, invece, Gregory appare diversamente più deciso, mostrandosi fin troppo sicuro di se, delle sue capacità, cominciando a far emergere tutta la rabbia accumulata che verrà canalizzata ed espressa attraverso un dialogo che, all’improvviso, diventa più indurito.

Nel libro appaiono molto curati in ogni aspetto sia i personaggi che le descrizioni. I personaggi hanno tutti un ruolo preciso all’interno del romanzo, interpretando metaforicamente i ruoli del Bene e del Male.  Le accurate e fascinose descrizioni nel libro permettono di addentrarci completamente in un mondo avvolto da Contrasti, dolori e ribellione, una società “follemente” contraddittoria dove passato e futuro sembrano inevitabilmente legati tra loro, dove c’è chi cerca la libertà per sfuggire al controllo e chi, invece, si crede libero seppur controllato da quella tecnologia tanto temuta, ma desiderata.

Con il ritrovamento di un diario, nel quale erano stati riversati sentimenti carichi di un dolore passato, uno strazio causato da una perdita, l’Autrice comincia, a grandi linee, a far chiarezza sul passato narrativo, rivelando poco alla volta dettagli e informazioni utili per comprendere la situazione attuale: il quadro che appare è quello di un Mondo che, rinato per essere migliore, drasticamente condanna la società alla sopravvivenza possibile solo con rigore e rinunce, senza nessun spazio né per debolezze, né per sentimenti, provocando, di fatto, il suo lento e inevitabile imbarbarimento.

L’Autrice nel libro porta al limite il concetto di una società futura che all’inizio non sembra poi tanto dissimile dalla nostra, almeno dal punto di vista etico e morale, richiamandoci a un’attenta attenta sul pericolo nascosto dietro le tecnologie che, se usate nel modo sbagliato, possono provocare effetti drastici ben peggiori di un disastro naturale. Una società che diventa schiava delle sue stesse libertà, che per sopravvivere ha bisogno di essere controllata da una forza superiore che, mascherata da salvatrice, ne provoca l’annullamento dei propri valori.

La critica velata dell’Autrice si concentra soprattutto nei confronti dei social network, sulla loro dipendenza, ma soprattutto sulle potenzialità negative se utilizzate nel modo sbagliato, rendendo il Mondo incattivito e alienato. Spunti di riflessione attenti e interessanti si possono cogliere, quindi, partendo da questo interrogativo:

“cosa succede se la soluzione a un problema diventa un Male ancor peggiore del problema stesso?? “

Il Romanzo procede con la giusta tensione narrativa, con un ritmo incalzante, con le atmosfere rese mutevoli dai due racconti paralleli, passando da cupe e claustrofobiche a libere e selvagge; con il Lettore che, pagina dopo pagina, viene sempre più assorbito dalla storia. Il desiderio di proseguire nella lettura viene “magistralmente” alimentato dall’Autrice grazie agli inattesi colpi di scena posti proprio alla fine di ogni capitolo, al fine di accrescere in maniera spasmodica la trepidazione. In più possiamo aggiungere che la brevità stilistica dei capitoli viene supportata dalla loro incredibile capacità di essere davvero molto intensi, rendendo la lettura agile e nello stesso tempo avvincente.

Nella parte finale del libro l’evoluzione caratteriale dei protagonisti si amplifica nei momenti più difficili, nelle parti più emozionali, nella quali, la maturità raggiunta si sviluppa nella sincerità delle loro azioni, nelle scelte complesse a cui sono chiamati, ma soprattutto si fonde in quell’incrocio (finalmente) di sguardi che ritrova due anime in ricerca di libertà, due cuori alla riconquista del loro Amore.

Nelle pagine finali un po’ di serenità verrà restituita quando note di dolcezza accarezzano la narrazione che vedrà crescere, insieme alla speranza, la paura e l’incertezza su quello che potrà accadere nel futuro. Il disorientamento per il domani sarà controbilanciato dalla ferma volontà di non essere più quello che gli altri decidono, dalla consapevolezza di essere finalmente liberi: scegliere, sbagliare, provare sentimenti e amare sono sensazioni nuove adesso che, sofferta, è arrivata la libertà. Con la libertà cresce in parallelo la voglia di combattere ancora battaglie future che, con un velo di ottimismo, i nostri protagonisti sono pronti ad affrontare Insieme.

L’Ordine è un romanzo molto coinvolgente, una storia che vede i suoi protagonisti in lotta per conquistare la libertà. Costretti a vivere in un mondo soffocante, l’unica cosa che permette loro di andare avanti è il loro legame, il loro sentimento che, solamente quando sarà messo in discussione, diventerà il motivo per ribellarsi, per difendere il loro amore e smascherare le falsità di un Mondo che nasconde verità e malvagità.

Tantissimi complementi di cuore alla bravissima Liliana Marchesi, non solo come scrittrice ma soprattutto come persona: l’impegno che mette in tutto quello che fa è paragonabile solo alla sua capacità e abilità di scrittrice, alla sua voglia di sorprendere sempre i suoi lettori più affezionati che, ogni volta, rimangono piacevolmente stupiti e sorpresi dalla creatività e originalità di un’Autrice davvero a 360 gradi.

( Recensione di Walter Bianco da AmbiliLetture Blog )

venerdì 16 luglio 2021

QUELLO CHE NON SAI di Susy Galluzzo

 

Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre? Cosa può fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di prima? Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche quanto le è difficile concentrarsi a scuola. Dopo un allenamento, Ilaria si distrae guardando il cellulare, ferma in mezzo alla strada, mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un soffio, se ne accorge. In quell’istante, inevitabilmente, tra loro si rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina, racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e ricominciare.


 

 Susy Galluzzo ha scritto un libro davvero molto profondo e intimo, raccontando con coraggio una storia dolorosa che si svincola dalle Paure e dai Pregiudizi (troppo condizionanti) su un Tema delicato come quello della Maternità; Una storia emozionante nella quale emerge con forza una Fragilità umana che, attraverso lo Stile penetrante e diretto dell'Autrice, risulta molto Reale e ben supportato da un Senso di Colpa che rappresenta il filo conduttore dell'intero Romanzo.

La Protagonista, Michela detta Ella, è una donna fragile che ha conosciuto bene l'Amore per la vita, una persona chiamata a rinunce e sacrifici, ma soprattutto una Madre che attraversa adesso la Disperazione di una Maternità per cui non si sente più all'altezza; Ella è ancora però quella figlia che è stata tanto amata e che, conservando gelosamente nel segreto quel rapporto speciale con la madre, tenta con tutte le sue forze di ricreare la stessa complicità con sua figlia Ilaria.

Stilisticamente parlando nel libro ho davvero molto apprezzato la scelta dell'Autrice di utilizzare nella Narrazione diversi Stili: si passa infatti con estrema facilità da un Dialogo diretto a pagine dove la conversazione si fà più animata e articolata per poi rifugiarsi in altre dove, attraverso un Genere Epistolare, si alimenta di più il tono confidenziale e segreto, necessario per allontanarsi dal Rancore cresciuto in un ruolo che ormai andava sempre più stretto.

Il Romanzo nasce nella testa dell'Autrice principalmente basato sull'esperienza relazionale di una figlia nei confronti di una madre, sul bisogno di ritrovare tranquillità attraverso ricordi passati nelle pagine di un diario nel quale riversare sentimenti contrastanti, analizzare errori e affrontare i dubbi di una condizione Presente.

La Protagonista è forte dell'Amore ricevuto come figlia ed è per questo che come madre, pressata e schiacciata dal peso emotivo, si sente colpevole generando un Senso di Colpa per l'ineguadezza di un ruolo che, non solo durava tutta la vita, ma dal quale non ci si poteva dimettere.

Ella deve arrivare a capire le vere Ragioni scavando nel suo intimo per trovare la Verità o  forse solo per trovare la Forza di accettarle. Nasce quindi un racconto senza filtri di una vita che era riuscita a metterla in trappola, una vita che richiedeva sacrifici e pochi errori: proprio l'ultimo sarà la goccia che farà traboccare il vaso creando una crepa che, giorno dopo giorno, si aprirà sempre di più sotto i colpi della Tensione.

"......Una macchina grigia, lei che osserva e non muove un muscolo..."

Basta un attimo per cancellare di colpo tutte le rinunce di una vita che adesso brutalmente allontanava Ella dalla figlia, tradita e privata del sostegno della madre, e dal marito che si trovava di fronte una donna diversa da quella amata, una estranea.

La Narrazione procede con una Prosa scorrevole ed emozionale, intensa e dolorosa attraverso la quale l'Autrice stimola l'attenzione sul ruolo delle madri, suscitando sincera comprensione anche su dinamiche "normali" che creano disagio: il Tabù delle terapie e i disturbi circondati dall'imbarazzo di una società che tende a sminuire, diventano strumenti per criticare una artificiale perfezione e condannare l'ipocrisia  che aleggia sul concetto di "famiglia modello", che non permette "diversità" respingendo i mutamenti.

Il lettore accompagna Ella in questo viaggio interiore nel quale, solo dopo aver risposto ai tanti interrogativi, riuscirà alla fine a trovare l'unica via d'uscita possibile: abbracciare il Fallimento di una Madre e di una Moglie come unica soluzione necessaria  per uscire dalla prigionia della sua condizione e ricominciare a vivere come Donna.

 

Quello di Susy Galluzzo è sicuramente un Romanzo d'esordio che non passa inosservato nel panorama editoriale perchè capace come pochi di far riflettere sui ruoli genitoriali che a volte vanno stretti perchè non tagliati nella giusta misura, costringendo a interpretare in maniera innaturale quello imposto da una società pronta a condannare negando Paure e Risentimenti, ma soprattutto Fallimenti.

Davvero tanti complimenti sinceri all'Autrice che ha saputo  conquistare con una Storia difficile, raccontata con tanta sincerità; un libro che suscita la riflessione più attenta su Temi diversi sui quali ancora oggi si fà purtroppo troppa fatica a parlare. 

Formule mortali di François Morlupi

 In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...