martedì 29 marzo 2022

Le nostre imperfezioni di Luca Trapanese

 

Dicono che non serve una ragione precisa per compiere il Cammino di Santiago, e che per viverlo al meglio bisogna sapersi sorprendere ad ogni passo. In effetti Livio non sa esattamente perché ha deciso di partire zaino in spalla, trascinando con sé due amiche fino alla tomba di San Giacomo. Per consolidare la propria fede e prendere finalmente i voti? O per il motivo opposto, temporeggiare quanto basta per capire se è davvero quella la sua strada? Di certo, ad animare le sue scelte è sempre stato l’amore per gli altri, una vocazione che lo ha portato molte volte lontano da casa – un bell’appartamento a Posillipo, coccolato da mamma e papà – e l’ha condotto in giro per il mondo, al fianco degli umili, dei bisognosi, degli ultimi. La risposta ai suoi dubbi lo attende nell’antico borgo di Portomarín e ha il volto sorridente di Pietro, un architetto dai tratti orientali e in sedia a rotelle, che si offre di accompagnarlo nella chiesa di San Nicola e di mostrargliene la prodigiosa bellezza. Una chiacchiera dopo l’altra, i due diventano presto inseparabili e decidono di proseguire insieme fino a Compostela, fino a scoprire un’altra preziosa verità: il Cammino più importante non si fa a piedi, ma con il cuore. E così l’arrivo al santuario si trasformerà nell’inizio di un nuovo percorso, più lungo e più difficile per entrambi. In un romanzo struggente e ricco di interrogativi che scavano l’anima dei personaggi, Trapanese ci ricorda che la vita non è una favola e ti colpisce sempre alle spalle, ma che lo stesso fa anche la felicità, arriva sempre da dove meno te l’aspetti.



Luca Trapanese ha scritto un romanzo davvero intenso, ricco di un sentimento forte e struggente con il quale invita il lettore a riflettere sul significato dell'Amore, quello con la A maiuscola, sfumando il suo pensiero sulla validità di un sentimento espresso in maniera determinata e sincera.

Nel romanzo c'è anche molta speranza che avvolge e fonde una narrazione fatta di semplici gesti quotidiani che, nel bisogno di reciprocità, diventano piccoli miracoli con i quali raggiungere una felicità improvvisa e poco scontata.

Da una parte abbiamo Livio che, giunto ad un bivio della sua esistenza, vuole dar sfogo a quel carattere ribelle, a quel suo spirito libero intraprendendo un viaggio metaforico attraverso il suo io, quello che fino ad allora si era sempre celato nella sua fragilità, nella sua incapacità di essere capito.

Dall'altra abbiamo Pietro, uomo affabile e gentile, che nella semplicità del suo intimo riuscirà a mettere in crisi tutte le certezze di Livio, condizionando la libertà di decidere dove camminare e dove arrivare in quello che inizialmente doveva solo essere un cammino fatto a piedi e non con il cuore.

Tra le pagine del romanzo emerge tutta la difficoltà di un sentimento come l'amore che costringe, facendoci dominare dall'istinto, a prendere decisioni sincere ma difficili, rendendoci instabili e sofferenti anche di fronte ad un rifiuto, a colmare quel vuoto con una felicità inaspettata, ad assecondare anche una quotidianità che logora e asseconda una vita fatta di rinunce.

Le difficoltà per Livio e Pietro lungo il cammino saranno davvero tante e quando l'ordinarietà di un rapporto, dove la malattia e la necessità di non mostrarsi deboli avevano incrinato la ragione di un cuore, susciteranno nuovi bisogni di esprimere amore, creando divergenze e distanze per crescere affrontando cambiamenti, porteranno a rincorrere sogni non condivisi che purtroppo alla fine s'imbatteranno contro muri invalicabili.

A questo punto, dopo aver desiderato tanto la vita, arriva come implacabile la solitudine che annienta tutto, i gesti, gli sguardi affogati nel rimpianto e nell'incapacità di sanare un dolore troppo grande; la malinconia che assale con un senso di colpa  che l'autore però è bravo nel valorizzare e ricompensare attraverso la soddisfazione di un'esperienza vissuta fino alla fine al massimo delle possibilità.

L'autore è bravo nell'utilizzare quelle "imperfezioni" che gratifica nell'unicità di ognuno di noi, emergendo come elementi aggiunti che non differenziano ma valorizzano nello specifico; contrapponendosi in modo forte ai modelli imposti da una società contemporanea, attraverso l'imperfezione, smaschera una perfezione artificiale che risulta poco spontanea perché non nasce dal cuore, raccontando una storia che, con naturalezza, abbatte i muri del pregiudizio restituendo speranza a quella voglia di essere felici anche scegliendo la via meno percorsa.

Un grazie sincero a Luca Trapanese per aver scritto un libro davvero coinvolgente ed emozionante, scritto con naturalezza, con il quale riesce ad esaltare positivamente tutte le fragilità e le imperfezioni umane, annullando tutte le distanze insegnando più ad unire che a dividere, purtroppo anche in un mondo dove si fa fatica ad accettare chi è diverso.


 


martedì 22 marzo 2022

Malena senza sonno di Daisy Franchetto

 Malena ha vissuto perdite e tradimenti, e non dorme più. Malena è scomparsa e, nello stabile in cui vive, gli inquilini sono stati tutti assassinati brutalmente. Tutti tranne uno:Custode.

 Un uomo misterioso si presenta alla porta della casa, teatro della mattanza, sta cercando Malena. Dice di chiamarsi Errante e ha spalle imponenti, punte di metallo sul giubbotto di pelle, la testa rasata e occhi scuri come un brutto sogno. Inseguiti da creature assassine chiamate Crisalidi e guidati dalle bizzarre indicazioni della signora Orakuru, Errante e Custode esploreranno i ricordi di Malena, gli incubi e le allucinazioni, attraverso un viaggio che li condurrà a toccare la perdita, la memoria, la morte e la speranza.



Daisy Franchetto, attraverso una trama davvero molto complessa e coinvolgente, racconta in modo drammatico un dolore, una perdita capace di trasformare profondamente la sua protagonista che, per affrontare tanta sofferenza, allontanata dal mondo esterno, si era chiusa in se stessa creando come scudo qualcosa che, se da una parte la proteggeva isolandola, dall'altra la rendeva prigioniera di una condizione instabile da cui successivamente cercherà con disperazione di uscire fuori per tornare a vivere.

Nel libro Malena accompagnerà il lettore in questo suo viaggio simbiotico, un cammino complesso disseminato da tante difficoltà, segnato fatalmente da una realtà oltremodo falsificata dal suo stato fisico che non le permetteva più un sonno tranquillo, negando la capacità di sognare, facendola naufragare verso uno stato mentale che la rendeva schiava di una veglia logorante e continua, che però col tempo si renderà sempre più necessaria per tentare di ricostruire la maniera adatta per svegliarsi davvero.

Quello di Daisy Franchetto è un libro che parla di solitudine e tradimenti, una storia che descrive l'assenza, la morte, concentrandosi in particolare su quella fatal perdita che, dopo aver frantumato in mille pezzi tutto ciò che la legava al suo vivere, allontana Malena da tutto e tutti, nello specifico da quel mondo in cui niente ha più importanza per lei, rendendo ostile lo stesso vivere che, poco alla volta, stava annientando la protagonista condannandola ad una pena eterna, che riempiva il  cuore di enorme tristezza, diventando lei stessa un'allegoria di un dolore che l'autrice concretizza attraverso pagine struggenti, ricche di empatia per i suoi protagonisti che troviamo impegnati con disperazione a cercare tra le fessure di una ferita lacerante un poco di luce, capace di penetrare e risanare una rottura troppo profonda.

L'autrice, con i gesti e con le parole dei suoi personaggi, riesce sempre bene a mantenere un equilibrio perfetto tra le loro diversità, rendendoli indipendenti nelle loro azioni, facendoli partecipi di un destino comune che però permetterà loro di esprimersi, nel bene e nel male, in maniera reciproca solo perché vincolati dalla necessità di essere aiutati, compresi e capiti in un mondo dove, più che trovare risposte era più importante farsi domande, accettando da subito la certezza che nessuno poteva salvarsi da solo, per sottrarsi a un destino che tuttavia però  ancora non era stato scritto in modo indelebile. 

Malena per tornare alla normalità decide di allontanarsi, lasciando Il "seme del risveglio" in tutti coloro che avevano condiviso la sua esperienza, che avevano loro stessi assorbito quel suo malessere, un vuoto irreparabile che poteva essere colmato forse solo quando la volontà di svegliarsi da quel sonno eterno, insieme al desiderio di tornare ad amare, avrebbe consentito a Malena di  riaprire gli occhi.

I tanti personaggi incontrati nel libro, fortemente caratterizzati dall'autrice, rappresentano ognuno un passaggio fondamentale attraverso il quale chi legge riesce a rendere reale l'assenza della protagonista che, solo dopo aver ritrovato quella parte di se perduta, sarà finalmente pronta a tornare. 

L'autrice, attraverso una stile impreziosito da descrizioni oniriche e da metafore, spinge con forza la narrazione verso una condizione surreale che destabilizza il lettore che si ritrova piacevolmente in bilico tra sogno e realtà, coinvolto da un continuo alternarsi tra un presente e passato narrativo che condiziona i sensi, rendendo concreto l'immaginario.

In un finale dove diverse verità riemergono con prepotenza per essere accettate e accolte da un destino ormai non più modificabile, emergerà gradualmente quel senso di gratitudine per aver finalmente ritrovato la presenza attraverso l'assenza, armata di disperazione e devastazione dopo aver combattuto per non lasciarsi andare del tutto, per cercare qualcosa o qualcuno a cui consegnare quello che da soli non si poteva trovare.

Davvero tanti complimenti sinceri a Daisy Franchetto capace con il suo libro di trasportarmi piacevolmente in una dimensione parallela, attraverso una storia dolorosa, struggente, ma ricca di insegnamenti da cogliere tra le righe attraverso passaggi metaforici, attraverso i suoi personaggi e principalmente grazie ad uno stile vibrante e incisivo che ben si adatta alla sua incredibile capacità descrittiva che con facilità riesce a trasportare chi legge in un mondo onirico dove veramente con fatica si distingue reale dal surreale.

 

mercoledì 16 marzo 2022

Obliquo inferno di Fabio Monteduro

 Giorgio Belvisi è un bell'uomo di sessant'anni, ricco e stimato neurochirurgo, con una certa facilità a trovare giovani amanti. Tutto, nella sua vita, sembra andare per il verso giusto, finché un segreto emerge dal suo passato, qualcosa di talmente inconcepibile che lui stesso sembra averlo cancellato dalla memoria. L'accusa di aver ucciso la sua giovane amante è solo il minore dei problemi, vista l'incredibile sequela di accuse che improvvisamente gli piovono addosso. Ma che cosa lega Giorgio a un prete della provincia siciliana dilaniato da dubbi di fede e in perenne conflitto con i mostri generati dall'alcol di cui è divenuto schiavo? E perché proprio il commissario di Polizia che lo dovrebbe incriminare, è invece l'unico che non lo ritiene colpevole? In un crescendo di tensione, ci si avvicina al confronto finale, dove il male assoluto tenterà di porre il suo sigillo infernale.




Fabio Monteduro con il suo ultimo libro ci racconta una storia che angoscia e spaventa attraverso una narrazione davvero avvincente, ricca di suspance e tensione, con continui flashback tra passato e presente per ricostruire le mosse di una terrificante vendetta che arriva dall'oltretomba. 

Il romanzo, oltre che nella trama, ha il suo punto di forza nei protagonisti che risultano intensamente veri e introspettivi, grazie soprattutto alla capacità stilistica dell'autore che riesce, con estrema facilità, a farli entrare in empatia con chi legge, compartecipando ai tanti dubbi e incertezze scaturiti da una vicenda tormentata che segnerà tutti in modo indelebile. 

Tra questi ritroviamo come protagonista principale Giorgio Belvisi, uomo di scienza, neurochirurgo di fama internazionale, una persona a cui la vita aveva regalato tutto: sicuro di se, pragmatico, dotato di magnetismo, che utilizzava anche nel campo sentimentale, trascorreva una vita fantastica, invidiabile, ricca di soddisfazioni, trascorsa in tranquillità fino a quando però il destino deciderà di mettersi a giocare con lui, portando all'interno della sua esistenza scompiglio e dramma, sconvolgendo quella che fino ad adesso era stata un'esistenza senza troppe preoccupazioni.


La morte di un amico prima, una misteriosa scomparsa poi, insieme ad una orribile fotografia che celava una realtà o un passato dimenticato, getteranno il protagonista nell'angoscia più totale, portandolo verso una condizione che lo destabilizzerà mettendolo all'angolo, costretto a difendersi con tutta la sua disperazione da tutto e tutti.
Questo suo malessere interiore cominciava a logorarlo anche nel fisico, perdendo di colpo tutta quella bellezza descritta all'inizio che, pagina dopo pagina, mostrerà i segni dell'età, indebolito sotto i colpi di una sfiancante sensazione di essere continuamente sotto tiro, di trovarsi immischiato e accusato ingiustamente, dovendo dimostrare la sua innocenza, prima che gli altri, soprattutto a se stesso.

Quando poi il focus nel libro si sposterà nel passato narrativo, parallelamente ripercorrendo le vicende di una piccola cittadina nel sud della Sicilia dove, in un camposanto, il risveglio delle forze oscure aveva prodotto strani delitti allarmando una comunità intera e mettendo alla prova un sacerdote che, pronto a vacillare sotto i colpi del male, si ritroverà a mettere in discussione la sua stessa missione, l'autore comincerà a seminare indizi fornendo indicazioni importanti per poter sviluppare l'intreccio anche nel presente narrativo, dove poi i vari legami col passato troveranno i loro giusti incastri per arrivare, con molta fatica, a raggiungere una verità tanto drammatica quanto crudele.

Mentre la testa di Giorgio comincerà a viaggiare all'infinito tra i ricordi, in una morbosa ricerca di verità terrificanti che la sua mente aveva inconsciamente nascosto, l'oblio di un ricordo in particolare contrasterà fortemente con una realtà presente a cui era sempre più difficile non credere, gettando irrimediabilmente il protagonista nella disperazione più totale, spalle al muro, dovendo subire inerme i danni di una vendetta covata tra morte e tormento.

Dopo pagine ricche di adrenalina e tensione, con molto coinvolgimento, il lettore arriverà all'epilogo di una storia dove la realtà si confonde alla pazzia, lasciando poca scelta al protagonista che, ormai certo di non poter più riavere indietro la vita di prima, desidera liberarsi da quel peso che portava dentro, raccontando la sua di verità, accettando definitivamente tutto quello che aveva vissuto sulla sua pelle, sacrificando tutto se stesso, rischiando di aggravare ulteriormente la sua posizione, seminando dubbi, in particolare in quelle persone con lo avevano indicato come colpevole. 

Personalmente ho trovato il libro davvero molto avvincente, soprattutto grazie ad una "giusta" tensione narrativa costruita su una trama notevolmente originale, sviluppata bene tra passato e presente che, intrecciando le loro tematiche, si ritroveranno attraverso svolgimenti inattesi a legarsi tra loro per far emergere brandelli di luce in una storia sprofondata nel buio più scuro e pauroso.
  
I personaggi poi sono veramente tutti ben interiorizzati dall'autore, capace però di lasciare in alcuni quel velo d'incertezza che alla fine renderà difficile la loro collocazione all'interno di una storia fortemente segnata dal male e stravolta da chi, in cerca di rivincita, voleva appagare la sua sete di vendetta.
 

Complimenti sinceri a Fabio Monteduro perchè con il suo libro è riuscito a coinvolgermi attraverso una vicenda ricca di mistero e colpi di scena, con una narrazione avvolta da angoscia e terrore che destabilizza e condiziona, non solo i protagonisti, ma anche chi legge.

 



Fabio Monteduro nasce a Roma nel 1963. Il suo modo di scrivere è definito cinematografico perché riesce a rendere al massimo “visivamente” le storie che racconta. Questa caratteristica ne ha fatto accostare il suo nome a grandi scrittori contemporanei, uno tra tutti Stephen King del quale non nasconde la passione e da cui ha tratto iniziale ispirazione.

I suoi romanzi e i suoi racconti brevi, spesso ambientati in Italia, sono sempre più frequentemente improntati al “thriller” più che al vero e proprio “horror“. Va detto però che la differenza tra questi generi letterari, nel suo caso, è sempre molto sottile.




TITOLO : OBLIQUO INFERNO

AUTORE: FABIO MONTEDURO

EDITORE : DARK ZONE

GENERE : THRILLER/HORROR

USCITA: NOVEMBRE 2021

FORMATO: BROSSURA

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venerdì 18 febbraio 2022

L'enigma di Majorana di Stefano Mancini

 


Ludwigsdorf, Germania. Ethan e Kirsten sono ormai una coppia affiatata, concentrati ognuno sulla propria carriera: lui ha affiancato all’attività di reporter per il Guardian quella di scrittore, lei è stata coinvolta dal suo professore, Karl Vogel, in un nuovo progetto che ha raccolto fondi e risorse internazionali.La quiete della coppia, però, ha vita breve. Alla loro porta si presenta uno scienziato americano, Thomas Anderson, stralunato e sconvolto, che rivela di essere in fuga e di avere urgente bisogno dell’aiuto di Kirsten. Prima che possa dire altro, però, tre individui compaiono all’interno della casa. Ne nasce una violenta colluttazione, al termine della quale Thomas muore ed Ethan e Kirsten sono costretti a fuggire. Per i due comincia così una corsa contro il tempo che li porterà a Roma, dove dovranno rintracciare un sacerdote amico di Thomas, nella speranza che possa fare chiarezza sui motivi della morte dello scienziato e sul loro coinvolgimento.Tra progetti segreti, codici numerici da decifrare, esperimenti ai limiti del reale e morti inspiegabili, Ethan e Kirsten avranno un solo modo per uscirne vivi, svelare il segreto dietro la misteriosa scomparsa di una delle menti più geniali del XX secolo: Ettore Majorana.




Stefano Mancini ha scritto un thriller fantascientifico dove fantasia e realtà si fondono, immergendo il lettore in una vicenda arricchita da suspense e azione che, attraverso una trama coinvolgente con  tanti colpi di scena imprevedibili, sorprende in maniera profonda non preoccupandosi troppo di una veridicità scientifica e storica che ben si adatta alle esigenze narrative, risultando mai troppo pesante nemmeno nelle fasi dove ritroviamo spiegazioni scientifiche che, dimostrandosi semplici e lineari, non rallentano la lettura con interrogativi ma incoraggiando chi legge a cercare risposte. 

C'è subito da dire che la vicenda, pur avendo gli stessi protagonisti, è indipendente rispetto al precedente romanzo di Mancini l'Enigma del Fuhrer ; come logico però, se nel primo i personaggi erano "fisicamente" più caratterizzati, in questo suo ultimo risulta più approfondita e curata l'interiorità dei protagonisti, che emergono empaticamente più trasparenti e veritieri, umanamente sensibili nei confronti di un loro passato che fortemente condizionava ancora il presente.     

La scrittura è fluida e ricercata e per questo la lettura risulta molto piacevole, spedita e serrata allo stesso tempo; l'autore riesce a tenere alta la tensione grazie alla brevità dei capitoli ma soprattutto grazie alla bravura con la quale riesce a chiudere gli stessi lasciando in sospeso il lettore, lasciando tutti gli interrogativi a metà, suscitando una "morbosa" curiosità per i capitoli successivi, accorciando di molto il tempo di lettura di un romanzo che letteralmente si lascia leggere tutto d'un fiato.

Ethan e Kirsten saranno trascinati in una storia segnata da delitti e misteri, da segreti e indizi che porteranno i due protagonisti a intraprendere una corsa contro il tempo viaggiando tra passato e presente, sempre pronti a sacrificare tutto per arrivare ad una verità nascosta, celata nel tempo, divisa tra scienza e storia.
 
Tra codici e tracce da seguire, indizi e sincronismi, che sposteranno l'interesse del lettore ripercorrendo le vicende legate alla misteriosa scomparsa di Majorana, l'intreccio si farà, pagina dopo pagina, sempre più intricato e complesso, costantemente instabile fino ad arrivare finalmente all'epilogo del libro dove, dopo aver ricongiunto le due diverse linee temporali parallelamente percorse nella narrazione, emergerà con forza la convinzione che la storia non è fatta per cambiare, il suo svolgimento inevitabilmente non si poteva modificare ma solo adattare alle circostanze e agli uomini che attraverso il suo corso saranno dominati sempre dal desiderio di supremazia.
 
La meccanica narrativa si rivela stabile e ben organizzata; Il dialogo risulta naturale e intimo, ben alternato alle tante descrizioni arricchite e sostenute da similitudini e metafore, vivacizzate anche da quel pizzico di ironia che, oltre a testimoniare la personalità dell'autore, alleggerisce i toni dando leggerezza ad una narrazione che in alcune fasi risulta un po' "appesantita", ma che in generale si sviluppa in maniera agile e scorrevole.

Il punto forte del romanzo, personalmente, risulta essere una trama che, pur affondando le sue radici in una storia passata e vissuta da personaggi reali, risulta essere davvero molto originale e imprevedibile: si spazia tra passato e presente ripercorrendo nel libro vicende storiche reali che vanno dai conflitti mondiali alle tensioni della guerra fredda, dalla rincorsa al nucleare alla corsa per la luna.
La fotografia che ne esce alla fine rappresenta drasticamente un umanità sempre in conflitto, capace di rifiutare l'armonia, rendendo instabili gli equilibri in un mondo fatto da uomini pronti a mostrare la loro vera natura quando sono disposti a tutto per raggiungere gli scopi e desideri più inimmaginabili.

 
Davvero tanti complimenti sinceri a Stefano Mancini che ha scritto un libro capace di coinvolgermi in maniera totale, grazie non solo alle vivaci caratteristiche distintamente riconducibili al genere, ma sopratutto per la singolarità nell'utilizzare come "escamotage" elementi legati alla storia dei giorni nostri per costruire una trama davvero imprevedibile, con uno svolgimento inaspettato e incerto fino alle ultime pagine, per una lettura completata davvero in pochissimo tempo perché resa molto avvincente dalla complessità di una storia che appassionava sempre di più pagina dopo pagina.



mercoledì 16 febbraio 2022

L'uomo senza sonno di Antonio Lanzetta


Secondo dopoguerra. Bruno ha tredici anni e vive in un orfanotrofio vicino a Salerno, sottoposto alle continue angherie degli altri ragazzi. Solo l'amicizia con Nino, il nuovo arrivato che prende a difenderlo, riesce a rendere tollerabile la sua permanenza nell'istituto. L'estate porta con sé un momento di libertà per tutti i ragazzi: Bruno e Nino saranno scelti per andare a lavorare insieme nella tenuta degli Aloia, una ricca famiglia del circondario. È qui che Bruno conosce Caterina, una strana bambina che vive all'ultimo piano della casa e che lo guida a esplorare i recessi dell'imponente edificio. Il gioco assume però ben presto contorni sinistri: Bruno inizia a essere tormentato da incubi inspiegabili, che al risveglio lo lasciano profondamente spossato. Il ritrovamento, all'interno della proprietà degli Aloia, di alcuni cadaveri in avanzato stato di decomposizione, getta sulla villa e su chi la abita ombre inquietanti. A chi appartengono quei corpi? E perché tutti sembrano a conoscenza di qualcosa che non deve essere rivelato? Questo romanzo è la storia di un'amicizia, di ricordi spezzati e di un brutale assassino che si nutre di paure. È la storia di Bruno e dell'estate in cui divenne l'uomo senza sonno.



Antonio Lanzetta ha scritto un libro che coinvolge e trascina, pagina dopo pagina, con una storia immersa in una suspense quasi ipnotica che gioca con il lettore attraverso paura e tensione.
La trama si snoda attraverso storie parallele, salti temporali in diverse epoche storiche dove sviluppare in modo simultaneo diverse tematiche che si sdoppiano nel passato per poi ricostruirsi nel presente narrativo al fine di rendere ancora più articolato un intreccio che risulta complesso nel suo insieme e allo stesso modo molto originale.

La storia, ben costruita dall'autore, affonda le sue radici in un male che, generato e alimentato da vendetta e odio, era cresciuto negli anni anche grazie all'illusione di poter essere controllato, contenuto a fatica fino a quando quell'ossessione era ormai divenuta incontrollabile, rendendo irrecuperabilmente instabile l'equilibrio tra luce e buio.

Il libro è anche un romanzo di formazione dove possiamo facilmente ritrovare personaggi tipici delle storie di Lanzetta, raccontati senza filtro attraverso la loro intimità e con molte sfaccettature; in particolare come protagonisti ritroviamo bambini, anime innocenti che, trascinati con forza nell'età adulta, lottano e soffrono perché costretti a pagare colpe di chi è più grande, soffocati da una negatività nella quale riescono, con coraggio e caparbietà, a trovare motivo per trasformarsi, ragione per evolvere positivamente nel corso della vicenda, uscendone alla fine più forti e consapevoli.

Il protagonista del libro è Bruno, ragazzo orfano timido e fragile, cresciuto senza amore, abbandonato dai genitori e dimenticato dalla vita; derubato e tradito dalla speranza, trascina la sua adolescenza come tutti coloro che, costretti dalla società ad essere ultimi, non sono più capaci di sognare, di desiderare qualcosa di meglio; nessuna mano tesa per Bruno, solo rassegnazione ad ingiustizia e dolore, abituato a non chiedere più nulla a quel destino che, dopo averlo ingannato, mosso a pietà riuscirà ad intervenire in suo favore fornendo accidentalmente un occasione per uscire da quel tunnel stretto e buio; messo alla prova il nostro protagonista sarà costretto a confrontarsi con tanta sofferenza, con un dolore prigioniero di un mondo avvolto dal male che farà risvegliare in lui quel suo essere speciale, un dono con il quale riuscirà a fronteggiare una situazione più grande di lui. 
Da questa esperienza Bruno uscirà profondamente segnato e cambiato per sempre, sostenuto da sentimenti ritrovati come amicizia e comprensione, più consapevole e maturo; Accelerando il passaggio all'età adulta, quando ormai era riuscito a svincolarsi  dalla paura, Bruno da preda si trasformerà in cacciatore, un guardiano silenzioso che difendeva quel confine tra il sogno e realtà misurandosi con quell'essere che si nutriva di paura.  

Lo stile inconfondibile di Lanzetta, anche in questo romanzo, rende davvero imprevedibile l'intreccio narrativo che, stravolto continuamente pagina dopo pagina, ribalta tutte le certezze acquisite durante la lettura, ripagando attraverso una vivacità descrittiva, forte e d'impatto, arricchita dalle tantissime descrizioni evocative presenti nel libro, dove l'attenzione particolare per le metafore fa spaziare il lettore in elementi tipici di un genere gotico che mescola bene paura e commozione.

Un dialogo serrato, insieme a capitoli brevi, riescono bene ad adattarsi ad un atmosfera contrassegnata da paura e angoscia che, "penetrando" nei protagonisti, permettono di esplorare la loro natura umana scandagliando le parti più intime e profonde, riuscendo di fatto a esprimere al meglio la "filosofia letteraria" di Lanzetta: per l'autore difatti quello non si deve temere solo quello che non si vede, come il buio , ma anche chi, presente fisicamente, quel buio lo porta dentro, alimentando il male che affascina e rende schiavi, celando crudelmente tante verità inimmaginabili.

Il romanzo di Lanzetta (come sempre) fotografa bene i conflitti interiori, le difficoltà della vita, stimolando chi legge a farsi domande e non a trovare risposte; la sua bravura si traduce principalmente nella caratterizzazioni dei suoi personaggi che, come esseri sociologici, emergono empaticamente, nascondendo sempre sfumature diverse, riuscendo ad evolversi durante la vicenda narrata che, in una disamina socio culturale, gravita sempre verso un male espresso nelle sue varie forme, radicato in uomini che, nonostante il contesto, saranno sempre prigionieri di sentimenti come rancore e odio, succubi della vendetta che li condiziona avvelenando la vita, lasciando profonde ferite non solo in chi agisce ma anche in chi subisce che, molto spesso, paga il prezzo della sua innocenza. 
 
 
Tantissimi complimenti sinceri ad Antonio Lanzetta (che da anni seguo con molta stima e simpatia) perchè anche con quest'ultimo suo romanzo riesce non solo a non deludere le aspettative dei suoi lettori, ma anche ad appassionare e coinvolgere pienamente attraverso una storia originale e ben costruita, divisa tra la vita e la morte, capace di oltrepassare i limiti di una tensione narrativa che cattura emotivamente, accompagnando il lettore negli abissi più profondi della paura attraverso dolore e angoscia. 
 
 

martedì 8 febbraio 2022

Tutto il cielo che serve di Franco Faggiani

 

Nell’agosto del 2016, Francesca Capodiferro, giovane geologa e capo squadra dei Vigili del Fuoco di Roma, si trova per lavoro sui Monti della Laga, al confine tra Lazio, Marche e Abruzzo. La sera del 24, con i suoi due cani da ricerca, decide di accamparsi sulla montagna sopra Amatrice ma proprio quella notte violente scosse di terremoto distruggono il paese e tutte le frazioni limitrofe. Francesca sarà tra i primi ad arrivare sul luogo e a organizzare i primi soccorsi, inizialmente con mezzi di fortuna, poi aiutata dagli uomini della sua squadra. Con loro ha sempre avuto rapporti difficili, quasi conflittuali: i ‘suoi’ Vigili del fuoco le obbediscono ma non la amano e questo spesso le causa problemi anche durante le operazioni di emergenza. Dopo incontri inaspettati, allontanamenti e ricongiungimenti, arrivano i rinforzi e Francesca, provata emotivamente dalla tragedia e dai contrasti sorti con i colleghi, decide di partire da sola alla ricerca dei dispersi e delle persone rimaste bloccate nelle vallate circostanti, frugando nei casolari, nelle grotte e nei rifugi offerti dai boschi, dove la gente si è nascosta per la paura. Sarà un viaggio difficile il suo, nel dolore e nella bellezza della natura, a volte così violenta e indifferente alle vicende umane. Ma sarà anche un viaggio necessario per scoprire, dentro di sé, le ragioni della propria missione e riconciliarsi finalmente con la vita, i suoi uomini, il suo lavoro.





Quello di Franco Faggiani è un romanzo emozionante, che tocca le corde più intime della fragilità umana, coinvolgendo il lettore attraverso una drammaticità, raccontata con rigidità e rispetto, che brillantemente "resiste" alla banalità; le pagine sono intrise da un dolore descritto con estrema semplicità, una sofferenza che alla fine risulterà toccante per il suo realismo, ma anche più forte e incisiva perché capace di trasmettere quella devastazione intima che aveva "demolito"  più la mente che il fisico. 

Il libro di Faggiani, scritto come celebrazione per il lavoro dei vigili del fuoco, è principalmente un romanzo dove la natura viene "glorificata", esaltandone tutti i suoi colori, meravigliosamente decantata per coinvolgere a pieno il lettore che viene preso per mano e accompagnato attraverso luoghi selvatici e paesaggi incantevoli costruiti da pennellate di colore così delicate da far contrasto con la bruttezza mutevole dell'opera dell'uomo. Il lettore così entra in connessione con qualcosa che, da una parte cattura e incanta per la sua essenza, e dall'altra sorprende sia nel bene che nel male; per parecchie pagine immaginata come una madre benigna disposta a mostrarsi ma anche a difendersi, in altre mostrerà tutta la sua instabilità nel trasformasi in matrigna per punire i suoi figli.

Lo stile dell'autore si sviluppa in maniera appassionante, facilmente identificandosi con una scrittura che risulta sempre molto fluida e toccante, e con un dialogo che alterna fasi più intime a quelle più concitate. 

Personalmente ho apprezzato molto l'abilità dell'autore nel essere riuscito a "spersonalizzare" i ruoli dei suoi protagonisti; questi infatti non colpiscono particolarmente solo per il loro ruolo ma per il loro essere, per il loro vissuto che arricchisce la trama, non come personaggio, ma come persona, suscitando indirettamente una critica verso una società moderna, dove i rapporti umani molto spesso vengono ostacolati da pregiudizi culturali che affondano le radici nell'incapacità di accettare, non solo chi non si conosce, ma anche chi è più meritevole a ricoprire certi spazi. 

Con questo intento l'autore sceglie, non a caso, Francesca Capodiferro come protagonista e voce narrante della vicenda, valorizzandone soprattutto le sue tante qualità: oltre ad essere una geologa e un caposquadra dei vigili del fuoco Francesca è soprattutto una donna, istintiva e coraggiosa, con un infinita forza d'animo che combatte da tempo la sua personale battaglia contro la discriminazione in un mondo fatto da uomini che costantemente la sminuiscono e limitano mettendola sempre in dubbio.

Francesca aveva rinunciato ad una vita comoda per una vita non facile, senza orari, senza troppa libertà, per abbracciare non un mestiere ma una scelta di vita che, oltre ad obiettivi concreti, permetteva tante soddisfazioni personali nella ricchezza di un lavoro utile alla comunità.

Quando alle 3 e 38 del 24 Agosto 2016 le scosse di terremoto fermeranno il tempo e la vita di molti, Francesca, trovandosi non troppo lontano da quel ruggito che aveva rotto il silenzio, insieme ai cani Rufus e Nuzzo, si precipita ad Amatrice con l'intento di salvare più vite possibili.

Comincia così un lungo viaggio attraverso le immagini di una tragedia dove emerge una precarietà che colpisce la protagonista, unita empaticamente alla gente del posto, condividendo quel senso di smarrimento che facilmente ritroverà anche nel suo intimo, dovendo fare i conti con il suo passato, con il suo lavoro, con la sfera familiare e anche con quei sentimenti che sembravano da troppo tempo essersi presi una pausa.

Da questa esperienza Francesca imparerà ad aprirsi, a mostrare le sue debolezze per trovare la forza, mettendosi in discussione, non solo per affrontare la rassegnazione di fronte alla tragedia ma per ritrovare la speranza, anche nella sfera personale.

Tra le righe del romanzo, non con troppa fatica, si riesce a leggere il messaggio dell'autore che, forte e incisivo, suscita in chi legge alcune considerazioni importanti: in primo luogo, tramite la vicenda raccontata, l'autore semplifica la capacità dell'uomo nel superare i contrasti davanti ad situazioni d'emergenza, solo a patto però di voler accantonare i tanti pregiudizi che nel libro vengono evidenziati senza troppa retorica. 

Un altra riflessione interessante è quella che riguarda le persone coinvolte in situazioni d'emergenza, quelle portate al limite dalla vita che, invece di "soccombere", reagiscono riuscendo ad riemergere, riuscendo alla fine a capire più di se stessi, per poi continuare a vivere in maniera migliore, cambiando atteggiamento e mettendo al primo posto le cose veramente importanti, imparando a tralasciare le questioni inutili che avvelenano solo la vita. 

Tutto il cielo che serve è una lettura davvero bella e molto coinvolgente con cui Franco Faggiani, a cui vanno i miei complimenti più sinceri, ancora una volta riesce ad esprimere tutta la sua attenzione e sensibilità riguardo storie e luoghi, a volte poco conosciuti, a cui restituisce valore e memoria, coinvolgendo i suoi lettori attraverso racconti che colpiscono anche per il coraggio dei suoi protagonisti, soprattutto per la loro forza empatica, e principalmente per la sua capacità descrittiva che avvolge e affascina tutta la narrazione. 




                                              Franco Faggiani

 vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo e ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), vincitore del Premio Parco Majella 2018, del Premio Letterario Città delle Fiaccole 2018 e del Be Kind Award 2019, si è fatto conoscere e amare da moltissimi lettori. Con Il guardiano della collina dei ciliegi (Fazi Editore, 2019), ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2019 e il Premio Selezione Bancarella 2020. Tutti i suoi libri (questo è in via di traduzione) sono stati pubblicati nei Paesi Bassi ottenendo un grande successo di critica e di pubblico.

         

                               

               

   Tutto il cielo che serve


Autore: Franco Faggiani
Genere : narrativa contemporanea
Editore: Fazi  Collana:Le strade
Formati: brossura /e-book 
Uscita: 21 Ottobre 2021     


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