lunedì 30 agosto 2021
Il Bar di Marco Fedele
giovedì 19 agosto 2021
Nessuno resta solo di Alessandro De Roma
Guido e Tonio sono padre e figlio, ma la sola cosa che hanno in comune è il cognome. Per due come loro, abituati a rispettarsi soltanto nel rancore reciproco, l’unico modo per non farsi del male è rimanere lontani. Mentre Guido sceglie di trascorrere con sua moglie la quotidianità di ogni giorno, Tonio, dopo tanto girovagare per il mondo, conosce Nicola e se ne innamora. Nicola per Tonio diventa il centro di ogni cosa: l’amore capace di dar senso a un’esistenza passata a nascondersi, un amore che Guido, se solo sapesse, non accetterebbe mai. Padre e figlio vorrebbero invecchiare accanto alla persona che amano piú di ogni altra. Ma non hanno fatto i conti con l’imprevedibilità beffarda del destino.
Nei discorsi di Guido, Tonio viene a malapena nominato. È un figlio inquieto, vagabondo, omosessuale, che il padre fatica a contattare perfino quando deve dirgli che la madre è malata e il tempo rimasto è poco. Del resto anche Guido, per Tonio, non andrebbe messo al corrente di nulla: neppure del suo dolore piú grande. Le loro strade si sono sempre incrociate a distanza, attraverso gli occhi degli altri, i discorsi riportati, i racconti che risalgono all’infanzia di uno o alla giovinezza dell’altro. Eppure sono padre e figlio, e i tratti del viso lo testimoniano: una somiglianza che per Tonio, quando se ne rende conto, è «come spalancare una porta sul vuoto». Entrambi sopravvissuti a chi amavano di piú al mondo, Tonio e Guido sceglieranno ostinatamente di non cercarsi, resistendo. Almeno finché è possibile. Perché quando ormai non c’è piú nulla da chiedere – sembra suggerirci Alessandro De Roma con una voce schietta e profondamente intima – anche chi si è sempre detestato può deporre le armi.
Stilisticamente parlando la Narrazione si divide tra Passato e Presente, per volontà dell'Autore che desidera far riemergere episodi di vita vissuta che hanno costruito, mattone dopo mattone, quel muro immaginario che divide i due Protagonisti del Romanzo ; complici entrambi del Collasso familiare, frastornati da Parole non dette o fraintese, alla fine saranno costretti ad accettarsi scoprendosi poi non tanto dissimili tra loro, imparando a comunicare attraverso l'unico linguaggio comune: Il Dolore.
Un Padre anziano e un figlio Adulto : Guido e Tonio sono da anni distanti, ma solo adesso, chiamati dal Destino, si ritrovano legati nello stesso Dolore, di fronte ad una Perdita che, senza preavviso, aveva tolto loro l'unica motivazione per vivere. Nella "comune" sofferenza il Dolore però sarà vissuto in maniera molto differente dai due Protagonisti: per Guido il lutto diventa come liberatorio, trasformandolo in un essere cinico, scorbutico e antipatico, svincolandolo da tutte quelle convenzioni che il precedente Rapporto costringeva; per Tonio invece non c'è altro modo se non il Silenzio per affrontare quella solitudine creata da un distacco troppo traumatico, che lo costringeva poi a soffocare quel suo grido sofferente in una società che non comprendeva il suo tormento, che non accettava la sua diversità, obbligandolo quindi a lacerarsi dentro, giorno dopo giorno, fino ad esaurirsi. Tema Principale del Romanzo è principalmente quello del Rimpianto che, pagina dopo pagina, soprattutto per Guido diventa importante e fondamentale per riuscire a guardare,con occhi nuovi, tutto quello che era stato il Rapporto con il figlio, per Rivalutare le scelte e considerare gli errori commessi, liberandosi dell'orgoglio e dal Disagio alimentato da troppo tempo dalle cose dette, da quelle non capite e dai tanti silenzi. Con uno Stile delicato, elegante e curato, ma al tempo stesso deciso e ruvido, l'Autore racconta una Fragilità familiare circondata da Sofferenza e Solitudine, create principalmente dalla incomunicabilità di un rapporto dove, nonostante tutto, verrà lasciata aperta una finestra per far entrare una Luce debole e indecisa, quella della Speranza che, pur non abbandonando mai nella vita, nel Romanzo si riaccende solo quando nascerà il Bisogno di Comprensione reciproca.
Alessandro De Roma è davvero molto bravo e abile nel personificare, attraversi i suoi Protagonisti, quel coinvolgimento emotivo che guida nel Bene e nel Male un Padre e un Figlio che, pur soffrendo, si creano quella "giusta" distanza per evitare qualsiasi contatto, qualsiasi coinvolgimento, che possa costringerli al Confronto non solo con il Mondo ma con loro stessi.
Allontanati dalla vita pur legati dal sangue, i due Protagonisti rinunciano entrambi a capirsi ma poi, riuniti dal Dolore, saranno costretti ad riavvicinarsi, per essere pronti poi, solo dopo il confronto, a mettersi in discussione; lo scontro generazionale che ci propone l'Autore alla fine riesce a trovare il giusto equilibrio solo perché, da entrambe le parti, si realizzano le proprie carenze in un rapporto dove si cercava solamente di nascondere il fallimento personale, cercando poi quella giusta maniera non per accettarsi ma per condividere quel poco che continuava ad unire.
Complimenti sinceri all'Autore che con il suo Romanzo riesce a coinvolgere il Lettore su Temi importanti senza false ipocrisie o facili prese di posizioni, lasciando molto spazio al giudizio personale e alla riflessione intima ed emotiva, coinvolgendo con una Storia comune che trova la sua massima espressione di veridicità attraverso la Fragilità e Debolezza dei suoi Protagonisti.
Alessandro De Roma
Alessandro De Roma è nato in Sardegna nel 1970. Ha pubblicato Vita e morte di Ludovico Lauter, La fine dei giorni, Il primo passo nel bosco (Il Maestrale, 2007, 2008 e 2010), Quando tutto tace (Bompiani, 2011) e La mia maledizione (Einaudi 2014). Tre dei suoi romanzi sono stati tradotti in Francia per Gallimard. È fra gli autori dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga). Sempre presso Einaudi, ha pubblicato Nessuno resta solo (2021).
Generi Romanzi e Letterature
Editore Einaudi
Collana I coralli
Formato Brossura
Pubblicato 13/04/2021
Pagine 207
giovedì 5 agosto 2021
Nella Tana del Serpente di Michele Navarra
Una zona della capitale oscura e impenetrabile dove la violenza soffoca le buone intenzioni e la diversità è vista come minaccia.Tra gli alti palazzi di Corviale, alla periferia di Roma, per molte persone la vita è grigia come il cemento che ricopre gli edifici. Elia Desideri è un piccolo commerciante che cerca di tirare avanti come può, mentre suo figlio è irretito da una delle numerose bande del quartiere, chiamato volgarmente “Serpentone”. Uomo amareggiato e scontroso, Elia si scaglia spesso contro gli immigrati che vivono intorno a lui, primi fra tutti i Bayazid, rifugiati siriani suoi vicini di casa, considerati alla stregua di nemici. Dopo diversi litigi e minacce, quando il giovane Nadir Bayazid viene ritrovato morto, Elia diventa subito il principale sospettato. Eppure, l’uomo giura di essere innocente e chiede aiuto all’avvocato Gordiani.
Sempre in giro sulla sua Vespa bianca, Alessandro Gordiani avrà il compito di convincere carabinieri e Procura ad allargare lo spettro delle indagini su un caso all’apparenza molto semplice ma che semplice non è affatto. Come se non bastasse, Gordiani sta attraversando un momento di grande incertezza nella sua via privata, che lo porterà a mettere in discussione i valori in cui crede. Destreggiandosi fra bande criminali, procuratori inflessibili e amori mai sopiti, Gordiani si ritroverà alle prese con un caso molto più complicato del previsto, dove la verità si nasconde nelle abitudini di un quartiere difficile, colto qui in tutte le sue complessità e le sue contraddizioni.
venerdì 30 luglio 2021
Quando tornerò di Marco Balzano
Marco Balzano ha scritto un libro duro ma molto Reale che racconta una Storia intrisa di Speranza ; La Narrazione risulta semplice ma empaticamente "vissuta" con fatica dal Lettore attraverso gli occhi dei 3 Protagonisti chiamati a raccontare, dal loro punto di vista, una Vita piena di contrasti e contraddizioni, segnata da Silenzi e Sacrifici condivisi, ma non compresi a pieno; un'esistenza portata avanti con parecchie difficoltà, subita non come Dramma, ma nella consapevolezza di un Destino già segnato e accettato come inevitabile.
Daniela, Manuel e Angelica sono voci narranti di una vicenda che costringe a scelte difficili, da cui non ci si può sottrarre, cercando ognuno di soffocare Rabbia e Risentimento per andare avanti e cercare di assecondare le proprie necessità.
Tutto inizia quando Daniela, per dare una possibilità ai figli, decide di partire per l'Italia con la Speranza e convinzione di poter tornare un giorno, per restare e vivere la sua vita con la sua Famiglia; Di notte, come una ladra, lascia tutto e tutti senza dare una spegazione, forse perchè inutile farlo o perchè, solo in questo modo, avrebbe potuto poi riprendere la sua vita nel punto esatto da dove l'aveva interrotta cosi' bruscamente; così le parole del titolo del libro ("Quando tornerò") cominciano frequentemente a risuonare nella testa di Daniela, diventando quasi un "nenia" da ripetersi all'infinito per darsi forza e per placare il Dolore causato un Distacco doloroso che aveva provocato da subito un Senso di Colpa.
"Orfani Bianchi" della storia diventano Manuel e Angelica, alle prese con una vita che li aveva messi di fronte a responsabilità forse troppo grandi, sensa dubbio però privati della tranquillità familiare e di un appoggio sicuro ormai troppo assente.......Manuel, in particolare, sarà quello più provato da tale situazione ; in piena crisi adolescenziale, con i suoi capelli lunghi e brufoli, sceglierà l'isolamento come unica via d'uscita per metabolizzare quel Dolore che, soffocato dal suo Orgoglio, si mescolerà al Risentimento per un allontanamento subito, ma non razionalmente accettato.
Gran parte della Narrazione è incentrata su Daniela, fuggita per regalare un Futuro ai suoi figli, che adesso viveva la sua vita in Italia come badante ; La confunsione e il "trascinamento" morale che subisce Daniela incide molto nella parte Narrativa, che però all'improvviso viene sconvolta aspramente per mutare, quel suo carattere "informale", in un racconto più emozionale e risentito quando la vita di Manuel entrerà nel "Buio", costringendo (entrambi) al confronto; un figlio che, pur immobile nel letto d'ospedale, aveva la capacità di suscitare tanti Ricordi felici in Daniela, concentrata adesso solamente a placare il suo "Disagio" , raccontando tutti i sacrifici fatti e ricordando solo le cose belle, per poter affrontare a testa alta il Giudizio di quel figlio che, una volta riaperto gli occhi, avrebbe potuto solamente chiedere scusa ad una madre che si era "immolata" per offrire un Futuro diverso.
Il Romanzo ha la capacità di coinvolgere il Lettore senza creare "distacchi" nelle varie e diverse fasi Narrative, mantenendo quel carattere di "Romanzo Familiare" che, grazie ad uno Stile Incisivo ed Emotivo, non solo si lascia "leggere" ma anche "ascoltare" nell'emozione di quelle parole scritte che si ergono, in alcuni parti, come vere grida di Dolore e Sofferenza che avevano segnato per sempre, nonostante gli sforzi comuni, la vita dei Protagonisti, raccogliendo i pezzi di una vita "calpestata" da un Destino inevitabile, cercando di ricostruire quel Tempo passato troppo velocemente, per estrapolare solo quella parte Felice necessaria per stimolare la consapevolezza che, seppur distanti, La Famiglia poteva essere vicina e pronta ad aiutare nel momento del Bisogno.
Un bellissimo Romanzo quello di Marco Balzano che, come il suo precedente, riesce ad aprire le menti sulla Riflessione più attenta e sentita, sulle Contraddizioni di una Società che costringe a vivere in maniera crudele le Scelte inevitabili e necessarie che provocano fratture profonde che lasciano poi ferite insanabili; Tanti Complimenti all'Autore anche perchè riesce, ancora una volta, ad attingere per le sue storie in una Realtà fatta di Sofferenza e Dolore che, grazie al suo Stile "drammaticamente" sincero, vengono mgnificamente tradotti attraverso parole e gesti dei Protagonisti per i quali, non sempre, riesce facile la Comprensione e l'Empatia, lasciando svincolato il Lettore nel Giudizio, alimentando ancor di più quel "contrasto" tra i Personaggi che rende il Romanzo Significativo, Profondo e soprattutto mai Banale.
Marco Balzano
Marco Balzano (1978) è nato a Milano nel 1978. Con Sellerio ha pubblicato i romanzi: Il figlio del figlio (Premio Corrado Alvaro Opera prima), Pronti a tutte le partenze (Premio Flaiano) e L'ultimo arrivato (Premio Campiello). Per Einaudi ha pubblicato Resto qui (2018 e 2020) che ha vinto, tra gli altri, il Premio letterario Elba, il Premio Bagutta, il Premio Mario Rigoni Stern ed è stato finalista al Premio Strega; in Francia ha conseguito il Prix Méditerranée, mentre in Germania ha scalato rapidamente la classifica dei libri piú venduti. Per Einaudi ha inoltre pubblicato Le parole sono importanti (2019) e Quando tornerò (2021). I suoi libri sono tradotti in molti Paesi.
Generi Romanzi
Editore Einaudi
Collana Supercoralli
Formato Rilegato
Pubblicato 09/03/2021
Pagine 208
Lingua Italiano
Isbn o codice id 9788806247270
venerdì 23 luglio 2021
L' Ordine di Liliana Marchesi
Liliana Marchesi riesce come al solito, libro dopo libro, non solo a confermare tutta la sua bravura, ma anche ad evolvere Stilisticamente ogni volta aggiungendo alle sue storie elementi sempre nuovi ed originali. In questo suo ultimo libro, con una trama che affonda le radici nella distopia, nel corso della lettura ci troveremo piacevolmente travolti da una narrazione che muta, attraverso le sue sotto-trame, prepotentemente verso elementi romance che diversificano emotivamente ben amalgamandosi con una storia ricca di suspense, azione, adrenalina e cambi di scena repentini.
L’Ordine è un libro davvero avvincente, che viaggia ricamando temi ben precisi, come amore e libertà, che costituiscono il fulcro di una Storia molto appassionante e incisiva che l’Autrice racconta attraverso due voci. Un “racconto parallelo” vissuto da due anime divise che lottano e combattono lontane ma unite nella comune determinazione.
I Protagonisti, Syria e Gregory si trovano all’interno di un “nuovo mondo“, in una comunità regolata da un “organismo” chiamato appunto l’Ordine in cui, con lavoro e disciplina, bambini e bambine vengono cresciuti insieme fino ad una certa età, per poi essere divisi e poi riuniti in famiglie “artificialmente” combinate al fine di procreare. Tra i due protagonisti nasce da subito un’amicizia che, col passare degli anni, cresce prima nell’innocenza, per poi sfociare in un sentimento forte e puro che cinge i loro cuori, vincolandoli nella paura e clandestinità dei loro incontri, costringendoli a reprimere il loro amore, nascondendolo ad un mondo che non permette spazio per i sentimenti.
In questa prima parte cominciamo a conoscere Gregory e Syria in maniera del tutto estranea dal loro contesto: in maniera delicata l’Autrice ci fa solo intravedere le sfaccettature del loro carattere, del loro essere, in un’ottica ancora non avvelenata da rabbia e dolore, scaturite dalla disperazione di un distacco inevitabile che costringe i due ad aprire gli occhi su diversi interrogativi fino ad allora forse ignorati, messi al bivio da una frustrazione che, solo adesso, fornisce un motivo per ribellarsi a un sistema che toglie respiro alle loro anime.
La differenza di carattere tra Gregory e Syria comincia a emergere nelle fasi in cui i due si troveranno a fronteggiare il mondo sconosciuto là fuori, che offrirà ad entrambi la possibilità di scegliere se accettare la verità o fuggire da essa: Greg sembra essere più titubante, impara a fidarsi più del suo istinto che degli altri, quando, durante la sua fuga, si troverà a contatto con crudeltà e cattiveria mai conosciute prima. Syria, invece, sarà più determinata e decisa nel voltare le spalle, per sempre, a quel mondo dal quale era fuggita, accettando fiduciosa l’aiuto offerto, per superare il momento presente, adesso che è libera, solo adesso che la sua mente comincia a liberarsi dalle ipocrisie con cui era cresciuta.
Anche lo stile della Marchesi, analizzato nelle diverse fasi narrative, risulta influenzato dai protagonisti: Syria, prima più sicura, nella parte centrale si sente turbata e confusa e il suo incedere è indeciso perché si sentirà amareggiata per aver confidato in qualcosa di impossibile; nella stessa fase, invece, Gregory appare diversamente più deciso, mostrandosi fin troppo sicuro di se, delle sue capacità, cominciando a far emergere tutta la rabbia accumulata che verrà canalizzata ed espressa attraverso un dialogo che, all’improvviso, diventa più indurito.
Nel libro appaiono molto curati in ogni aspetto sia i personaggi che le descrizioni. I personaggi hanno tutti un ruolo preciso all’interno del romanzo, interpretando metaforicamente i ruoli del Bene e del Male. Le accurate e fascinose descrizioni nel libro permettono di addentrarci completamente in un mondo avvolto da Contrasti, dolori e ribellione, una società “follemente” contraddittoria dove passato e futuro sembrano inevitabilmente legati tra loro, dove c’è chi cerca la libertà per sfuggire al controllo e chi, invece, si crede libero seppur controllato da quella tecnologia tanto temuta, ma desiderata.
Con il ritrovamento di un diario, nel quale erano stati riversati sentimenti carichi di un dolore passato, uno strazio causato da una perdita, l’Autrice comincia, a grandi linee, a far chiarezza sul passato narrativo, rivelando poco alla volta dettagli e informazioni utili per comprendere la situazione attuale: il quadro che appare è quello di un Mondo che, rinato per essere migliore, drasticamente condanna la società alla sopravvivenza possibile solo con rigore e rinunce, senza nessun spazio né per debolezze, né per sentimenti, provocando, di fatto, il suo lento e inevitabile imbarbarimento.
L’Autrice nel libro porta al limite il concetto di una società futura che all’inizio non sembra poi tanto dissimile dalla nostra, almeno dal punto di vista etico e morale, richiamandoci a un’attenta attenta sul pericolo nascosto dietro le tecnologie che, se usate nel modo sbagliato, possono provocare effetti drastici ben peggiori di un disastro naturale. Una società che diventa schiava delle sue stesse libertà, che per sopravvivere ha bisogno di essere controllata da una forza superiore che, mascherata da salvatrice, ne provoca l’annullamento dei propri valori.
La critica velata dell’Autrice si concentra soprattutto nei confronti dei social network, sulla loro dipendenza, ma soprattutto sulle potenzialità negative se utilizzate nel modo sbagliato, rendendo il Mondo incattivito e alienato. Spunti di riflessione attenti e interessanti si possono cogliere, quindi, partendo da questo interrogativo:
“cosa succede se la soluzione a un problema diventa un Male ancor peggiore del problema stesso?? “
Il Romanzo procede con la giusta tensione narrativa, con un ritmo incalzante, con le atmosfere rese mutevoli dai due racconti paralleli, passando da cupe e claustrofobiche a libere e selvagge; con il Lettore che, pagina dopo pagina, viene sempre più assorbito dalla storia. Il desiderio di proseguire nella lettura viene “magistralmente” alimentato dall’Autrice grazie agli inattesi colpi di scena posti proprio alla fine di ogni capitolo, al fine di accrescere in maniera spasmodica la trepidazione. In più possiamo aggiungere che la brevità stilistica dei capitoli viene supportata dalla loro incredibile capacità di essere davvero molto intensi, rendendo la lettura agile e nello stesso tempo avvincente.
Nella parte finale del libro l’evoluzione caratteriale dei protagonisti si amplifica nei momenti più difficili, nelle parti più emozionali, nella quali, la maturità raggiunta si sviluppa nella sincerità delle loro azioni, nelle scelte complesse a cui sono chiamati, ma soprattutto si fonde in quell’incrocio (finalmente) di sguardi che ritrova due anime in ricerca di libertà, due cuori alla riconquista del loro Amore.
Nelle pagine finali un po’ di serenità verrà restituita quando note di dolcezza accarezzano la narrazione che vedrà crescere, insieme alla speranza, la paura e l’incertezza su quello che potrà accadere nel futuro. Il disorientamento per il domani sarà controbilanciato dalla ferma volontà di non essere più quello che gli altri decidono, dalla consapevolezza di essere finalmente liberi: scegliere, sbagliare, provare sentimenti e amare sono sensazioni nuove adesso che, sofferta, è arrivata la libertà. Con la libertà cresce in parallelo la voglia di combattere ancora battaglie future che, con un velo di ottimismo, i nostri protagonisti sono pronti ad affrontare Insieme.
L’Ordine è un romanzo molto coinvolgente, una storia che vede i suoi protagonisti in lotta per conquistare la libertà. Costretti a vivere in un mondo soffocante, l’unica cosa che permette loro di andare avanti è il loro legame, il loro sentimento che, solamente quando sarà messo in discussione, diventerà il motivo per ribellarsi, per difendere il loro amore e smascherare le falsità di un Mondo che nasconde verità e malvagità.
Tantissimi complementi di cuore alla bravissima Liliana Marchesi, non solo come scrittrice ma soprattutto come persona: l’impegno che mette in tutto quello che fa è paragonabile solo alla sua capacità e abilità di scrittrice, alla sua voglia di sorprendere sempre i suoi lettori più affezionati che, ogni volta, rimangono piacevolmente stupiti e sorpresi dalla creatività e originalità di un’Autrice davvero a 360 gradi.
venerdì 16 luglio 2021
QUELLO CHE NON SAI di Susy Galluzzo
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Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre? Cosa può
fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di
prima? Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la
figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo
lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce
tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche
quanto le è difficile concentrarsi a scuola. Dopo un allenamento,
Ilaria si distrae guardando il cellulare, ferma in mezzo alla strada,
mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per
avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un
soffio, se ne accorge. In quell’istante, inevitabilmente, tra loro si
rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto
alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina,
racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo
irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri
ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e
sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e
ricominciare.
Susy Galluzzo ha scritto un libro davvero molto profondo e intimo, raccontando con coraggio una storia dolorosa che si svincola dalle Paure e dai Pregiudizi (troppo condizionanti) su un Tema delicato come quello della Maternità; Una storia emozionante nella quale emerge con forza una Fragilità umana che, attraverso lo Stile penetrante e diretto dell'Autrice, risulta molto Reale e ben supportato da un Senso di Colpa che rappresenta il filo conduttore dell'intero Romanzo.
La Protagonista, Michela detta Ella, è una donna fragile che ha conosciuto bene l'Amore per la vita, una persona chiamata a rinunce e sacrifici, ma soprattutto una Madre che attraversa adesso la Disperazione di una Maternità per cui non si sente più all'altezza; Ella è ancora però quella figlia che è stata tanto amata e che, conservando gelosamente nel segreto quel rapporto speciale con la madre, tenta con tutte le sue forze di ricreare la stessa complicità con sua figlia Ilaria.
Stilisticamente parlando nel libro ho davvero molto apprezzato la scelta dell'Autrice di utilizzare nella Narrazione diversi Stili: si passa infatti con estrema facilità da un Dialogo diretto a pagine dove la conversazione si fà più animata e articolata per poi rifugiarsi in altre dove, attraverso un Genere Epistolare, si alimenta di più il tono confidenziale e segreto, necessario per allontanarsi dal Rancore cresciuto in un ruolo che ormai andava sempre più stretto.
Il Romanzo nasce nella testa dell'Autrice principalmente basato sull'esperienza relazionale di una figlia nei confronti di una madre, sul bisogno di ritrovare tranquillità attraverso ricordi passati nelle pagine di un diario nel quale riversare sentimenti contrastanti, analizzare errori e affrontare i dubbi di una condizione Presente.
La Protagonista è forte dell'Amore ricevuto come figlia ed è per questo che come madre, pressata e schiacciata dal peso emotivo, si sente colpevole generando un Senso di Colpa per l'ineguadezza di un ruolo che, non solo durava tutta la vita, ma dal quale non ci si poteva dimettere.
Ella deve arrivare a capire le vere Ragioni scavando nel suo intimo per trovare la Verità o forse solo per trovare la Forza di accettarle. Nasce quindi un racconto senza filtri di una vita che era riuscita a metterla in trappola, una vita che richiedeva sacrifici e pochi errori: proprio l'ultimo sarà la goccia che farà traboccare il vaso creando una crepa che, giorno dopo giorno, si aprirà sempre di più sotto i colpi della Tensione.
"......Una macchina grigia, lei che osserva e non muove un muscolo..."
Basta un attimo per cancellare di colpo tutte le rinunce di una vita che adesso brutalmente allontanava Ella dalla figlia, tradita e privata del sostegno della madre, e dal marito che si trovava di fronte una donna diversa da quella amata, una estranea.
La Narrazione procede con una Prosa scorrevole ed emozionale, intensa e dolorosa attraverso la quale l'Autrice stimola l'attenzione sul ruolo delle madri, suscitando sincera comprensione anche su dinamiche "normali" che creano disagio: il Tabù delle terapie e i disturbi circondati dall'imbarazzo di una società che tende a sminuire, diventano strumenti per criticare una artificiale perfezione e condannare l'ipocrisia che aleggia sul concetto di "famiglia modello", che non permette "diversità" respingendo i mutamenti.
Il lettore accompagna Ella in questo viaggio interiore nel quale, solo dopo aver risposto ai tanti interrogativi, riuscirà alla fine a trovare l'unica via d'uscita possibile: abbracciare il Fallimento di una Madre e di una Moglie come unica soluzione necessaria per uscire dalla prigionia della sua condizione e ricominciare a vivere come Donna.
Quello di Susy Galluzzo è sicuramente un Romanzo d'esordio che non passa inosservato nel panorama editoriale perchè capace come pochi di far riflettere sui ruoli genitoriali che a volte vanno stretti perchè non tagliati nella giusta misura, costringendo a interpretare in maniera innaturale quello imposto da una società pronta a condannare negando Paure e Risentimenti, ma soprattutto Fallimenti.
Davvero tanti complimenti sinceri all'Autrice che ha saputo conquistare con una Storia difficile, raccontata con tanta sincerità; un libro che suscita la riflessione più attenta su Temi diversi sui quali ancora oggi si fà purtroppo troppa fatica a parlare.
Formule mortali di François Morlupi
In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell’elegante quartiere di Monteverde. Un odore tremendo atti...






